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Epilogo Il mattino delle nozze, Gilraen si era svegliata all'alba. Wren e Luthien la stavano aiutando a prepararsi, e soprattutto il donnone sembrò estremamente commossa nel vedere la ragazza nell'abito in seta bianca che le aveva fatto confezionare Faramir. Il lungo velo scendeva fino al pavimento,e le era stato drappeggiato sul viso. Luthien le aveva acconciato i capelli elegantemente, inserendo piccoli fiori bianchi e mollettine nella pettinatura. Gil sembrava del tutto tranquilla, era molto decisa a compiere il grande passo con Faramir, e il futuro non la spaventava. Il futuro sposo era nella sua stanza in compagnia del fratello, impegnato in una lotta all'ultimo sangue con la divisa consegnatagli da quest'ultimo. Boromir, dal canto suo, lo osservava seduto sul letto, ridacchiando di tanto in tanto per il suo così poco caratteristico nervosismo. Si mosse a compassione e decise di dagli una mano, infine, quando lo vide in seria difficoltà con i bottoni. Una volta terminata la vestizione indietreggiò di qualche passo per osservarlo con aria soddisfatta, e sorrise. "Sei a dir poco perfetto!" disse annuendo solennemente. Faramir sorrise nervosamente, un pò a disagio, e si voltò per osservarsi nello specchio. Era vestito in nero e argento, i colori del regno, con il simbolo di Gondor stagliato sul petto, un albero dai lunghi rami sinuosi sovrastato da sette stelle. Si trattava dell'uniforme destinata alle cerimonie importanti e non l'aveva mai indossata prima di allora, ma tutto sommato decise che gli piaceva. Sperava che sarebbe piaciuta altrettanto alla sua futura sposa. Haldir accompagnò Gilraen all'ingresso della Chiesa, prendendole cavallerescamente il braccio. Il pavimento era stato cosparso di petali bianchi di rosa, e il loro profumo deliziava la ragazza, che sorrise al Galadhrim. Gli invitati erano pochissimi, solo gli amici più stretti. A Gil mancò il fiato quando vide Faramir in uniforme. Era bellissimo, e aveva un aspetto regale. Quasi non riuscì a credere che quell'uomo così perfetto avesse scelto lei, e quando gli fu vicina, gli sorrise, stringendogli la mano. Lui ricambiò la stretta e il sorriso, e si sporse leggermente nella sua direzione per sussurrarle che era la donna più bella che avesse mai visto. E lo pensava davvero. La cerimonia fu piuttosto breve e informale, esattamente come la desideravano entrambi. Boromir aveva fatto il possibile per accontentarli, anche se dal canto suo sarebbe stato ben felice di invitare tutta Minas Tirith e organizzare un matrimonio degno di un re per il suo fratellino. Lo avrebbe meritato, senza dubbio. Haldir e i suoi fratelli abbracciarono affettuosamente Gilraen quando uscì dalla Chiesa. Sarebbero partiti con lei per Lothlorien di lì a qualche giorno. Dopo un piccolo rinfresco, Gil salì nelle stanze che avrebbe diviso con Faramir, e sfilò le scarpe, sospirando di sollievo. Non era abituata a portare i tacchi, e sentiva i piedi doloranti. Arrancò fino al letto, e vi si stese, facendo attenzione a non rovinare il vestito, chiudendo gli occhi, coi piedi che penzolavano a un lato del materasso. Faramir la raggiunse dopo aver salutato gli ospiti, e sorrise quando la vide tanto rilassata. "Sei stanca, amore?" “Si, un po'…” mormorò lei, socchiudendo gli occhi. "Mmmh posso rendermi utile in qualche modo?" domandò lui quando si fu seduto sul letto a sua volta, "Che so.. ti serve assistenza per togliere il vestito? Un bel massaggio rilassante? Un pò di coccole?" “Oh, beh se proprio ci tieni potresti aiutarmi a togliere il vestito, mi potresti coccolare un po', e fare un bel massaggio…” ridacchiò lei, sedendosi a sua volta, e allacciando le braccia dietro il suo collo. Faramir sorrise, e catturò le sue labbra in un lungo bacio mentre iniziava a slacciarle il vestito, per poi farlo scivolare giù oltre le sue spalle ed abbassarsi a baciarle con riverenza. “Ti amo tanto, maritino mio…” mormorò lei, gli occhi chiusi e un sorriso felice sulle labbra. A quelle parole lui rialzò lo sguardo e le prese il viso fra le mani, carezzandolo con dolcezza, un'espressione di amore incondizionato dipinta nei profondi occhi blu. "Sogno questo giorno da quando ci siamo incontrati" le sussurrò sulle labbra, "Sappi che mi hai reso l'uomo più felice di tutta la Terra di Mezzo, Gilraen." Si strinse a lei e la baciò sorridendo, dopo averle sussurrato per l'ennesima volta tutto il suo amore e la sua devozione.
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