Un salto nel buio

Capitolo 7

Erano da poco arrivati a Minas Tirith.

Gilraen aveva salutato con deferenza Denethor e aveva lasciato Boromir che contemplava estasiato la sua città.

Recatasi nelle sue stanze, aveva sistemato le sue cose e ora sedeva in una comoda poltrona davanti alla finestra. Tra le mani aveva il ciondolo che le aveva regalato suo padre. Ripensò a Minyatur e una fitta di nostalgia la pervase.

Dopo qualche momento qualcuno bussò, e Denethor in persona fece capolino nella stanza. Era seguito da due servitori, che portavano un pesante baule in legno intagliato.

"E' permesso?" chiese il Sovrintendente, in tono addirittura gentile.

Nel vedere chi era il visitatore inatteso, Gilraen era rimasta piuttosto stupita. Sperando che non ci fossero problemi, gli si avvicinò e s'inchinò davanti a lui.

“Ma certo, mio signore, a cosa devo l'onore di questa visita?” disse lei in tono piuttosto reverenziale.

L'anziano governatore fece cenno ai due servitori di portare dentro il baule, e quindi li congedò. Prese un profondo respiro e finalmente parlò: "Per lunghi anni questo baule è rimasto nascosto nel piano più alto della Torre, perché non volevo che nessuno vi si avvicinasse." si chinò e lo aprì, mostrandone il contenuto a Gilraen. C'erano degli abiti femminili cuciti in stoffe pregiate, ordinatamente piegati e impilati, un piccolo portagioie in brillante mithril e un pugnale elfico finemente lavorato.

"E' tutto ciò che mi ha lasciato la mia adorata moglie" aggiunse, e si alzò di nuovo per guardare Gilraen, con un'espressione stranamente mite negli occhi, "Prima che morisse le ho promesso che avrei lasciato tutto questo alla moglie del nostro primogenito, e a questo mi attengo."

Gilraen non sapeva cosa dire. Aveva sempre pensato che Denethor fosse una persona dura e insensibile, ma quello che aveva avanti in quel momento era un uomo anziano, solo e triste. E le ispirava tanta tenerezza.

“Io..sono onorata…so quanto dev'essere difficile per voi…” disse. Sperando che l'uomo non si offendesse gli si avvicinò e posò una mano sul suo braccio. “Spero di non deludere nessuno e di essere all'altezza delle aspettative di tutti. Prometto di servire Gondor e restare sempre al fianco di Boromir…” gli disse solennemente.

"Tu mi piaci molto, Gilraen" rispose Denethor dopo aver annuito solennemente, "Non ho dubbi sul fatto che il mio ragazzo sarà felice al tuo fianco."

Poco abituato com'era a certe dichiarazioni, l'uomo si chinò nuovamente per nascondere il disagio, e dopo aver frugato brevemente nel baule prese uno dei vestiti.

"La misura dovrebbe essere quella giusta" osservò, poi continuò: "Ho fatto mettere nel tuo armadio il suo abito da sposa. Se ti piace potrai indossarlo per le nozze."

Rimasta attonita da quella proposta, Gil rispose:”Ne sarei veramente onorata…e…spero che voi continuerete a essere al nostro fianco, mio signore. Io e Boromir avremmo sempre bisogno dei vostri consigli e della vostra saggezza…”

"Finché i Valar lo vorranno." annuì il Sovrintendente, "Ma sono certo che Boromir sarà all'altezza della situazione anche quando io non ci sarò più. Il suo è un compito difficile, e avrà costantemente bisogno del tuo sostegno. Io ho fatto del mio meglio, anche se so di aver sbagliato molte volte, ma adesso non dipende più da me. Dipende da lui, e da te. E non ti nascondo che sono molto fiducioso."

Dopo aver riposto con cura l'abito nel baule si avvicinò a Gil, posandole una mano sulla spalla, e si congedò: "Adesso torno nel mio studio, ho ancora molte faccende da sbrigare. Ci vedremo questa sera a cena."

Detto questo uscì, richiudendo la porta alle sue spalle.

Gil rimase per un po' a guardare l'abito da sposa. Era bellissimo, come tutti gli altri.

Si sedette sul letto, stringendo tra le mani il pugnale trovato nel baule, a riflettere sul futuro, e su come aveva sottovalutato Denethor.

E fu lì che la trovò qualche tempo dopo Boromir.

L'uomo richiuse la porta e dopo aver lanciato un'occhiata al baule andò a sedersi accanto alla sua amata. Vide che aveva il pugnale che era di sua madre e la guardò senza capire, limitandosi a prenderlo in mano e osservarlo in silenzio.

“Poco fa è venuto tuo padre. Mi ha portato questo baule che contiene tutto quello che ha lasciato tua madre. Avevano deciso di darlo alla moglie del primogenito…e quindi lo ha portato a me” disse Gilraen, studiando il viso del suo amato per qualche momento, e poi continuò:”Mi ha anche dato il suo abito da sposa e…se per te va bene mi piacerebbe moltissimo indossarlo…”

Boromir sorrise fra sé e sé, e annuì: "Piacerebbe moltissimo anche a me"

Poi si alzò, e si inginocchiò con riverenza davanti al baule limitandosi ad osservarlo.

"Non ne sapevo niente." disse dopo qualche momento, voltandosi a guardare la sua amata, "In ogni caso spero sia stato cortese con te.. Non è cattivo, ma a volte il suo atteggiamento severo spaventa un pò.."

Lei gli si avvicinò e s'abbassò accanto a lui, stringendolo a sé.

“Voglio essere sincera con te. Io in lui vedo un uomo tanto solo e triste, che a volte non riesce a esprimere quello che prova. E' stato molto dolce con me, ha detto che io gli piaccio e che è sicuro che tu al mio fianco sarai felice. E mi sento onorata per questo…” mormorò lei contro il suo petto.

"Si è ritrovato da solo, a dover crescere due figli e governare un regno, ed è stata molto dura per lui. Ma non ho mai dubitato del suo affetto, anche se non lo dice mai con le parole" sorrise Boromir, e le accarezzò affettuosamente una guancia.

