Un salto nel buio

Capitolo 3

Dopo giorni di viaggio relativamente tranquilli il gruppo arrivò a Rohan.

Furono accolti calorosamente da Theoden che fu felicissimo di rivedere i nipoti e i loro amici.

In particolare il re ebbe un lungo colloquio con Boromir, chiedendogli come stessero andando le cose tra lui e Gil, e se fosse stato contento del modo in cui aveva  sistemato la situazione con suo padre Denethor.

Agli ospiti furono assegnate camere attigue.

La camera di Faramir confinava con quella di Eowyn e quella di Boromir era accanto a quella di Gilraen.

Gil uscì dalla sua camera prima degli altri e scese nei giardini, dove da lontano vide Eomer che disctuteva con una giovane donna.

Non potè impedirsi di ascoltare la conversazione a causa del suo udito molto sviluppato e quando la giovane corse via in lacrime si avvicinò a Eomer.

Il volto dell'uomo aveva un'espressione indecifrabile e Gil si limitò a guardarlo.

“Vuoi passeggiare con me?” le chiese tristemente il cavaliere porgendole il braccio.

Lei annuì e lo seguì nei giardini senza parlare, aspettando che fosse lui ad aprire il discorso.

“Io…non volevo ferirla” mormorò ad un tratto il Rohirrim. “Come avrai sentito…io e lei…”cercò di giustificarsi dicendo:”Lei era d'accordo inizialmente. Tra noi era solo una cosa fisica…credevo che lei lo avesse ormai capito, ma invece…”

“Eomer” cominciò lei:”sono sicura che tu ti sei sempre comportato da gentiluomo nei suoi confronti, non è vero?”

“Si…sono riuscito a tenere tutto nascosto in modo che non fosse disonorata ma…da quando ho visto la storia tra te e Boromir…ho capito che è quello che voglio e non una storia di letto…io voglio l'amore Gilraen…e pensavo che fosse meglio chiarire definitivamente le cose con lei” la guardò sconsolato, sperando che la sua reazione non fosse troppo dura.

“Io credo che tu abbia fatto bene Eomer. Se ne renderà conto anche lei, credimi… Altrimenti l'avresti solo illusa e più tempo sarebbe passato, più l'avresti ferita…” gli sorrise e lo abbracciò dolcemente, sperando di consolarlo.

“L'amore arriverà anche per te…quando meno te l'aspetti. E non devi essere triste…troverai la tua metà…”

“Grazie Gil…grazie” riuscì a mormorare lui stringendola forte.

“A che servirebbero altrimenti gli amici?” rispose lei

Tornata nella sua stanza, Gil vi trovò Boromir.

L'uomo, intento a consultare una mappa nei pressi della finestra, alzò la testa e le sorrise quando la vide entrare.

"Dov'eri, principessa?" chiese dolcemente, ripiegando il pezzo di carta per poi riporlo in una tasca della tunica.

Lei gli sorrise e si avvicinò a lui. Lo strinse forte a sé e poi mormorò:”Siamo tanto fortunati noi due, lo sai?” notando lo sguardo interrogativo dell'uomo Gil spiegò:”Ero con Eomer nei giardini. Sta soffrendo molto”

"Anche mio fratello non se la passa tanto bene.." sospirò Boromir, sedendosi sul letto. La invitò a sedersi a sua volta, e quando Gil fu accanto a lui le pizzicò affettuosamente una guancia, sorridendo.

"Allora, dimmi.. C'è qualcosa che possiamo fare per aiutare Eomer?" disse, guardandola incuriosito.

Lei gli spiegò quello che aveva visto e sentito e concluse dicendo:”Mi sembra tanto triste…”

E poi ridacchiando continuò:”Una volta arrivati a Minyatur gli presenterò qualche bellezza locale!”

"Beh, potrebbe essere un'idea" ridacchiò Boromir, "Se da quelle parti le fanciulle sono tutte belle la metà di quanto lo sei tu, non credo sarà difficile farlo felice.."

Le lanciò un'occhiata maliziosa, poi sospirò e si fece serio. Improvvisamente sembrava trovare molto interessanti i suoi stivali.

Si schiarì la voce, e dal modo in cui tormentava un lembo della tunica sembrava si stesse preparando ad affrontare un argomento molto delicato o comunque imbarazzante.

Infine si sporse verso di lei con aria confidenziale e disse, a voce bassa: "Credo ci sia bisogno del parere di una donna.. ho parlato con Faramir ma non ho saputo consigliarlo"

Lei sorrise. Gli sollevò il mento con un dito e gli posò un bacio sulle labbra sussurrando:”Ti amo…”

Poi continuò:”C'è qualche problema con tuo fratello?”

"Beh.." esitò lui, "Ecco.. sì, se vogliamo.."

Si schiarì nuovamente la voce, e proseguì: "Il problema è che lui e Eowyn non.. ehr.." si interruppe nuovamente per grattarsi la testa. "..non hanno ancora.. consumato.."

Gil cercò di nascondere un sorriso  nel vedere l'imbarazzo dell'uomo e  sentendo qual'era il problema.

“Oh…”disse lei.

"Cioè.." aggiunse Boromir, sospirando "..in realtà il problema è che lei non sembra avere alcuna intenzione di farlo"

Guardò nuovamente Gil e scrollò leggermente le spalle.

"Faramir era piuttosto abbattuto.. non tanto per la cosa in sé.." mormorò, "..penso che si senta rifiutato, o qualcosa del genere"

Lei allacciò le sue mani con quelle dell'uomo e con un sospiro gli disse:”Non credi che tuo fratello debba parlarne chiaramente con lei? Magari dirle cosa prova e chiederle perché lo rifiuta…”

“Io credo però”, continuò, “che lei…non l'abbia mai fatto…infondo ha vissuto in questa gabbia dorata dove suo zio e suo fratello le hanno sempre vietato troppi contatti con gli uomini…e può essere che semplicemente ne sia spaventata…non credi?”

"Dubito che Faramir abbia tentato un approccio troppo diretto.." rispose Boromir in difesa del fratello, "E immagino che sia troppo scoraggiato per provarci di nuovo prima del matrimonio" aggiunse, per poi stringere le mani di Gilraen nelle sue e lanciarle un'occhiata maliziosa: "Sono felice che la situazione sia ben diversa, nel nostro caso"

“Non intendevo dire che è un problema di Faramir…ma di Eowyn…” gli rivolse un sorrisino malizioso e poi continuò:”mi meraviglio di te mio principe…come mai non sei geloso del fatto che sono stata con qualcun altro prima di te?”

Lui si limitò a sollevare un sopracciglio e lanciarle un'occhiata prima di parlare: "Non ho detto che non sono geloso.. Semplicemente evito di pensarci, di solito.." disse, "E in ogni caso mi riferivo a come stanno le cose fra me e te" terminò, fingendosi mortalmente offeso. Con tanto di broncio.

