Un salto nel buio

Capitolo 2

Quando il sole cominciò a sorgere Ellin tornò al campo, trovando Gil ancora seduta tra i due fratelli.

Aveva il viso pallido ed era stanchissima.

“Avresti dovuto dormire almeno un pò…”le sussurrò. “Non farmi preoccupare, capito? Lui non vorrebbe vederti così!” disse l'elfo cercando di scuoterla.

Ma l'unica cosa che lei fece fu mormorare:”Sto bene…” e così dicendo spostò una ciocca di capelli dal viso dell'amato, continuando a guardarlo.

Ellin scosse la testa e si diresse verso Eomer.

Il cavaliere di Rohan era sveglio e nonostante la ferita gli facesse ancora male, era riuscito a mettersi seduto. Apprese tutto quello che era successo dall'elfo e guardando in direzione degli altri e  chiese:”Credi che ce la faranno?”

“Se hanno superato la notte significa che ci sono buone speranze. Ma quello che mi preoccupa di più è Boromir. La ferita si era infettata e dobbiamo solo sperare che il nostro intervento di ieri sia servito a qualcosa…”

All'improvviso Faramir aprì gli occhi. Ma li richiuse immediatamente con un gemito, quando la luce del sole gli provocò una fitta di dolore alle tempie. Ci provò di nuovo, con più calma, e andò molto meglio. Sbattè le palpebre tentando di abituarsi alla luce e si mise seduto, scuotendo la testa. Pessima idea.

"Oww.."

Vide Gilraen, seduta accanto a lui. E Boromir.

"Cos'è successo?" chiese, sgomento "Cos'è successo a Boromir?"

“Resta disteso Faramir”, gli disse con voce stanca Gil.

“Boromir…è stato ferito ieri. Si è rifiutato di farsi medicare finchè non sono riuscita a rassicurarlo che tu stessi bene. E allora era troppo tardi… era già infetta…e non sappiamo se il pugnale fosse avvelenato…”

Lei carezzò di nuovo il viso del suo amato e poi mormorò:”Sono…molto preoccupata…è stato male tutta la notte…”

Si girò a guardare nei grandi occhi blu di Faramir sussurrandogli:” Ho paura, sai?”

Faramir stava ancora cercando di registrare le parole di Gilraen, quando Boromir lentamente aprì gli occhi. Tutto quello che vide, dapprima, fu una pallida foschia. Poco a poco riuscì a distinguere due figure, ma ci mise un pò per riuscire a capire di chi si trattava. Faramir non riuscì a trattenere le lacrime quando vide suo fratello, pallido come mai, fissarlo come se non lo riconoscesse.

Boromir spostò lo sguardo sull'altra figura, che adesso riusciva a vedere chiaramente.

"Gil.." mormorò, "Gil, sei qui.."

La donna gli strinse la mano con le lacrime agli occhi, cercando di trattenere l'impulso di stringerlo a sé.

“Sono qui amore mio…sono qui con te…” mormorò senza staccare gli occhi dai suoi.

“Come ti senti?Riesci almeno a muovere un po' il braccio?”chiese cercando di dissimulare la preoccupazione.

Lui cercò di tirarsi su a sedere, e non ricadde indetro solo perché si aggrappò istintivamente a lei. Quel movimento brusco gli provocò una violenta fitta di dolore, e strinse i denti per soffocare un grido. Posò la testa sulla spalla di Gilraen, e chiuse gli occhi.
"E' solo un'altra cicatrice Gil.." mormorò.

A quella vista lei non riuscì a trattenersi e cominciò a piangere in silenzio.

“Non ce la faccio a vederti così, sai?” gli mormorò.

Gli accarezzò i capelli e il viso, cullandolo dolcemente. “Ti prego Boromir…lotta…lotta…senza di te non posso vivere…”la voce era quasi un sospiro, le pesava ammettere la realtà dei fatti.

"Non piangere" sussurrò lui, senza alzare la testa "Ti amo tanto."

Si rannicchiò contro di lei lasciandosi cullare, e si addormentò soltanto pochi minuti minuti dopo.

Faramir lanciò un'occhiata triste a Gilraen prima di alzarsi faticosamente in piedi, e rischiò seriamente di cadere di nuovo quando Eowyn lo travolse con un abbraccio, piangendo di gioia. Rimasero abbracciati per qualche momento, prima di raggiungere Ellin e Eomer seduti poco distante.

Ellin guardò Faramir e disse:”Voglio essere onesto con te. Se tuo fratello non si riprende per domani vuol dire…che non ce la farà…”

Lanciò un'occhiata alla sua amica e continuò:”Non può continuare così…non ha dormito tutta la notte e non ha mangiato…mi preoccupa…”

La giornata passò velocemente.

Ellin preparò degli infusi per Boromir e nei pochi momenti in cui l'uomo si svegliava, Gilraen lo aiutava a berli.

Quella sera la donna era esausta ma riuscì a sorridere quando l'uomo aprì gli occhi guardandola.

"Riposa un pò.." le sussurrò lui stringendole la mano, "So che ti sei occupata di me per tutto il tempo.." proseguì, sorridendo debolmente "..ma hai bisogno di dormire.."

Sollevò la testa per guardarsi attorno con aria preoccupata, cercando il fratello con lo sguardo.

"Come sta Faramir?"

“Voglio solo essere sicura che tu stia bene…” mormorò lei.

