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Un salto nel buio Capitolo 4 Dopo giorni di cammino di quattro giunsero al guado di Sarn. Si accamparono prima di superare il guado e Gil decise di fare un bagno nel fiume Baranduin. Montò a cavallo e si allontanò dagli altri, in modo che non potessero vederla. Tolse via tutti i vestiti e li piegò ordinatamente sistemandoli sulla riva accanto agli stivali. Si tuffò in acqua e sorrise contenta al solo pensiero che tra non molto sarebbe tornata finalmente a casa sua… Boromir la raggiunse dopo qualche minuto, e dopo aver legato il cavallo sedette su una grossa roccia vicino alla riva, sorridendo. "Non manca molto ormai" disse, "Felice di tornare a casa?" “Si…non vedo l'ora!” esclamò lei contenta. “Mi manca il mio mare, i miei amici, mio padre, la foresta…” guardò per un attimo Boromir e continuò abbassando il tono di voce:”Credo che tu possa capirmi perché leggo nei tuoi occhi che ti manca moltissimo Minas Tirith…” "Mi manca molto, sì.. Mi manca alzare gli occhi al cielo e non vedere la Torre.. o le montagne.." mormorò, "Dev'essere così diversa casa tua.. Totalmente diversa dalla mia città.. Non ti biasimerei se mi considerassi sciocco per tormentarmi così nel ricordo di quelli che non sono altro che freddi blocchi di pietra" Sorrise debolmente, nonostante sentisse più forte che mai la nostalgia della sua Città Bianca. E solo l'averla definita un ammasso di blocchi di pietra lo fece sentire in colpa all'istante, come se avesse appena insultato una persona cara. “Non sei affatto sciocco…questa è solo un'altra delle tue qualità e…credo che mio padre l'apprezzerà moltissimo!” gli sorrise strizzandogli l'occhio e cominciò a lavare i capelli. "Lo spero!" sorrise lui, "E spero proprio di piacergli almeno un pò.." Detto questo si alzò, e dopo aver tolto il mantello iniziò ad occuparsi dei bottoni della tunica: "Ti spiace se faccio un bagno anch'io?" disse, lanciandole un'occhiata maliziosa. Lei ridacchiò e disse:”No che non mi dispiace…anzi, mi chiedevo quando ti volessi decidere a farmi compagnia!” Boromir si spogliò a tutta velocità abbandonando i vari indumenti in una pila disordinata accanto a quelli di Gil, e una volta finito rimase un momento sulla riva. Abbassò lo sguardo, per poi lanciare un'occhiata e un sorrisino alla donna, e la raggiunse nell'acqua. Gil gli lanciò uno sguardo malizioso ma poi fece finta d'ignorarlo, continuando a lavare i capelli. L'uomo non si scompose, ma si spostò dietro di lei e iniziò tranquillamente a lavarsi, non molto distante. Poco a poco si avvicinò, facendo bene attenzione ad assumere un'aria assolutamente angelica ogni volta che Gil si voltava a guardarlo, fino a sfiorare 'casualmente' il corpo della donna con il suo. Le spostò i capelli su un lato e iniziò a baciarle la spalla, su fino al collo, cingendole i fianchi per tirarla a sé. Lei sussultò ma si rilassò ben presto grazie alle attenzioni dell'uomo. Presto si girò e lo guardò dritto negli occhi intensamente prima di reclamare possessivamente la sua bocca. Boromir collaborò con entusiasmo, e nello stesso tempo spinse indietro Gilraen finché la donna si trovò con la schiena contro una grossa roccia. Solo allora staccò le labbra dalle sue per guardarla negli occhi, e la sollevò afferrandola saldamente per il sedere. Si chinò per morderla sul collo, facendo bene attenzione a non lasciare segni, e le fece intrecciare le gambe dietro la sua schiena. Una mano della donna si trovava sulla schiena di Boromir, accarezzandola lentamente, mentre l'altra era dietro la testa dell'uomo, spingendola verso la sua man mano che i baci si facevano più intensi. Ben presto