Una luce nel buio

Capitolo 4

La città era in fibrillazione. La gente spaventata si chiudeva nelle proprie case e sperava che i valorosi uomini della casa reale riuscissero a respingere l'attacco imminente.

“Preparatevi a partire!” tuonò Theodred.

Calien si trovava nelle stalle, frettolosamente stava preparando le ultime cose, prima di unirsi agli altri e galoppare fino ai guadi dell'Isen, dov'era stato avvistato un grosso esercito di orchi.

Sulla porta apparve all'improvviso Eomer. Le si avvicinò con un cipiglio determinato disse:”Non voglio che tu venga”

“Cosa?” le chiese lei incredula, alzando gli occhi a guardarlo.

“E' troppo pericoloso...ti prego resta qui, non riuscirei a combattere se sapessi che sei anche tu in pericolo...” le disse semplicemente lui, quasi pregandola.

“Io sono una guerriera! Come ti salta in mente di chiedermi una cosa del genere?” disse lei alzando la voce.

A quel punto Eomer perse le staffe e cominciò ad urlare :”Sei sempre stata testarda ma stavolta non vincerai! Devi restare a casa, noi stiamo andando a morire, hai capito?”

“Io faccio parte dell'esercito e verrò con voi! Se è mio destino morire stanotte, così sarà!” gli urlò lei di rimando e senza degnarlo di uno sguardo montò a cavallo e si unì agli altri, sapendo che non avrebbe osato scoprirsi davanti al suo esercito.

“Calien!Torna subito qui!” urlò lui dalle stalle, con scarsi risultati, dato che lei si era già mischiata alla folla di soldati.

In un impeto di rabbia, Eomer colpì la porta con un pugno, stringendo i denti e maledicendo la testardaggine di quella ragazza.

Dopo un po' che l'esercito era uscito dalle porte di Edoras, si alzò un forte vento e cominciò a piovere.

Gli occhi dei soldati si abituarono lentamente all'oscurità e quando arrivarono ai guadi dell'Isen rimasero sbalorditi nel vedere le forze che avrebbero dovuto fronteggiare.

Migliaia di orchi e Uruk-hai si lanciarono alla carica all'improvviso.

“Eorlingas attaccate!” urlò Theodred.

Gli uomini lanciarono i cavalli al galoppo, uccidendo quanti più nemici possibile. Molti venivano schiacciati dalle zampe dei potenti cavalli dei rohirrim, e inizialmente sembrò che la battaglia volgesse a favore di questi ultimi.

Un urlo si levò da quello che poteva essere il capo degli Uruk-hai, e come se fosse un segnale prestabilito, molti di questi abominevoli esseri si lanciarono contro Theodred.

L'uomo reagì prontamente, uccidendone subito tre.

“Eomer!” gridò Calien quando vide l'amico in difficoltà.

Prima ancora che il maresciallo potesse reagire, molti orchi lo circondarono, impedendogli di avvicinarsi al cugino.

Nonostante la foga con la quale combatteva, gli orchi sembravano sempre di più intorno a lui, e ben presto non riuscì più a vedere né la sua amata, né Theodred.

La guerriera intanto si era affiancata all'amico, così come molti dei suoi uomini stavano cercando di proteggerlo dagli Uruk che sembravano accanirsi stranamente solo su di lui.

Dopo ore di combattimento l'esercito di Rohan era stato decimato.

I pochi sopravvissuti continuarono a combattere, pur essendo allo stremo delle forze, rifiutandosi di arrendersi.

Con la coda dell'occhio Calien vide un orco avventarsi alle spalle di Theodred.

Senza pensarci due volte cominciò a correre e spinse l'amico di lato. Una fitta di dolore lancinante la pervase e a stento riuscì a rendersi conto di essere stata colpita dal nemico.

Dopo qualche secondo tutto piombò nel buio più assoluto, sebbene riuscisse ancora a sentire i rumori della battaglia che infuriava intorno a lei.