“Faramir sta bene. E' con Eowyn e gli altri, la sua ferita e quella di Eomer erano molto meno gravi del previsto…”

lo guardò di nuovo accarezzandogli la mano e continuò:”Sono preoccupata solo per te…siamo tutti preoccupati per te Boromir…”

Con voce implorante gli chiese:”Tu non mi lascerai vero? ”

"Sto meglio Gil.. davvero" rispose Boromir, cercando di rassicurarla "Mi sento solo tanto stanco"

Le fece cenno di stendersi accanto a lui, sorridendo. Il braccio gli faceva ancora male e doveva sforzarsi per rimanere sveglio, ma per il resto si sentiva solo un pò stordito e gli pareva un buon segno. Sperava di riuscire ad alzarsi presto. In caso contrario avrebbe chiesto agli altri di proseguire senza di lui, non voleva essere un inutile fardello.

"Dammi un bacio" le sorrise, "Poi chiudi gli occhi. Dormiamo insieme, vuoi?"

Lei gli sorrise, e mentre si avvicinava per baciarlo i suoi occhi non lasciarono mai quelli di Boromir.

Lo baciò dolcemente e a lungo, sussurrandogli:”Ti amo…”. Appoggiò la testa sul petto dell'uomo e fu vinta dalla stanchezza, addormentandosi quasi subito.

Eomer aveva assistito alla scena e disse ad Ellin: ”Si è addormentata finalmente…credi…che domani riusciremo a ripartire?”

L'elfo guardò Gil e Boromir che dormivano abbracciati e sorrise.

“Lei non ripartirà senza il suo amato. E io non la lascio sola…dobbiamo solo sperare che gli impacchi di erbe e gli infusi siano serviti…”

Gilraen non sognò quella notte. Riusciva a malapena a ricordare chi era quando aprì gli occhi…

D'improvviso saltò a sedere, ricordando le condizioni di Boromir.

“Che stupida!Mi sono addormentata!” mormorò tra sé e sé.

Si girò verso l'uomo accanto a lei e sorrise nel vederlo già sveglio che la osservava.

"Buongiorno" la salutò lui, sorridendo.

Con qualche sforzo si tirò su a sedere, e si guardò brevemente attorno prima di posare di nuovo gli occhi in quelli di Gilraen.

"Ho una fame da lupi oggi" disse allegramente, "Credi che sia un buon segno?"

Per tutta risposta Gil gli si avvicinò e lo baciò con passione, sussurrandogli:”Mi sei mancato…”

Ellin si avvicinò all'uomo e gli sorrise, appoggiandogli una mano sulla spalla.

Controllò la ferita e sorrise a Gil.

“Stai molto meglio amico mio…sono proprio contento!” disse allegramente. “Vado a cercarti qualcosa da mangiare…poi sveglio gli altri…”

La donna lo guardò intensamente e  disse:”Ho avuto paura…non farmi mai più scherzi del genere!”

Per tutta risposta lui prese una mano di Gil fra le sue, accarezzandola dolcemente. La guardò di nuovo negli occhi.

"Grazie" mormorò, "Sentivo che eri accanto a me.. non ti sei allontanata neanche un istante" si interruppe per posarle un bacio sulla mano, e sorrise: "Non ce l'avrei fatta senza di te.. Mi hai dato tu la forza per combattere."

Non trovando cosa dire, Gil rispose abbracciandolo stretto, e poi guardandolo con un'espressione di amore incondizionato, accarezzandogli il viso e i capelli.

Dopo qualche minuto Ellin tornò e svegliò Eomer e gli altri.

Il cavaliere di Rohan si avvicinò zoppicando a Boromir e gli diede una amichevole pacca sulla spalla, dicendo:”Sono contento che tu stia bene…” poi guardò Gil e disse:”Sei rimasta sempre al suo fianco…”

Riportò lo sguardo sull'uomo e disse:”Non so cosa darei per avere quello che avete voi due…un amore così forte è raro…sembrate essere uno… un po' v'invidio!” fece l'occhiolino a Gil e continuò:”Vado ad aiutare Ellin a cucinare qualcosa per voi!”

Boromir seguì con lo sguardo Eomer mentre si allontanava, sorridendo. Poi si alzò in piedi con l'aiuto di Gilraen, e insieme raggiunsero gli altri che stavano preparando la colazione. Sedette su una roccia accanto a Faramir, che dopo averlo abbracciato con trasporto si alzò in tutta fretta per andare a prendere dei vestiti puliti per il fratellone.

Boromir scosse la testa sorridendo, prima di rivolgersi a Eomer: "Come va la tua gamba?"

“Abbastanza bene. Mi fa male ma credo che riuscirò a cavalcare” rispose il cavaliere.

"Ne sono felice" rispose Boromir sorridendo, prima di dedicarsi alla sua colazione.

Dopo aver mangiato assicuratisi che Boromir fosse in grado di viaggiare, Ellin ed Eomer decisero di ripartire.

Boromir viaggiava insieme a Gil, tenendosi aggrappato a lei, che non aveva voluto correre assolutamente rischi inutili.

L'uomo aveva accettato di buon grado, anche se la prospettiva non lo entusiasmava. Detestava sentirsi inutile, e sicuramente il cavallo di Gilraen non sarebbe stato affatto felice dell'ulteriore peso da sopportare. Nonostante tutto rimase in silenzio per gran parte del viaggio, rimuginando sull'ingiustizia di tutto ciò e controllando di tanto in tanto che il suo cavallo li stesse seguendo. Erano in sella ormai da diverse ore quando infine si sporse in avanti per parlare a Gilraen: "Sarai stanca.. Vuoi il cambio?" le chiese speranzoso.