"E so che gli piaci.. me l'ha detto" aggiunse ridacchiando, "E' perché gli sei piaciuta da subito che ti avrebbe fatta sposare volentieri con Faramir"

A quel punto lei si alzò in piedi e gli disse allegramente:”Allora, non mi avevi promesso che ci saremmo presi due giorni di assoluto riposo per preparare tutto per il matrimonio?” gli sorrise ed esclamò:”Io sono pronta! Dove si va mio signore?”

Boromir si alzò a sua volta e la circondò con un abbraccio, sorridendo: "Scendiamo in città, madama" disse, e la baciò dolcemente per poi trascinarla di corsa fuori dalla stanza e giù per le scale, tenendole la mano. Una volta al piano inferiore si imbatterono in Denethor, che si limitò a salutarli con un cenno della testa e a guardarli soddisfatto. Decisero di scendere a piedi e si fecero accompagnare da due servitori, che li seguivano poco distanti e li avrebbero aiutati a portare gli eventuali acquisti.

Qualche ora dopo fecero ritorno a palazzo carichi di pacchi, soddisfatti delle loro spese, e andarono a prepararsi per la cena.

Quella sera Gilraen mise uno dei vestiti che le aveva donato Denethor, sperando di fargli piacere, e si preparò con cura. Qualche minuto dopo bussò alla porta di Boromir che la guardò sbalordito senza proferire parola.

“Scendiamo per cena?” chiese lei sorridendo.

"Sei splendida" fu tutto ciò che l'uomo mormorò dopo qualche momento, troppo stupito e incredulo per riuscire ad aggiungere altro. Le sorrise prendendola per mano, e dopo aver sceso la rampa di scale e attraversato il lungo corridoio fecero il loro ingresso in sala da pranzo. Denethor si alzò in piedi quando li vide, e Boromir per un attimo pensò che il suo anziano padre avesse addirittura le lacrime agli occhi.

Dopo cena, Boromir si attardò a parlare con suo fratello ed Eowyn.

Gil stava passeggiando per il corridoio, e vide che la luce nello studio di Denethor era ancora accesa.

Un'idea le balenò nella mente e così scese di corsa nelle cucine e si fece preparare un bicchiere di vino caldo e poco dopo bussò allo studio, facendo capolino nella stanza.

Si avvicinò al Sovrintendente e poggiò sulla scrivania il piccolo vassoio.

“Ho pensato che vi avrebbe fatto piacere bere qualcosa di caldo…” disse a Denethor, sorridendogli gentilmente.

Il governatore guardò alternativamente Gilraen e il bicchiere, e abbandonò le sue scartoffie cercando di registrare l'accaduto. Da molto non era più abituato a certe premure, e si ritrovò a sorridere debolmente suo malgrado.

"Ti ringrazio" disse infine, "Hai avuto un pensiero gentile."

Bevve qualche sorso e la guardò di nuovo, perso in chissà quali ricordi di un passato lontano.

"Sono felice che tu abbia deciso di indossare quel vestito" mormorò, "Ti sta davvero molto bene"

Lei gli si avvicinò e gli sorrise.

“Grazie…sono onorata di averlo potuto indossare. Ma adesso non voglio disturbarvi oltre, se avete bisogno di aiuto…io sono qui, o magari posso mandarvi Boromir? E' piuttosto tardi, non siete stanco?” chiese lei premurosamente.

"Ho già detto a Boromir di venire qui nel mio studio domani mattina, dopo colazione." rispose l'altro alzandosi, "E hai ragione, è piuttosto tardi. Finirò domani."

Dopo aver spento le lampade nella stanza Denethor richiuse la porta, e percorse il corridoio insieme a Gilraen finché lei si fermò davanti alla porta della sua camera augurandogli la buonanotte.

Non molto più tardi salì anche Boromir, che bussò alla porta di Gil e si affacciò nella stanza sorridendo.

"Volevo darti la buonanotte, principessa."

Lei gli sorrise e disse:”Avanti, entra, cosa fai ancora sulla porta?”

L'uomo entrò e richiuse la porta alle sue spalle, avvicinandosi a lei.

“Prima sono passata da tuo padre, gli ho portato un bicchiere di vino caldo e gli ho consigliato di andare a dormire, sembrava molto stanco” disse lei pensierosa.

Boromir la guardò con aria vagamente stupita, e ridacchiò: "Avete fatto amicizia dunque"

Poi le accarezzò i capelli pensieroso e si rabbuiò, sospirando più di una volta, finché si decise a parlare: "Non sta bene ultimamente, e lavorare così tanto certamente non lo aiuta. Gli chiederò di passarmi un pò del lavoro già da adesso, in modo da dargli un pò di riposo."

Prese Gil per mano e la condusse fino al divanetto davanti al camino, per poi sedersi con la sua amata sulle ginocchia.

"Domani abbiamo in programma un giro a palazzo. E nella Torre." disse sorridendo, spostando lo sguardo sul fuoco che crepitava allegramente, "Dobbiamo scegliere la nostra camera da letto.. Sempre se non vuoi trasferirti nella mia"

Lei gli posò un leggero bacio sulla fronte e mormorò :”Non m'importa quale sarà la nostra camera…m'importa solo di te…”.

La stanchezza del viaggio si fece sentire, e dopo un po', senza rendersene conto, Gilraen si addormentò con la testa sulla spalla di Boromir.

Facendo bene attenzione a non svegliarla, Boromir la posò delicatamente sul letto e la coprì con una pesante coperta. Poi tornò a sedersi davanti al camino, fumando la pipa immerso nei suoi pensieri. Poco più tardi la raggiunse a letto, e dopo aver tolto gli stivali ed essersi coperto a sua volta si addormentò vicino a lei.

Quando Gilraen aprì gli occhi, il sole era già alto, e Boromir non era accanto a lei.

Dopo essersi vestita scese nel salone principale, dove fece colazione insieme ad Ellin.

L'elfo era un po' risentito perché negli ultimi giorni si era sentito trascurato dall'amica, e così per farsi perdonare, Gil decise di fare una passeggiata per Minas Tirith insieme a lui.

Quando passarono in cortile, guardò verso lo studio di Denethor e salutò con la mano il suo Boromir, affacciato alla finestra.