Gil lo guardò per un attimo divertita e con una delle sue solite veloci mosse gli immobilizzò i polsi e lo fece distendere sul letto. Lo baciò a lungo finchè non sentì che si era rilassato, poi disse con un ghigno divertito:”Sei fortunato che dobbiamo scendere per la cena, altrimenti avresti subito le più atroci torture brutto musone!”

Boromir non ebbe il tempo di replicare che qualcuno bussò. Si rialzò in tutta fretta sistemando i vestiti, e si avvicinò a Gil: "Facciamo i conti più tardi" le sussurrò con aria birichina, prima di andare verso la porta. La aprì per trovarsi davanti nientemeno che Faramir.

"Buonasera fratellino" sorrise Boromir, facendogli cenno di entrare. L'altro sorrise a sua volta e fece timidamente capolino nella stanza, salutando Gil con un cenno della testa. "La cena è quasi pronta" annunciò.

Gil lo salutò con un abbraccio e poi tutti e tre scesero nella sala da pranzo.

Dopo cena Theoden chiese di poter parlare in privato con Eomer e Boromir di alcune questioni militari per le quali voleva un loro parere. Ellin era andato a passeggiare nel giardino come faceva sempre, mentre Eowyn si era ritirata nelle sue stanze.

Rimasta sola, Gil decise di andare a passeggiare sul terrazzo. Nel buio scorse una figura familiare e si avvicinò silenziosamente.

“Anche tu in cerca di un po' di pace Faramir?”

L'altro sussultò, prima di voltarsi a guardarla e sorriderle: "Gil" la salutò, chinando la testa come d'abitudine, "Non ti ho sentita arrivare."

Tornò a guardare le stelle, appoggiato al parapetto, e sospirò.

"Domani avremo una bella giornata" disse dopo qualche momento.

Gil guardò le stelle per qualche momento, poi mormorò:”Non sono belle?Quando sono in pena per qualcosa o  voglio pensare a Minyatur e rilassarmi, resto anche delle ore a guardare il cielo stellato…”

“C'è qualcosa di cui vorresti parlarmi Faramir? “chiese lei guardandolo

“Sai che sono sempre qui per te, vero?”

Faramir annuì, senza dire niente. Sapeva di potersi fidare di Gil. Prese un altro profondo respiro e lanciò un'occhiata alla finestra di Eowyn, prima di abbassare lo sguardo.

"Non la capisco" mormorò, "A volte sembra quasi che abbia paura di me"

Lei gli sorrise dolcemente e lo guidò su una panca vicina. Quando furono seduti, lo circondò con un braccio in segno d'affetto e disse:”Sarò onesta con te…io credo che abbia paura, ma non di te…da quello che ho potuto capire lo zio e il fratello l'hanno sempre tenuta lontana dagli uomini…non devi sentirti rifiutato…”

"E' frustrante" sospirò Faramir, "Non potrei mai farle del male.. o fare qualcosa contro la sua volontà.."

Guardò di nuovo Gilraen, seduta accanto a lui, prendendole una mano: "Come devo comportarmi? Cosa devo fare? Ti prego, consigliami tu.. ho tanta paura di spaventarla e allontanarla da me.."

I pensieri della donna tornarono alla sua prima volta. All'elfo biondo che aveva creduto di amare e che l'aveva fatta soffrire come nessuno mai aveva fatto.

Sapeva che Faramir non l'avrebbe tradita e così decise di essere sincera con lui.

“Anche io ero spaventata la prima volta. Non di…lui… non sapevo nemmeno bene cosa mi facesse paura, credo. Penso che tu debba parlarle…e spiegarle come ti senti e che non le faresti mai del male…” lo guardò e strinse la sua mano continuando:”Se vuoi posso parlarle io…tra donne potrebbe essere più facile…anche io avrei voluto… un uomo che mi amasse come tu ami lei…”

Cercando di sdrammatizzare continuò con un largo sorriso:”Ma i Valar mi hanno permesso d'incontrare tuo fratello…e lo amo più della mia vita…come lui ama me…”

"Non intendevo farti tornare alla mente brutti ricordi Gil" si scusò lui stringendole la mano, "Immagino che sia stata molto dura per te"

Le accarezzò affettuosamente una guancia e lanciò un'altro sguardo alla camera di Eowyn. E dedusse che la sua amata era ancora sveglia, poiché la finestra era semiaperta e la stanza illuminata flebilmente dalle candele.

"Ti sarei grato se potessi parlare tu con lei" disse infine.

“Adesso ho Boromir al mio fianco…e sono felicissima…il passato è passato…ora guardo al mio futuro con lui…” rispose.

Si alzò dalla panca, gli diede un veloce bacio sulla guancia e gli disse:”Vado da lei”.

Prima di andare gli disse:”Ti voglio bene Faramir. E non voglio più vederti così triste, capito?”

"Ti voglio bene anch'io" sorrise lui, prima di volgere nuovamente lo sguardo alle stelle.

Eowyn era seduta davanti allo specchio intenta a pettinarsi, quando qualcuno bussò. Infilò in tutta fretta una vestaglia e aprì, aspettandosi di vedere suo fratello o Faramir, e rimase un pò stupita quando si trovò davanti Gilraen.

"Posso fare qualcosa per te?" le disse sorridendo, felice della visita inaspettata.

Lei le sorrise dolcemente ed esordì dicendo:”Boromir e gli altri sono in consiglio con tuo zio Theoden e…confesso che mi sentivo un po' sola e spaesata, così ho pensato di venire a chiederti se ti va di fare due chiacchiere…”

"Oh sì, magari! Entra, ti prego" rispose Eowyn, facendosi da parte. Fino a quel momento lei e Gilraen avevano parlato solo in rare occasioni, e le faceva davvero piacere avere la possibilità di socializzare un pò con lei. Richiuse la porta e le sorrise di nuovo: "Accomodati pure! Siedi dove preferisci" disse allegramente, chinandosi per buttare un altro ceppo nel fuoco.

"Sai, sono davvero felice che si sia sistemato tutto con Eomer" disse dopo qualche momento, rialzandosi "..e anche che fra te e Boromir vada tutto meravigliosamente. Si vede che siete molto innamorati"

Gil prese posto sul divanetto accanto al fuoco e rispose:”Eomer è un bravo ragazzo. Quella sera era ubriaco e…credo che a volte si senta terribilmente solo…appena arriveremo a Minyatur gli presenterò qualche bellezza locale non preoccuparti!” ridacchiò e poi continuò:”Boromir…è l'uomo che ho sempre sognato…sai, in passato ho sofferto molto, e adesso quasi non mi sembra vero essere così felice e…amata…”

Eowyn annuì e sedette accanto a lei: "Per fortuna mio zio è più ragionevole di Denethor" sospirò, sorridendole debolmente. "Ha fatto un lavoro splendido con il regno, ma ha  la fama di essere una persona piuttosto difficile.. anche se a dire il vero con me è sempre stato molto gentile."

