Un salto nel buio

Capitolo 6

Dopo quasi un mese di viaggio, il gruppo era quasi giunto a Edoras.

Erano accampati per la notte in attesa di passare la breccia di Rohan, esausti ma felici.

Eomer sedeva accanto al fuoco abbracciando la sua Nessa e facendo progetti per la loro vita a Rohan.

Ellin sedeva vicino a Faramir e stava parlottando con l'amico.

Gilraen si era sistemata accanto a delle rocce, immersa nei suoi pensieri, guardando intensamente il ciondolo che le aveva regalato suo padre.

Boromir era appena tornato al campo dopo aver riempito le borracce con acqua fresca, e stava ora frugando nel suo zaino da viaggio alla ricerca delle sua pipa. Lanciò uno sguardo a Gil e si fermò, considerando l'ipotesi di andare da lei. Sembrava quasi triste e l'uomo pensò che probabilmente avrebbe preferito stare un pò da sola, ma volle togliersi ogni dubbio e si avvicinò a lei, sorridendole dolcemente.

"Vuoi un pò di compagnia o preferisci stare da sola, principessa?"

Lei gli sorrise e rimise al collo il ciondolo, dicendo:”Resta con me amore mio…”

Improvvisamente Ellin gridò qualcosa in elfico e Gilraen scattò in piedi, cominciando a guardarsi intorno.

Un attimo dopo udirono delle urla selvagge e una pattuglia di uruk-hai si avventò su di loro con una violenza inaudita.

Gilraen sguainò la spada e cominciò a combattere con valore, ma senza rendersene conto era rimasta isolata dal gruppo, e ora tre di quegli orribili mostri la circondavano.

Anche Faramir era rimasto un pò in disparte, e con ammirevole freddezza si premurava di abbattere i nuovi arrivati a suon di frecce.

Boromir stava nel frattempo combattendo vicino agli altri ed era piuttosto distante da Gil; non poteva avvicinarsi a lei perché erano circondati, e pensò in tutta fretta a un modo per aiutarla. Quando si abbassò per schivare un colpo estrasse dallo stivale il suo pugnale, e lo lanciò sperando che la mira non lo tradisse. Per fortuna andò a segno, e colpì alla gola uno degli uruk-hai che circondavano la sua amata.

Gil lanciò un'occhiata riconoscente a Boromir e riuscì a schivare un affondo e uccidere un altro dei suoi aggressori.

Ad un tratto sentì un dolore lancinante ad un fianco, un uruk l'aveva colpita alle spalle. Si girò su se stessa e riuscì ad abbatterlo, ma la vista le si era appannata e non fu più capace di reggersi in piedi.

Crollò sulle ginocchia, incapace persino di chiedere aiuto, e poco a poco fu avvolta dal buio più totale.

Per qualche attimo riuscì ancora a sentire rumori di battaglia intorno a lei, sentì Ellin che gridava il suo nome, poi più niente.

Boromir sentì Ellin chiamare il suo nome e si voltò di scatto in direzione della sua amata. Si sentì gelare quando la vide accasciata a terra in una pozza di sangue. Gridò a sua volta, e sfogò tutta la sua rabbia e la sua disperazione sulle disgustose creature che lo circondavano, affettando e affondando senza pietà. Quando fu riuscito a sgombrare le sue immediate vicinanze corse da Gilraen, saltando i corpi mutilati e senza vita degli uruk-hai sparsi ovunque.

Si inginocchiò vicino a lei, gettando a terra lo scudo e la spada, e la prese fra le braccia cercando disperatamente di localizzare la ferita. Infine vide gli abiti della sua amata macchiati di sangue su un fianco, e si affrettò a spogliarla quanto bastava per tenderle i primi soccorsi. Senza troppi complimenti strappò un'ampia parte del lembo della sua tunica aiutandosi con i denti, e bendò strettamente la zona. L'emorragia si arrestò quasi del tutto, ma il battito di Gilraen era debole e aveva già perso molto sangue.

Boromir si rese conto che la battaglia era finita solo quando Ellin si inginocchiò accanto a lui.

"La porto a Edoras. Subito."

L'elfo si limitò ad annuire, troppo scosso per dire qualcosa.

Eomer si avvicinò a Boromir e gli disse:”Salvala…te ne prego…”, gli porse le briglie del suo cavallo e lo aiutò a salire, sistemando Gilraen, ancora incosciente, davanti a lui.

Ellin lo guardò correre via a gran velocità, pregando silenziosamente i Valar perché risparmiassero la vita della persona che più amava al mondo.

Sulla via per Edoras Boromir non si fermò neanche un attimo per riposare o per far bere il suo cavallo, ma si limitò a spronarlo per correre più veloce. Quando arrivarono in città smontò in tutta fretta prendendo Gilraen in braccio, e l'animale si accasciò al suolo sfinito. Boromir non gli lanciò che un'occhiata, prima di irrompere a palazzo e chiedere di Re Théoden.

Il re si precipitò da Boromir, e non appena vide la donna ferita gravemente capì la situazione e fece chiamare immediatamente dei guaritori.

L'uomo si rifiutava di lasciare Gilraen e così Theoden lo guidò verso una delle stanze degli ospiti.

Boromir rimase nella stanza mentre la medicavano e anche dopo non la lasciò sola.

Il re si premurò di fargli portare un vassoio con del cibo e poi si ritirò nel suo studio per parlare coi guaritori, che gli dissero che la situazione della donna era piuttosto grave.