“No!”sentì Eomer gridare e avvicinarsi a lei, ma non riusciva ad aprire gli occhi per dirgli di non preoccuparsi.

“E' ancora viva! Portatela verso la retroguardia, e cercate di tamponare questa ferita!” gridò il maresciallo ai suoi uomini, cercando di rimanere calmo, nonostante la vita della sua amata fosse appesa a un filo.

Quando Calien aprì gli occhi notò che Eomer era seduto accanto al suo letto, e che le stava tenendo la mano.

Gli sorrise debolmente, e poi mormorò:”Mi dispiace… Sei arrabbiato con me?”

“Non dirlo neanche per scherzo” le rispose l'uomo avvicinandosi per baciarle la fronte. “Ho avuto paura che tu non ce la facessi...sei stata molto coraggiosa”.

Le strinse la mano tra le sue e continuò a guardarla, come a volersi assicurare che fosse davvero lì con lui, ringraziando mentalmente i Valar per averla risparmiata.
Ricordandosi improvvisamente del motivo per cui era stata colpita, Calien chiese a Eomer:”Dov'è Theodred? Sta bene?”

Il viso dell'uomo s'incupì, e distolse lo sguardo, evitando di rispondere.

“Eomer! Cos'è successo? Guardami negli occhi quando parlo!”gli disse la ragazza, cercando di alzarsi.

“Non ti agitare, devi riposare...” cercò di calmarla lui, trattenendola a letto.

“Dimmi cos'è successo...” gli chiese di nuovo Calien dopo un po', la voce ridotta a un soffio.

“E'... stato ferito piuttosto gravemente, si trova nella sua stanza adesso, c'è Eowyn a vegliare su di lui” rispose lui con un filo di voce, evitando di guardarla.

“Cosa?Voglio vederlo!” disse Calien, tentando di alzarsi. Una scarica di dolore le partì dalla spalla, gli occhi le si riempirono di lacrime e con un grido ricadde nel letto.

Il viso di Eomer era preoccupatissimo, le asciugò le lacrime e le tolse delicatamente una ciocca di capelli dal viso.

Dopo qualche minuto lei sembrò rilassarsi e così le chiese:” Va meglio? Devi restare a letto, ci occuperemo noi di Theodred” le carezzò dolcemente una guancia e disse:” Adesso riposa, io torno più tardi a trovarti...” .

Le baciò dolcemente le labbra e mormorò:”ho avuto così tanta paura di perderti...”.

“Finalmente sei sveglia!” le sorrise Eomer quando entrò nella stanza.

Calien gli sorrise dolcemente e disse:”Eowyn mi ha detto che ho dormito per due giorni consecutivi...”

“Già...come ti senti adesso?” le chiese lui avvicinandosi per baciarle la fronte delicatamente.

“Sono affamata...e stanca di stare in questo letto...credi che sia un buon segno?” ridacchiò lei, prendendogli la mano.

“Ti farò portare subito qualcosa da mangiare. Il medico dice che al massimo domani potrai alzarti, il peggio è passato” le rispose dolcemente l'uomo, scostandole una ciocca di capelli dal viso con tenerezza.

“Eomer...grazie di essermi stato vicino...sentivo la tua presenza...ti amo tanto, mi dispiace di averti fatto preoccupare...” mormorò lei, sfiorandogli la guancia con le punte delle dita.

“Ti amo anch'io...e non devi scusarti per niente...la cosa più importante adesso è che tu stia bene...” le rispose lui accarezzandole il viso.

“Come sta Theodred?”chiese lei ansiosa di conoscere la sorte del suo amico.

Eomer distolse lo sguardo e poi mormorò:”E' in camera sua...la ferita è molto grave e non dà segni di ripresa...”

“Credi che potrò vederlo?”

“Ti ci accompagno, vieni, appoggiati a me” le disse lui, guidandola premurosamente verso la stanza del cugino.

