Un salto nel buio

Capitolo 8

Dalla finestra della sua camera Gilraen stava guardando Ellin che cavalcava insieme a Lothien.

Non potè impedirsi di sorridere nel vedere quanto sua figlia fosse cresciuta e quanto amasse Ellin.

L'elfo aveva sempre un aspetto giovanile, e i due sembravano quasi due fratelli.

Sospirò nel pensare a quanto tempo era passato, e poi si girò a guardare Boromir che era rimasto silenziosamente ad osservarla.

Gli sorrise e si avvicinò a lui, baciandolo e chiedendogli:”Com'è andata oggi, tarienamin?”

"Non ho avuto molto da fare.. dovevo soltanto sistemare le ultime cose per il consiglio di domani" rispose Boromir, e lanciò un'occhiata fuori dalla finestra con un sospiro.

Gil  lo strinse a sé, mormorando contro il suo petto:”Cosa ti turba amore mio?”

"Niente" si affrettò a rispondere lui, ma gli bastò uno sguardo a Gil per capire che non l'aveva affatto bevuta. Sospirò di nuovo e si affacciò alla finestra, prima di aggiungere: "Sono un pò in ansia per la bimba, tutto qui."

Lei sorrise tra sé e sé nel sentire quelle parole.

“Boromir…lei ha diciassette anni…non è più una bimba…” gli accarezzò i capelli e poi gli chiese:”c'è qualche problema?”

"No.. niente in particolare.. Mi sembra solo che cresca troppo in fretta.."

Si passò una mano sul viso e andò a sedersi su una poltrona, dando le spalle a Gilraen.

"Istion dov'è?" chiese qualche momento dopo, nell'intento di cambiare argomento.

Gil non si lasciò ingannare, e si avvicinò di nuovo a lui, sedendoglisi sulle ginocchia.

Gli posò un leggero bacio sulla fronte, passando affettuosamente un braccio sulle sue spalle.

“Istion è coi cugini. Sono andati a caccia. Anche il tuo secondogenito cresce in fretta… ma non è questo che ti preoccupa, vero? Perché non me ne parli? “ gli disse dolcemente, senza permettergli di rifuggire il suo sguardo stavolta.

"Mi pare che si stia affezionando troppo a Ellin, e spero di sbagliarmi." rispose sinceramente Boromir, guardando negli occhi la sua amata.

Quella risposta non piacque affatto a Gil, che si alzò di scatto, dicendogli:”Ma perché sei così geloso di lui? Prima non appena mi si avvicinava andavi su tutte le furie, adesso lo fai con Lothien…ma non lo capisci che l'ha vista nascere?Che si sente come uno zio?”

In quel momento fece il suo ingresso un giovane dalle caratteristiche fisiche molto simili a quelle di Boromir. Il secondogenito dei signori di Gondor aveva ormai sedici anni, adorava leggere ma anche tirare di spada e con l'arco ed aveva lo stesso temperamento di sua madre Gilraen.

“Cosa succede?” chiese, piuttosto stupito nel vedere i genitori che litigavano, cosa estremamente insolita.

“Niente, figlio mio, niente…” disse la donna prima di uscire dalla stanza, senza degnare di uno sguardo il marito.

“Va tutto bene, padre?” chiese ancora il giovane.

Boromir annuì e si alzò sospirando, per poi dare una affettuosa pacca sulla spalla al figlio e uscire dalla stanza al suo fianco.

"Com'è andata la caccia?" gli domandò mentre scendevano le scale, lanciandogli un'occhiata incuriosita.

“Oh mi sono divertito tantissimo!” disse il ragazzo entusiasta, e poi continuò:”La prossima volta chiedo a Lothien di prestarmi Sym, così lo porto con me…”

In quel momento spuntò la diretta interessata.

Lothien era di una bellezza quasi eterea, con la pelle chiarissima come porcellana e i capelli corvini come sua madre. Vestiva ancora gli abiti da cavallerizza, e aveva i capelli legati, che non nascondevano la leggera punta delle orecchie.

“Parlavate di me?” chiese sorridendo ai due uomini.

"Già, signorina" rispose Boromir, poi ridacchiò: "Ti conviene cambiarti prima di scendere per la cena, se non vuoi un'altra ramanzina di tuo nonno a proposito di come dovrebbe comportarsi e vestirsi una fanciulla"

Sorrise all'occhiata sconsolata che gli lanciò la figlia, scompigliò affettuosamente i capelli a Istion e si congedò: "Ci vediamo a tavola. Vado a cercare vostra madre, ho bisogno di parlarle."