Gilraen strizzò gli occhi e si girò per vedere Boromir seduto accanto a lei, che si era appisolato.

Gli strinse dolcemente la mano e lo vide aprire gli occhi.

Aprì la bocca per parlare ma non ci riuscì e si limitò a sorridergli debolmente.

Quando Boromir vide che Gilraen era sveglia balzò in piedi e sorrise con gli occhi lucidi, stringendo la sua mano.

"Non sforzarti di parlare principessa.. Stringi la mia mano se è un sì" mormorò, "Vuoi dell'acqua? Hai bisogno di qualcosa?"

Per tutta risposta Gil scosse piano la testa, ma portò la mano dell'uomo alle labbra e la baciò delicatamente, appoggiandosela sul viso, come a fargli capire che l'unica cosa di cui aveva bisogno era lui.

 Theoden bussò alla porta ed entrò.

Quando vide che Gilraen si era svegliata un largo sorriso apparve sul suo volto e disse:”Sono molto contento che tu ti sia ripresa. Ci vorrà un po' perché torni forte come prima, per il momento devi soltanto riposare il più possibile e rilassarti” lanciò una rapida occhiata a Boromir e poi disse, rivolto a lei:”Dovresti convincere il tuo promesso  a dormire e mangiare…sono due giorni che non si muove da quella poltrona…”

A quelle parole Gil si girò a guardare Boromir e gli lanciò un'occhiata severa, sperando che lui capisse che trascurarsi non l'avrebbe certo aiutata.

Theoden non riuscì a impedirsi di sorridere quando vide che nonostante lo stato in cui era, la donna si preoccupava lo stesso per il suo amato.

“Sono arrivati gli altri. E c'è Ellin che muore dalla voglia di vederti, è fuori di sé dalla paura…lo faccio entrare?”

Gilraen annuì e pochi minuti dopo entrò nella stanza il suo migliore amico, che si precipitò al suo fianco e le prese la mano, accarezzandole dolcemente il viso.

Lacrime gli solcavano il viso, per la prima volta dopo anni, Ellin stava piangendo, e stavolta di felicità.

“Mi hai fatto preoccupare…”mormorò lui, “quei viscidi esseri ti hanno presa alle spalle, e io non sono riuscito a difenderti…mi sento terribilmente in colpa…mi dispiace, avrei dovuto restare al tuo fianco…”

La donna scosse vigorosamente la testa, stringendo la mano dell'elfo, ma non riusciva a parlare e lanciò un'occhiata a Boromir, sperando che lui capisse e consolasse il suo amico.

Boromir posò una mano sulla spalla di Ellin, e gli sorrise: "E' passato, Ellin" disse dolcemente, "E non hai colpe per quello che è successo. Nessuno di noi ne ha. Gil si riprenderà presto e sono certo che te lo dirà lei stessa."

Guardò la sua amata e le accarezzò dolcemente una guancia, prima di chinarsi su di lei e posarle un bacio leggerissimo sulle labbra.

"Faccio un bagno e torno da te, principessa" sussurrò, "Vuoi che chiami qualcuno per farti compagnia? Vuoi vedere Faramir e Eomer?"

Lei gli sorrise e scosse leggermente la testa.

“Resto io con lei… tu vai, non preoccuparti, Theoden ci ha detto che non ti sei mosso di qui per due giorni…” disse l'elfo, e poi:”Boromir…grazie…senza di te non ce l'avrebbe mai fatta…”

Ellin guardò l'uomo uscire dalla stanza, e poi rivolse la sua totale attenzione a Gilraen, che lo guardava sorridendo.

Nel frattempo Faramir stava riabbracciando la sua Eowyn, proprio davanti alle stalle. Incurante degli sguardi dei paesani la fanciulla gli aveva gettato le braccia al collo e lo aveva baciato con trasporto, ridendo di gioia per il suo ritorno. Dopo essersi guardati negli occhi per qualche momento si apprestarono ad entrare a palazzo, mano nella mano.

"Come sta Gil?" chiese improvvisamente Faramir, con un'ombra di preoccupazione nello sguardo.

"Non l'ho vista che ieri, e ancora era incosciente." rispose lei, "Mi hanno detto però che si è svegliata poco fa, e questo è un ottimo segno"

A quelle parole lui tirò un sospiro di sollievo, e sorrise debolmente: "Sapevo che Boromir avrebbe fatto il possibile per arrivare qua in tempo"

"Non l'ha lasciata neanche per un attimo" disse Eowyn sorridendo, "Non ha voluto mangiare né dormire, è stato tutto il tempo con lei canticchiandole canzoni delle vostre terre e raccontandole storie di quando non eravate che due ragazzini"

Faramir sorrise a sua volta, e scosse lievemente la testa: "Mi assicurerò che mangi qualcosa e che riposi un pò questa sera. Altrimenti ne avremo due da curare!"

Eomer stava camminando mano nella mano con Nessa, quando s'imbattè nella sorella e Faramir.

“Eowyn!” esclamò lui. “Posso presentarti la mia fidanzata Nessa?”

"Certamente!" esclamò lei sorridendo, "Solo che.. beh, non sapevo che avessi una fidanzata!"

A quelle parole Nessa rise allegramente e lanciò un'occhiata a Eomer, mentre Faramir ridacchiò e spiegò brevemente la situazione alla sua amata: "Si sono conosciuti a Minyatur. E' stato amore a prima vista."