“Beh almeno non è come Denethor!” rispose lei con un sorriso.

“Mio padre Vardamir invece mi ha permesso di fare le mie scelte. Non mi ha impedito di vivere con Ellin, di diventare una guerriera, e di viaggiare da sola. L'ho avvisato del nostro arrivo con un messaggio mandato col mio falcone Sim . “

Si fermò un attimo e poi continuò:”Non mi avrebbe mai imposto un matrimonio, lui vuole solo la mia felicità, e spero tanto che Boromir gli piaccia…” il suo viso per un attimo si oscurò a quel pensiero…

"E perché mai non dovrebbe piacergli?" disse allegramente Eowyn, "E' un guerriero valoroso e gode di gran rispetto. E se la sua fama non è giunta fino a Minyatur, saprà farsi apprezzare da tuo padre come persona. Non disperare" proseguì sorridendo, "Sono certa che tuo padre ti ama moltissimo, e che vuole soltanto la tua felicità. Credo che gli sarà sufficiente vedervi insieme per rendersi conto di quanto siete felici e innamorati!"

Gil ridacchiò e disse un po' imbarazzata:” E' davvero così evidente?”

“Quei due fratelli sono veramente unici nel loro genere. Sono così…coraggiosi, leali, intelligenti…e sanno essere anche dolci, teneri e affettuosi…si, mi considero proprio fortunata!” finì con un sorriso.

“E tra te e Faramir come va? Tutto bene spero…” la guardò dolcemente negli occhi con l'intento di farle capire che di lei poteva fidarsi.

Eowyn esitò, abbassando immediatamente lo sguardo, e sospirò.

"Io..credo di sì.." mormorò, "Lo amo moltissimo, e so che anche lui mi ama" concluse, sorridendo e alzando nuovamente la testa per guardare Gilraen.

“Lo conosco bene e…so che ti adora…è un ragazzo incredibile, non trovi?”rispose lei sorridendo.

"Faramir è anche troppo paziente con me, a volte.." rispose l'altra, chinandosi per rattizzare il fuoco in un tentativo di nascondere l'imbarazzo.

Gil le mise una mano sulla spalla in gesto d'affetto e comprensione e le disse:”Con me puoi parlare…io ti considero una sorella minore ormai…”le sorrise dolcemente, sperando che la ragazza si fidasse…

Eowyn sedette di nuovo accanto a Gilraen, e la guardò brevemente negli occhi prima di deglutire nervosamente e distogliere lo sguardo.

"Non sarà mai felice con me.." sussurrò, come fra sé e sé "..non riesco a dargli ciò che vorrebbe, e non so come devo comportarmi con lui" la guardò di nuovo, scuotendo lievemente la testa, "Mi spaventa.. Mi spaventa moltissimo questa situazione.. è tutto così nuovo per me.."

Gil le strinse la mano e parlò con voce bassa e calma.

“Ti voglio raccontare quello che è successo a me. Non mi è facile…”

La guardò di nuovo negli occhi, poi proseguì abbassando lo sguardo e perdendosi nei suoi ricordi.

“Quando ero più piccola e vivevo a Minyatur ho incontrato un elfo…era…bellissimo. Un principe coraggioso e forte che con me era dolce e galante. Io ho creduto che fosse amore…adesso, dopo aver incontrato Boromir so che non era affatto amore, ma un'infatuazione.”

Si fermò per un attimo, scavando in quelle memorie che avrebbe voluto cancellare per sempre. Strinse di nuovo la mano di Eowyn e continuò.

“Lui mi ha illusa…mi ha raggirata…e io ci sono cascata come una sciocca… Sono…sono andata a letto con lui..”

terminò la frase in un sussurro e poi, ricordandosi della promessa fatta a Faramir continuò.

“Dopo un po' mi ha lasciata. Ha detto che non voleva legarsi, non voleva perdere la sua libertà e che io ero stata solo una piacevole diversione”.

Adesso la guardò direttamente negli occhi:”Avrei voluto essere fortunata come te…che hai accanto un uomo che ti adora, ti venera come una dea ed è anche incredibilmente dolce… “

Eowyn la guardò dispiaciuta per un momento, e la abbracciò cercando di confortarla.

"Mi dispiace moltissimo" disse dolcemente.

Poi si ritrasse e restò pensierosa per qualche momento, prima di parlare di nuovo: "Sono cresciuta in mezzo a uomini, e mio zio e mio fratello sono sempre stati i miei punti di riferimento.. non ho avuto sorelle né amiche" disse, "Le uniche donne con le quali usavo confidarmi erano le domestiche.. e hanno sempre dipinto gli uomini come rudi e insensibili, che non esitano a prendere ciò che vogliono.. So che Faramir non è così.. so che mi rispetta.. ma non riesco" scosse la testa, cercando di cacciare indietro le lacrime.

Gil le accarezzò il viso e poi disse:”Sarei felicissima di potermi considerare tua amica…e sorella…” le sorrise e continuò:”Credimi, Faramir è una persona dolcissima. E non ti farebbe mai del male. Non devi considerarla come una cosa cattiva, è un atto d'amore grandissimo…devi solo rilassarti e guardare nel tuo cuore. Se è davvero amore quello che provi e quello che leggi negli occhi di quel ragazzo…allora perché dovresti averne paura?”

"Credo che ne parlerò con lui.." rispose l'altra, dopo un attimo di incertezza. E di nuovo abbracciò affettuosamente Gil.

"Grazie" mormorò, riconoscente.

Gil la strinse per un attimo e poi disse:” E' meglio che vada adesso, sarai stanca…”

Le due si salutarono caldamente e Gilraen si avviò nelle sue stanze.

Quando passò fuori la porta di Boromir fu tentata di bussare, poi pensò che forse era stanco e stava già dormendo e non volle disturbarlo.

Entrò in camera sua e dopo essersi preparata per la notte si sedette vicino alla finestra a guardare le stelle.

Boromir era già nella sua stanza, intento ad osservare la sua nuova cicatrice davanti allo specchio, quando sentì rientrare Gilraen. Si stava preparando per la notte e aveva indosso soltanto i pantaloni e gli stivali, così pensò bene di infilare una tunica prima di uscire in corridoio e bussare da lei.

Aprì lievemente la porta e fece capolino nella stanza, sorridendo: "Disturbo?"

Lei gli sorrise contenta quando lo vide:”Tu non disturbi mai!” rispose.

