Una luce nel buio

Capitolo 2

Quando si svegliò la mattina dopo, Calien era sola nella stanza.

Come d'abitudine, Eomer era tornato in camera sua in silenzio all'alba, per non farsi scoprire insieme a lei.

La donna indossò pantaloni, tunica e stivali e scese nel cortile principale, dove aveva luogo l'addestramento delle truppe.

Eomer stava tirando di spada con un soldato. Faceva molto caldo e si era svestito fino a rimanere a torso nudo. La ragazza si sedette a guardare per qualche minuto e quando lui la vide la salutò con un cenno della testa.

Si godette lo spettacolo del suo corpo che si muoveva istintivamente con grazia, mentre affondava e parava colpi con la grossa spada.

“Non dovresti fissarlo così, o gli farai perdere la concentrazione!” ridacchiò Theodred alle sue spalle.

Calien si voltò e gli sorrise, facendogli spazio in modo che sedesse accanto a lei.

”Ieri Eowyn è venuta a chiedermi scusa…” annunciò, e poi studiò attentamente l'espressione dell'amico, un sopracciglio sollevato.

”Perché non mi sembri affatto sorpreso? Tu ne sapevi già qualcosa, vero?”

“Ne ha parlato prima con me”confessò Theodred. “Vi ha visti insieme e si è sentita in colpa per aver contrastato il vostro amore in passato. Le ho semplicemente consigliato di venire da te...”

“Grazie...” disse la ragazza, battendogli una mano sulla spalla in un gesto d'affetto.

“Più tardi dovremmo pattugliare la zona nord” disse Eomer avvicinandosi a loro. “Tu sei dei nostri, Calien?” le chiese con cortesia ma molto freddamente, ancora ansimante dal duello che aveva appena terminato.

All'inizio quel suo modo di rivolgersi a lei in pubblico l'aveva ferita, ed Eomer si era sentito terribilmente in colpa.

Poi si era resa conto che non potevano fare altrimenti. Dovevano fare molta attenzione.

“Certamente. Sapete dove trovarmi” rispose lei, che si alzò e si recò a palazzo, dove avrebbe preparato le proprie armi e infilato l' armatura.

Nella sala del trono, Grima Vermiliguo stava come sempre mormorando qualcosa nell'orecchio di re Theoden, che ormai sembrava dipendere quasi completamente dal suo consigliere.

L'attenzione dell'uomo fu catturata da Eowyn, che era entrata nella sala, ignorando completamente Grima.

Il consigliere non nascondeva affatto l'attrazione che provava per quella ragazza, e non lo fece nemmeno questa volta, lanciandogli uno sguardo lascivo, prima di tornare a parlare al re.

“Dovete stare attento mio signore” sibilava, “Eomer è astuto e molto ambizioso, non esiterà a uccidere vostro figlio Theodred, è quello che avrebbe voluto fare dal primo giorno, così da assicurarsi il trono di Rohan...”

“Eowyn!” la chiamò suo fratello. “Posso parlarti un momento?” le chiese gentilmente, accompagnandola per mano nel giardino.

“Ieri hai medicato la ferita di Calien” esordì, non sapendo come iniziare il discorso, fingendosi indifferente. “Credi che sia pericolosa?”.

“No, fortunatamente non era infetta, anche se oggi voglio controllarla di nuovo, e credo sia meglio che non sforzi troppo il braccio, almeno per il momento” rispose lei

“Infatti oggi non le ho permesso di allenarsi con la spada...” .

Eomer cercò per un attimo le parole, e poi decise di essere il più diretto possibile e disse:”Hai cambiato idea su di noi”.

Non era una domanda ma un'affermazione.

“Mi dispiace di essermi comportata così male con lei...e mi dispiace di non aver creduto nel vostro amore...forse...forse sono semplicemente gelosa di non avere una persona speciale che si prenda cura di me, mentre tu hai Calien...” disse in un sussurro, evitando il suo sguardo.

Eomer l'abbracciò dolcemente e poi le disse:”Arriverà...quando meno te l'aspetti arriverà sconvolgendoti la vita...”