Quando vide l'uomo pallido ed emaciato Calien si sentì mancare. Fortunatamente Eomer la sorresse e la fece sedere su una sedia posta accanto al letto.

Lei alzò di poco le coperte e vide la ferita che percorreva tutto il bacino dell'uomo.

Guardò tristemente il suo amato, che ricambiò lo sguardo, poggiandole una mano sulla spalla.

“Vado a parlare con mio zio” le annunciò Eomer quando l'ebbe riaccompagnata nella sua stanza. “Gli orchi premono ai confini e sono quasi certo che abbiano colpito Theodred di proposito”

“Stà attento a Grima...quell'uomo è infido, lo sai benissimo che cercherà di screditarti agli occhi di Theoden”le disse lei preoccupata.

“Lo so...” disse gravemente l'uomo. “Tu starai bene?”

Per tutta risposta lei lo baciò dolcemente e poi lo salutò, seguendolo con lo sguardo.

Quella sera qualcuno bussò alla porta di Calien.

Quando Lei andò ad aprire rimase senza parole nel vedere Eowyn in lacrime.

La fece entrare e l'abbracciò stretta. Temendo che potesse essere successo qualcosa di grave, le chiese con voce tremante:”Cosa...cosa ti turba?”

“Theodred è morto...”rispose la ragazza tra i singhiozzi. “E Theoden ha fatto rinchiudere Eomer nelle celle, perché Grima lo ha convinto che è stato lui a organizzare l'assassinio del figlio...”

A quelle parole, Calien rimase interdetta. Si accasciò sul piccolo divano accanto al fuoco, cercando di registrare l'accaduto.

Aveva perso il suo migliore amico, e il suo amato era rinchiuso a marcire nelle celle, accusato di aver ucciso il suo adorato cugino.

Fu Eowyn a parlare per prima.

“Dobbiamo aiutare mio fratello a fuggire” disse risoluta.

Calien la guardò intensamente, mille pensieri le affollavano la mente.

“Si, hai ragione. Io faccio parte delle guardie, posso vederlo senza destare sospetti. Gli uomini sono molto fedeli a Eomer. Aiutami a mettere l'uniforme, e ci andrò a parlare”.

Nonostante le facesse ancora male la spalla, la ragazza infilò l'armatura e si recò negli alloggi dell'esercito.

“Dobbiamo aiutarlo Eorl!” disse lei animatamente

“Non preoccuparti, noi non lasceremo il nostro capitano a marcire in prigione!” rispose l'uomo, che era uno dei soldati più fidati di Eomer.

Dopo aver organizzato un piano di fuga con Eorl, Calien si recò nelle segrete del castello, dove l'unico prigioniero era il suo amato.

Aveva un vassoio con del cibo, e ordinò alla guardia di lasciarla passare.

“Lasciaci soli. Non ho paura di lui, è un traditore e oltretutto è disarmato” ordinò alla guardia, fedele a Grima Vermilinguo.

Quando furono soli, sorrise ad Eomer, e gli accarezzò dolcemente una guancia. Lo avevano picchiato duramente, gli avevano tolto l'armatura, l'elmo e la sua adorata spada e ora giaceva seduto in un angolo della cella buia e sporca.

L'uomo prese la mano della sua amata tra le sue, e cercò di sorriderle, senza riuscirci. La situazione era tragica e non sapeva come venirne a capo.

“Questa notte ti faremo fuggire” disse lei in un sussurro a malapena udito da Eomer.

“Chi?” chiese lui sorpreso

“I tuoi uomini ti sono fedeli. Eowyn distrarrà Grima e io e gli altri ti aiuteremo a fuggire. Siamo circa un centinaio. Non ti lasceremo qui...” rispose lei risolutamente.

“Ma se lo farete sarete esiliati!” cercò di protestare lui.