“Credevo che stessi dormendo, per questo non ho bussato…” gli si avvicinò e lo strinse a sé.

“Sai che se passo anche solo un minuto senza di te mi manchi tantissimo?”mormorò lei.

Lui per tutta risposta si abbassò per baciarla dolcemente, circondandola con un caldo abbraccio.

"Mi sei mancata anche tu.." le mormorò sulle labbra, e sorrise prima di chiudere gli occhi e baciarla di nuovo.

“Vuoi dormire con me stanotte?” gli chiese lei guardandolo con amore.

Lui annuì, sorridendo, e la prese in braccio: "E non solo stanotte, mia principessa" disse dolcemente, "Ho tutte le intenzioni di trascorrere con te tutte le mie notti.. fino alla fine dei miei giorni"

La posò delicatamente sul letto e sfilò la tunica, lasciandola cadere a terra. Quindi lanciò un'occhiata divertita a Gil e si inginocchiò sul bordo del letto, per poi trascinarsi minacciosamente fino a lei in una versione da camera del famoso e temibilissimo mostro cattivo.

Lei cominciò a ridere a crepapelle, Boromir sapeva benissimo quanto le piacesse l'imitazione del mostro cattivo e non riuscì a trattenersi.

“Ma così non vale!” disse tra le risa :”Non mi dai nemmeno un po' di vantaggio per scappare!”

Lui ridacchiò, balzandole addosso un momento dopo con un sonoro "rowr!" e un ghigno divertito dipinto in volto. Riuscì a immobilizzarla in qualche modo e senza esitare iniziò a torturarla senza pietà con il solletico, mordicchiandola di tanto in tanto dove capitava e ridendo di cuore.

“Basta!” riuscì a dire lei, asciugandosi le lacrime causate dalle risa. “Basta abbi pietà non ce la faccio più!”

Da guerriero qual'era Boromir accettò la resa, e trascinò Gil sotto le coperte abbracciandola stretta. La cullò dolcemente finché si addormentarono entrambi, sfiniti.

Poco dopo l'alba qualcuno bussò, ma l'unica reazione di Boromir fu quella di mormorare qualcosa di incomprensibile e girarsi dall'altra parte. Qualche momento dopo bussarono di nuovo.

Gil si alzò sorridendo in direzione di Boromir. Infilò una tunica e aprì di pochissimo la porta per vedere chi fosse.

“Faramir! Entra!” gli disse abbracciandolo come al solito.

Quando ebbe chiuso la porta Gil gli sussurrò in un orecchio:”Ieri ho parlato ad Eowyn e…credo che andrà tutto bene…” gli sorrise e senza aspettare la sua risposta si avvicinò a Boromir e lo svegliò carezzandolo dolcemente.

Faramir sorrise osservando la scena, e quando finalmente Boromir fu in piedi disse: "Re Théoden mi ha chiesto di venire a chiamarvi.. Vi desidera nel suo studio, ma non so per quale motivo"

Boromir si abbassò per raccogliere la sua tunica, lanciando un'occhiata preoccupata al fratello: "Spero non sia niente di grave"

"Non credo. Sembrava tranquillo" rispose l'altro scrollando le spalle.

Boromir annuì, e si vestì in silenzio.

Fuori lo studio di Theoden, Gil lanciò uno sguardo preoccupato a Boromir prima di entrare.

“Buongiorno!” disse allegramente il re. “Sedetevi pure, prego!”

Gil guardò di nuovo Boromir  prima di prendere posto al suo fianco.

“Spero che vi stiate divertendo qui a Rohan” esordì il re.

“Mi farebbe piacere se restaste qui ancora qualche giorno, anche perché ho pensato che magari avreste avuto occasione di rivedere qualche vecchio amico…”

Il re sorrise quando vide lo sguardo confuso di Gilraen e le disse gentilmente:”Capisco la vostra confusione mia cara, infatti si tratta di amici del vostro fidanzato”

Boromir non ebbe tempo di rispondere perché qualcuno bussò leggermente alla porta dello studio.

L'uomo si voltò, e per poco non cadde dalla sedia per la sorpresa quando vide due testoline scompigliate affacciarsi nella stanza. I proprietari di tali testoline sembravano ugualmente stupiti, e si guardarono a bocca aperta per un momento prima di lanciarsi a tutta velocità fra le braccia di Boromir.

"Boromir! Non posso crederci!" gridò Pipino, aggrappandosi alla tunica dell'uomo.

"E' meraviglioso rivederti! Ci sei mancato!" gli fece eco Merry.

Boromir scompigliò affettuosamente i capelli a entrambi, e sorrise: "Mi siete mancati anche voi piccoletti" disse, "Moltissimo!"

Theoden sembrava molto divertito dalla scena, mentre Gil era incredibilmente confusa, anche se sorrise suo malgrado nel vedere quanto sembrava felice il suo Boromir.

L'uomo lanciò un'occhiata a Gilraen, e si rivolse ai due hobbit: "Voglio presentarvi qualcuno" disse sorridendo, e indicò Gil con un cenno della testa. I due scesero dalle ginocchia di Boromir e guardarono attentamente la donna, sorridendo e lanciandosi occhiatine a vicenda. Pipino come al solito non riuscì a trattenersi.

"E' la tua fidanzata?"

Merry lo ricompensò immediatamente con una gomitata, mettendolo a tacere.

Boromir rise divertito e annuì, guardando Gilraen: Sì, è la mia fidanzata" confermò.

Lei gli sorrise e li salutò:”Ciao! Ehm… non vorrei sembrare inopportuna ma…chi siete voi?”

"Hobbits della Contea!" rispose immediatamente Pipino, senza preoccuparsi di nascondere un certo orgoglio.

"Credo che questo possa vederlo anche da sola, Pipino" disse Merry, scuotendo la testa sconsolato. Poi guardò Gil e sorrise: "Abbiamo conosciuto Boromir prima della Guerra, a Gran Burrone, e da lì siamo partiti per una missione con altri compagni"

L'uomo annuì: "Abbiamo viaggiato a lungo insieme, finché le nostre strade si sono separate a Amon Hen" disse, rabbuiandosi al pensiero di quei momenti.

Gli altri due sollevarono il viso per guardarlo, improvvisamente seri.

"A lungo abbiamo temuto il peggio.." mormorò Merry.

L'altro hobbit annuì, poi sorrise: "Non immagini che gioia quando siamo venuti a sapere che gli Elfi erano riusciti a salvarti!"

Boromir sorrise a sua volta, e dopo aver scompigliato di nuovo i capelli ai piccoletti si alzò, lanciando un'occhiata a Gilraen.

“Questa bellissima creatura è Gilraen, figlia di  Vardamir, signore di Minyatur” la presentò Theoden.