"La situazione appare del tutto tranquilla" riprese il Sovrintendente, chino su una mappa del regno, "Ma con le nozze così prossime preferisco essere certo che non ci siano pericoli in agguato. E credo che tu sia d'accordo con me."

Boromir si voltò a guardarlo e annuì, per poi raggiungerlo alla scrivania: "Posso uscire con alcuni dei miei uomini e perlustrare le immediate vicinanze, se lo ritieni opportuno. Non ci vorranno che pochi giorni, e nel frattempo le truppe di Osgiliath possono occuparsi della zona sud." rispose, tracciando con un dito i contorni della zona sulla mappa.

Denethor scosse la testa: "Non mi pare opportuno farti correre rischi inutili, soprattutto adesso. Una decina dei tuoi uomini saranno più che sufficienti. Manderò Faramir a Osgiliath per dare le disposizioni necessarie per la zona sud, e nel frattempo tu darai l'ordine ai tuoi."

"Come desideri."

Al Sovrintendente non era sfuggito il disappunto del suo erede, e dopo essersi seduto dietro la scrivania gli lanciò una lunga occhiata prima di rimettersi al lavoro: "La tua presenza adesso è importante qui Boromir, non sul campo di battaglia. Se vuoi sentirti utile puoi darmi una mano con l'amministrazione."

L'altro annuì, e sedette di fronte al padre senza dire una parola.

"Credo che il tuo sarà un matrimonio felice" disse Denethor, senza alzare lo sguardo dai suoi documenti. Boromir gli lanciò un'occhiata e sorrise al pensiero della sua Gilraen, più sicuro che mai del fatto che sarebbe stata una moglie assolutamente perfetta. Pensiero evidentemente condiviso da suo padre, poiché qualche attimo dopo alzò lo sguardo e aggiunse: "Quella ragazza mi piace molto."

I giorni successivi trascorsero velocemente.

Gilraen e Boromir si videro molto poco, indaffarati nei preparativi per le nozze. La donna fu molto contenta dell'arrivo di Gandalf, Frodo, Sam e Rosie e Merry e Pipino, e Denethor organizzò una festa per gli amici della coppia.

La mattina delle nozze, Gilraen sedeva davanti allo specchio, mentre una cameriera le pettinava i capelli.

Qualche minuto dopo entrò Ellin, e la servitrice li lasciò soli.

“Lasciati guardare…” chiese l'elfo, e Gil si alzò e si avvicinò a lui.

“Sei bellissima…tuo padre sarebbe veramente fiero di te…” mormorò Ellin dopo qualche attimo.

“Sono terrorizzata, se almeno mio padre fosse qui…” disse lei sconsolata, poi lanciò un'occhiata all'elfo e chiese:”Abbracciami Ellin…”

Lui ne fu più che lieto, e qualche momento dopo sorrise tra sé e sé nel vedere che la donna si stava rilassando.

Un ben nervoso Boromir era nel frattempo seduto sul suo letto intento a fissare il vuoto. Qualche momento dopo irruppe nella stanza Faramir, già vestito di tutto punto ed estremamente irrequieto. Si mise letteralmente le mani nei capelli quando vide che il fratello non aveva ancora iniziato a prepararsi.

"Che cosa stai facendo? Non ti vesti?" esclamò allarmato.

Boromir si limitò a fissarlo con un sopracciglio eloquentemente sollevato, ma evidentemente l'altro non recepì il messaggio: "Oh Valar! Arriveremo in ritardo per colpa tua!" continuò in tono disperato, e iniziò a passeggiare per la stanza torcendosi le mani. Boromir, già abbastanza nervoso per conto suo, gli lanciò un paio di occhiate torve prima di aprire la porta ad una servitrice che aveva appena bussato. La ragazza gli consegnò la sua uniforme, ordinatamente piegata, e si congedò con un inchino.

"Sbrigati!"

Faramir era ormai sull'orlo del tracollo nervoso. Quando vide che il fratello se la stava prendendo comoda si precipitò da lui e prese il controllo della situazione, aiutandolo a vestirsi in tutta fretta e premurandosi anche di spazzolargli i capelli. Dunque lo trascinò verso la porta, spingendolo fuori dalla stanza, continuando a ripetere che sarebbero sicuramente arrivati in ritardo.

Ellin era seduto poco distante, e guardava la coppia sorridendo.

Denethor aveva accompagnato gli sposi fino all'altare, per poi prendere il suo posto in prima fila accanto a Théoden e assumere un'espressione assolutamente impassibile per cercare di nascondere l'emozione. Gli Hobbit, dal canto loro, non si erano affatto posti il problema e qualche lacrimuccia per l'emozione l'avevano versata eccome. Soprattutto Rosie, sempre estremamente sensibile a certi avvenimenti, aveva inzuppato il suo fazzolettino e singhiozzato per tutta la durata della cerimonia; per contrario Merry e Pipino non vedevano l'ora che finisse per gettare le braccia al collo a Boromir e alla sua mogliettina.

Era stata una cerimonia bellissima. La popolazione era rimasta folgorata alla vista di Boromir in alta uniforme e Gilraen in un vestito bianco di raso e seta, finemente lavorato, che esaltava la sua figura.

Poco dopo erano stati sposati anche Faramir ed Eowyn. Anche se cercava di nasconderlo, Eomer era più emozionato di sua sorella, e non faceva altro che abbracciarla, consapevole del fatto che da quel momento non avrebbero più vissuto insieme.

Dopo la cerimonia Gil era scesa mano nella mano con Boromir per le strade di Minas Tirith. E la folla acclamò contenta la nuova principessa, anche se non era una gondoriana.

“Non posso credere di essere tua moglie…” mormorò Gilraen contro il petto di Boromir.

I due si erano rifugiati in corridoio, ma presto sarebbero dovuti tornare nel salone, dove era in atto una grande festa. Gli invitati erano numerosi e non facevano altro che assediare gli sposi con strette di mano, abbracci e baci.

Il sorriso di Boromir era a dir poco raggiante, quando strinse a sé la sua Gilraen.