“Non c'importa” disse lei, sfiorò le labbra dell'uomo con le sue e poi disse:”Ti amo...tieniti pronto stanotte” e senza aspettare risposta, uscì dalla cella e scomparve alla vista di Eomer.

Eowyn aiutò Calien a preparare tutto il necessario. I cavalli erano stati sellati e nascosti, e la dama aveva preparato anche del cibo per il viaggio.
“Stai attenta, Grima è molto pericoloso” le disse Calien abbracciandola.

“Anche tu stai molto attenta...e non sforzare troppo la spalla!” l'ammonì l'altra.

Eowyn non disse all'amica che aveva invitato Grima nelle sue stanze. Sapeva che l'uomo la desiderava e non c'era altro modo per distrarlo completamente e lasciare via libera agli altri per liberare il suo adorato fratello.

Silenziosamente, Calien e altri quattro uomini scesero nelle segrete. Uccisero le guardie fedeli a Vermilinguo e, recuperate le chiavi, aprirono la cella di Eomer, lasciandolo uscire.

Miracolosamente, i rohirrim guidati da Eomer e Calien, riuscirono ad allontanarsi da Edoras senza subire gravi perdite.

Galopparono fino all'alba e poi si fermarono per riposare.

Calien diede ad Eomer l'armatura e la sua fedele spada, e poi andò a sedersi su un masso poco distante, da dove poteva scrutare l'orizzonte.

Poco dopo il suo amato la raggiunse.

“Sei stata molto coraggiosa” le disse dolcemente.”La spalla di fa ancora male?”

“Non preoccuparti per me” rispose lei con un sorriso. “Ora cosa faremo?”

“Andremo a nord, ci allontaneremo il più possibile da Edoras, Grima dispone di molti uomini fedeli a lui, ma non credo che li invierà contro di noi” spiegò il cavaliere.

La guardò per un attimo negli occhi, avvicinandosi a lei per baciarla.

La ragazza lo allontanò, dicendo:”Ma sei matto? Vuoi farci scoprire?”

“Non m'importa più, ormai, per troppo tempo ho dovuto nascondere il mio amore, adesso voglio che lo sappiano tutti...” così dicendo la tirò a sé baciandola dolcemente.

Gli uomini li guardarono e ridacchiando cominciarono ad applaudire e inneggiare al loro capitano, mettendo in imbarazzo Calien che abbassò la testa sperando che gli altri non notassero che era arrossita.

“Uruk!” gridò improvvisamente un soldato, indicando un punto davanti a lui.

Dopo essersi assicurato che fossero davvero nemici, Eomer e gli altri montarono in sella, dirigendosi a tutta velocità verso quelle orribili creature.

La battaglia fu sanguinosa. Morirono quindici soldati, che Eomer fece seppellire poco distante.

Le carcasse dei nemici furono ammucchiate e bruciate, e senza una parola l' eotheod si rimise in marcia.

Eomer si guardò intorno per qualche attimo. Gli uomini erano già quasi tutti distesi sulle loro coperte, esausti dalle tante ore di marcia che avevano affrontato.

Non riuscì ad evitare di sorridere quando scorse la sua Calien, seduta placidamente accanto al fuoco, intenta a leggere un piccolo libro che aveva portato da Edoras.

Le si avvicinò lentamente e sedette accanto a lei, posandole un dolce bacio sul collo.

“Non sei stanca?”

“Un po'...ma non riesco a dormire...”ammise lei, voltandosi a guardarlo.

“Dormiamo insieme Calien? Vuoi?”le chiese lui speranzoso.

Lei gli sorrise e gli baciò leggermente le labbra. Senza una parola si alzò, prendendogli la mano, e si stese sulle sue coperte.

Il cavaliere si stese accanto a lei, e le fece appoggiare la testa sul suo petto, premurandosi di sistemare le coperte su entrambi.

Dopo qualche minuto di silenzio, lui mormorò:”Credi che io abbia fatto bene a lasciar andare via quei tre oggi?”