“E' un piacere conoscervi!” disse lei allegramente.

“Anche lei ha combattuto contro le armate di Sauron.” Aggiunse il re.

“Ma non siamo riusciti ad arrivare a Rivendell per il consiglio di Elrond” continuò lei. “Minaytur è stata  a lungo sotto assedio e io e Ellin non ce la siamo sentita di lasciarla in balia del nemico”.

Improvvisamente guardò con aria interrogativa e preoccupata il re, che le chiese:”Va tutto bene mia cara?”

“Si, solo che non vedo Ellin da ieri e mi preoccupano sempre un po' le sue sparizioni…”

“Credo sia con Eomer, uno dei cavalli aveva una zampa ferita e gli stavano applicando un rimedio di erbe” rispose Theoden, sorridendo nel vedere il suo evidente sollievo.

“Beh cosa fate ancora qui?” chiese il re bonariamente. “Perché non fate una passeggiata? Immagino che avrete tante cose da raccontarvi…”

Quando furono usciti dallo studio, Gil guardò Boromir e disse:” Vi lascio da soli, non voglio essere di troppo…vado da Ellin ed Eomer”

Quando lei fece per allontanarsi Boromir la trattenne per un braccio, e le posò rapidamente un bacio sulle labbra sotto gli sguardi curiosi dei due Hobbit che si davano gomitate a vicenda e sorridevano divertiti dalla novità.

"Ti raggiungo più tardi" le sorrise Boromir, e si allontanò con Merry e Pipino in direzione dei giardini. I tre vennero presto raggiunti da Faramir, e trascorsero gran parte della giornata chiacchierando stesi sull'erba, ridendo alle storie di Pipino e allenandosi con la spada. Il tutto accompagnato da molti spuntini, in tipico stile Hobbit.

Eomer, Ellin e Gil organizzarono un pic-nic e preso tutto il necessario uscirono dalle stalle di corsa coi loro cavalli ridendo e prendendosi in giro a vicenda.

Passarono la mattina e il pomeriggio ad allenarsi con la spada e tornarono a palazzo solo nel pomeriggio.

Dopo aver sistemato i cavalli ed essersi preparati per la cena i tre si recarono nel salone principale, ancora ridendo e scherzando tra di loro.

Nel frattempo, riuniti in un angolo del salone, Boromir e Faramir stavano conversando allegramente con i due Hobbit e Eowyn, raccontando ai piccoletti tutti i cambiamenti avvenuti nella Città Bianca nel corso di quegli ultimi mesi.

Theoden stava intanto parlando con alcuni dei suoi alleati quando notò Gilraen e gli altri.

“Eomer! Gilraen, Ellin…ci siete tutti! Venite qui!”

I tre lo salutarono cerimoniosamente e lui li volle presentare ai potenti uomini con i quali stava parlando di affari.

“Vorrei presentarvi mio nipote Eomer, terzo maresciallo del Mark, e Gilraen, figlia di Vardamir, signore di Minyatur, insieme al capitano del suo esercito”.

Dopo aver chiacchierato formalmente per un po' il re invitò i suoi ospiti a sedersi a tavola, e venne servita la cena.

Nella sala c'era molta gente e Gil non riuscì a scorgere Boromir o Faramir, così sedette tra Eomer ed Ellin e ben presto a loro si unì anche Eowyn.

“Che ne dite di uscire?” chiese Ellin agli altri due dopo cena.

“Ma è notte, potrebbe essere pericoloso!” obiettò Eomer preoccupato.

“Non mi dire che un Rohirrim ha paura del buio!” chiese l'elfo ridacchiando e scambiando occhiate divertite con Gil.

“Io non ho paura di niente!” esclamò seccato Eomer, per poi dire :” Va bene, allora andiamo a prendere i cavalli”

“Sarà bellissimo cavalcare stasera che la luna è così luminosa!” rispose Ellin contento, poi si rivolse a Gil che continuava a guardarsi intorno preoccupata:”Cosa c'è?”

“Non vedo Boromir da questa mattina…volevo almeno sapere dov'è…” disse lei cercando di mascherare il disappunto.

“Sarà coi suoi amici, non preoccuparti! E poi non credi che sarebbe meglio lasciarli parlare un po' da soli? Non si vedono da molto” le disse gentilmente Eomer.

Lei annuì e rispose:”Hai ragione… beh allora andiamo!”

Boromir si trovava sul terrazzo del grande salone quando vide Gilraen allontanarsi a cavallo in compagnia degli altri due. Non si parlavano da quella mattina e sperava che sarebbero riusciti a trascorrere un pò di tempo insieme, ma evidentemente lei non la pensava allo stesso modo. Rientrò nel salone, ma non seguì una parola del racconto di Merry e non riuscì a ridere alle battute di Pipino. Riusciva solo a pensare a Gilraen, e il suo umore ne risentì a tal punto che poco dopo augurò la buonanotte a tutti e si ritirò nella sua stanza. Premurandosi di chiudere la porta a chiave.

Quella notte quando Gil tornò nelle sue stanze provò a bussare alla porta di Boromir, ma non ricevendo risposta andò a letto.

La mattina seguente Ellin bussò molto presto alla porta di Gilraen e le chiese se aveva voglia di fare colazione con lui e di esaminare la mappa per decidere il percorso più sicuro per Minyatur.

Gil acconsentì di buon grado e si vestì in fretta.

Chiese all'amico di aspettarla nel salone mentre lei avrebbe chiamato Boromir.

Bussò  alla porta dell'uomo che di nuovo non rispose. Provò ad aprire per assicurarsi che stesse bene ma si era chiuso dentro e la cosa non fece per niente piacere alla donna, che decise di scendere nel salone ripetendosi che non sarebbe mai riuscita a capire fino infondo l'uomo che avrebbe dovuto sposare…

Dopo colazione l'elfo e la donna furono raggiunti da Eomer che portò una serie di mappe.

“Passeremo per la breccia di Rohan e poi attraverseremo l'Adorn” stava spiegando Eomer.

“Poi possiamo seguire l'antica via sud, ci porterà fino al fiume Gwathlo, che attraverseremo al guado Tharbad” continuò Gil studiando attentamente le mappe sparpagliate sul tavolo davanti a lei.

Boromir scese nel salone dopo aver fatto un bagno ed essersi rivestito. Salutò gli altri con un cenno della testa e sedette poco distante, assorto nella lettura di un messaggio inviatogli da suo padre. Chiese a un servitore di procurargli il necessario per rispondere alla missiva, e mentre aspettava la rilesse almeno tre volte con il solo scopo di non degnare Gilraen della minima attenzione. Quando gli vennero consegnati foglio, penna e calamaio si mise a scrivere a testa bassa.