Lei si girò a guardarlo con un sorrisino malizioso e gli sussurrò:”No, non sono stanca…sono solo incredibilmente felice che tu stia bene…e…se vuoi sentirti utile lì dietro…abbracciami…”
Ora che lui stava bene quasi non riusciva a crederci e averlo lì a cavallo con lei le serviva soprattutto per registrare la cosa. Non riusciva a smettere di guardarlo, di toccarlo, aveva assolutamente bisogno di stabilire sempre un contatto con lui, come se avesse paura di perderlo di nuovo.

Lui sorrise di rimando, e fu ben lieto di accontentarla. Si strinse a lei cingendole i fianchi, e pensò bene di dimostrarle che stava decisamente meglio facendo scivolare lentamente una mano sotto la sua tunica. Non riuscì a trattenersi dal ridacchiare quietamente quando la sentì sussultare e, incoraggiato da tale reazione, presto aggiunse anche l'altra mano.

Gil ridacchiò piano e gli sussurrò:”Ti sei ripreso bene a quanto vedo…” guardò rapidamente gli altri per controllare se qualcuno stesse guardando ma erano gli ultimi della colonna, qualche metro dietro ad Eomer.

Constatato questo, la donna spostò la testa indietro per avvicinarsi a quella di Boromir, e si rilassò sotto il suo tocco delicato.

"Sì, mi sento decisamente meglio.." rispose lui stringendola a sé, "..soprattutto adesso." sorrise, chinando leggermente la testa per baciarle dolcemente un orecchio. Sollevò la testa un momento per lanciare un'occhiata agli altri, e si abbassò di nuovo per baciarle il collo con fervore, senza interrompere la sua esplorazione sotto la tunica di Gilraen. Salì lentamente con le mani fino ad accarezzarle i seni e chiuse gli occhi rapito..

Proprio quando Gil stava cominciando a sciogliersi in quelle carezze, una voce dalla testa della colonna li fece trasalire, e l'uomo ritrasse frettolosamente le mani.

“Gil? Mi raggiungi un attimo qui?” la chiamò Ellin

Superando gli altri, la donna si affiancò all' elfo guardandolo con aria interrogativa.

“Credo sia ora di fermarci, non credi? “

“Si, anche perché non vorrei farli stancare troppo, soprattutto Boromir”, rispose lei, mettendo una mano su quelle dell'uomo che le cingevano la vita.

Eomer si affiancò a loro e disse:”Credo che bisogni cambiare la fasciatura alla gamba…sanguina di nuovo…”

Ellin annuì e così si fermarono. Stavolta l'elfo perlustrò bene la zona prima di organizzare il campo.

“Fammi vedere la gamba Eomer” chiese gentilmente Gil

“Non credo che sia conveniente che tu…insomma che tu mi guardi…posso aspettare Ellin…”rispose imbarazzato il Rohirrim.

“Se non te lo ricordi ti ho già medicato una volta quella ferita…”disse lei alquanto divertita.

“Ma Boromir…non sei…geloso?” chiese Eomer guardando in viso l'uomo che si trovava seduto accanto a Gilraen.

"Non particolarmente" rispose Boromir, lanciando un'occhiata a Gil "Sto facendo progressi." ridacchiò, e volse le sue attenzioni alla rimozione dei bracciali di cuoio, lasciando che Gil si occupasse di Eomer.

“Su forza Maresciallo del Mark…abbassa i pantaloni” disse lei, ridacchiando apertamente quando l'uomo arrossì.

Quando ebbe esaminato la ferita disse:”Si, si è riaperta…credo che tu non possa più cavalcare…non voglio correre il rischio che s'infetti…Andrai con tua sorella che è molto leggera, così il cavallo non si stancherà troppo.”

“Sono capace di cavalcare da solo!” obiettò il cavaliere contrariato.

“Non fare il testone Eomer!” rispose lei in un tono che non ammetteva repliche. “L'ultima volta che qualcuno ha insistito che stava bene” lanciò un'occhiata severa a Boromir e continuò:” ha passato due giorni tra la vita e la morte…”

“E va bene!” sbottò il Rohirrim al quanto irritato.

Ellin ridacchiando si avvicinò a Eomer cercando di consolarlo e disse:”Non c'è niente da fare amico…se ha deciso una cosa non c'è verso che cambi idea…” guardò Boromir che aveva assistito alla scena e ora la guardava con un sorriso divertito stampato sul viso, e disse:”Ma insomma cosa ci trovi in una donna così?”

Gil lanciò un'occhiata torva ad Ellin e disse:”Con te facciamo i conti quando arriveremo a Minyatur…potrei anche dire a mio padre di farti tornare un semplice soldato!” ma non riuscì a  trattenne le risa quando l'elfo si cercò di fingere una gran paura con scarsi risultati.

Si avvicinò a Boromir e guardandolo intensamente negli occhi gli sussurrò:”Già…cosa ci trovi in me?”

Lui sorrise e le spostò dolcemente una ciocca di capelli dal viso, poi disse con aria birichina: "Non credo sia una buona idea parlarne qua davanti a tutti.. Fra le altre cose, potrebbero sfuggirmi dei dettagli privati" ridacchiò divertito, posandole un bacio sulla guancia, e le sussurrò: "Tutto, Gil.. Mi piace tutto di te"

Lei lo guardò sorridendo e gli diede un leggero bacio sulle labbra, poi controllò la ferita e cambiò la fasciatura, dicendogli:”Stai molto meglio ma…mi farebbe molto piacere se continuassi a cavalcare con me…”
"Non credo che farà piacere al tuo cavallo, però.." rispose lui lanciando uno sguardo in direzione dell'animale, "Sembra piuttosto stanco. E a dire il vero non mi entusiasma l'idea di esservi di peso.. posso cavalcare, ne sono sicuro" disse, ben deciso a far valere le sue ragioni. In tempi di guerra aveva cavalcato anche in condizioni peggiori, ed era sicuro che anche in quel caso non avrebbe avuto alcun problema.

