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Una luce nel buio

Capitolo 1

La battaglia infuriava da alcune ore. I soldati erano stremati e il caldo non faceva che peggiorare la situazione.

Ad un tratto il nemico cominciò a ripiegare.

“Si stanno ritirando!” urlò un soldato.

Questo scatenò l'ilarità dei soldati che in un gesto di follia cominciarono a ballare sulle carcasse degli orchi.

La scena era particolarmente grottesca, i soldati quasi non sembravano umani. Il volto annerito dalla sporcizia e dal sangue dei nemici era distorto in ghigni vittoriosi.

“Adesso basta!” tuonò improvvisamente uno dei loro superiori. “Ammucchiate queste carcasse e dategli fuoco!”

Vicino a lui c'era quello che sembrava un suo pari in grado. Gli si avvicinò lentamente e tolse l'elmo, mostrando una cascata di capelli corvini che scintillavano sotto il sole. Nonostante la sporcizia della battaglia, il viso dai tratti dolci e delicati era di una bellezza rara, com'era altrettanto raro vedere una guerriera di quei tempi.

Gli mise una mano sulla spalla e mormorò:”Theodred... stai calmo...”

“E' solo che voglio andare via di qui!Non ne posso più di questo fetore, di queste urla...”

“E ce ne andremo molto presto” disse un altro uomo che si era avvicinato ai due.

Eomer, terzo maresciallo del Mark era un capo rispettato e amato dai suoi uomini. Il portamento fiero ed eretto che derivava dalla consapevolezza del suo grado spesso creava antipatie, che venivano però subito accantonate quando veniva considerato il suo coraggio in battaglia e la sua lealtà nei confronti di re Theoden e suo figlio.

L'uomo lanciò uno sguardo alla guerriera che si trovava al fianco di suo cugino Theodred. Calien. Un nome elfico che significava luce .

E lei lo era. Luminosa come solo chi possiede una tale bellezza può esserlo. Ma Calien non era solo bella. La sua anima era pura, ed Eomer non aveva mai conosciuto nessun'altra donna che si potesse anche solo lontanamente avvicinare alla sua perfezione.

Per un attimo i suoi occhi si addolcirono e le sue labbra si curvarono in un sorriso, ma subito il suo volto tornò ad essere impassibile.

Mentre tornavano a Edoras, Eomer si affiancò alla donna e mormorò:”Stai bene Calien?”

I suoi occhi si posarono sulla ferita che lei aveva su un braccio e sul volto era evidente la preoccupazione.

Senza voltarsi lei disse:”E' solo un graffio, sto bene. E tu?”

“Anche io...” rispose lui. “Quando arriveremo ti farò medicare dal medico di palazzo, non voglio che s'infetti” disse, indicando la ferita.

“Non c'è bisogno, ti ho detto che sto bene”

“Non fare la dura con me... lo sai che non c'è bisogno...” le disse lui dolcemente.

A quel punto lei si voltò a guardarlo. Il viso dell'uomo, che di solito era sempre serio e fiero, adesso sembrava incredibilmente preoccupato e dolce più che mai. I capelli e il viso erano incrostati dal sangue degli orchi che avevano ucciso e lei non trovò di meglio che dire ridacchiando:”Hai bisogno di un buon bagno, non credi?”

Lui per tutta risposta sorrise, poi si guardò brevemente attorno, per vedere se qualcuno stesse ascoltando la loro conversazione, e abbassandosi confidenzialmente verso di lei, le sussurrò:”Posso venire da te questa sera?”

“Si...” rispose la ragazza, e poi aumentò l'andatura del cavallo in vista della città.

Dopo aver fatto un lungo bagno, Calien si era seduta davanti allo specchio, e stava esaminando la ferita.

Non aveva affatto un bell'aspetto, la zona circostante era molto arrossata e sperava che non fosse già infetta.

Qualcuno bussò leggermente alla porta e la strappò alle sue riflessioni. Infilando in fretta una tunica, si avvicinò alla porta, socchiudendola appena, per vedere chi fosse.

Nel vedere Eowyn, sorella di Eomer, che le sorrideva, Calien rimase interdetta.

La ragazza aveva portato tutto il necessario per medicarla e le chiese gentilmente:”Posso entrare?”

Non sapendo cosa dire, la donna si spostò, chiudendo la porta dietro di loro e rimanendo in silenzio a guardarla.

“Sono venuta per...scusarmi” esordì Eowyn, evidentemente molto imbarazzata.

Quando vide che Calien stava per parlare, lei la interruppe.

“Aspetta! Fammi finire, o non troverò più il coraggio...”

Sedendosi sul divanetto accanto al fuoco, la ragazza cominciò a spiegare, evitando accuratamente lo sguardo dell'altra.

“Mi sono sempre comportata sgarbatamente con te. Avevo paura che tu volessi solo prendere in giro mio fratello, o volessi approfittare della sua posizione sociale e che non lo amassi davvero. E'per questo motivo...che ho sempre cercato di ostacolare la vostra relazione” la guardò per un attimo, cercando di scoprire quale fosse la sua reazione, ma Calien si limitava a guardarla, un po' diffidente. E sapeva di meritarsi quel comportamento. Si era meravigliata che le avesse permesso di parlarle, dopo tutto quello che le aveva fatto.