“Non mi sembravano pericolosi...sembravano tanto preoccupati per i loro amici hobbit...”

“Mi chiedo quali affari abbiano portato un nano, un elfo e un umano nelle terre del Mark...”

“Spero che riescano a far ragionare tuo zio...” sussurrò lei.

Gli faceva ancora male parlare di suo zio e di Theodred, e quindi Eomer cercò di cambiare argomento, dicendo:”E' così bello poterti stringere a me senza preoccuparmi che gli altri ci possano vedere...”

“Già...ricordi quella sera in cui non riuscivi a dormire? Camminasti seminudo e scalzo fin nel salone e mi spaventasti a morte!” ridacchiò lei.

“Come potevo sapere che anche tu eri sveglia? Era notte fonda!” Eomer cercò di apparire serio, ma inevitabilmente cominciò a ridere ripensando a quella sera.

“Stavi gelando, ti sedesti accanto al fuoco e io ti misi il mio mantello sulle spalle...” ricordò lei sorridendo.

“E mi portasti un bicchiere di liquore per riscaldarmi...”

“Si, e dopo un po' tu cominciasti a massaggiarmi i piedi!” ridacchiò lei

“Non sapevo come fare a rompere il ghiaccio tra noi!”

“Fu quella la sera in cui...sei venuto per la prima volta in camera mia” mormorò lei, alzando il viso per posargli un bacio sul suo collo.

“Ti amo” mormorò lui, girandosi su un fianco e poggiando la fronte a quella della sua amata, senza mai staccare gli occhi dai suoi.

“Ti amo anch'io Eomer...”

Qualche giorno dopo un soldato posto di vedetta annunciò l'arrivo dello stregone bianco.

“Saruman” sibilò Eomer con rabbia, balzando a cavallo e correndo incontro al visitatore.

Calien prese il suo cavallo e l'inseguì, sperando di riuscire a evitare che lui compisse qualche sciocchezza.

I due sussultarono quando videro che si trattava di Gandalf.

Il mago gli sorrise amabilmente e gli spiegò cos'era successo.

“Hai visto mio zio?” chiese Eomer preoccupato.

A quel punto il volto del mago s'incupì e gli disse:”Sono venuto a chiamarvi proprio per questo. Grima Vermilinguo era una spia di Saruman ed era riuscito a incantare Theoden e ordinare l'uccisione di Theodred per incolpare te. Tuo zio è asserragliato al fosso di Helm. Se gli sei ancora fedele dobbiamo partire subito e andare ad aiutarlo...”

“Riuniremo subito le truppe. Saremo in grado di partire tra meno di un'ora” rispose risolutamente Eomer. Lanciò uno sguardo a Calien, che annuì, facendogli capire che sarebbe stata al suo fianco, e poi si precipitò all'accampamento dove spiegò la situazione ai suoi uomini, che cominciarono velocemente a radunarsi.

Lo spettacolo che si parò davanti ai loro occhi quando arrivarono al fosso di Helm era impressionante.

Gli uruk sembravano essere milioni, assaltavano il castello con una forza sovrumana, distruggendo tutto quello che si trovava sul loro percorso.

Ad un tratto videro Theoden, Legolas, Aragorn e pochi altri uomini cavalcare verso il nemico con rabbia.

“Theoden è solo e in difficoltà...” mormorò Gandalf.

“Non è solo!” rispose Eomer fieramente, prima di urlare alle sue truppe:”Rohirrim! Attacchiamo!”

Solo qualche ora più tardi Eomer, Theoden, Legolas , Ghimli e Aragorn, guardavano gli orribili esseri che si ritiravano, con aria soddisfatta.

Theoden stava già declamando la sua vittoria, ma Gandalf frenò il suo entusiasmo dicendogli che la battaglia decisiva non era ancora iniziata.