“In questo caso basterà fare a cambio col tuo cavallo. E… hai sentito Ellin vero? Quando mi metto una cosa in testa non cambio idea facilmente…” rispose lei divertita.

Per un attimo si trovò di nuovo davanti agli occhi frammenti di quello che era successo giorni prima, il suo corpo che tremava per i brividi, il pallore del volto, la paura di averlo perso per sempre.

Gli afferrò una mano stringendola forte e quasi sull'orlo delle lacrime gli disse:”Per favore…ho bisogno di sentirti vicino…non…non riesco a dimenticare, non riesco a stare lontana da te…vuoi cavalcare con me?”

Lui per tutta risposta la tirò a sé, circondandola con uno stretto abbraccio, e le sussurrò: "Non ti lascerò mai Gil.. E cavalcherò con te, se lo desideri."

Si ritrasse per guardarla negli occhi, e sorrise: "Solo se mi permetti di darti il cambio di tanto in tanto, però"

“Va bene…” mormorò lei in risposta.

“Sei l'unica persona con cui scendo a patti, sai?” ridacchiò e lo abbracciò di nuovo.

“Voi due volete smetterla per un attimo di baciarvi e venite a mangiare qualcosa?” disse Ellin cercando di sembrare arrabbiato, anche se in realtà i suoi occhi dicevano il contrario.

Gil guardò di nuovo Boromir e poi prendendolo per mano si avvicinò agli altri.

Mentre mangiavano, come al solito Gil ed Ellin cominciarono a ridere e scherzare tra di loro.

Non conoscendo l'elfico Eomer si sentiva sempre un po' escluso ed andò a sedersi vicino a Boromir.

Il gondoriano gli sorrise, facendogli spazio. Quando l'altro si fu sistemato ripresero entrambi a mangiare in silenzio, osservando Gilraen e Ellin poco distanti.

"Allora" esordì Boromir dopo qualche minuto, sorridendogli amichevolmente "Felice di tornare a Rohan per qualche giorno? Immagino ti manchi casa tua"

Lo sguardo di Eomer s'illuminò:”Si, non vedo l'ora di arrivare…ma…” si girò a guardare Gilraen, sorrise tristemente tra sé e sé e poi continuò:”non ho nessuno che mi aspetta a casa…intendo…qualcuno di speciale. Credo che sia bellissimo tornare a casa e trovare una persona che ti ama e che ti accoglie a braccia aperte facendoti dimenticare fatica e dolore…”

"Lo è" annuì Boromir, "E so di essere molto fortunato per questo.. Gil mi ha davvero cambiato la vita" proseguì sorridendo fra sé e sé, per poi spostare lo sguardo su Eomer: "Ma non dirmi che non hai almeno tre fidanzate che ti aspettano a Rohan, perché non ci credo! Fidati se ti dico che la tua fama di rubacuori è arrivata fino a Gondor" disse ridacchiando.

Il sorriso di Eomer si spense quando rispose.

“Io non cerco un'altra donna da portare a letto…di quelle ne ho avute tante…io cerco una donna forte, che mi travolga, che sconvolga il mio mondo e il mio modo di essere, che mi dimostri che l'amore vero esiste…”

Lo guardò intensamente e continuò:”Tu non immagini quanto sei fortunato…non sai quante volte ho creduto che fosse amore e invece mi sono ritrovato con ragazze che volevano stare con me solo perché sono il nipote di Theoden… “

Guardando a terra, con voce più bassa finì:”Adesso le uso solo per quello le donne…evidentemente non mi merito di meglio…”

Boromir rimase in silenzio per qualche momento, prima di avvicinarsi a lui posandogli una mano sul braccio in segno di solidarietà.

"So come ti senti, Eomer" gli disse, "Era così anche per me, prima di incontrare Gil.. Molte donne hanno scaldato il mio letto prima di lei, ma nessuna mai il mio cuore. A nessuna di loro interessavo veramente io, e a me non interessavano loro. Per questo non ho mai manifestato l'intenzione di sposarmi. Avrei preferito passare la vita fra i campi di battaglia piuttosto che accanto a una donna sposata per interesse del regno.."

Lo guardò negli occhi, sorridendo: "Poi è arrivata Gil.. come una tempesta in piena estate" ridacchiò lanciando una breve occhiata alla sua amata, prima di guardare nuovamente l'altro: "Mai disperare, Eomer figlio di Eomund.." disse dolcemente, "..troverai anche tu quella persona speciale. E ti travolgerà come un terremoto, parola mia! Ti conviene stare all'erta."

Eomer si limitò a guardarlo e sorridergli, nel cuore sperava tanto che lui avesse ragione…

“Cosa complottate voi due?” esclamò Gil avvicinandosi minacciosamente a Boromir.

Si sedette al suo fianco cingendogli la vita in un forte abbraccio.

"Oh, niente di particolarmente degno d'interesse" sorrise lui, lanciando un'occhiata divertita a Eomer "Stavamo solo dicendo cose orribili sul tuo conto.. irripetibili" ridacchiò, posandole affettuosamente un sonoro bacio sulla guancia e stringendola a sé.

“Oh Valar! Come osi? “ disse ridendo Gil, saltandogli addosso e facendolo cadere disteso, cominciando a solleticargli i fianchi ridendo e chiedendo:”Ti arrendi?”