Gil si trovò senza fiato e si staccò da lui guardandolo con il respiro affannoso, aspettando curiosamente la sua prossima mossa. Lui la guardò intensamente per un attimo, e reclamò nuovamente la sua bocca per baciarla con fervore mentre si spingeva dentro di lei. Chiuse gli occhi e iniziò a muoversi lentamente, ansimando e gemendo sulle labbra di Gilraen. La donna era aggrappata strettamente a lui, persa nelle sensazioni che sempre provava in quei momenti d'intimità col suo amato. Guardò Boromir e pensò che il suo viso sconvolto dal piacere fosse ancora più bello del normale e lo baciò con trasporto. Senza rendersene conto aveva conficcato le unghie nelle spalle dell'uomo… Boromir si morse le labbra per reprimere un gemito ma non se ne lamentò affatto; iniziò a muoversi con maggior vigore, baciandola sul collo fino ad arrivare all'orecchio, per poi tracciarne il contorno con la lingua e mordicchiare delicatamente il lobo. Istintivamente Gil si strinse ancora di più a lui, gemendo piano e sussurrando il nome dell'uomo con voce rotta dal piacere. "Ti amo.." mormorò lui, e la guardò per un momento prima di tirarla a sé, tremando per l'eccitazione e per lo sforzo di sorreggere entrambi. Non si preoccupò più di trattenere i gemiti, e la strinse forte come per avvertirla che non avrebbe resistito ancora a lungo.. “Ti amo anch'io” rispose Gil in un sussurro. E quando sentì i gemiti dell'uomo non si trattenne e cominciò a mordicchiargli l'orecchio e baciare e accarezzare il suo collo con la lingua. "Oh Valar.." riuscì a mormorare Boromir con voce tremante, e aumentò istintivamente il ritmo mordendo una spalla di Gil per soffocare un grido. Dopo qualche istante i due raggiunsero il piacere e Boromir si accasciò tra le braccia di Gil senza forze, e col respiro ancora affannoso. Lei si limitò ad abbracciarlo senza parlare aspettando che il battito del suo cuore rallentasse. Quando lui si ritrasse la guardò negli occhi, per poi abbassarsi a baciare la spalla precedentemente maltrattata. "Ho lasciato il segno" mormorò, "Mi spiace.. spero di non averti fatto male" Gil gli sorrise e disse:”Sono io che devo scusarmi…ti ho graffiato sulle spalle, non intendevo ferirti…” "Non voglio immaginare cosa penserebbero gli altri" ridacchiò, "Dovremo fare attenzione a stare ben coperti" La baciò dolcemente sulle labbra e uscirono finalmente dall'acqua per raccogliere i vari indumenti e rivestirsi. Prima di tornare al campo Gil riuscì a prendere due lepri e le consegnò a Eomer che cominciò a scuoiarle. La donna si sistemò accanto ad Ellin che sembrava anche più allegro del solito e gli disse:”Scommetto di sapere perché sei così contento!” “Siamo quasi arrivati! Finalmente potrò rivedere Minyatur!” esclamò l'elfo abbracciandola entusiasticamente. “In questo sei identico a qualcun altro…” disse ridacchiando Gil lanciando un'occhiata divertita a Boromir. Eomer consegnò le varie razioni di lepre e tutti si sedettero accanto al fuoco a mangiare. Il morale dei quattro era alto, e cominciarono a ridere e scherzare. In quel momento fece il suo ritorno Faramir, che si era allontanato poco prima per fare un bagno. Quando vide che il pranzo era già pronto si affrettò a prendere il suo posto accanto al fratello: "Ho una fame da lupi!" Boromir accanto a lui ridacchiò, porgendogli il suo piatto. "Mi stupirebbe il contrario" disse, lanciandogli un'occhiata divertita. L'altro, troppo impegnato a mangiare per degnarlo di una risposta, si limitò a fargli una smorfia. Boromir scosse la testa sorridendo, e si rivolse agli altri: "Come proseguiamo adesso?" “Dopo aver attraversato il fiume passeremo per la Contea “rispose Gil “Non è quella