Eomer cercava Calien ormai da un po'. Sul volto aveva un'espressione piuttosto preoccupata, non la vedeva da quando avevano caricato gli uruk e anche se cercava di convincersi che lei stesse bene, aveva assolutamente bisogno di vederla.

La scorse in mezzo agli altri soldati. Stava lavando via la sporcizia e il sangue dei nemici uccisi in battaglia.

Le si avvicinò lentamente, porgendole un telo col quale lei potesse asciugarsi il viso.

Sul volto la ragazza aveva un'espressione indecifrabile.

Calien lo guardò per un attimo, per poi dedicarsi alla manutenzione della sua armatura, ignorandolo.

Si era completamente dimenticato di lei.

Era convinta del fatto che lui non volesse realmente presentarle suo zio, e che ora che si trovavano di nuovo a corte Eomer si sarebbe comportato semplicemente come prima, ignorando tutte le promesse che le aveva fatto in precedenza.

L'uomo la guardò con un'espressione interrogativa.

Delicatamente le tolse dalle mani l'armatura e la tirò a sé, baciandola con passione davanti a tutti i soldati, che subito approvarono l'azione con un boato di fischi e applausi.

Incredibilmente imbarazzata, Calien si staccò dall'uomo e sibilò:”Ma cosa ti salta in mente?” prima di allontanarsi velocemente, e sparire tra la folla, lasciando Eomer confuso e perplesso.

Calien sussultò quando sentì una voce alle sue spalle.

“Non ci siamo già visti?” le chiese educatamente l'elfo, avvicinandosi a lei.

La ragazza studiò bene il suo viso e poi esclamò:”Ma certo! Tu viaggiavi con un umano e un nano...”

“Si, infatti!” le disse allegramente lui. “Io sono Legolas, figlio di Thranduil. Posso sapere il tuo nome?”

“Mi chiamo Calien ” rispose lei sorridendogli.
“Devo confessare che non ho mai visto una donna combattere, ma tu ti sei battuta con valore, devo farti i miei complimenti” disse l'elfo con tono reverenziale.

“Ti ringrazio” rispose lei.

I due parlarono ancora per un po', ma furono interrotti dall'arrivo di Eomer.

Quando il rohirrim vide la sua amata insieme a quell'elfo provò un forte fitta di gelosia. Non riusciva a sopportare la vista della sua Calien insieme a un altro, e non riuscì a nascondere il sollievo che provò quando l'elfo li salutò e si allontanò in fretta.

La ragazza guardava l'orizzonte. Una leggera brezza le scompigliava i lunghi capelli corvini, che in quel momento erano sciolti.

Eomer le si avvicinò da dietro, posando le mani sui suoi fianchi e costringendola a girarsi verso di lui.

Prese il suo viso tra le mani e le diede tanti piccoli baci, prima di sussurrare:”Perché sei arrabbiata con me?”

“Perché non mi piace che tu mostri il nostro amore come un trofeo! Io sono un soldato, mi hi messa in imbarazzo davanti a tutti i miei compagni!” sbottò lei nervosamente.

“Quando il male sarà sconfitto, mio tesoro...tu non farai più parte di quest'esercito...” la guardò negli occhi intensamente, dicendo:”Io voglio che tu sia felice. ”

Il rohirrim a quel punto si mise in ginocchio davanti a lei, ed estrasse un anello dalla tasca della tunica.

“Quest'anello aspetta da parecchio tempo di essere consegnato” spiegò. “Non avevo mai il coraggio di dartelo...”. Le prese la mano e solennemente le disse:”Calien, vorresti sposarmi e passare il resto della tua vita al mio fianco?”

Lei lo guardò con le lacrime agli occhi. Aveva sognato tante volte quel momento, ma la realtà superava ogni suo sogno.

“Si...” riuscì solo a mormorare, prima che lui le mettesse l'anello al dito e la stringesse forte a sé.

“Ti amo...avevo tanta paura che tu mi dicessi di no...” sussurrò lui vicino al suo orecchio.

 

 

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