Ellin intanto si avvicinò a Eomer che era rimasto a guardare i due innamorati sorridendo.

“Non credi che sia il caso di schierarci?” ridacchiò quando l'altro annuì con un sorriso poco raccomandabile.

A quel punto Eomer cominciò a fare il solletico a Gil, facendole perdere la presa su Boromir.

“Traditore!” gli disse Gil ridendo a crepapelle.

"Possano i Valar ricompensarti per questo, Eomer!" sghignazzò Boromir, ancora steso sotto Gilraen. La afferrò per i polsi nell'intento di tenerla ferma e lanciò un'occhiata divertita all'altro uomo: "Io la tengo e tu la torturi?"

Faramir e Eowyn si erano nel frattempo avvicinati alla chiassosa compagnia, e sorridendo osservavano la scena poco distanti.

“Non temere mia principessa! Ti salverò io!” esclamò teatralmente Ellin gettandosi addosso ad Eomer.

Tutti e tre caddero sul povero Boromir…

"Ow!" si lamentò l'uomo sepolto sotto il peso degli altri tre, per poi aggiungere in tono melodrammatico: "Ci tengo ai gioielli di famiglia! Attenti con quelle ginocchia!"

Dopo un po' crollarono tutti davanti al fuoco.

“Sono esausto” disse Eomer. “Ho mal di pancia dal tanto ridere…”

“Io avrei assolutamente bisogno di un buon bagno, sono tutta impolverata” disse Gil, alzando di poco la testa dal petto di Boromir, sul quale era distesa.

"Ottima idea" sorrise di rimando il gondoriano, e lanciò un'occhiata agli altri due: "Che ne dite?"

“Sono assolutamente d'accordo!” disse Ellin

“Anche per me va bene” rispose Eomer. “Se non sbaglio ci dovrebbe essere un fiume…sono le tue terre Boromir , ci guidi tu?”

Boromir annuì, alzandosi in piedi e aiutando Gilraen a fare lo stesso.

"Non siamo distanti dalle sponde del Mering" disse, "Si trova sulla nostra strada e dovremo in ogni caso attraversarlo per proseguire in direzione di Edoras. Ci conviene accamparci lì per la notte, e ripartire domani mattina."

Nessuno mosse obiezioni e dopo aver raccolto i vari effetti personali la compagnia ripartì, seguendo le indicazioni di Boromir. Si fermarono poco dopo nei pressi delle rive del Mering, e dopo aver organizzato il campo e curato i cavalli decisero che era finalmente l'ora di fare un bel bagno. Faramir e Eowyn, ormai inseparabili, declinarono l'invito dicendo che non era il caso di lasciare l'accampamento incustodito, e che avrebbero fatto un bagno più tardi.

A quelle parole Boromir lanciò un'occhiata divertita e Eomer e scosse la testa, prima di augurare buon divertimento al fratello e avviarsi con gli altri in direzione del fiume.

“Credo che quei due ormai dobbiamo dimenticarli!” disse ridacchiando Eomer.

“Già, sono troppo concentrati sul loro amore…”rispose Ellin scuotendo la testa. “Ecco perché preferisco stare solo!”

Lanciò uno sguardo alla coppia che li seguiva e poi rivolto ad Eomer bisbigliò:”Vieni andiamo avanti, amico mio” e così dicendo aumentarono il passo.

Gil seguiva silenziosamente Boromir tenendogli la mano, quei luoghi le ricordavano moltissimo la prima notte che avevano passato insieme.

Istintivamente gli strinse la mano e lo guardò sorridendo, chiedendosi se anche lui ricordava ogni momento di quella sera esattamente come lei.

Boromir, profondamente assorto nei suoi pensieri con lo sguardo fisso sul terreno, sorrise a sua volta quando Gil gli strinse la mano. Alzò lo sguardo per posare gli occhi nei suoi e improvvisamente si fermò, trattenendo anche lei.

"Grazie per essere parte della mia vita Gil.." le sussurrò tirandola a sé, e senza darle il tempo per rispondere le prese dolcemente il viso fra le mani, posando le labbra sulle sue.

Fu un bacio incredibilmente dolce e lei gli accarezzò il viso dicendo:”Stavo pensando a noi. Ricordo ogni momento che ho passato con te e…amin mela lle…Boromir…sai, a volte ancora non riesco a credere che ci sposeremo…”

"Non vedo l'ora" sorrise lui, "Anch'io faccio fatica a crederci a volte.. mi sembra tutto un bellissimo sogno"

Si strinse di nuovo a lei, dimentico degli altri due che probabilmente li stavano aspettando..

Lei si lasciò abbracciare e chiuse gli occhi rilassandosi a quel contatto.

Dopo un po' si staccò da lui e lo guardò, accarezzandogli i capelli.

“Sarai sempre il migliore per me. Sei forte, coraggioso, sei un guerriero valoroso e un ottimo stratega. Sono orgogliosa di poterti sposare…tu…sei l'uomo che ho sempre sognato d'incontrare…”

"Dimentichi che sono anche orgoglioso e testardo oltre ogni ragione, scorbutico e terribilmente geloso.." ridacchiò lui, "Ho un sacco di debolezze e a volte mi chiedo cosa ci trovi in un mortale pieno di difetti come me.." disse senza guardarla, prendendola di nuovo per mano mentre si incamminavano per raggiungere gli altri.

Gil lo trattenne di nuovo e lo costrinse a guardarla negli occhi.