"Amin mela lle Gil.. Non sono mai stato così felice in vita mia.." mormorò, per poi sollevarle dolcemente il viso e baciarla con tutto l'amore di cui era capace.

Lei gli accarezzò il viso e i capelli, senza staccare gli occhi da quelli del suo amato.

“Ti amo tanto anch'io Boromir…mi sembra tutto un bellissimo sogno…” sussurrò lei contro le sue labbra, prima di baciarlo di nuovo.

“Voi due! Cosa ci fate qui? Vi stanno aspettando tutti per il brindisi!” esclamò allegramente Ellin,  trascinandoli verso il salone.

Una volta sulla soglia, tutti si girarono a guardare gli sposi e cominciarono ad applaudire e chiedere che i due si baciassero.

Gil arrossì immediatamente, molto imbarazzata da quella richiesta e dal fatto che si sentiva costantemente osservata.

Neanche Boromir si aspettava una richiesta del genere, ma non esitò affatto nel prendere la sua sposa fra le braccia e baciarla con trasporto. A quella vista gli Hobbit esultarono rumorosamente, nonostante le occhiate sconsolate del buon Gandalf, e alzarono i calici in onore degli sposi.

Faramir, dal canto suo, guardò alternativamente prima i due e poi Denethor, senza preoccuparsi di nascondere un certo divertimento alla vista dell'austero genitore emozionato quasi fino alle lacrime.

Quando Boromir la lasciò andare, Gilraen si guardò intorno, ancora un po' imbarazzata. C'era un gran frastuono, tutti parlottavano, ridevano, e lei si sentiva frastornata e confusa, anche perché il suo udito elfico accentuava di molto i suoni.

Ellin arrivò in suo aiuto, prendendola per un braccio e guidandola sull'ampia terrazza.

“Non resisto lì dentro…c'è un tale caos!” disse Gilraen massaggiandosi le tempie.

“Anche io non lo sopporto… “ rispose Ellin, sedendosi su una panca. “Gli umani sembrano così esibizionisti, gli piace tutto questo baccano… non ti sarebbe piaciuta una cerimonia in riva al mare a Minyatur?”

“Moltissimo…” rispose lei trasognata.

Un movimento all'orizzonte attirò la sua attenzione,e ad un tratto esclamò:”Ellin! Guarda, c'è Sym!”

L'elfo si girò a guardare molto sorpreso, e poi entrambi corsero giù per prendere il falcone.

Era un ottimo esemplare, che conosceva alla perfezione la strada per Minyatur, e che era stato regalato da Vardamir a Gil molti anni prima.

Il falcone aveva portato un piccolo pacchetto e una lettera.

La lettera era per Gilraen da suo padre, che le faceva gli auguri per il matrimonio, e le diceva che lui sarebbe sempre stato lì per lei.

Il pacchetto era per Boromir, e così dopo aver sistemato Sym, Ellin e Gil risalirono nel salone e guardarono l'uomo, che si era seduto tra i suoi amici hobbit e suo fratello, e stavano facendo l'ennesimo brindisi.

Ellin e Gil ridacchiarono quando lo videro un po' brillo e così felice, e Gil disse:”Glielo darò questa sera, mi dispiacerebbe disturbarlo adesso…”

L'elfo annuì e poi ridacchiando disse:”Mi concedi questo ballo mia cara?”

Lei gli sorrise e fece un inchino, poi ridacchiò:”Ma certo, mio signore!”

Così i due cominciarono a volteggiare per la sala in mezzo alle altre coppie, divertendosi e ridendo come matti.

"Altro brindisi!" annunciò allegramente Pipino, arrampicandosi su una sedia per poi alzare il suo calice. Gli altri Hobbit annuirono entusiasticamente e si impossessarono di una bottiglia, con gran divertimento dei presenti.

Boromir scosse la testa ridendo, e non fece in tempo ad alzarsi per sfuggire alla banda di esagitati mezzuomini che lo avevano già afferrato per la tunica.

"Dove credi di scappare?" ridacchiò Merry, costringendolo a sedersi di nuovo e restituendogli il suo calice riempito fino all'orlo.

Faramir, anche lui decisamente brillo, si alzò in piedi con qualche sforzo: "A Gondor!" esclamò, levando il suo calice al cielo.

Un coro di approvazioni accompagnò il brindisi, e gli altri partecipanti si voltarono a guardare l'allegro gruppetto.

Dal centro della pista, Gil e Ellin guardarono il chiassoso gruppo al centro del quale c'erano Faramir e Boromir, e ridacchiarono tra di loro.

Poi l'elfo indicò qualcuno a Gilraen.

Denethor sedeva da solo in un angolo della sala, guardando tristemente i suoi figli.

I due presero un calice di vino e un piatto con una fetta di dolce e si avvicinarono al Sovrintendente.

“Vi abbiamo portato un po' di vino e di dolce, mio signore…” gli sorrise Gil, poggiando il piatto e il calice davanti a uno stupito Denethor.

“E anche la nostra compagnia, se vi fa piacere!” disse allegramente Ellin. “Nemmeno a noi piace tutto questo baccano, se vi può consolare!”. L'elfo lo guardò e gli sorrise, sperando che il Sovrintendente fosse contento della loro compagnia.

"Mi farebbe molto piacere" disse cortesemente Denethor invitandoli a sedersi, "Neanche io sono un tipo da brindisi sfrenati"

Sorrise debolmente lanciando un'altra occhiata a Boromir e Faramir che stavano ridendo a crepapelle ad una battuta di Pipino e scosse la testa: "Non tutti la pensano come noi, pare" disse, una nota divertita nella voce.

Ellin ridacchiò e disse, alquanto divertito:”Faramir non regge il vino a quanto pare… lui e Boromir sono quasi ubriachi!”

Gil gli sorrise e disse:”Lasciali divertire, è un giorno importante per loro…chissà quando potranno rivedere di nuovo i loro amici…”

“Sei sempre la più saggia piccola peste!” rispose l'elfo.

I due fecero compagnia a Denethor per un po', dimenticando i formalismi e limitandosi a chiacchierare piacevolmente, lanciando di tanto in tanto occhiate divertite al rumoroso gruppetto che si trovava di fronte a loro.