che mi preoccupa”disse Ellin diretto alla donna “Dobbiamo passarci Ellin…se le volessimo aggirare ci metteremmo mesi!” gli ricordò Gilraen "Sono d'accordo con Gil.. aggirare le montagne allungherebbe di molto il nostro tragitto" disse Boromir, "In ogni caso, se intendete passare per Hobbiton io conosco qualcuno che ci vive. Potremmo fermarci lì per la notte e ripartire domani mattina" Ellin scosse la testa, preoccupato per l'ultima parte del viaggio che sembrava essere quella più pericolosa. Le montagne non lo spaventavano perché era un elfo, e anche Gil era molto resistente, ma non dimenticava che viaggiava con tre umani… Si limitò ad annuire e appoggiò la testa sulla spalla della sua amica. Lei piegò la testa di lato fino ad appoggiarla su quella dell'elfo, come facevano sempre da bambini, e sorridendo rispose a Boromir:”Per me è uguale…” “Io sono d'accordo” disse dal suo cantuccio Eomer Dopo poco ripartirono e decisero di aumentare l'andatura per essere a Hobbiton entro sera. Attraversarono al galoppo campagne e boschi, accompagnati dagli sguardi stupiti dei piccoli abitanti della Contea che al loro passaggio si voltavano a guardarli, incuriositi dalla novità. Giunsero infine a Hobbiton al calar della sera e, seguendo le indicazioni ricevute da un Hobbit del posto, riuscirono a trovare casa Baggins poco dopo. Gil guardò Boromir, indecisa sul da farsi, non sapendo quali fossero le intenzioni dell'uomo. L'ultima volta che aveva rivisto vecchi amici lei l'aveva lasciato solo e l'uomo si era offeso e per questo decise di restare in silenzio. Boromir smontò da cavallo, e dopo un'occhiata agli altri bussò alla porticina; qualche momento Frodo aprì e rimase immobile a fissare l'uomo, sorridendo con gli occhi enormi per lo stupore. Boromir si inchinò scherzosamente, e si abbassò per salutarlo: "I miei ossequi, Frodo Baggins" "Sei l'ultima persona che mi sarei aspettato di vedere! Che bella sorpresa Boromir!" esclamò l'Hobbit gettandogli le braccia al collo. Vide Faramir che li guardava sorridendo poco distante, e lasciò la presa su Boromir per correre a salutarlo. Solo allora si accorse della presenza degli altri, e diede loro un caloroso benvenuto. "Entrate, vi prego! Ero in compagnia di Gandalf, sarà felicissimo di rivedervi!" “Gandalf?” chiese Ellin stupito e poi guardò Gil sorridendo contento. I due smontarono da cavallo e corsero all'interno della piccola casa ad abbracciare il potente mago. “Gilraen! Ellin! Che sorpresa! “esclamò il mago stringendoli a sé. Boromir e Faramir li seguirono sorridendo, ed entrarono in casa Baggins facendo bene attenzione a non andare a sbattere contro qualche trave. Frodo sparì immediatamente in cucina per preparare la cena ai suoi ospiti inaspettati, e dopo aver salutato Gandalf con affetto i due fratelli sedettero con gli altri attorno al piccolo tavolo a misura di Hobbit. “Ho saputo del vostro fidanzamento” esordì Gandalf guardando Gilraen. Lei sorrise imbarazzata e annuì. “Come passa il tempo…”sospirò il mago. “Ricordo ancora quando v'insegnavo a preparare i rimedi di erbe…” Ellin ridacchiò ricordando quei giorni spensierati. “So che vi sono stati utili per salvare Boromir…” disse Gandalf guardando il guerriero. “Si, abbiamo seriamente rischiato di perderlo…” rispose Ellin A quelle parole Gil rabbrividì e allungò la mano a stringere quella dell'amato. Boromir accarezzò dolcemente la mano di Gil e ridacchiò: "Ah, non è così facile togliermi di mezzo a quanto pare" Frodo rientrò nella stanza portando un vassoio con diverse brocche e calici, e lo posò sul tavolo affinché gli altri potessero servirsi come preferivano. Sorrise e guardò Gandalf con aria interrogativa