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Il viaggio fu relativamente tranquillo. Di tanto in tanto furono costretti a fermarsi per far riposare i feriti, ma il nemico non si fece vedere. Nel primo pomeriggio Gil aveva individuato, con la sua vista acuta, le grotte delle quali le aveva parlato Faramir, e si erano diretti a passo spedito nel punto indicato da lei. Avrebbero dovuto raggiungerle prima che scendesse la notte, altrimenti sarebbero stati molto più a rischio di aggressioni da parte del nemico. Quando vi giunsero, i soldati si sistemarono in una grossa grotta, tutti insieme, mentre Gilraen e Faramir ne scelsero una più piccola, ad un livello leggermente sopraelevato, dalla quale potevano controllare la zona circostante senza essere visti. Mentre il ragazzo accendeva il fuoco, lei si guardò intorno per un lungo momento. Quella buia caverna li avrebbe ospitati per un po', almeno fino a quando i feriti non fossero guariti del tutto e il territorio circostante non fosse stato relativamente sicuro. Le pareti irregolari erano leggermente umide e levigate. L'oscurità li avvolse finché Faramir non ebbe acceso il fuoco, e anche allora quella fievole luce sembrava voler combattere il buio, senza grossi risultati. La caverna era piuttosto piccola, e non c'erano tunnel secondari, ma a meno che il nemico non li avesse fiutati, lì erano al sicuro perché era seminascosta dalla vegetazione. Sospirando profondamente, Gil sistemò la sua coperta accanto al fuoco, e si stese, cercando di dare sollievo alla schiena affaticata da una giornata di viaggio. Faramir era seduto di fronte a lei oltre il falò, con le ginocchia contro il petto, e rattizzava il fuoco con aria assente lanciandole occhiate occasionali per poi tornare ad immergersi nei suoi pensieri. "Mi sto affezionando molto a te." mormorò quietamente all'improvviso, senza riuscire a trovare il coraggio di guardarla negli occhi. “Anche io a te…” Non aveva fatto altro che pensare a lui per tutto il giorno, come il giorno precedente e quello prima ancora. I suoi profondi occhi blu la tentavano anche nei sogni, quelle labbra che aveva appena sfiorato la sera precedente sembravano chiamarla, per un contatto più profondo. Era una cosa inusuale per lei, perdere la testa in quel modo. Lui aveva tutte quelle caratteristiche che aveva sempre cercato in un uomo. Le risultava molto difficile resistere alla sua dolcezza e simpatia. Si chiese ancora una volta come facesse suo padre a non vedere che ragazzo meraviglioso fosse suo figlio. A quelle parole Faramir alzò lo sguardo per posare due profondi occhi blu nei suoi, un'ombra di sorriso sulle labbra. "Ti confesso che da quando ci siamo conosciuti il mio pensiero principale durante tutto l'arco della giornata è quello di riuscire a trascorrere più tempo possibile con te" disse dolcemente, "E confesso anche che da due giorni almeno muoio dalla voglia di abbracciarti." Lei alzò un sopracciglio e con aria da monella si alzò, andandosi poi a sedere vicinissimo a lui. Sorridendogli, lo strinse forte a sé, affondando il viso nel suo petto, inalando il suo fresco profumo e meravigliandosi della forza che sentì in lui. Quando Gilraen si strinse contro il suo petto Faramir chiuse gli occhi, circondandola con il più caldo degli abbracci, e si abbassò per baciarla su una guancia. In realtà avrebbe voluto reclamare quelle labbra meravigliose che lei gli aveva permesso di sfiorare la sera precedente, ma non osava immaginare come avrebbe potuto reagire. E l'ultima cosa che voleva era rovinare tutto per un colpo di testa. Rimasero abbracciati per quella che parve un'eternità. Il mondo esterno sembrava essere scomparso, esistevano solo loro due. Staccandosi di poco da lui, e guardandolo negli occhi, Gil gli sorrise dolcemente, prima di posare un delicato bacio sulla punta del suo naso e alzarsi. Sistemò entrambe le coperte, una accanto all'altra, e si stese, facendogli cenno di raggiungerla. Quando lui le fu accanto, la ragazza poggiò la testa sul suo petto, passandogli un braccio intorno alla vita. “Buonanotte…” sussurrò. "Buonanotte.. riposa bene" sussurrò Faramir in risposta, e dopo essersi assicurato che fosse abbastanza coperta si abbassò, posandole un dolcissimo bacio sulla fronte. Continuò a carezzarle i capelli a lungo, nonostante fosse ormai addormentata, finché scivolò nel sonno a sua volta quasi senza rendersene conto. Quando era arrivato un dispaccio da parte di Denethor, Gilraen aveva potuto sentire la tensione crescere in Faramir. Non gli aveva chiesto niente, ma non doveva essere particolarmente felice di sentirlo, perché