“Va tutto bene Gil?” chiese l'elfo, preoccupato nel vedere che la sua amica era diventata piuttosto taciturna.

“Sono solo un po' stanca…” rispose lei.

“Immagino che tutte le emozioni di questa giornata ti abbiano lasciato piuttosto spossata…” le disse l'amico, cingendole le spalle in un caldo abbraccio.

“Non preoccuparti, gli invitati stanno cominciando ad andar via, tra un po' potrai finalmente andare a letto…”

Gil annuì e poi si alzò e uscì di nuovo sulla terrazza, dove rimase a guardare trasognata le stelle.

"Ti cercavo" disse Boromir alle sue spalle, e si avvicinò sorridendo. La tirò a sè e la abbracciò da dietro, posandole un bacio sul collo.

"Ti amo" sussurrò, stringendola al suo petto.

“Anch'io” sussurrò stancamente lei. “Ti stai divertendo? Io cercavo un po' di riposo per le mie orecchie…tutto questo baccano mi sta facendo venire un tale mal di testa…”

"Che ne dici di una tranquilla passeggiata in giardino?" suggerì lui, "Altrimenti possiamo ritirarci nella nostra stanza, se preferisci."

Le lanciò un'occhiata maliziosa e sorrise, chinandosi di nuovo per baciarla sul collo.

Gil gli lanciò un'occhiata divertita, e poi disse:”E gli invitati? Dobbiamo aspettare che vadano via tutti…”

"Gli invitati sono qui anche per Faramir e Eowyn.. dici che noteranno la nostra assenza?" ridacchiò l'uomo in risposta.

Lei si limitò a lanciare un'occhiata all'interno. Ormai erano andati via quasi tutti, ma le sembrava troppo sfacciato andar via in quel momento.

Come sempre, fu Ellin a salvare la situazione. Li chiamò all'interno, e ad alta voce, per farsi sentire dagli altri, disse all'uomo :”Boromir, Gil mi preoccupa, è così pallida, perché non l'accompagni di sopra? Non credo che a nessuno dispiacerà se vi ritirate un po' prima…”

La donna lo guardò e sorrise tra sé e sé. Dopo tanti anni ancora si stupiva del fatto che quell'elfo sembrava leggerle dentro e capire sempre quello che c'era da fare…

Boromir annuì con aria grave e salutò gli ospiti uno ad uno, per poi avvicinarsi a Ellin e ringraziarlo sorridendo, augurando la buonanotte anche a lui. Prese per mano Gil e si inchinò profondamente prima di lasciare la stanza insieme a lei. Una volta arrivati alle scale l'uomo le sorrise con aria birichina e la prese in braccio, per fermarsi solo davanti alla porta dei loro appartamenti.

"Apri tu, amore? Io ho le mani occupate.." ridacchiò, e per sottolineare la sua affermazione iniziò a slacciare i bottoni sul retro dell'abito di Gil, tanto per non perdere tempo.

La donna si limitò a sorridere e scuotere leggermente la testa, prima di aprire la porta, e richiuderla poco dopo dietro di loro.

Si guardò brevemente intorno. Quelle erano le stanze che avrebbe diviso con Boromir fino alla fine dei suoi giorni. Dentro di sé sperava solo che tutto andasse bene. Alle pareti erano appesi i quadri che avevano comprato insieme, e sulla scrivania c'era il piccolo vaso che avevano trovato al mercato, e che a Boromir piaceva tanto. Sorrise tra sé e sé nel ricordare quanto aveva insistito per prenderlo, e l'aveva messo sulla scrivania. Ogni tanto ancora commentava che era bellissimo.

Si girò verso di lui, e lo strinse a sé, sussurrando “Ti amo…” contro le sue labbra, prima di catturarle in un lungo e appassionato bacio.

Senza staccare le labbra da quelle di Gil, Boromir si diresse verso il letto e la posò sulle coperte, per poi stendersi a sua volta e continuare a baciarla con trasporto. Si interruppe per togliere gli stivali, e già che c'era si premurò anche di chiudere le leggere tende in tulle del baldacchino.

"Mi piace molto questo letto" mormorò sorridendo, e catturò le sue labbra ancora una volta mentre iniziava a spogliarla lentamente.

“Anche a me…” sussurrò lei sulle sue labbra. “Ed è ancora più bello perché è tutto nostro…è il nostro angolo privato…marito mio…”

Boromir sorrise a quelle parole, e si ritrasse quanto bastava per posare gli occhi in quelli della sua sposa.

"Ancora non riesco a crederci.." sussurrò mentre abbassava l'abito di Gil e le scopriva le spalle, per poi accarezzarle dolcemente.

Lei sorrise alle sue parole.

“Aspetta…non voglio rovinare il vestito…” e così dicendo, Gil si alzò e sfilò velocemente l'abito, sistemandolo ordinatamente su una poltrona e poi tornando sotto le coperte con il suo amato.

Lo guardò negli occhi per qualche istante, e poi cominciò a sbottonare lentamente l'uniforme, sentendo sempre su di sé il suo sguardo pieno di passione.

Quando Gilraen ebbe finito con i bottoni l'uomo sfilò l'indumento, per poi abbandonarlo distrattamente in fondo al letto, senza staccarle gli occhi di dosso. Poi la aiutò con i bottoni dei pantaloni, che ben presto subirono la stessa sorte della tunica.

Raggiunse la sua amata sotto le coperte e si stese accanto a lei, tirandola a sé per abbracciarla.

"Spero che tu non sia troppo stanca.." sussurrò, accompagnando la frase con un mezzo sorriso malizioso.

“Se non ti secca dover fare tu la maggior parte del lavoro…” disse lei fingendosi incredibilmente stanca, per poi desistere e guardarlo con un'aria birichina che non prometteva niente di buono…

L'immediata risposta di Boromir fu un ghigno minaccioso, con tanto di sopracciglio sollevato.

"Fosse per me ti terrei qua almeno per una settimana di seguito, sappilo. Quindi non ti conviene provocare.."

Così dicendo ridacchiò sommessamente e scomparve sotto le coperte, e un momento dopo era già impegnatissimo a tenere ferma Gilraen e a mordicchiarle scherzosamente i fianchi.