"Oh." sorrise Eowyn, per poi rivolgersi alla fidanzata del fratello: "Ti chiedo perdono per la mia maleducazione.. ma nessuno mi aveva ancora informata"

"Figurati! Sono onorata di fare la tua conoscenza" rispose l'altra, "Eomer mi ha parlato moltissimo di te"

"Ah sì? Sono proprio curiosa di sapere tutte le cose orribili che ti ha detto sul mio conto!" disse Eowyn per poi prendere a braccetto la futura cognata, che dal canto suo sorrise divertita e rispose: "Ti racconterò tutto per filo e per segno.. poi decideremo insieme come punirlo!"

Dopo aver lanciato un'ultima occhiata ai fidanzati le due fanciulle si allontanarono insieme, parlottando fitto fitto come due vecchie amiche.

Gli altri due rimasero immobili per qualche momento finché Faramir guardò a bocca aperta Eomer, che si limitò a scuotere la testa incredulo.

"Andiamo, vecchio mio" ridacchiò il gondoriano, prendendo scherzosamente a braccetto l'altro.

I due bussarono alla porta di Gilraen ed entrarono.

La donna era a letto, con dei cuscini dietro la schiena. Ellin era seduto accanto a lei e le teneva la mano.

“Ce ne avete messo di tempo per arrivare!” disse lei con debolmente.

“Sembra proprio che tu stia molto meglio!” ridacchiò Eomer. “Mi avevano detto che non riuscivi a parlare…”

“Infatti non poteva. Le ho preparato un infuso elfico  e adesso diventerà ancora più chiacchierona di prima” ridacchiò l'elfo contento.

“Dov'è Boromir?” chiese Eomer

“Ha detto che andava a fare un bagno e poi sarebbe tornato…” rispose Ellin.

“Devi convincerlo a mangiare e dormire…” disse il rohirrim rivolgendosi a Gil.

In quel preciso momento entrò Boromir.

“Ci stavamo proprio chiedendo dove fossi amore mio…” gli disse la donna sorridendogli dolcemente.

"Ho fatto più in fretta possi.." iniziò Boromir, salvo poi fermarsi all'improvviso quando si rese conto del fatto che la sua Gil gli aveva parlato. Ellin gli spiegò che era merito dell'infuso e l'uomo annuì soddisfatto, riprendendo il suo posto nella poltrona accanto al letto.

"Oh" disse dopo un momento, "Stavo per dimenticarmi."

Sorrise e frugò brevemente in una tasca della tunica, per poi porgere a Gil la collana che le aveva donato il padre prima della loro partenza.

"L'ho fatta aggiustare" spiegò, "Deve essersi rotta durante la battaglia.. l'ho trovata accanto a te.. quando eri priva di sensi" si rabbuiò per un momento al pensiero di quei momenti orribili, ma sorrise di nuovo quando guardò negli occhi della sua Gilraen.

“Grazie…” mormorò lei, rimettendola al collo.

“Che ne dite di lasciare i due fidanzatini da soli? Se non sbaglio dovete ancora organizzare le vostre nozze!” disse Ellin strizzando l'occhio a Boromir.

“Si, vorrei andare a cercare Nessa ed Eowyn, quelle due insieme mi sa che sono pericolose!” ridacchiò Eomer.

Quando furono usciti Gilraen prese la mano del suo amato e la strinse forte.

“Amin mela lle Boromir…” gli sussurrò. “Baciami…vuoi?”

Boromir non se lo fece dire due volte e si chinò su di lei per poi baciarla a lungo, dolcemente. Poi appoggiò la fronte su quella di Gil e sorrise: "Amin mela lle Gil.." sussurrò, "Ho avuto tanta paura di perderti.. non farmi mai più scherzi del genere, capito?"

Le pizzicò delicatamente una guancia e la baciò di nuovo, senza curarsi minimamente del fatto che qualcuno aveva appena bussato.

Theoden si schiarì la voce ma i due innamorati non sembravano aver sentito.

Aspettò che smettessero di baciarsi e poi sorrise, dicendo:”Vedo che siete piuttosto impegnati…”

Gilraen arrossì, abbassando lo sguardo imbarazzata, chiedendosi da quanto il re li stesse osservando.

“Immagino che tu non vorrai scendere Boromir, quindi vi manderò su la cena…” senza aspettare una risposta Theoden li salutò e andò via.

Gil guardò di nuovo il suo amato e gli sorrise.

“Non vedo l'ora di arrivare a casa…sembra che il destino proprio non voglia renderci la vita facile…” disse lei debolmente.

"Manca poco ormai.. presto saremo a casa e potremo lasciarci alle spalle tutto questo" rispose Boromir sorridendo, "Non posso che essere felice di averti ancora accanto a me Gil.. E adesso più che mai, non vedo l'ora di sposarti!"

Sedette sul letto accanto a lei, tenendole la mano, e proseguì: "Appena arrivati a casa ci prenderemo un paio di giorni di vacanza assoluta, così avremo il tempo necessario per andare in giro in città e comprare tutto ciò che desideri per casa nostra. Ti va?"

“Sarebbe bellissimo” rispose lei sorridendo.

I servitori portarono dei vassoi con la cena. Gilraen mangiò pochissimo, e lo fece solo per incoraggiare Boromir a nutrirsi.