Nelle stalle Gil stava accarezzando Felodrim, il suo cavallo. Andava spesso lì per ritrovare la pace, avrebbe voluto uscire per una cavalcata ma era ora di cena, e purtroppo nn poteva mancare.

Stava ancora ripensando a quello che le aveva detto suo marito e non riusciva a crederci.

Era sempre stato piuttosto geloso di Lothien ma adesso stava esagerando. E non avrebbe esitato a difendere Ellin se Boromir avesse osato accusarlo apertamente. Era più che  certa della fedeltà del suo migliore amico.

Ad un tratto sentì la porta delle stalle che si apriva. Non si girò, sapendo benissimo chi potesse essere.

"Mi hai frainteso." esordì Boromir appoggiandosi ad uno stipite della porta con le braccia incrociate davanti al petto, in attesa che sua moglie si decidesse a voltarsi per guardarlo.

“Io mi fido di lui. E comunque anche se Lothien gli si stesse affezionando non le imporrei mai niente” rispose lei girandosi verso di lui con aria di sfida.

A quel punto prese una decisione.

“Io non vengo a cena. Ho bisogno d'aria. Esco con Felodrim… “ gli disse, prendendo la sella.

L'uomo la guardò con un'espressione ferita negli occhi ma non disse niente, né le impedì in nessun modo di fare ciò che desiderava. Rimase immobile sulla porta, senza dire una parola.

Quell'espressione non sfuggì a Gilraen, che per qualche momento chiuse gli occhi,  cercando di riguadagnare la calma, e poi di avvicinò lentamente a suo marito.

“Perché non la smettiamo?” propose, studiando attentamente il suo viso, cercando di capire se avesse fatto bene a chiedere una tregua.

Boromir annuì e la tirò a sé cingendole i fianchi, prima di guardarla di nuovo negli occhi: "Detesto litigare con te" mormorò, "Ho bisogno di averti vicina più di ogni altra cosa.. Non parliamone più, va bene?"

Lei in risposta lo baciò dolcemente e a lungo, mormorandogli:”Amin mela lle…”

E poi continuò dicendo:”Non è giusto non parlarne…ho sbagliato io, lo so ma è che…infondo infondo so che… forse Ellin sarebbe la persona più adatta per Lothien…e lo sai anche tu…ma non possiamo intrometterci nella sua vita, sono scelte che deve fare da sola, non credi?”

"Credo che Lothien sia ancora troppo giovane per pensare a questo genere di cose.." sospirò Boromir, prendendo Gil per mano mentre facevano ritorno a palazzo, "E in ogni caso non possiamo sapere se i miei dubbi sono fondati o meno. Magari si tratta solo di affetto fraterno.. Magari no.. Dici che è il caso di parlarne con lei?"

Gil ci pensò un po' su e poi rispose:”No, non diciamole nulla…” e in quel momento arrivò la loro primogenita, che aveva indossato un vestito cremisi che slanciava la sua figura, e aveva tirato su i capelli.

I tre s'incamminarono nel salone, dove salutarono caldamente gli altri commensali, e Istion e Lothien si avvicinarono al nonno dandogli un sonoro bacio sulla guancia.

Gil e Boromir si guardarono per un attimo sorridendo, prima di sedersi a tavola.

Lothien aveva preso posto di fronte a Ellin, e Istion si era seduto come d'abitudine vicino ai suoi adorati cugini.

Quando la cena fu servita il primo a parlare fu Faramir: "Non credo sia una buona idea farli partecipare al consiglio di domani" mormorò rivolto al fratello, lanciando un'occhiata sconsolata a Corwyn e Derwyn che, ignorando apertamente ogni regola di etichetta, stavano parlottando e ridacchiando con il cugino, evidentemente per nulla  interessati al cibo nel loro piatto.

"Istion ci sarà" rispose Boromir, "Credo sia ora di responsabilizzarli un pò, non credi?"

"Boromir alla loro età era già un soldato perfettamente addestrato" si intromise Denethor, lanciando un'occhiataccia al trio per poi concentrarsi nuovamente sulla sua cena.