Eowyn non sapeva se era giusto parlarne col fratello ma poi decise che avrebbe dovuto fidarsi di qualcuno, e così disse:”Fratello, gli occhi di Grima mi seguono dappertutto. Sento il suo sguardo sempre su di me, è disgustoso…”

L'uomo montò su tutte le furie alle sue parole:”Come osa! Quel vigliacco!Gli taglierò la gola!”

“Aspetta!” gridò Eowyn trattenendolo per la tunica. “Non puoi farlo! Sta già cercando di screditarti agli occhi dello zio Theoden, se lo aggredisci farai solo il suo gioco...ti prometto di stare attenta ma tu devi cercare di calmarti...”

L'altro si limitò ad annuire, posò un bacio sulla fronte alla sorella e si avviò velocemente verso le stalle, senza profferire parola.

Calien stava sellando il suo cavallo, quando vide arrivare Eomer con passo deciso. Non la degnò nemmeno di uno sguardo, si vedeva chiaramente che era arrabbiato per qualcosa, e lei decise di non avvicinarsi, sapendo che in questi casi era la cosa migliore da fare.

Prese il cavallo e uscì nel cortile, montando in sella e avvicinandosi a Theodred. Lanciò uno sguardo interrogativo all'amico, che si era accorto del comportamento del cugino, ma l'uomo si limitò a scrollare le spalle.

Quando tutto fu pronto, il gruppo di cavalieri si allontanò dalla città.

Grima si trovava dietro una finestra che dava sul cortile. Sorrideva tra sé e sé, si era accorto già da un po' della passione di Eomer per quel soldato, e non poteva dargli tutti i torti.

Pensò che avrebbe potuto trarre vantaggio dalla cosa, e che allo stesso tempo si sarebbe potuto divertire a rendere infelice quei due.

Ridacchiando, estremamente divertito dalla sua malvagità, si avviò nella sala del trono.

Quella sera Eomer e gli altri cavalieri rientrarono molto tardi. Il rohirrim andò direttamente in camera sua, ancora nervoso per la rivelazione della sorella, e fu sorpreso di trovare un messaggio che recava il sigillo di suo zio.

Quando lo lesse rimase senza parole. Theoden aveva indetto un ballo per la sera successiva. Sosteneva che la gente doveva distrarsi e non pensare alle preoccupazioni della guerra, e che forse finalmente suo figlio e suo nipote avrebbero trovato una moglie tra le tante dame che aveva invitato.

Eomer non riusciva a credere ai suoi occhi. Sapeva che era tutta un'altra macchinazione del viscido Grima, ma non aveva ancora capito dov'era la trappola.

Si mise a letto e non riuscì a dormire, pensando alternativamente alla sua Calien e al ballo della sera successiva, ripromettendosi di tenere gli occhi ben aperti.

In camera sua, Calien tolse l'armatura e fece un lungo bagno. Cercò di rilassarsi ma non ci riuscì. Qualcosa nella sua mente le impediva di farlo anche se non sapeva cosa ci fosse di sbagliato.

Sperava che Eomer sarebbe passato da lei quella sera, ma non si fece vedere. Non le aveva più rivolto la parola da quella mattina e lei aveva cominciato a preoccuparsi, credendo di essere la causa del suo malumore.

La ragazza si svegliò all'alba, mise l'armatura e montò a cavallo. Quella mattina avrebbe dovuto svolgere servizio di guardia insieme ad altri dieci compagni, sostituendo un soldato che aveva avuto un incidente il giorno prima.

Eomer fu svegliato da alcune sarte, accorse su ordine del re per confezionargli un vestito per il ballo. Seppur contro voglia, il cavaliere acconsentì, liberandosene solo a mattina inoltrata.

Guardandosi bene intorno per assicurarsi che nessuno lo scoprisse, andò a bussare alla porta di Calien. La ragazza non c'era, e sospirando il rohirrim si recò nelle stanze di suo cugino.

Theodred si stava vestendo e quando l'altro entrò gli sorrise.

“Hai saputo del ballo?” gli chiese, chiedendosi se sospettasse qualcosa come lui.

“Si, mi sono appena liberato delle sarte mandate da tuo padre...” rispose Eomer.

“Credo che sia stato organizzato tutto da Vermilinguo... e sospetto stia tramando qualcosa...” rispose preoccupato Theodred, scuotendo la testa.

 

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