Quando lui ebbe finito di mangiare la donna dolcemente gli disse:”Immagino che sarai stanchissimo…io sto bene adesso, vai a dormire, non preoccuparti per me…”

"Posso dormire qui in poltrona vicino a te? Non ti darò fastidio in nessun modo, e prometto di non russare" rispose Boromir sorridendo, "Così se durante la notte avrai bisogno di qualcosa non ci sarà che da svegliarmi"

Lei gli sorrise e prese la mano dell'uomo tra le sue.

“Che ne dici di dormire nel mio letto? E' grande abbastanza per entrambi…basterà che tu non ti stenda sul lato dove sono ferita…desidero tanto dormire tutta la notte abbracciata a te…”

"Sarò felicissimo di tenerti stretta per tutta la notte" disse Boromir, "Beh, non troppo stretta naturalmente"

Si spogliò abbandonando i vari indumenti sulla poltrona, lasciando indosso soltanto i pantaloni. Poi entrò sotto le coperte con Gil, e la tirò a sé in modo da farle appoggiare la testa sul suo petto.

"Stai comoda così?" le chiese dolcemente una volta che si fu sistemata.

“Si…” disse lei in un sussurro prima di chiudere gli occhi e rilassarsi.

Durante la notte Gil si svegliò gridando.

Cercò di alzarsi di scatto ma la stretta fasciatura sull'addome la impediva nei movimenti.

Gemette piano per il dolore causato dal brusco movimento e ricadde sui cuscini madida di sudore.

Boromir si svegliò di soprassalto e balzò a sedere.

"Gil.. che succede?" chiese subito, allarmato. Le posò brevemente una mano sulla fronte per sentire la temperatura e scosse la testa, alzandosi in tutta fretta. Bagnò un pezzo di stoffa nella bacinella e lo posò sulla fronte della sua amata, accarezzandole dolcemente i capelli nell'intento di calmarla.

Ancora col respiro affannoso e gli occhi spaventati, Gil ripensò al suo incubo.

Dopo poco chiuse gli occhi e si rilassò al tocco di Boromir.

“Era solo un brutto sogno…” mormorò, quasi per convincere sé stessa, e poi si addormentò di nuovo, quasi senza rendersene conto.

L'uomo passò il resto della notte sulla poltrona, bagnando di tanto in tanto la stoffa con l'acqua fredda nell'intento di far abbassare la temperatura di Gil e controllando che stesse riposando bene. Era quasi l'alba quando senza rendersene conto si addormentò, ancora seduto sulla poltrona e con la testa poggiata sul cuscino di Gil, stringendole la mano.

Quando Boromir aprì gli occhi era già mattina inoltrata.

Gilraen lo guardava già da un bel po' e gli sorrise dolcemente.

“Mi dispiace che tu abbia dormito di nuovo sulla poltrona…” gli disse posandogli un bacio sulla fronte e accarezzandogli i capelli. “Immagino che adesso avrai tutti i muscoli indolenziti…”

Lo guardò preoccupata e disse:”Io non voglio essere un peso per te…vai a dormire, a mangiare…resterà Ellin con me, lui è un elfo e non dorme mai…”

Boromir si limitò a scuotere energicamente la testa: "Non sei un peso per me" mormorò, "Ti amo.. e voglio stare con te."

Le accarezzò una guancia e si alzò per andare ad aprire la finestra. Sorrise quando vide Faramir e Eowyn in cortile, impegnatissimi ad esercitarsi insieme con la spada, e rimase ad osservarli per qualche minuto.

“Per tutto il tempo ho sognato di morire. Anche stanotte, erano incubi orribili ma…l'unica cosa alla quale pensavo era che non potevo morire…perché non potevo lasciarti…” mormorò lei a un certo punto.

Pochi momenti dopo bussarono alla porta. Era Ellin, che portava due vassoi pieni di biscotti caldi e altre leccornie.

“Buongiorno piccola peste!” disse a Gil. “Vi ho portato la colazione. Dormito bene?”

“No…ho avuto degli incubi e Boromir per colpa mia è esausto…” rispose lei tristemente.

"Io sto bene" rispose Boromir dalla finestra, "Davvero."

Guardò alternativamente Gil e Ellin, e quando vide gli sguardi scettici che i due gli stavano lanciando scrollò lievemente le spalle e si voltò di nuovo ad osservare Faramir e Eowyn, sospirando.

“Adesso pensiamo a mangiare, va bene?” chiese Ellin.

“Torno tra qualche minuto!” disse l'elfo, dopo essersi assicurato che sia Boromir che Gilraen stessero mangiando.

Quando ebbero finito, Gil guardò il suo amato, e gli sfiorò i grandi cerchi neri intorno agli occhi con le dita.

“Che ne dici di stenderti accanto a me e chiudere un po' gli occhi?” propose.

“Quando tu stavi male io mi sono lasciata convincere a riposare…non essere sempre così testardo…per favore, vuoi stenderti accanto a me?” gli lanciò uno sguardo implorante.

"D'accordo" sospirò Boromir a malincuore, "Ma prometti che mi svegli subito in caso di bisogno."

Gil annuì, e un imbronciato Boromir sedette sul letto per togliere gli stivali. Poi si stese sopra le coperte e si rannicchiò vicino a lei, prendendole la mano e scavandosi uno spazio con il viso fra il collo e la spalla della sua amata. Solo momenti dopo stava dormendo profondamente, il respiro lento e regolare.