Alla vista di Boromir di cattivo umore i tre si guardarono con aria interrogativa.

Eomer si alzò ed Ellin fece lo stesso, dicendo a Gilraen:”Noi siamo in giardino se…” lanciò un'occhiata all'uomo e continuò:”se non ti va di stare qui…”

Lei annuì e quando i due uscirono guardò il suo amato intento a scrivere.

Gli si avvicinò silenziosamente e solo quando lui ebbe terminato gli chiese:”Che cosa c'è?”

"Orchetti a Osgiliath." rispose lui in tono piatto, aggirando deliberatamente la domanda. Ripiegò la lettera del padre per poi riporla in una tasca della tunica, e si alzò premurandosi di rimettere la sedia al suo posto.

Gil non si mosse e in tono irritato disse:”Non mi riferivo a questo. Che cosa ti prende?”

"Che cosa mi prende?" sbottò lui, "Mi hai evitato per tutto il giorno ieri! E chiedi a me cosa mi prende?"

“Io non ti ho evitato!” rispose lei, sempre più adirata.

“Credevo ti facesse piacere restare solo con i tuoi amici!”.

Stringendo i pugni fece per andarsene, ma prima sibilò:”Non cambierai mai, vero?”

"Beh, nessuno ti obbliga a sopportarmi!" le gridò lui di rimando, e uscì dalla stanza a passi veloci con i pugni stretti, senza degnare di un saluto Re Théoden che aveva appena fatto il suo ingresso nel salone in compagnia degli Hobbit.

Eomer ed Ellin rientrarono nel vedere Boromir in quello stato e cercarono di calmare la rabbia di Gil portandola con loro a visitare alcuni allevamenti di cavalli in villaggi vicini.

Gil rimase silenziosa per tutto il giorno e fece preoccupare l'elfo quando disse:”Io non ho nessuna intenzione di sopportare questo per tutta la vita…”

Si rifiutò di parlare dell'accaduto coi due e di tornare a palazzo prima di sera.

Una volta ad Edoras, Eomer si accertò velocemente che Boromir non fosse in giro, per evitare ulteriori scenate, e poi i due accompagnarono Gil alle sue stanze.

“Prepara tutto per la partenza di domani mattina e vai a riposare, ci attende un lungo viaggio”, le disse Ellin posandole un dolce bacio sulla fronte.

“Ti veniamo a svegliare domani !” le disse Eomer salutandola.

Gil entrò in camera e chiuse a chiave la porta dietro di lei, cercando di non pensare all'uomo nella stanza di fianco e di concentrarsi unicamente sul suo bagaglio.

Boromir era rimasto rinchiuso nella sua stanza per tutto il giorno senza toccare cibo, nonostante Faramir si fosse premurato di portargli pranzo e cena in camera. Gli Hobbit si tennero prudentemente alla larga per tutto il giorno e Faramir decise di rimanere con il fratello quella notte, come aveva fatto tante volte in passato. Parlarono a lungo, e si addormentarono solo a notte fonda.

Alle prime luci dell'alba Ellin bussò alla porta di Gilraen, trovandola già pronta per scendere.

Gil scese velocemente nel salone, ansiosa di partire e tornare finalmente a casa sua.

Salutò calorosamente Theoden e gli hobbit e si recò nelle stalle dove cominciò a sellare il suo stallone.

I due fratelli scesero poco dopo; Faramir salutò Gil con un sorriso, mentre Boromir rimase in disparte e non disse niente. Sellarono i loro cavalli e uscirono in cortile, pronti per la partenza.

Ellin era deciso a non lasciare che Gil s'intristisse di nuovo a causa di Boromir e lui ed Eomer non si staccarono da lei nemmeno per un attimo.

Dopo qualche ora che galoppavano Eomer chiese a Faramir se era il caso di fermarsi per il pranzo.

Faramir lanciò un'occhiata al fratello, che si limitò a scrollare le spalle. Dunque guardò nuovamente Eomer e annuì.

Si fermarono poco più tardi, e dopo aver sistemato i cavalli Boromir si allontanò da solo, senza dire una parola. Faramir non lo seguì e non gli disse niente, ma si limitò a sedersi su una roccia scuotendo la testa, e a guardarlo mentre si allontava.

“Non so con quale coraggio tuo fratello si presenterà davanti a Vardamir in questo stato…”gli mormorò Ellin prima di cominciare il suo giro di perlustrazione.

Gil si sedette accanto ad Eomer, ignorando entrambi i fratelli e cominciò a parlare col Rohirrim degli allevamenti visti il giorno prima.

Mangiarono in silenzio, l'atmosfera era molto tesa, così decisero di ripartire subito.

Verso sera si fermarono in una piccola radura dove organizzarono un campo.

Ellin s'inoltrò nei boschi senza una parola mentre Eomer si prendeva cura dei cavalli e Gil sedeva su una roccia, controllando la sua faretra e contando le frecce.

Faramir si era sistemato accanto al fuoco e leggeva tranquillamente un piccolo libro portato da casa, mentre Boromir era steso sulla sua coperta poco distante, con le braccia incrociate dietro la testa. Non aveva detto una parola in tutto il giorno, e ancora non sembrava avere alcuna intenzione di farlo. Sospirava, e basta.

Dopo un po' Eomer decise di fare la sua mossa.

Se Boromir proprio voleva continuare in questo modo, gli avrebbe fatto capire cosa stava perdendo.

Avvicinandosi a Gil le sorrise e le chiese dolcemente:”Vorresti fare una passeggiata con me?”

Lei lo guardò e gli sorrise, e questo fece immensamente piacere a Eomer, che non sopportava di vederla triste.

“Posso tenerti la mano?” chiese ancora Eomer quando lei si fu alzata. Gil gli lanciò uno sguardo interrogativo e poi gli prese la mano e s'inoltrarono nel bosco.

Ellin a quel punto commentò col proposito di svegliare Boromir dal suo torpore:”Davvero una gran bella coppia, non trovate?”

"Io me ne torno a casa." annunciò Boromir alzandosi.

Faramir lo guardò sbigottito, prima di posare il libro e alzarsi a sua volta: "Che diamine stai dicendo?" disse, avvicinandosi al fratello.

"Sto dicendo che torno a Minas Tirith. E subito." rispose l'altro con un tono incredibilmente calmo, vista la situazione "Non sarei neanche dovuto partire questa mattina, per come stanno le cose."

"Ti rendi conto che stai rovinando tutto quanto con il tuo comportamento assurdo?"

Boromir lo guardò, scuotendo la testa. "Non c'è rimasto niente da rovinare Faramir.." mormorò, "E' finita, e basta."