quando vide Boromir e Gilraen tenersi per mano, ma non chiese niente. "Che fine hanno fatto gli altri membri della Compagnia?" chiese Boromir dopo qualche momento, rivolto all'Istari. “Aragorn è rimasto a Granburrone. Si è sposato con Arwen e ha intenzione di dare a Elrond tanti nipotini!” disse sorridendo Gandalf. “Il nostro Sam ha sposato Rosie Cotton…Voi due siete felicemente fidanzati…” disse rivolto ai due fratello che gli sedevano di fronte. “Merry e Pipino sono a Rohan ma credo li abbiate già incontrati…e Legolas è sempre in cerca di avventure con Gimli” quando fece il nome dell'elfo Gandalf guardò intensamente Gilraen. Da parte sua la donna trattenne il respiro per un attimo e abbassò lo sguardo, improvvisamente turbata. Boromir era intento a bere e non sembrò accorgersi del cambiamento di Gilraen. Faramir lo notò, ma decise che era meglio non indagare e guardò di nuovo il mago: "Spero sarai presente al matrimonio Gandalf!" disse entusiasticamente, cercando di allentare la tensione cambiando argomento. Boromir annuì e guardò Gil: "Ci farebbe piacere" disse, per poi spostare lo sguardo sull'Hobbit: "E anche Frodo è invitato, da parte mia" Frodo sorrise, guardando alternativamente i due fidanzati: "E così vi sposate! Non sapevo neanche che fossi fidanzato! E Faramir?" disse guardandolo, "Chi è la fortunata?" "Eowyn di Rohan" rispose il diretto interessato, sorridendo "La nipote di Re Théoden" “Eh già…” sospirò Eomer. “Dovrò abituarmi al fatto che la mia sorellina sta per andarsene…” "Prometto solennemente che avrò cura di lei!" sorrise Faramir, cercando di rassicurare il Rohirrim. “E tu valoroso Eomer?A quando il tuo matrimonio?” chiese Gandalf con un'ombra di sorriso sulle labbra. Il Rohirrim ridacchiò e poi disse:”Non sono stato così fortunato da incontrare la mia anima gemella come Boromir…” “A Minyatur io e Gil ti presenteremo tutte le bellezze locali, non preoccuparti!” rispose Ellin “Pensa a trovare la tua fidanzata tu!”esclamò Gilraen ridendo. “Non puoi mica passare tutta la vita a fare lo scapolo impenitente!” “Ellin…mio caro Ellin… come farai quando Gilraen andrà a vivere a Minas Tirith?” chiese sinceramente preoccupato il mago. Gil guardò il suo amico di sempre. L'allegria era scomparsa dal suo volto, e lei allungò una mano all'altro lato del tavolo per stringere quella dell'elfo. Era inutile negarlo: anche a lei Ellin sarebbe mancato tantissimo… “Immagino che dovrò abituarmi…” mormorò tristemente l'elfo abbassando lo sguardo a guardare la sua mano intrecciata a quella della persona più cara che aveva al mondo. Boromir sospirò, e lanciò un'occhiata all'Elfo. Già da qualche tempo pensava a quanto sarebbe stato doloroso per lui separarsi da Gilraen, ed era più deciso che mai a trovare una soluzione. Sapeva che anche lei ne avrebbe sofferto, e ricordava con orrore come la nostalgia aveva consumato sua madre, fino a ucciderla.. Aveva riflettuto a lungo, senza parlarne neanche con la sua amata, e decise che era il momento opportuno per muovere la sua proposta. "In ogni caso ci sarà sempre un posto per te a palazzo, Ellin" gli disse sorridendo, "E oltretutto avrò bisogno di un capitano per la guardia di Osgiliath.. E' il principale punto di riferimento per la mia città, e non posso permettermi di affidare quell'incarico al primo venuto. Ho bisogno di una persona affidabile, e tu lo sei più di chiunque altro. Me ne sono occupato io fino adesso ma quando prenderò il posto di mio padre non potrò più farlo, e Faramir prenderà il mio posto di capitano a Minas Tirith. Ti sarei grato se ci pensassi su" Gil gli sorrise ma sapeva che il punto non era quello. “Ti ringrazio moltissimo