Gilraen sorrise e lo guardò dormire.

Boromir si svegliò nel pomeriggio, ancora rannicchiato contro Gil.

La donna parlottava con Ellin in elfico e quando entrambi notarono che si era svegliato gli sorrisero.

“Come ti senti adesso?” chiese Gilraen accarezzandogli i capelli.

"Meglio" mormorò lui stropicciandosi gli occhi, ancora insonnolito.

Si stiracchiò come d'abitudine e sorrise a Ellin, per poi baciare brevemente Gil e sedersi sul bordo del letto per rimettere gli stivali.

"Tu come stai?" chiese una volta terminato con le calzature, voltandosi per guardarla.

“Molto meglio!” rispose lei stringendogli la mano e sorridendogli dolcemente.

Una settimana dopo Gilraen era di nuovo in piedi e in buona salute.

Re Theoden aveva insistito perchè non partisse ancora, in quanto il viaggio era lungo, e voleva essere sicuro che non ci fosse pericolo di una ricaduta.

Gil era seduta accanto al piccolo stagno che si trovava nel giardino di palazzo.

Guardava i grossi pesci in acqua e si godeva il sole e una leggera brezza.

Le sue orecchie percepirono un rumore proveniente dal bosco.

Sorrise nel vedere che Boromir le si stava avvicinando.

"Ti stavo cercando" le disse sorridendo.

Si sedette accanto a lei e la baciò dolcemente, per poi accarezzarle una guancia e chiedere un pò preoccupato: "Come stai oggi?"

“Sto bene, ma mi annoio…tutti mi trattano come se fossi di cristallo, come se avessero paura che mi possa rompere…non mi fanno cavalcare, mangio in camera mia..” la donna sbuffò leggermente e poi ridacchiando disse:”Sono riuscita ad arrivare qui da sola perché sono sfuggita alla sorveglianza di Ellin…”

Boromir ridacchiò a sua volta, e dopo un momento disse: "Vorrà dire che nel pomeriggio ci faremo una bella cavalcata. Sul mio cavallo, però. Insieme." ignorò lo sguardo implorante di Gil e proseguì: "So che saresti in grado di cavalcare da sola, principessa" le sorrise, "Ma non voglio correre rischi. Ci tengo alla mia futura moglie"

Nel sentire quelle parole sul volto di Gil riapparve il sorriso.

“Non vedo l'ora di essere tua moglie!” lo tirò a sé e lo baciò. “Amin mela lle Boromir…”

A quel punto ridacchiò e disse:”Beh almeno se cavalcheremo insieme ne approfitterò per essere abbracciata stretta tutto il tempo…e sappi che è l'unico motivo per cui accetto…” gli lanciò un'occhiata divertita prima di appoggiarsi a lui e rilassarsi contro il suo petto.

Lui sorrise e la strinse a sé, sospirando pensieroso.

"Pensi mai al giorno del nostro matrimonio?" sussurrò guardandola negli occhi.

Gil arrossì e poi mormorò:”Ti confesso che sono molto emozionata…quando penso a tutti quegli invitati…e al fatto che sto per sposare il futuro sovrintendente di Gondor…Oh Valar, non so se riuscirò a essere all'altezza, io non sono molto brava a stare a corte, adoro cavalcare, combattere, vestire comodamente…” sospirò profondamente e appoggiò di nuovo la testa al petto dell'uomo, preoccupata per il suo futuro e per il serio impegno al quale stava andando incontro.

"Io ti amo anche per questo, Gil" le sorrise dolcemente Boromir, poi proseguì: "Sono più che sicuro che piacerai moltissimo anche al nostro popolo.. Mio padre mi ha detto che ha intenzione di cedermi il suo posto subito dopo il matrimonio.. E ti assicuro che anche quando sarai Signora di Gondor potrai continuare a cavalcare, combattere e vestire come preferisci. Anche se per il giorno delle nozze credo sia meglio un abito lungo" concluse ridacchiando.

Lei ridacchiò e poi tornata seria gli sussurrò:”Mi aiuterai a scegliere l'abito?”

"Senza dubbio" sorrise l'uomo, "Possiamo farlo cucire su misura se vuoi"

“Io non ho nessuna idea in realtà su come dovrebbe essere…ovvio che sarà bianco ma…” lo guardò un po' perplessa, e poi aggiunse a bassissima voce:”Sai Boromir, a volte ho paura di non riuscire ad essere una brava moglie…è tutto così nuovo per me…”

"Mi ami, Gil?" sussurrò lui sorridendo, prendendole dolcemente il viso fra le mani. Non attese risposta, poiché la conosceva già, e proseguì: "E' tutto ciò che mi importa, e tutto ciò che serve per fare di te una moglie perfetta.. non ti chiedo altro che il tuo amore"

Lei gli sorrise e lo baciò dolcemente.

In quel momento arrivò Ellin, che si precipitò verso i due innamorati ed esclamò:”Ti ho cercata dappertutto! Non dovresti uscire, sei ancora debole!”

“Su, Ellin non sei mica mio padre! Mi annoio a stare confinata nella mia stanza, è più di una settimana che sono a letto ho bisogno di uscire!” protestò lei.

“E va bene…ma almeno dimmi dove vai, e cerca sempre di stare con uno di noi” disse l'elfo indicando alternativamente lui e Boromir.

“Eh si…lo so che scappo sempre senza dire a nessuno dove vado…è uno dei miei difetti, vero amore mio?” chiese ridacchiando al suo amato.