Faramir lanciò un'occhiata a Ellin e prese un profondo respiro, imponendosi di mantenere la calma. Si avvicinò al fratello e senza troppe cerimonie gli afferrò un braccio, trascinandolo nella direzione in cui Eomer e Gilraen si erano allontanati.

Eomer stava seduto ai piedi di un grande albero, mentre Gil si trovava qualche metro più in là, distesa sull'erba che guardava le stelle, cosa che la faceva sempre calmare.

“E così tu credi che a Minyatur io troverò la mia anima gemella?” stava curiosamente chiedendo il Rohirrim

“Te ne presenterò tante che sarebbe impossibile che non la trovassi!” rispose Gil ridacchiando.

Un rumore tra le fronde la fece balzare in piedi ed Eomer istintivamente portò una mano sull'elsa della sua spada.

Quando comparvero i due fratelli lo stupore sul viso di Gil era evidente.

Un ben irritato Faramir riuscì a trascinare il fratello davanti a Gilraen, a suon di spinte e strattoni, e fece cenno a Eomer di alzarsi. Quando l'ignaro Rohirrim fu in piedi lo afferrò a sua volta, tirandolo a forza verso il campo.

Una volta da soli Boromir lanciò un'occhiata a Gil, avvicinandosi lentamente di qualche passo.

L'espressione della donna era di assoluto stupore e incredulità. Non riusciva a capire come il Faramir sempre calmo e controllato avesse perso le staffe in quel modo…

Gil si limitò a guardare Boromir senza aprire bocca.

Lui sedette sull'erba e la guardò dal basso, prendendo un profondo respiro.

"Possiamo parlare?"

“Ti ascolto” rispose lei con voce piatta senza guardarlo.

"E' inutile che cerchi di scusarmi, non è vero?" mormorò lui in tono amareggiato.

“Io non ti capisco Boromir…”sbottò lei cercando di mantenere la calma.

“Hai fatto una figuraccia con re Theoden, da due giorni non mi parli e per cosa?” chiese lei

“Solo perché pensavo ti facesse piacere restare coi tuoi amici!”

Gil inspirò profondamente stringendo i pugni e continuò:”Io non ho intenzione di passare tutta la vita a combattere col tuo brutto carattere, o di dover stare sempre vicino a te e fare quello che dici per non incorrere nelle tue ire…”

Boromir si alzò, e scosse la testa.

"Non ti sei neanche preoccupata di dirmi che uscivi con Eomer e Ellin! E' stato uno stalliere a dirmelo, ti ho cercata ovunque!" replicò, cercando di mantenere un tono calmo, "E hai fatto lo stesso dopo cena, per rientrare solo a notte fonda. Tu come ti saresti sentita se l'avessi fatto io, Gil?"

“Non ti ho più visto nella sala!Io ero lì a cenare con Eomer ti rendi conto? E non sapevo dov'era il mio fidanzato!” Gil lo guardò fulminandolo con lo sguardo.

“Sono venuta da te sia la sera che la mattina presto e non mi hai voluta vedere. Cos'altro dovevo fare? Chiudermi in camera e aspettare che tu ti degnassi di farti vivo?"

"Degnarmi, io?" replicò Boromir, guardandola con aria incredula, "Io sono rimasto a palazzo tutto il giorno, Gil. Se mi fossi allontanato sarei venuto a cercarti per avvisarti, e credevo che tu avresti fatto lo stesso." disse, e la guardò negli occhi: "Non so come funziona a casa tua, ma da me si tratta quantomeno di una norma di buona educazione. Non sapevo dov'eri, e sono stato in ansia. Non mi pare di avere pretese eccessive, mi sarebbe bastato sapere dov'eri."

“Oh insomma mi hai stufato!” sbottò lei esasperata, e fece per aggirarlo e tornare al campo.

Lui la trattenne per un braccio, e la costrinse a guardarlo negli occhi.

"Dimmi che devo andarmene, Gil" le disse con tono fermo, "..e io me ne vado. Altrimenti chiudiamo il discorso e ricominciamo da capo. Sta a te decidere"

La donna lo guardò negli occhi con riluttanza.

Per un attimo si perse nei ricordi dei bei momenti passati insieme a lui, scrutando in quegli occhi verdi  che l'avevano stregata dalla prima volta in cui li aveva visti. Abbassò lo sguardo e mormorò a bassa voce:”Non voglio che tu te ne vada Boromir…”

A quelle parole Boromir non disse niente in risposta, ma la tirò improvvisamente a sé e la baciò con passione.

Gil si staccò da lui con dolcezza e poi disse:”E' meglio andare a dormire…”

Gli diede un bacio sulle labbra e si avviò al campo, dove si addormentò accanto ad Ellin che era seduto vicino al fuoco.

Boromir raggiunse il fratello e si sistemò accanto a lui. Parlarono a lungo, a bassa voce, finché caddero entrambi addormentati.

“Siamo arrivati alla breccia di Rohan” annunciò Eomer. “Ci accamperemo qui per questa notte, e domani attraverseremo l'Adorn e poi proseguiremo per l'antica via sud”.

Eomer come sempre si offrì di occuparsi dei cavalli, mentre Ellin si assicurava che il perimetro del campo fosse sicuro.

Gil sedeva su una roccia da sola, guardandosi intorno.

In quei giorni di viaggio aveva parlato pochissimo con Boromir. Ripensava all'ultima volta in cui si erano baciati, e le sembrava che fossero passati secoli.

Dentro di sé sperava che tutto potesse tornare come prima e scosse la testa pensando che erano arrivati a quel punto per un motivo così futile.

Boromir stava nel frattempo cercando un pretesto qualsiasi per avvicinarsi a lei, e non trovò niente di meglio che armarsi di mappa e sedersi al suo fianco. Studiò per qualche momento il pezzo di carta, poi lanciò un'occhiata a Gilraen e le disse in tono gentile: "Dimmi.. qual'è esattamente il nostro percorso?"

Lei lo guardò per un attimo e gli sorrise.

“Questo…” rispose lei tracciando la strada che avrebbero dovuto seguire con un dito. La sua mano delicata e bianchissima toccò per sbaglio quella di Boromir e lei la ritrasse immediatamente mormorando:”Scusa..” e distogliendo lo sguardo.

Lui sorrise scuotendo la testa e prese la mano di Gil nella sua, accarezzandola dolcemente con il pollice. Si voltò per guardarla, e le scostò i capelli dal viso.

"Amin mela lle Gil.." mormorò.

Gilraen tornò a guardarlo un po' sorpresa da quel comportamento, poi disse in un sussurro:”Amin mela lle Boromir…”

"Vuoi ancora sposarmi?" sussurrò lui, e sorridendo si inginocchiò nella polvere davanti a lei. "Lo vuoi?"

“Alzati ti prego…”gli disse lei.