“Per quanto mi riguarda possiamo restare qui anche un mese…” disse lei, istintivamente rilassandosi al delicato tocco del suo amato.

Boromir si fermò per alzare la testa, scostare le coperte e guardarla con aria birichina: "Guarda che non stavo scherzando."

Detto questo sparì nuovamente, e si premurò di liberare Gilraen della biancheria intima prima di rimettersi al lavoro con estremo impegno.

Il mattino arrivò troppo in fretta a detta di Gil. Lei e Boromir non avevano chiuso occhio per tutta la notte, ma invece di essere stanchi, i due sembravano piuttosto euforici.

“Per i Valar!Stavo dimenticando una cosa!” esclamò Gil, balzando fuori dal letto.

Prese la scatolina inviata da suo padre Vardamir, e s'infilò di nuovo sotto le coperte.

“Questa te la manda mio padre, ieri è arrivato Sym, non volevo disturbarti…” cominciò, ma incapace di tenere a freno la sua curiosità, la aprì.

Dentro c'era un medaglione in oro e mithril, impreziosito da piccole gemme e zaffiri.

Gil indicò l'incisione al centro e disse:”Queste piccole onde stilizzate sono il simbolo di Minyatur… nella lettera mi dice che ti ha anche fatto preparare dei bracciali di cuoio con le insegne regali, c'è un arco per Faramir e un gioiello per Eowyn…”

La donna ridacchiò e poi disse:”Credo che sia il suo modo per dirci di tornare presto a trovarlo!”

Boromir prese in mano il medaglione e lo esaminò sorridendo: "E' bellissimo" disse, "Come posso ringraziarlo?"

Rimase pensieroso per qualche istante, finché guardò di nuovo Gilraen e proseguì: "Credi che Sym potrà consegnargli qualcosa da parte mia? Invierei un messaggero, se non fosse così lontano.."

“Si, certo, purchè non sia una cosa troppo grande, infondo è solo un falcone… dato che è arrivato ieri vorrei farlo riposare per qualche giorno e poi farlo ripartire se per te va bene, anche io volevo mandare una lettera a mio padre…” rispose lei, sbadigliando.

La donna appoggiò di nuovo la testa sul cuscino, e guardando fuori dalla finestra notò che il sole era già alto.

“Dovremmo scendere per colazione” mormorò. “Ma se non è un problema preferirei dormire un po'…”

"Mangeremo più tardi" rispose Boromir sorridendo, "Vieni qua.."

La prese fra le braccia, e dopo averle posato un sonoro bacio sulla guancia iniziò a cullarla dolcemente finché si addormentò. Rimase sveglio a guardarla per qualche minuto, accarezzandole il viso e i capelli e sorridendo fra sé e sé, e si addormentò a sua volta quasi senza rendersene conto.

Gil fu svegliata da qualcuno che bussava alla porta, e istintivamente svegliò il suo amato, per farlo nascondere. Poi sorrise tra sé e sé al pensiero che ora erano sposati e non avevano nulla da temere, e così mormorò le sue scuse a Boromir, che si stava ancora strofinando gli occhi assonnato, infilò una tunica ed andò ad aprire.

“Buona sera!” esordì Ellin

“E' già così tardi?” chiese Gil, sbalordita.

“Avete dormito tutto il giorno!” ridacchiò l'elfo, e poi:”per questo ho pensato di portarvi la cena, avrete sicuramente fame… e poi domani re Theoden e gli hobbit ripartiranno, immagino che vorrete salutarli…”

Senza attendere risposta, entrò in camera, apparecchiando per due e poggiando le varie pietanze sul tavolo.

Prima di uscire diede un sonoro bacio sulla guancia di Gil e la salutò:”A dopo piccola peste!”

Quando furono di nuovo soli, la donna si voltò verso il suo amato e gli sorrise.

Si avvicinò a lui, sedendosi sul letto e gli accarezzò i capelli, senza mai staccare gli occhi dai suoi.

“Ben svegliato…” gli mormorò prima di baciarlo dolcemente e a lungo.

"Buongiorno..." ridacchiò Boromir, per poi baciarla di nuovo e alzarsi alla ricerca di qualcosa da indossare. Dopo aver recuperato dei pantaloni e una tunica dal guardaroba e aver acceso il fuoco nel camino sedette a tavola con Gil, e la servì. Quella sera l'appetito certo non gli mancava, e dopo essersi servito due volte posò il calice e guardò la sua mogliettina con aria assolutamente soddisfatta, le labbra piegate in un mezzo sorriso da monello.

"Facciamo un bagnetto insieme prima di scendere?"

“Sarebbe bellissimo…”rispose lei, alzandosi e avvicinandosi a lui.

Gli posò un bacio sulla fronte e chiamò una cameriera, chiedendole di preparare l'acqua per il bagno.

Tornata da Boromir si sedette sulle sue ginocchia, e spostò delicatamente una ciocca di capelli dal viso, dicendogli:”Non so se ti è convenuto sposarmi…sai che dovrai sopportarmi fino alla fine dei tuoi giorni?”ridacchiò e gli fece un po' di solletico.

"Sono assolutamente felice di doverti sopportare" rispose lui ridacchiando, mentre cercava di sottrarsi alla tortura e si vendicava ripagandola con la stessa moneta. Dopo qualche minuto di guerra all'ultimo sangue implorò pietà, con le lacrime agli occhi dal tanto ridere, e la tirò a sé circondandola con uno stretto abbraccio.

"Amin mela lle.."sussurrò sorridendo, "Ti amo Gil"

“Anche io ti amo tanto, tarienamin…” rispose lei, prima di alzarsi e prenderlo per mano, guidandolo fino alla stanza da bagno, dove li aspettava una grossa vasca piena d'acqua.

Lei lo aiutò a svestirsi, limitandosi a guardarlo negli occhi sorridendogli, senza parlare.

Quando entrarono in acqua, Gil notò soddisfatta che l'acqua era piacevolmente calda e profumata di rose.

Si affrettò ad avvicinarsi al suo amato, stringendolo a sé e baciandogli il petto nudo.