Senza attendere risposta gli  disse:”Oggi mi poterai lo stesso a cavalcare?”

Boromir finse di pensarci su un attimo e disse, cercando di assumere un'aria severa: "Credo che si possa fare.", annuì gravemente, ma non riuscì ad impedirsi di ridacchiare quando si rivolse a Ellin: "Che ne pensi? Se la merita una passeggiata a cavallo la nostra convalescente?"

Le'lfo lo guardò intensamente e poi ridacchiò “Si, ma solo se la porti sul tuo cavallo, non lasciarla mai sola!”

Quel pomeriggio Gilraen infilò i suoi pantaloni e le varie tuniche. Prima di uscire fu costretta a portare il mantello, Ellin credeva che avrebbe potuto prendere freddo.

Una volta a cavallo, si rilassò completamente, appoggiandosi alla schiena del suo amato, e sentendo il battito del suo cuore contro la sua schiena.

Boromir le cingeva i fianchi, e teneva saldamente le redini.

Quando furono abbastanza lontani dal palazzo da non essere visti l'uomo si fermò del tutto, e lanciò un'occhiata divertita alla sua amata.

"Reggiti forte" disse, e quando lei si fu sistemata spronò il suo cavallo che immediatamente partì al galoppo.

Dopo un po' l'uomo si fermò e Gilraen gli prese il viso tra le mani e lo baciò con passione.

“Grazie! Rischiavo di morire di noia a palazzo!” gli disse entusiasticamente.

"Ti capisco" sorrise lui, "Anch'io detesto dovermene stare con le mani in mano"

Rimase in silenzio per qualche momento, immerso nei suoi pensieri, finché la guardò di nuovo: "Sei stanca? Vuoi che ci fermiamo a riposare un pò? Torniamo indietro?" chiese dolcemente.

“Sto bene…e gradirei che almeno tu non mi facessi da balia, ho già Ellin… non avrei mai pensato che un guerriero come lui si comportasse così…ci credi che ha insistito per farmi portare il mantello per non farmi prendere freddo?” ridacchiò.

Guardandosi intorno notò che erano in un angolo del bosco molto bello, si sentiva solo il melodico cinguettio degli uccelli e il rumore delle fronde mosse dal vento.

“Vogliamo stenderci un po' sull'erba? Credo che qui nessuno verrà a disturbarci…da quando sono stata ferita non abbiamo avuto più un momento per stare da soli…” disse lei guardandolo dolcemente.

Lui per tutta risposta le sorrise e smontò da cavallo, aiutandola a fare lo stesso. Si tolse il mantello e lo stese sull'erba in una zona ombreggiata, per poi stendersi e guardarla dal basso, sorridendo.

Lei rispose al suo sorriso e si stese accanto a lui, appoggiandosi su un gomito e guardandolo intensamente.

“E' incredibile come io e te riusciamo a capirci anche solo con uno sguardo a volte…è una cosa molto rara, lo sai?” disse lei carezzandogli dolcemente il viso e i capelli dorati.

"Lo so" rispose lui, "E lo adoro. E' bellissimo guardarti negli occhi e sapere che hai già capito quello che volevo dirti.. senza bisogno di parole"

Rimase assorto a guardarla per qualche momento e le spostò una ciocca dei lunghi capelli corvini dietro l'orecchio, per poi tracciarne il contorno con un dito e indugiare sulla delicata punta. Quel particolare aveva sempre esercitato un gran fascino su di lui, e anche un pò di curiosità. E come sempre si ritrovò a sorridere nell'osservarlo, prima di posare di nuovo gli occhi nei suoi: "In tutta la mia vita non ho mai visto una donna più bella di te" mormorò, "Sei splendida"

“Non è vero…ma grazie lo stesso” rispose lei timidamente.

“Piuttosto io sto cominciando a diventare un po' gelosa…ho visto come ti guardano le altre donne quando cammini per Edoras…e ho anche notato che le donne di Gondor hanno tutte un debole per te…” cercò di sembrare seccata, ma non ci riuscì, e così mormorò semplicemente:”Non sai quanto mi ritengo fortunata e onorata di averti al mio fianco…”

"Potrei dire lo stesso" mormorò lui in risposta, "Ma credo che tu sappia già.."

La tirò a sé per baciarla e quando furono vicinissimi sorrise, e aggiunse: "Dipendo completamente da te ormai.."

In risposta Gil lo baciò a lungo, dolcemente, e i due si separarono solo per il bisogno di respirare.

La donna appoggiò la testa sulla spalla di Boromir , gli diede un bacio sul collo e chiuse gli occhi, perdendosi nel profumo muschiato della sua pelle.

Lui continuò ad accarezzarle i capelli in silenzio, osservando gli scoiattoli che si rincorrevano veloci sui rami sopra le loro teste e sorridendo al pensiero di come Gilraen era riuscita a travolgere la sua monotona esistenza e cambiarla radicalmente. In meglio, avrebbe certamente precisato Faramir.

Sorrise fra sé e sé e chiuse gli occhi, godendosi la brezza e la vicinanza della sua amata, il profumo delizioso dei suoi capelli e il suo respiro tiepido e rassicurante sul collo.

Quando furono di nuovo a palazzo, Ellin si era affrettato a riaccompagnare Gil nelle sue stanze, e la donna aveva lanciato un'occhiata disperata al suo Boromir.