Faramir e il fratello ridacchiarono quietamente, e Eowyn prese la parola: "Di soldati ne avete a sufficienza.. non mi pare giusto coinvolgerli.. sono così giovani!"

Boromir sollevò eloquentemente un sopracciglio e lanciò un'occhiata alla moglie, prima di rispondere a Eowyn: "Istion dovrà prendere il mio posto, prima o poi. E non intendo affidargli un compito del genere senza avergli prima dato un addestramento adeguato."

"Non mi pare il caso di mettersi a discutere, soprattutto in loro presenza" disse Faramir cercando di ristabilire la calma, "Perché non parliamo di cose piacevoli, tipo la festa in programma fra qualche giorno? Musica, belle fanciulle e idromele?" concluse con un largo ghigno da monello, come d'abitudine.

Eowyn scosse la testa sorridendo, e Boromir ridacchiò lanciandogli un'occhiata.

Gil non s'intromise nel discorso, ma ascoltò attentamente.

Boromir aveva ragione. Un giorno Istion sarebbe stato Sovrintendente di Gondor e aveva bisogno di una buona preparazione, se non avesse saputo amministrare bene il regno avrebbe fatto soffrire tutta la popolazione, e questo non era giusto.

Suo figlio era consapevole del ruolo che avrebbe dovuto ricoprire.

Scosse la testa guardando Eowyn, che fin da piccola aveva tirato di scherma e si era interessata di affari di Stato e ora voleva negare quelle stesse cose ai suoi figli.

Fortunatamente Gil e suo marito su questo punto erano perfettamente d'accordo, Faramir e sua moglie avrebbero gestito i loro figli come meglio credevano, ma non li avrebbero mai condizionati nelle scelte per Istion e Lothien.

A quel punto qualcosa attirò l'attenzione della donna.

Sua figlia e Ellin si guardavano intensamente, dimentichi del cibo nei loro piatti.

Senza preoccuparsi di avvisare Boromir, Gil sorrise tra sé e sé, sapeva che l'elfo avrebbe reso felice sua figlia, e non intendeva rendergli le cose difficili.

Anche i gemelli avevano seguito con attenzione il discorso, ed erano rimasti stranamente silenziosi per alcuni minuti. Dopo aver lanciato un'occhiata alla madre, Corwyn si decise a parlare: "Terrei molto a partecipare al consiglio di domani, padre" disse educatamente rivolgendosi a Faramir, che sorrise. Derwyn annuì entusiasticamente, e aggiunse: "Anch'io vorrei parteciparvi!"

A quel punto una rassegnata Eowyn si limitò a sospirare e dedicarsi di nuovo al cibo, con lo sguardo fisso sul piatto.

Boromir sorrise in direzione dei gemelli, per poi soffermarsi con lo sguardo prima su Lothien e poi su Ellin, che abbassò immediatamente lo sguardo. L'uomo allora lanciò un'occhiata preoccupata alla moglie, ma non disse niente in proposito, pensando che sarebbe stato meglio parlarne in privato con lei.

"Credo che farò una passeggiata in giardino" disse prima di alzarsi da tavola, per poi rivolgersi al figlio: "Istion, vuoi che mandi qualcuno a svegliarti domani mattina? Il consiglio inizia molto presto"

“Si padre, non voglio rischiare di arrivare in ritardo. Se volete scusarmi vorrei ritirarmi nelle mie stanze, vorrei riposare un po'” e così dicendo salutò calorosamente i cugini, la sorella e i genitori, e s'inchinò formalmente per salutare gli altri, prima di sparire nella sua stanza.

“Vuoi compagnia?” chiese Gilraen seguendo Boromir nel giardino.

Lui annuì e la prese per mano. Aveva un'aria estremamente soddisfatta.

"Ho grandi speranze per il nostro ragazzo" disse, "Sono molto fiero di lui"

Sorrise alla moglie e la condusse nel solito angolo privato del giardino, dove qualche anno prima avevano fatto sistemare delle panchine in marmo bianco e piantare dei cespugli di rose selvatiche. La grande quercia era sempre al suo posto e Boromir si ritrovava a sorridere ogni volta, perso nei ricordi felici che quel luogo gli evocava.

Sedettero insieme su una panchina e prese Gilraen fra le braccia, baciandola dolcemente. Invece di affievolirsi con gli anni il loro amore era addirittura cresciuto, di giorno in giorno, e non si facevano mancare le occasioni per dimostrarselo a vicenda.