Boromir si rilassò al tocco di Gilraen, e appoggiò la testa sul bordo della vasca guardandola con gli occhi socchiusi e un mezzo sorriso sulle labbra. Iniziò ad accarezzarle istintivamente la schiena e mormorò: "La tua vicinanza è estremamente pericolosa, lo sai?" 

La donna si limitò a ridacchiare, e rabbrividì al suo tocco.

Guardandolo così rilassato sorrise tra sé e sé e si avvicinò per baciarlo con passione.

Si staccarono solo per il bisogno di respirare, dopo qualche minuto. Boromir la guardò intensamente, con una strana espressione negli occhi, prima di prendere una mano della sua amata e guidarla alla ricerca di qualcosa sott'acqua. Quando vide dall'espressione di Gil che iniziava a capire cosa aveva in mente lasciò la sua mano e si rilassò di nuovo contro il bordo della vasca, sorridendole con aria di sfida.

Gil gli sorrise maliziosamente e mormorò :”Non provocarmi…”, prima di cominciare a muovere la mano lentamente, mentre gli baciava il collo e gli mordicchiava l'orecchio.

L'uomo cominciò a sospirare e gemere piano, e man mano che il suo desiderio si faceva più urgente, i movimenti della donna aumentarono d'intensità, fino a fargli raggiungere il piacere e lasciarlo ansimante e tremante.

Boromir la tirò a sé per abbracciarla, e la baciò a lungo prima di farla voltare per lavarle la schiena sorridendo. Poi si alzò e uscì dall'acqua, e dopo essersi avvolto in un telo ne prese uno per Gil e la asciugò con tutta la premura possibile. Tornarono in camera e si rivestirono con cura, facendo il loro ingresso nel salone dove gli altri li stavano aspettando solo pochi minuti dopo.

"Toh!" esclamò Faramir ridacchiando, "Chi si rivede.. Pensavo che non sareste più usciti da quella camera"

Eowyn lo guardò sorridendo e scosse la testa, mentre Denethor ignorò il commento del figlio e li salutò con il solito cenno della testa.

Gilraen salutò tutti allegramente, e sorrise a Denethor, prima di prendere per mano il suo amato.

Boromir, Gilraen, Faramir e Eowyn si recarono in giardino per fare una passeggiata.

Gil camminava accanto al suo Boromir, sorridendo amichevolmente a Eowyn.

"Passato una bella giornata?" esordì Faramir dopo qualche momento, lanciando un'occhiata divertita al fratello.

"Decisamente." rispose l'altro, "Voi?"

"Siamo usciti a cavallo con mio fratello e Nessa" disse Eowyn sorridendo, "Pensavamo di chiamare anche voi, ma poi Faramir ha pensato che fosse meglio lasciarvi tranquilli"

A quelle parole Boromir lanciò uno sguardo alla sua mogliettina, e sorrise a Eowyn: "Sarà per un'altra volta. Le occasioni certo non ci mancheranno"

“Quando ripartiranno gli ospiti? “ chiese Gil qualche momento dopo.

Come se fosse apparso dal nulla, davanti al gruppetto si parò Gandalf.

“Buona sera, miei giovani amici!” salutò cordialmente il mago.

“Stavo cercando proprio te, Gilraen, ti andrebbe di passare un po' di tempo con Ellin e il tuo vecchio maestro?” le chiese gentilmente.

Prima di rispondere la donna guardò Boromir, e questo non sfuggì a Gandalf che si affrettò a dire:”Suvvia il tuo caro marito non credo che avrà obiezioni, del resto passerete tutta la vita insieme, cosa vuoi che siano poche ore insieme a me?”

Gil strinse la mano a Boromir e gli posò un leggero bacio sulle labbra, sussurrandogli:”Ci vediamo più tardi amore mio…”

Lui le sorrise e annuì. La guardò allontanarsi con Gandalf e decise di rientrare, dopo aver augurato la buonanotte a Eowyn e Faramir e avere abbracciato affettuosamente entrambi. Tornò in camera e uscì sul balcone, sedendosi comodamente a guardare le stelle e a fumare la pipa mentre aspettava il ritorno di Gil.

Gandalf riaccompagnò Gil alla sua camera.

“Il tempo è volato, credi che Boromir sia in collera con te?” chiese il  mago un po' preoccupato, conoscendo il carattere piuttosto irascibile del guerriero.

“Non credo…”rispose lei, pensando all'ultima volta che avevano litigato e non si erano parlati per giorni, e sperando che il suo amato non avesse preso a male il fatto che era stata con Gandalf ed Ellin fino a quell'ora.

Per sdrammatizzare disse:” E poi se si arrabbia posso sempre andare a dormire con Ellin!”

Il mago ridacchiò e le augurò la buona notte, avviandosi lentamente verso la sua stanza.

La donna entrò silenziosamente in camera, si svestì e s'infilò nel letto, sobbalzando leggermente quando Boromir la strinse a sé.

“Mi hai spaventata!”disse lei, rilassandosi al contatto con l'uomo.

"Ormai non riesco più a dormire senza di te.." mormorò lui, sorridendo nel buio. La baciò dolcemente e proseguì in tono gentile: "Trascorso una bella serata, principessa?"

“Si, ma senza di te mi sento sempre sola…” rispose lei stringendolo a sé.

“Gandalf andrà a Minyatur a trovare mio padre, quindi se vogliamo inviargli qualcosa basterà darlo a lui, così evitiamo di far stancare troppo Sym…” disse lei.

"Bene" sorrise Boromir, "Credo che anche mio padre abbia una lettera per lui."

Si rannicchiò vicino a Gil in cerca di calore e chiuse gli occhi, mormorandole all'orecchio: "Ma lo sai che ti amo più di qualsiasi altra cosa?"

“Lo so…perché anche io ti amo tantissimo…” rispose lei, abbracciandolo stretto a sé e tirando su le coperte per coprirgli meglio le spalle.

Restò a guardarlo mentre dormiva per qualche momento, prima si scivolare lentamente nel sonno.

Faramir e il fratello raggiunsero gli altri in cortile insieme agli Hobbit, dopo aver consegnato loro provviste a sufficienza per il viaggio e vari regali, compresi dei brillanti pugnali nuovi di zecca. Caricarono i loro bagagli sui cavalli, e raggunsero Eowyn e Gilraen che stavano salutando Théoden e Gandalf.