“L'altra sera quando eravate in giardino...io...vi ho spiati... so che non avrei dovuto farlo ma è stato più forte di me. Ho visto come vi parlavate, il modo in cui lo guardavi. Ci ho pensato tanto e ho capito che non sono affari miei. Mi sono resa conto che tu e mio fratello meritereste di essere felici. Avete affrontato tante difficoltà insieme e il vostro amore si è solo rafforzato. Sono stata meschina ed egoista ma...volevo solo proteggere mio fratello...mi capisci?”

L'altra la guardò per un attimo prima di rispondere.

“Si...e spero che da questo momento potremmo essere amiche. La situazione non è facile, soprattutto se consideri il fatto che io ed Eomer ci amiamo e che siamo costretti a vivere la nostra storia clandestinamente...”

Eowyn le sorrise e disse:”Adesso oltre a Theodred, potete contare anche su di me!” si alzò ed andò ad abbracciare l'altra, sussurrando:”Posso occuparmi della tua ferita?”

Qualche tempo dopo Calien rimasta di nuovo sola e si avvicinò alla finestra per guardare le stelle che quella notte splendevano più luminose del solito.

Un rumore alle sue spalle la fece sussultare, e quando si girò e vide il suo amato, non potè impedirsi di ridacchiare.

”Eomer dovresti imparare a bussare...”.

L'uomo le sorrise e si limitò a chiudere la porta a chiave dietro di lui.

Si avvicinò lentamente a lei, circondandole i fianchi con uno stretto abbraccio, e chinandosi per posarle un bacio sulla testa.

“Sono bellissime, non trovi?” mormorò trasognato mentre guardava le stelle.

“Si” sussurrò lei, godendosi quel momento di pace tanto desiderato.

Rimasero così per qualche minuto, in silenzio.

L'unico rumore era il crepitio del fuoco nel camino.

Dopo un po' la donna si girò e abbracciò il suo amato, stringendolo a sé e affondando il viso nel suo petto.

Lui rispose all'abbraccio, poi le accarezzò premurosamente il braccio fasciato e chiese:”Ti fa ancora male?”

“No...mi è stato medicato da tua sorella...” rispose lei, con un'espressione da monella, sapendo che non le avrebbe creduto.

Eomer fu colpito da quelle parole e credette che lei stesse scherzando.

“Sto dicendo sul serio... è venuta da me prima per scusarsi del suo comportamento. Dice di aver capito che ci amiamo e che non vuole più ostacolarci...” mormorò lei guardandolo negli occhi, sorridendo dolcemente.

“Credo che domani andrò a parlarle...” rispose lui a quel punto, ancora meravigliato dal cambiamento della sorella.

Posò gli occhi in quelli della sua amata, pensando a tutto quello che avevano superato insieme e a tutte le avversità che ancora dovevano affrontare.

Lei non gli aveva mai imposto niente, all'inizio aveva anche cercato di negare il suo amore, e cercare di dimenticarlo.

Ma lui non poteva farlo, quella donna l'aveva stregato e l'amava più della sua stessa vita. Non gli importava se suo zio non gli avrebbe permesso di sposarla perché non era nobile. Anche se a lei non aveva detto niente, da tempo aveva deciso che un giorno sarebbero fuggiti insieme, in un luogo dove avrebbe potuto darle tutta la felicità e l'amore che meritava, senza doversi nascondere.

Si abbassò lentamente, fino a poggiare le sue labbra su quelle fresche e morbide di Calien, gli occhi fissi nei suoi, e la baciò dolcemente senza smettere di accarezzarle i capelli.

“Ti amo...” le sussurrò sulle labbra, prima di catturarle in un altro lungo bacio.

“Anche io...più di ogni altra cosa...” mormorò lei.

Le mani dell'uomo cominciarono ad accarezzare il suo corpo, slacciando delicatamente i bottoni della tunica, facendola scivolare oltre le sue spalle.

A quel punto il rohirrim la prese in braccio e la sistemò sul letto. Rimase per un attimo ad osservare il suo corpo perfetto, la pelle chiara che contrastava con le lenzuola scure, i capelli corvini che portava sciolti.

Per lui era la più bella, e lo sarebbe sempre stata.

Quando l'aveva conosciuta non aveva creduto che una donna come lei fosse capace di combattere, e l'aveva derisa. Per tutta risposta lei lo sfidò a un duello con la spada.

Ricordava ancora l'umiliazione che aveva subito quando era riuscita a batterlo, e ringraziava ancora suo cugino Theodred che le aveva permesso di entrare nel loro esercito.

Dopo un'iniziale antipatia, Eomer aveva cominciato a guardarla sotto un'altra ottica. E si era accorto che anche lei lo guardava in modo diverso.

“Sei bellissima...” le sussurrò, tornando al presente.

Calien arrossì per un attimo sotto il suo sguardo, e poi mormorò:”No...tu sei bellissimo...”

L'uomo si distese al suo fianco, i suoi baci e le carezze si facevano sempre più insistenti, fino a quando la ragazza non perse del tutto la cognizione del tempo lasciandosi andare completamente a quelle sensazioni.

 

 

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