Avrebbe voluto scuoterlo fino a fargli battere i denti quando diceva quelle cose. Dal suo sguardo trasparivano mille emozioni, la feriva sentirlo parlare così.

“Sai qual è il tuo più grande difetto? Il non credere in te stesso…il non credere in noi…”

Distolse lo sguardo e lasciò la sua mano, proseguendo verso il fiume.

"Non litighiamo Gil, ti prego" disse lui in tono implorante, trattenendola per un braccio "Credo in noi.. E' la cosa nella quale credo di più al mondo"

Sospirò profondamente sperando di riuscire a farla ragionare, e le disse in tono calmo: "Non ti dirò mai più niente del genere.. lo prometto. Ma non essere arrabbiata con me.. non lo sopporto"

Per un attimo lei chiuse gli occhi, cercando di riguadagnare la calma.

Quando li riaprì lo guardò intensamente e mormorò:”Al cuore non si comanda Boromir. Io ti amo e dovresti essere contento del fatto che in te vedo tanti pregi, invece di ricordarmi di continuo i tuoi difetti. Non dubitare mai di me o del mio amore perché…non lo sopporto e mi ferisce…” fece un profondo respiro e poi abbassando lo sguardo disse:”Nemmeno io sono perfetta…io non sono un elfo come Ellin…e sono gelosa e a volte perdo il controllo…”

"Perdonami" mormorò Boromir, sinceramente dispiaciuto. Maledicendo mille volte la sua stupidità la strinse forte finché non la sentì rilassarsi e quindi le sollevò il viso, sorridendo, e disse allegramente: "Allora, questo bagno vogliamo farlo o no?"

Si allontanò da lei di qualche passo, e sollevò minacciosamente un sopracciglio: "Un orribile mostro cattivo muore dalla voglia di mettere le mani su tanta grazia.. Ti consiglio di correre più veloce che puoi.." disse, accompagnando la frase con un largo ghigno divertito.

Lei rise, sinceramente divertita da quel lato di lui che spesso Boromir nascondeva, e rispose:”Il mostro deve prima riuscire a prendermi!”.

Evitò l'uomo e corse a perdifiato verso il fiume.

Ellin aspettava gli altri due su una roccia e stava quietamente parlando con Eomer, quando all'improvviso dalle fronde comparve Gil che correva a tutta velocità, inseguita da un Boromir senza fiato.

L'elfo e il Rohirrim cominciarono a ridere lanciando sguardi divertiti ai due.

Poi Ellin si avvicinò a Boromir che si era seduto su una roccia per riprendere fiato, gli mise una mano sulla spalla amichevolmente e gli disse ridacchiando:”Hai imparato a tue spese quanto può essere veloce la nostra Gilraen…ti consiglio di non sfidarla mai…”

"Avrò la mia rivincita prima o poi, sappiatelo" rispose l'uomo fingendosi offeso, ma alla fine non riuscì ad impedirsi di sorridere suo malgrado.

Lanciò un'occhiata divertita a Gil e si alzò, iniziando a spogliarsi. Una volta abbandonate su una roccia le varie tuniche e la cotta di maglia sedette di nuovo per slacciare gli stivali, lanciando occhiate occasionali alla sua amata.

Gil tolse gli stivali, la tunica e la cotta di mithril. Rimase solo con i suoi pantaloni e una leggerissima tunica.

Seguì Ellin in acqua ed entrambi cominciarono a schizzare i due uomini che si trovavano sulla riva e non avevano coraggio di tuffarsi nell'acqua gelida.

Boromir aveva programmato di entrare in acqua con calma in modo da abituarsi gradualmente alla temperatura, ma abbandonò definitivamente l'idea quando si ritrovò bagnato fradicio e ancora sulla riva. Lanciò un'occhiataccia a Gil e Ellin per poi raggiungerli a tutta velocità e vendicarsi immediatamente trascinando Gil sott'acqua e restituendo senza pietà gli schizzi subiti.

Eomer diede manforte a Boromir schizzando Gil.

L'elfo e la donna sparirono velocemente sott'acqua lasciando i due uomini piuttosto disorientati.

D'improvviso emersero alle loro spalle e li trascinarono giù.

Mentre Ellin ed Eomer sembravano essersi allontanati, Gil si avvicinò al suo amato e senza preavviso lo baciò.

“Sei bellissimo mentre fai il bagno…” mormorò contro le sue labbra.

"Stavo per dirti la stessa cosa.." sorrise lui, e stava per baciarla di nuovo quando vennero travolti dall'ennesimo attacco da parte degli altri due. Rimasero in acqua fino al calar del sole, ridendo e scherzando spensierati dopo tante preoccupazioni. Una volta usciti si resero conto del fatto che anche la temperatura era scesa notevolmente, e decisero che sarebbe stato saggio far ritorno all'accampamento per asciugarsi davanti al fuoco ed evitare raffreddori.

Dopo cena Ellin cominciò a perlustrare la zona per assicurarsi che tutto fosse tranquillo.

Gil non volle bagnare le altre tuniche e quindi non si rivestì ma si limitò ad avvolgersi in una coperta e sedersi accanto al fuoco. Una rapida occhiata in giro le fece notare che era da sola.

Eomer si era seduto ai piedi di un albero poco distante e si stava occupando della manutenzione delle sue armi, mentre Eowyn e Faramir come sempre passeggiavano mano nella mano.

Alzò la testa e sorrise nel vedere Boromir che le si avvicinava.

"Tutta sola, mia principessa?" esordì l'uomo sorridendo.