"Questa è da parte di mio padre" disse Boromir, consegnando una lettera a Gandalf, "Ti sarebbe grato se potessi consegnarla a Vardamir. E questa è da parte mia" proseguì, porgendogli una piccola scatola di legno con il simbolo di Gondor inciso sul coperchio, "Grazie infinite Gandalf"

Detto questo sfoderò un largo ghigno e gli mise in mano un sacchettino di velluto colmo di erbapipa, e aggiunse: "Buon viaggio."

Per qualche momento Gil rimase a guardare il gruppo che si allontanava, poi si voltò verso Boromir e gli chiese:”Cosa c'era nella scatolina che hai mandato a mio padre?”

"Una lettera.. e il mio medaglione di Gondor." rispose l'uomo, scostando la tunica per mostrarle che portava al collo quello con il simbolo di Minyatur che gli aveva donato Vardamir, "Non sono riuscito a trovare niente di più prezioso da donargli.. quel monile mi ha accompagnato sin dalla nascita."

“Non dovevi darglielo…” disse Gil un po' preoccupata. “Era molto importante per te!”

Lo guardò e gli posò un bacio sul petto, nel punto in cui aveva scostato la tunica e mormorò:”Sei un uomo meraviglioso…”

"Volevo darglielo" sorrise Boromir, e le passò affettuosamente un braccio attorno alle spalle per poi rientrare a palazzo insieme a lei.

Ormai Gilraen si era affezionata molto a Gondor. La popolazione la adorava e lei non si negava mai, passeggiava per le strade di Minas Tirith, aiutava i poveri, faceva spese al mercatino, così la gente la sentiva vicina.

Spesso se ce n'era bisogno aiutava anche Boromir nella contabilità e con l'amministrazione.

Quella mattina era piuttosto nervosa ed emozionata, mentre camminava per il lungo corridoio che l'avrebbe condotta in quello che era diventato lo studio del suo amato marito.

Cercò di nascondere quelle emozioni quando fece capolino nella stanza e allegramente chiese:”Hai da fare?”

Boromir alzò la testa dalla pila di fogli sparsi sulla scrivania e le sorrise dolcemente: "Non ho mai troppo da fare per te" disse, "Entra, ti prego."

Lei gli sorrise e chiuse la porta alle sue spalle, prima di andarsi a sedere di fronte a lui.

“Ho una cosa molto importante da dirti. Volevo esserne assolutamente sicura…” esordì la donna con un'espressione assolutamente seria in volto.

"E' successo qualcosa?" chiese subito l'uomo, allarmato. Allungò una mano sulla scrivania per stringere quella di Gil e la guardò con aria ansiosa, aspettando che parlasse.

Lei strinse la sua mano e mormorò:”No…ovvero…si, è sucesso qualcosa e…spero che tu ne sia contento…” timidamente abbassò lo sguardo e continuò:”io…aspetto un bambino…”

L'uomo rimase immobile a fissarla per lunghi momenti, cercando di registrare la notizia. Non riusciva a trovare le parole, e quando lei lo guardò con aria preoccupata si rese conto che la sua reazione avrebbe potuto essere fraintesa, così aggirò la scrivania e la fece alzare, tirandola a sé per abbracciarla.

"E' una notizia meravigliosa" mormorò infine, la voce carica di emozione e le lacrime agli occhi.

Gil tirò un sospiro di sollievo e disse:”Per un attimo ho avuto paura che non ne fossi contento…”

Si staccò da lui e lo guardò dritto negli occhi, dicendo solennemente:”Ora devi farmi una promessa amore mio. Volevo parlarne da molto con te…promettimi che non imporrai mai niente ai nostri figli…che li lascerai scegliere da soli e…” lo guardò dritto negli occhi :”questo riguarda soprattutto il matrimonio… gli uomini di solito impongono freddi matrimoni politici ma io non voglio essere la cause dell'infelicità dei miei figli… mi dai la tua parola?”

"Giuro solennemente" sorrise lui, "Non ne ho mai avuta l'intenzione, in ogni caso.. Soprattutto dopo quello che abbiamo dovuto passare io e te all'inizio"

Le posò un bacio sulle labbra e la guardò incuriosito: "Da quanto lo sai?"

Lei gli sorrise e disse:”Da un po'…ma volevo esserne sicura…e…non chiedermi come lo so, ma credo che sarà una bambina…” lo guardò con occhi pieni d'amore e sorrise di nuovo nel vedere l'espressione dell'uomo.

"Vieni con me" disse entusiasticamente Boromir appena si fu ripreso dalla sorpresa, "Dobbiamo dirlo a mio padre!" proseguì, prendendola per mano e trascinandola in corridoio, "E a Faramir! E a Ellin! E a tutta la città! E dovremo inviare un messaggero per dirlo a tua padre, prepararle una stanza e fare mille altre cose"

I due quasi si scontrarono con Ellin, che sorpreso chiese:”Va tutto bene?”

Gil gli sorrise e mormorò:”Si…ti cercavamo perché volevamo darti la notizia…aspetto una bambina…”

Il volto dell'elfo s'illuminò e sorrise felice, abbracciando stretto la sua Gil e quasi piangendo di gioia.

“Diventerò zio!” cominciò ad esultare, e quasi travolse Boromir, abbracciando anche lui entusiasticamente.

Attirati da tutto quel gran baccano arrivarono anche Faramir e Eowyn, che una volta appresa la notizia si guardarono per un attimo con aria sconvolta prima di congratularsi entusiasticamente per la bella notizia. Faramir decise che il titolo di zio gli piaceva molto più di quello di capitano, e promise solennemente che negli anni a venire si sarebbe impegnato a dare una buona educazione alla nascitura.

Denethor apprese la novità a pranzo, e con gran stupore generale addirittura si alzò per andare ad abbracciare la coppia. Il giorno dopo tutta la città ne era al corrente, e dai regni alleati arrivarono un gran numero di missive di auguri e congratulazioni indirizzate ai Signori di Gondor.

 

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