Quando si staccarono, gli occhi di Gil rimasero fissi in quelli del suo amato.

“Ti amo tantissimo…più passa il tempo e più mi convinco che ho cominciato a vivere davvero solo dal momento in cui ti ho visto…non so cosa farei senza di te, tarienamin…”

"E io senza di te non potrei vivere, lo sai.." sussurrò Boromir, sorridendole dolcemente. La strinse a sé e proseguì: "Sono davvero felice con te, Gil.. ogni giorno di più.. Ti amo più della mia stessa vita e abbiamo due figli meravigliosi.. Cosa chiedere di più?"

La guardò negli occhi e le accarezzò il viso, mormorando: "Spero solo che Lothien non abbia troppa fretta di crescere.."

Lei si rilassò a quel tocco e gli disse:”Istion è forte e coraggioso…e sono davvero fiera di lui. Lothien è fiera e non ha paura di nulla. Posso dire che abbiamo fatto un ottimo lavoro con loro. Adesso devono imparare a camminare da soli, amore mio. Io sono convinta che saprà aspettare. E che farà le scelte giuste… “

Boromir richiuse la porta alle sue spalle, e raggiunse Gil davanti al camino. Lei si rannicchiò immediatamente fra le sue braccia, come d'abitudine, e l'uomo sorrise in silenzio stringendola a sé mentre le accarezzava i capelli. Erano sposati ormai da quasi vent'anni, Istion cresceva sempre più forte e coraggioso e Lothien era diventata una giovane e bellissima donna. Per loro due il tempo sembrava quasi essersi fermato: poco erano cambiati in quei lunghi anni, e il sentimento che li legava era diventato più forte che mai. Raramente si ritrovavano a litigare e Faramir, che talvolta doveva fare i conti con i capricci della moglie, spesso si trovava a dire con il sorriso sulle labbra che li invidiava moltissimo. E c'era molto da invidiare, pensò Boromir sorridendo fra sé e sé, poiché era sicuro che una donna meravigliosa come quella al suo fianco avrebbe fatto la felicità di qualsiasi uomo. Ringraziava i Valar che quella felicità fosse sua, e sua soltanto.

"Hai sonno principessa?" mormorò, sollevandole il viso per guardarla negli occhi.

“No…aspettavo che tu tornassi, mi sei mancato… com'è andata la riunione?” chiese lei e lo baciò dolcemente, senza staccare gli occhi dai suoi.

In quegli anni erano cambiate tante cose. Ellin aveva rinunciato alla sua immortalità e aveva chiesto ufficialmente la mano di Lothien.

Boromir non l'aveva presa bene all'inizio, ma presto si era reso conto di quanto si amavano sua figlia e l'elfo, e lei era sicura che i problemi che avevano affrontato loro da giovani erano stati l'elemento decisivo che l'aveva convinto a dare il suo consenso per il matrimonio.

"E' andata piuttosto bene" sorrise Boromir annuendo soddisfatto, "Istion sembra essere molto interessato alle questioni diplomatiche, e mi pare che sia un ottimo inizio."

Il Sovrintendente di Gondor si era occupato personalmente dell'educazione del suo secondogenito e erede, e non perdeva occasione per ripetere a Gilraen quanto andava fiero del suo ragazzo. Non parlava così spesso di Lothien, ma quando lo faceva le sue parole erano colme di tenera preoccupazione. Sapeva che presto, troppo presto si sarebbe sposata e ancora non era riuscito ad accettare il fatto che la sua "bimba" fosse cresciuta, a suo dire troppo in fretta. Così faceva il possibile per trascorrere del tempo con lei, spesso passeggiavano insieme per le vie di Minas Tirith o uscivano a cavallo per una passeggiata nei boschi, e il loro rapporto era molto migliorato per merito di quelle piccole attenzioni.

"Ellin dovrebbe tornare domani da Osgiliath" mormorò pensieroso dopo qualche minuto, "Lothien sarà felice di rivederlo."

“Si, mi ha confessato che stanotte non chiuderà occhio, è troppo eccitata all'idea di rivederlo!” ridacchiò Gil, ancora una volta stringendosi a lui, poi si staccò un attimo per guardarlo intensamente e gli mormorò:”Amin mela lle Boromir… per sempre…” .

Chiuse gli occhi e poggiò le labbra sulle sue, schiudendole per baciarlo.

 

The end

 

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