“Io…ci devo pensare Boromir…ti amo ma…ho bisogno di pensare…” si alzò e in tono contrito gli disse:”Mi dispiace…”.

Lo aiutò a rimettersi in piedi senza avere il coraggio di guardarlo negli occhi e fece per allontanarsi da lui.

Boromir cercò istintivamente di trattenerla, ma lasciò la presa quando lei si voltò nella sua direzione. In silenzio le accarezzò una guancia e le impedì di distogliere nuovamente lo sguardo, posando gli occhi nei suoi per un lungo momento.

“Non mi piace litigare…soprattutto con te…”mormorò lei. “E se non riuscissimo a cambiare? Staremmo a litigare tutto il tempo…” il suo sguardo ora era preoccupato e teso.

"Farò del mio meglio Gil.. te lo prometto.." rispose lui, senza distogliere lo sguardo "Ma non dipende soltanto da me.. Devi volerlo anche tu"

A quel punto lei gli si avvicinò e posò le sue labbra su quelle dell'uomo, sperando in questo modo di dimostrargli che almeno ci avrebbe provato.

Boromir la strinse a sé e la baciò a lungo, dolcemente.

Faramir, che stava preparando il suo giaciglio per la notte sull'altro lato del campo, vide la scena e sorrise, lanciando un'occhiata sollevata a Eomer che aveva appena fatto il suo ritorno all'accampamento.

Il Rohirrim sorrise a Faramir e si distese accanto al fuoco.

Gil sorrise a Boromir e si allontanò per stendersi sulla sua coperta e guardare le stelle con le braccia incrociate dietro la testa e un sorrisino contento sulle labbra.

L'uomo recuperò le sue coperte e si trasferì accanto a Gil, stendendosi a sua volta; quindi la tirò a sé, facendole posare la testa sul suo petto, e si premurò di coprire entrambi.

Alle prime luci dell'alba Gil si alzò cercando di non svegliare Boromir.

Spaziò brevemente con lo sguardo per il campo e notò che Ellin come al solito era seduto vigile e attento su una roccia poco distante e che Faramir era già sveglio.

Si avvicinò a quest'ultimo e sorridendogli lo abbracciò stretto per qualche momento, mormorando:”Grazie…se non fosse per te…”

"Ha bisogno di una spintarella ogni tanto.." disse Faramir, cercando di assumere un'espressione grave e scuotendo la testa, "O di una bella scossa. Dormito bene cognatina?"

Le sorrise, e ripose in una tasca della tunica qualcosa che stava stringendo in una mano fino a un momento prima.

Lei gli si sedette accanto e gli sorrise di rimando dicendo:” Si, grazie…”

Lo guardò intensamente e gli chiese:”Non hai riposato molto a quanto vedo…” gli mise un braccio intorno alle spalle in un gesto affettuoso e amichevole e gli sorrise di nuovo.

"Mi manca Eowyn" rispose semplicemente l'altro, scrollando leggermente le spalle, "Mi manca molto.. Ma mi rendo conto che è più prudente farle aspettare il nostro ritorno a casa, al sicuro.."

Gil gli disse semplicemente:”Hai fatto la cosa giusta Faramir…lei non è abituata a questi lunghi e pericolosi viaggi…sono sicura che anche a lei manchi tantissimo…”

In quel momento Eomer aprì gli occhi e ancora insonnolito guardò Gil che stava abbracciando Faramir ed esclamò:”Gil! Ma tu non eri fidanzata con Boromir?”

La scena era davvero comica e Gil non riuscì a evitare di ridere.

“Ma sta zitto caprone!” lo apostrofò Ellin tra le risa.

Tutto questo baccano intanto svegliò Boromir, e la donna non riuscì a trattenere un sorriso dolce quando lo vide alzarsi a sedere con gli occhi ancora semichiusi.

L'uomo si guardò brevemente attorno con aria assonnata, passandosi una mano nei capelli in un tentativo di sistemarli e sortendo inevitabilmente l'effetto opposto. Scosse la testa e si alzò pigramente, per poi stiracchiarsi e sorridere alla sua amata.

"Ma ben svegliato!" lo salutò ridacchiando Faramir, estremamente divertito dall'aspetto scompigliato del fratello.

"Ave, oh Faramir."

"Siamo profondamente dispiaciuti di averti prematuramente strappato al tuo letargo"

"Ah-ah." fu l'eloquente risposta di Boromir, accompagnata da una smorfia e un sorriso.

“Qualcuno qui ha bisogno di una bella tisana energizzante, vero?” chiese Gil guardando prima Boromir e poi Eomer, che non si era ancora alzato e continuava a strofinarsi gli occhi insonnolito.

“Si credo proprio che sia il caso!” rispose Ellin. “vado a prendere le erbe dallo zaino, tu comincia a far bollire l'acqua”

Lei si alzò dopo aver affettuosamente accarezzato la spalla di Faramir e pose sul fuoco un pentolino con dell'acqua.

Qualche minuto dopo tutti stavano sorseggiando la loro tisana e anche il Rohirrim sembrava essersi svegliato del tutto.

Gil era seduta accanto a Boromir e gli stava pettinando delicatamente i capelli.

"Rischi di viziarmi così" le sorrise l'uomo, lanciandole un'occhiata divertita. E le dimostrò di essersi svegliato del tutto accarezzandole affettuosamente una coscia, prima di dedicarsi nuovamente alla sua tisana. A quella vista Faramir tossicchiò sommessamente, e sorridendo si alzò per andare a cambiarsi i vestiti.

Gil sussultò e poi imbarazzata gli pizzicò il naso dicendo scherzosamente:”Torna a dormire che è meglio!”

Ellin intanto ridacchiò divertito insieme a Eomer e così Gil disse, fingendosi molto arrabbiata, ma con scarsi risultati:” Oh insomma non si può mai avere un attimo di privacy! Devo trovarvi assolutamente una fidanzata così non starete a guardare di continuo me e Boromir!”

“Io non c'entro!” si discolpò Eomer ridacchiando

“Ma se li stavi guardando con la bava alla bocca!” esclamò Ellin di rimando

Lei intanto scoppiò a ridere, mettendo da parte il pettine e stringendo a sé il suo amato.

Faramir, intento a rivestirsi, naturalmente non si era perso la scena. Sventolò la tunica che aveva in mano a mo' di bandiera, ed esclamò in tono melodrammatico: "Non capite! Boromir si preoccupa sopra ogni altra cosa delle sorti del suo regno! Ha intenzione di mettere al mondo un intero esercito di eredi! Quale atto potrebbe essere considerato più nobile?"

Boromir per tutta risposta rise e gli lanciò il pettine. Il monello lo schivò senza difficoltà, e continuò a vestirsi ridacchiando fra sé e sé.

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