Appena l'elfo fu sparito, Gilraen si alzò dal suo letto e si avvicinò alla finestra, guardando malinconicamente il paesaggio.

In quel momento entrò Boromir, armato di vassoi con la loro cena. Li posò sul tavolo, e dopo un'occhiata a Gil apparecchiò per loro due.

"Non dirlo a Ellin" sussurrò quando ebbe finito, sorridendo con aria birichina. Così dicendo tirò fuori da una tasca una piccola fiaschetta da viaggio, e svitò il tappo per poi versare nei loro bicchieri un invitante liquido color rubino.

"Un pò di buon vino non può farti alcun male" disse sorridendo.

Lei gli sorrise e disse maliziosamente:”Stai cercando di farmi ubriacare?” lo guardò dritto negli occhi e poi continuò:”lo sai che non c'è bisogno…”

Gli si avvicinò e lo baciò, stringendosi a lui.

Senza aspettare di vedere la sua reazione, si sedette e chiese con aria birichina:”Non hai fame?”

Boromir le lanciò un'occhiata e un mezzo sorriso che non prometteva nulla di buono, e sedette a sua volta. Fece del suo meglio per rivolgere tutte le sue attenzioni alle pietanze, e servì abbondantemente Gilraen riempiendole il piatto con stufato di cervo e insalata di lattuga ed erbe, per terminare con un delizioso tortino di formaggio profumato con fiori di sambuco. Poi si servì e iniziò a mangiare in silenzio senza guardarla, allungando un piede sotto il tavolo per poi salire lentamente lungo una gamba di Gil, facendo bene attenzione a sfiorarla appena. Si sforzò di non sorridere - con scarsi risultati - e continuò a mangiare con lo sguardo fisso nel piatto, sapendo bene che la sua amata lo stava guardando.
Gil lanciò uno sguardo a Boromir, ma continuò a mangiare in silenzio.

Appena ebbero finito però aggirò il piccolo tavolo e sedette sulle ginocchia dell'uomo, lanciandogli uno sguardo malizioso e sorseggiando da un calice di vino.

Dopo qualche momento intinse un dito nel vino e tracciò i contorni delle labbra del suo amato, affrettandosi a succhiarle leggermente, mormorando:”E' dolcissimo questo vino, non trovi?”

L'uomo la guardò con occhi pieni di passione, e si avvicinò alle sue labbra per sussurrarle: "Non provocarmi, Gil.. se non vuoi che ti tenga sveglia per tutta la notte"

“Io non ho sonno…” mormorò lei contro le sue labbra.

“E poi domani mattina possiamo restare a dormire anche tutto il giorno…”

La risposta di Boromir fu quella di alzarsi prendendo Gil in braccio e portarla fino al letto, con una piccola deviazione per chiudere a chiave la porta. La posò sulle coperte e sorrise in modo strano, prima di allontanarsi per attizzare il fuoco nel camino e svuotare il rimanente contenuto della fiaschetta nel suo calice, che poi posò sul mobile da notte accanto al letto. Quindi tolse gli stivali, si stese accanto a Gilraen e la baciò con passione mentre iniziava a spogliarla in tutta fretta

Quando fu completamente nuda, Gil lo guardò intensamente, aiutandolo a togliere le varie tuniche e i pantaloni, che furono abbandonati con noncuranza sul pavimento.

"Facciamo una scommessa.." mormorò Boromir sorridendo con aria maliziosa, divaricando con delicatezza le gambe di Gil per poi inginocchiarcisi in mezzo, "Scommettiamo che riesco a bere tutto il vino rimasto senza farne cadere una goccia sulle lenzuola?" così dicendo prese il calice, e guardò di nuovo Gil negli occhi.

Lei lo guardò un po' sorpresa, e l'unica cosa che riuscì a farfugliare fu :”Ma cosa…”

Fu però preceduta dall'uomo che si era già messo al lavoro e non potè fare altro che chiudere gli occhi e rilassarsi, sorridendo tra sé e sé e mormorandogli:”Tu sei completamente matto…”

A quelle parole lui si sollevò un attimo a guardarla, e sfoderò il miglior ghigno birichino del repertorio mentre versava qualche goccia del liquido sulla pancia della sua amata, fino a formare una piccola pozza nella zona dell'ombelico, e si chinò nuovamente su di lei.

Gil gli sorrise e poi chiuse gli occhi, lasciandosi andare completamente a quelle sensazioni.

All'inizio si chiedeva come mai le bastava che Boromir anche solo la sfiorasse per risvegliare completamente il suo corpo,  ritrovarsi alla mercé del suo amato.

Col tempo però ci aveva fatto l'abitudine e si abbandonava fiduciosamente ai suoi desideri.

Boromir nel frattempo era arrivato fino al collo di Gil, stendendosi su di lei. Non erano rimaste che poche gocce di vino, e l'uomo pensò bene di utilizzarle degnamente versandole sul mento della sua amata, per poi osservare un rivolo rosato scendere fino al collo. Il calice finì a terra con un tonfo sordo, e Boromir si abbassò per leccare via il liquido dolciastro, facendo una breve sosta sul mento della sua amata per poi terminare l'operazione con un bacio appassionato.

Gil rispose al suo bacio entusiasticamente, stringendosi a lui e passando le mani tra i capelli biondi del suo amato.

Tra un bacio e l'altro gli sussurrava dolcemente parole d'amore in elfico, gli occhi fissi in quelli della persona che più amava al mondo.