Si mise seduto dietro di lei e la tirò a sé con un abbraccio, facendole appoggiare la testa al suo petto; quindi posò il mento sul capo della sua amata e la cullò dolcemente, senza bisogno di parole, con lo sguardo fisso sul falò e un sorriso sereno sulle labbra.

Boromir aveva il potere di farla sentire immediatamente bene, amata e protetta nel suo abbraccio.

Chiuse gli occhi lasciandosi cullare e raggomitolandosi contro di lui.

Gil rabbrividì contro l'uomo, stringendosi nel suo abbraccio. Nonostante la coperta aveva freddo, i capelli erano ancora bagnati e la temperatura era scesa di parecchio.

Lui la sentì tremare e istintivamente si strinse a lei, nell'intento di scaldarla con il calore del suo corpo. Senza pensarci due volte slacciò il pesante mantello con una mano, e lo avvolse premurosamente attorno a Gil.

"Va meglio?" mormorò preoccupato.

Lei alzò la testa e lo guardò sorridendogli dolcemente. Gli carezzò il viso e gli disse:”Non so cosa farei senza di te…”

"Lo prenderò come un sì.." sorrise Boromir di rimando.

Si guardò brevemente attorno, cercando gli altri con lo sguardo. Eomer era ancora alle prese con le armi, mentre Faramir e Eowyn si erano già sistemati per la notte e giacevano abbracciati poco distante. A quella vista Boromir non riuscì ad impedirsi di sorridere.

Gil seguì il suo sguardo e vide che da bravo fratello maggiore era contento della felicità di Faramir.

“Tuo fratello sembra aver trovato la sua anima gemella” disse lei. L'uomo le sorrise annuendo.

“Hai sonno?” gli chiese guardandolo intensamente..

"Non particolarmente" rispose lui sorridendo, accarezzandole dolcemente i capelli ancora umidi. Rimase assorto ad osservarla per qualche momento, tenendola stretta e cullandola teneramente fra le braccia.

"Tu sei stanca? Vuoi andare a dormire?"

Lei gli sorrise e gli sussurrò di rimando le sue stesse parole:”Non particolarmente”, prima di avvicinare le sue labbra a quelle di Boromir e baciarlo.

Boromir si staccò da lei solo per regalarle un'occhiata maliziosa, reclamando di nuovo le sue labbra subito dopo. Nel frattempo si fece strada con le mani sotto il mantello e la coperta per accarezzarle le gambe, salendo lentamente fino ai fianchi, e sorrise mentre la baciava..

Gil lo lasciò fare ma dopo un po' gli sussurrò con un ghigno malizioso sul viso:”Vuoi andare nel bosco o pensi di restare qui a far morire d'invidia il povero Eomer?”

Lui ridacchiò lanciando una rapida occhiata in direzione del Rohirrim, che distolse immediatamente lo sguardo quando vide l'altro voltarsi nella sua direzione.

Boromir scosse la testa sorridendo e guardò di nuovo Gil: "Meglio andare nel bosco.. Ma dov'è Ellin?"

“Lui non dorme mai. E' in giro a perlustrare la zona e fare la guardia ma…non preoccuparti non è un guardone!” rispose lei divertita.

L'uomo sbuffò divertito e si alzò, aiutando Gilraen a fare lo stesso.

"Non intendevo dire quello, in ogni caso" sorrise.

Si avvolse di nuovo nel mantello e raccolse la coperta, pensando che sarebbe certamente tornata utile più tardi. Esitò per un momento, considerando l'ipotesi di inventare una scusa qualsiasi per giustificarsi con Eomer, ma era sicuro che il Rohirrim non l'avrebbe bevuta.. Così decise infine di non dire niente, e si inoltrò nella fitta oscurità del bosco mano nella mano con Gilraen.

Eomer li guardò allontanarsi insieme e lottò per reprimere un moto d'invidia. Si sentì improvvisamente molto solo, così decise di coricarsi accanto al fuoco e cercare di dormire.

Nel bosco Gil si fermò in una piccolissima radura, dove stese la coperta e guardando Boromir si sedette invitandolo a fare lo stesso.

"Sicura che non ci sia Ellin nei paraggi?" ridacchiò l'uomo mentre si sedeva accanto a lei, guardandosi scherzosamente attorno con circospezione. Indugiò con gli occhi in quelli di Gilraen per un momento e si stese su un fianco, trascinandola con sé.

"Ti amo" mormorò Boromir, allungando una mano per accarezzarle il viso e i capelli, una cascata corvina illuminata qua e là dai riflessi d'argento della luna filtrati attraverso il tetto di fronde. Anche nella semioscurità del bosco Gilraen gli sembrava quasi luminosa rispetto a tutto il resto, come una dea, e bella come nessun'altra. Si perse con lo sguardo nei suoi occhi, aprendole il suo cuore in silenzio, senza smettere di accarezzarla dolcemente.

La donna gli stava accarezzando il viso e il capelli, sapeva che lui si sarebbe rilassato in questo modo.

Le piaceva il modo in cui erano arrivati a capirsi solo guardandosi negli occhi, aveva imparato come calmare le sue tipiche sfuriate e lui riusciva sempre a calmare lei.

Quello che avevano era raro e ogni giorno cresceva, maturava, e lei sperava che i Valar volessero concedergli una lunga e felice vita insieme.

“Ti amo anch'io Boromir…e tanto” gli sussurrò e cominciò a baciargli leggermente tutto il viso, stringendosi a lui, sentendo la sua forza e il suo calore.