Boromir…ma forse non hai capito che io sono come te…la mia terra mi manca…e manca tanto anche a Gil, anche se cerca di non pensarci e concentrarsi sull'amore che prova per te…noi elfi siamo molto sensibili a certe cose e…quando vedrai Minyatur capirai come potremmo vivere noi a Minas Tirith” strinse la mano a Gil e poi si affrettò ad aggiungere:”Per quanto la tua sia una bellissima città!” Sapendo di essere stato scortese continuò:”Dammi solo un po' di tempo per decidere se accettare la tua offerta…” “Anch'io ci penso spesso…”mormorò Gilraen pensierosa. “Vi capisco…” disse a quel punto Gandalf. “Anch'io ho vissuto per anni a Minyatur e so cosa significa lasciarla…” Boromir sorrise e scosse la testa: "Immaginavo una reazione del genere, ma dovevo provarci" disse, lanciandogli un'occhiata divertita, "Ti capisco, Ellin.. E qualunque sarà la tua decisione sarai sempre il benvenuto a Gondor, non dimenticarlo." "Potrebbe occuparsi delle relazioni diplomatiche fra Gondor e Minyatur, pur restando a casa sua" suggerì Faramir, che aveva seguito con attenzione tutto il discorso. Boromir sorrise, e guardò di nuovo l'Elfo: "Non ha che da chiedere! Qualunque sia il suo desiderio, farò il possibile per accontentarlo." Frodo era nel frattempo uscito per andare a chiamare Sam e Rosie; dopo i saluti e le presentazioni cenarono tutti assieme, accompagnando il pasto con fiumi di vino e concludendo degnamente con la torta di mele preparata dalla mogliettina di Sam. Conversarono a lungo animatamente, e infine decisero che la compagnia avrebbe passato la notte nella locanda di Rosie: se non altro avrebbero avuto un tetto sopra la testa e un camino per scaldarsi. Si congedarono a notte fatta, dandosi appuntamento per la mattina seguente all'alba. In camera Gil si avvicinò a Boromir dicendo:”Grazie per quello che fai per me ed Ellin…sei dolcissimo…ma è vero, anche a me mancherà tanto casa mia…” sorrise amaramente quando disse:”ma tu guarda se dovevo innamorarmi di un uomo che vive all'altro capo della terra di mezzo!” "Voglio che tu sia felice Gil.. Al costo di andare a vivere a Minyatur.." rispose dolcemente Boromir. Poi abbassò lo sguardo, e mormorò: "Non faccio che pensare a mia madre.. non me lo perdonerei mai se succedesse la stessa cosa a te.." “Boromir…”gli disse lei dolcemente mentre gli accarezzava i capelli “ti prometto una cosa…se mai dovesse mancarmi Minyatur così tanto…te lo dirò, così magari potremmo fare anche solo un breve viaggio fino a casa mia…” si sforzò di sorridere e poi lo strinse a sé. “Non ho nessuna intenzione di lasciarti…la mia vita è con te…” "Ti amo Gil" sussurrò lui, "Conta sempre su di me, ti prego.. per qualsiasi cosa" proseguì, prendendole il viso fra le mani: "Se mai sarai triste o infelice non nascondermelo.. Farò di tutto per te" La baciò dolcemente sulle labbra, e sussurrò: "Farò qualsiasi cosa.." “Amin mela lle tarienamin…” sussurrò Gil, e poi gli disse:”Andiamo a dormire che domani ci aspetta un lungo viaggio..” Quando furono sotto le coperte, lei poggiò la testa sul petto dell'uomo e poi mormorò:”Ti amo più della mia stessa vita Boromir…” "Anch'io mia principessa.." sorrise lui accarezzandole i capelli, "Anch'io." La mattina seguente si riunirono all'alba per i saluti, con la promessa che si sarebbero rivisti a Gondor in occasione del matrimonio; approfittando della distrazione degli altri Gandalf chiamò da parte Ellin, consegnandogli una misteriosa missiva per Vardamir. Ringraziarono di cuore per l'ospitalità e per le provviste che Rosie si era premurata di preparare per loro, e partirono al galoppo alla volta di Minyatur.
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