"Ho vinto la scommessa.." mormorò Boromir sulle labbra della sua amata, sorridendo. Catturò di nuovo le sue labbra e le prese il viso fra le mani, sorreggendosi sui gomiti, per poi posarle una pioggia di piccoli baci sulle guance e sulle labbra.

Lei gli sorrise maliziosamente e chiese, sollevando un sopracciglio:”E cos'avresti vinto?”

"Il diritto di tenerti sveglia fino all'alba" ridacchiò lui, e così dicendo scese da sopra Gil e si sistemò sul letto al suo fianco, appoggiato su un gomito. La guardò con occhi pieni di desiderio e le sfiorò un fianco, per poi spostarsi sulla pancia e scendere con agonizzante lentezza, senza staccare gli occhi dai suoi.

“Non credi che adesso dovremmo dormire un po'?” ridacchiò Gil guardando fuori dalla finestra il sole che sorgeva.

Gli sorrise dolcemente,appoggiando la testa sul petto dell'uomo.

"Dobbiamo proprio?" rispose Boromir con una smorfia divertita, stringendo a sé la sua amata. Ridacchiò sommessamente e si abbassò per posarle un bacio sulla fronte, prima di recuperare le coperte aggrovigliate in fondo al letto e coprire entrambi.

"Ti amo" mormorò, e chiuse gli occhi vinto dalla stanchezza.

Gil fu svegliata da qualcuno che bussava alla porta.

Scrollò Boromir e aspettò finchè non si fosse almeno in parte rivestito, poi andò ad aprire.

“Ellin!” esclamò lei.

L'elfo scrutò il viso dell'amica, poi quello di Boromir, e capì subito che quella notte non avevano chiuso occhio.

“Mi sembrava di averti detto di non stancarti…” disse, cercando di sembrare severo, ma ridacchiò lanciando un'occhiata complice all'uomo semi addormentato.

“Vi ho portato il pranzo”

“E' già così tardi?” chiese Gilraen guardando Boromir.

“Si si… “ rispose l'elfo ridacchiando di nuovo. “Dopo pranzo Faramir vorrebbe parlarti” disse rivolto a Boromir, e uscì dalla stanza.

Gil ridacchiò nel vedere che il suo amato si stava ancora strofinando gli occhi. Si avvicinò a lui e lo baciò teneramente. “Vieni a mangiare qualcosa amore mio?” gli sussurrò, accarezzandogli dolcemente i capelli.

Boromir annuì pigramente e sedette a tavola, facendo del suo meglio per non addormentarsi sulla sedia. Tuttavia si svegliò, poco a poco, e dopo aver finito di mangiare aiutò Gil a sistemare un pò la stanza.

Quando Boromir fu uscito per andare a parlare con suo fratello, Gil si vestì in tutta fretta, e sgattaiolò velocemente nei giardini, sperando di non incontrare Ellin.

"Dimmi pure, fratellino" esordì Boromir una volta entrato nella stanza di Faramir, prima di sedersi su una poltrona nei pressi della finestra.

"E' successo."

"E' successo cosa?" rispose Boromir lanciando un'occhiata a Faramir, che non sembrava avere alcuna intenzione di rispondere e lo fissava, il volto illuminato da un largo sorriso. La sua espressione si poteva definire in un solo modo: felice. Incredibilmente felice, e Boromir sorrise a sua volta quando finalmente afferrò il senso delle parole del fratello: "Con Eowyn?" azzardò.

Faramir annuì entusiasticamente e disse ridacchiando: "A giudicare dalle tue occhiaie potrei giurare che anche la tua nottata è stata piuttosto movimentata"

"Stavamo parlando di te, non di me" lo rimbeccò prontamente l'altro sorridendo, per poi aggiungere: "Avanti! Racconta"

I due fratelli parlottarono fitto fitto per quasi un'ora, finché Eowyn bussò e Boromir pensò bene di lasciare da soli i due innamorati. Salutò affettuosamente entrambi e uscì alla ricerca di Gil e Ellin.

“Quando partiremo?” chiese Gil ansiosamente ad Ellin.

“Credo al massimo tra un paio di giorni, il tempo per Eowyn di preparare tutte le sue cose…” rispose pensieroso l'elfo.

“Per arrivare a Minas Tirith ci vorrà comunque un'altra settimana…” mormorò lei.

“Cos'è pensi già al tuo matrimonio?”ridacchiò l'elfo

“Ridi ridi… ma io ho una fifa incredibile…” disse lei abbassando lo sguardo.

In lontananza i due videro Boromir che si aggirava per i giardini e si affrettarono a raggiungerlo.

Il giorno della partenza era finalmente arrivato.

Dopo aver affettuosamente salutato re Theoden, Gil ed Ellin erano risaliti a cavallo.

La donna era pensierosa quel giorno, e la cosa non piaceva ad Ellin, che la osservava da un po'.

“Non preoccuparti, andrà tutto bene” le sussurrò all'orecchio, e fu ricompensato da un adorabile sorriso.

Théoden stava dando le ultime raccomandazioni alla nipote, mentre i due fratelli caricavano gli ultimi bagagli sui cavalli e parlottavano allegramente fra di loro. Una volta finito salutarono il Re e montarono in sella, aspettando solo che Eowyn si fosse sistemata per partire.

Pochi minuti dopo Edoras era già alle loro spalle.

 

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