"Lo so.." rispose lui, la voce poco più di un sospiro. Chiuse gli occhi e prese il viso di Gilraen fra le mani restituendo i suoi baci, e intrecciò le gambe con le sue in un tentativo di sentirla ancora più vicina. Quando infine trovò le sue labbra indugiò, tracciandone delicatamente il contorno con la lingua per poi baciarle con fervore.

Si staccarono solo perché dovevano respirare, e si guardarono per un attimo per poi tornare ad accarezzarsi.

Le sue mani cominciarono a vagare sul corpo dell'uomo, sentendo i muscoli tendersi sotto il suo tocco.

Incoraggiata dalle sue reazioni, Gil gli baciò il collo risalendo lentamente fino all'orecchio, mordicchiandone il lobo delicatamente.

Boromir sospirò e mormorò la sua approvazione, lasciando la presa sul viso di Gil per scendere a slacciarle i bottoni della tunica. Si accontentò di sbottonarla, pensando che fosse troppo freddo per toglierla del tutto, e diligentemente scese ancora per dedicarsi ai pantaloni della sua amata. Quelli pensò bene di sfilarli, facendoli scivolare giù senza fretta e accarezzando ogni centimetro della pelle di Gil man mano che scendeva. Una volta arrivato agli stivali le tolse anche quelli, abbandonandoli in mezzo alle foglie. I pantaloni li raggiunsero solo qualche momento dopo.

Istintivamente lei si strinse ancora di più a Boromir, rabbrividendo per il freddo.

“Credo che faresti meglio a…togliere quei vestiti…io e te abbiamo un discorso in sospeso, ricordi?” mormorò lei lanciandogli un'occhiatina maliziosa.

“E poi magari potremmo avvolgerci nel tuo mantello…” continuò. “Sto ghiacciando” disse rabbrividendo contro di lui.

Lui per tutta risposta la baciò di nuovo, e non staccò le labbra dalle sue neanche quando tolse il mantello per posarlo sulle spalle di Gil. La avvolse con premura nel pesante indumento e iniziò frettolosamente a spogliarsi, staccandosi da lei solo per imprecare contro un bottone o per slacciare gli stivali.

Quando ebbe terminato la guardò intensamente negli occhi e si stese sulla schiena, sorridendo. La tirò a sé per baciarla ancora una volta, rabbrividendo per il freddo e per il desiderio.

Gil salì sopra di lui con un movimento sinuoso sistemando il mantello in modo che coprisse entrambi.

Lo guardò negli occhi intensamente e lo baciò di nuovo con passione, iniziando a muoversi sensualmente su di lui.

Boromir le lanciò un'occhiata maliziosa, e le raccolse i capelli dietro la schiena con una mano mentre le afferrava saldamente un fianco con l'altra. Iniziò ad accompagnare i suoi movimenti, combattendo con il desiderio di chiudere gli occhi e lasciarsi andare: non voleva perdersi neanche un suo movimento, gli erano mancati troppo quei momenti di intimità. E Gil gli sembrava più bella che mai in quel momento..

Lei continuò a guardarlo negli occhi, finchè lo sguardo vacillò e si perse in un mondo di sensazioni dolci e irruente, cominciando a gemere piano.

L'uomo la tirò a sé e chiuse finalmente gli occhi, soffocando i gemiti di entrambi con un bacio. Aumentò istintivamente il ritmo dei suoi movimenti, stringendola a sé, mormorando il suo nome in mezzo ai respiri affannosi.

Ben presto i due raggiunsero il piacere insieme, restando sfiniti ed ansanti.

Si abbracciarono per qualche tempo, parlandosi con gli sguardi pieni d'amore che si lanciavano.

“Credo che sia meglio tornare al campo, non trovi amore mio?” mormorò Gil contro il petto dell'uomo.

Boromir annuì e le sorrise prima di alzarsi e rivestirsi, aiutandola a fare lo stesso. Dopo aver raccolto la coperta e baciato ancora una volta la sua amata la prese per mano, e i due fecero infine ritorno al campo.

Ellin si trovava su una roccia poco distante. Da lì poteva facilmente controllare il perimetro del campo e scorgere eventuali pericoli.

Nonostante Gil e Boromir fossero stati molto silenziosi lui li aveva sentiti arrivare.

Guardò l'uomo alla pallida luce lunare e ridacchiò piano con l'aria di uno che la sa molto, molto lunga…

La cosa non sfuggì a Boromir, che tuttavia preferì non dire niente e si limitò a lanciare un'occhiata preoccupata a Gilraen. Scosse la testa imbarazzato e si chinò per rattizzare il fuoco, facendo bene attenzione ad evitare lo sguardo di Ellin.

“Faccio io la guardia stanotte, voi riposate, credo che dovrete essere molto stanchi” ridacchiò l'elfo, sparendo di nuovo nel bosco.

Gil arrossì e guardò Boromir, notando tra l'altro che era sveglio anche Eomer…

Senza una parola si stese nel giaciglio accanto al fuoco coprendosi bene per cercare di nascondere il suo evidente imbarazzo.

Boromir sedette accanto a Gil e tolse il mantello, per poi piegarlo e sistemarlo a mo' di cuscino. Si sentiva osservato.

Si chinò per slacciare gli stivali, e quando alzò di nuovo lo sguardo non riuscì ad impedirsi di lanciare un'occhiata a Eomer. Sapeva che lo stava fissando.

Il Rohirrim sostenne il suo sguardo per qualche attimo, lanciandogli un sorrisino e dopo dandogli le spalle.

L'altro scosse la testa per l'ennesima volta, e si stese accanto a Gilraen abbracciandola da dietro. Si addormentò quasi subito.

Back

Torna a Fanfictions Italiane

Next

Home