si era allontanato col suo cavallo per quasi tutto il giorno. In quei giorni insieme erano diventati sempre più inseparabili. Lei si fidava di quel ragazzo, la notte quando dormivano insieme sapeva che lui non avrebbe mai approfittato della sua disponibilità e quando andava a fare il bagno, Faramir restava a sorvegliare la zona, assicurandosi che nessuno dei suoi soldati la spiasse. Si era sistemata accanto al fuoco da poco. Tra le mani stringeva il ritratto che le aveva fatto, scosse la testa tristemente al pensiero che erano passate solo due settimane, a lei sembrava ormai di conoscerlo da sempre. "Ancora sveglia?" domandò Faramir sorridendo, mentre andava a sedersi accanto a lei. Quando si fu sistemato rimase silenzioso per alcuni momenti, con la testa bassa, come se stesse cercando le parole adatte per dire qualcosa di importante o comunque per iniziare un discorso delicato. Infine prese una mano di Gilraen fra le sue e si voltò a guardarla, un sorriso triste sulle labbra. "Scusami se sono sparito così oggi" mormorò, "Avevo bisogno di.. riordinare i miei pensieri, credo." Dopo un gran sospiro proseguì: "Mio padre desidera che faccia ritorno a Minas Tirith.. è probabile che le armate di Sauron si stiano preparando ad attaccare la città, e dal momento che mio fratello è lontano da casa dovrò occuparmi io dei soldati. Sempre se mio padre vorrà concedermelo." “Oh…” Fu l'unica cosa che riuscì a dire. Aveva pensato spesso al suo ritorno a casa, e non immaginava che dovesse essere così presto. Spesso i soldati parlavano di Denethor e del suo cattivo carattere, e l'ultima cosa che lei voleva era dargli un pretesto per punzecchiare Faramir. “Io non verrò con te…” A quelle parole lui strinse la mano di Gilraen e aggrottò le sopracciglia, ma non disse niente. Aveva ragione lei. Perché mai avrebbe dovuto partire con lui? Si rimproverò mentalmente per essere stato così stupido da dare per scontato che lei lo avrebbe seguito, quando non gli doveva assolutamente niente se non la sua amicizia. Che per Faramir era comunque il più prezioso dei doni, e temeva che una volta tornato a casa da solo avrebbe sentito terribilmente la sua mancanza. Annuì debolmente e abbassò lo sguardo, continuando a stringere la mano della ragazza nella sua. "Beregond partirà con me." “Mi mancherai moltissimo…e non voglio venire proprio per non causarti problemi con tuo padre. Lo sai quanto ci tengo a te…” mormorò lei, appoggiando la testa sulla sua spalla, sospirando tristemente e chiudendo gli occhi. "Mi sembrerà tutto così vuoto senza di te.." mormorò Faramir stringendosi a lei, "So di essere uno stupido, e so che non mi devi assolutamente niente.. ma speravo tanto che saresti venuta con me" detto questo si ritrasse per guardarla negli occhi, e le prese il viso fra le mani con tutta la delicatezza possibile. "Mi mancherai da morire.." Senza pensare, Gilraen gli carezzò brevemente una guancia, avvicinandosi lentamente a lui. “Anche tu…” sussurrò contro le sue labbra, prima di catturarle in un lungo e dolce bacio, che valeva più di mille parole. Quando infine si separarono Faramir la guardò negli occhi per un istante, per poi stringerla forte a sé e tempestarle le guance e le labbra con una pioggia di baci. "Non lasciarmi.." le sussurrò dolcemente fra un bacio e l'altro, "Parti con me, ti prego.." Gil chiuse gli occhi per un momento, sopraffatta dalla sua dolcezza. Teneva a quell'uomo più di quanto volesse ammettere. “Ma cosa dirà tuo padre?” chiese lei, piuttosto dubbiosa, ma con un gran desiderio di seguirlo fino in capo al mondo. "Che dica quello che vuole" mormorò lui ritraendosi per guardarla negli occhi, "Non posso rinunciare a te, adesso che ti ho trovata.." “Io non voglio che lui ti tratti ancora peggio a causa mia…non me lo perdonerei…” mormorò lei senza distogliere lo sguardo. "Non angosciarti.. a quello penseremo quando sarà il momento" rispose Faramir sorridendo, "Piuttosto dimmi di sì.. dimmi che partirai con me." “D'accordo…vengo con te. Però ti prego…cerca di non peggiorare la situazione con tuo padre a causa mia…” mormorò lei, preoccupata. Invece di risponderle a parole il ragazzo le regalò un largo sorriso e la tirò a sé per reclamare nuovamente le sue labbra, stringendola forte fra le braccia. Quando si staccarono, lei gli spostò i capelli dal viso, senza staccare gli occhi dai tuoi. “Quando partiamo?” chiese con un sorriso, divertita dal suo entusiasmo. "Dopodomani" rispose Faramir, che nel frattempo si era alzato per sistemare le loro coperte davanti al fuoco. "Così avremo tutto il tempo necessario per prepararci." Quando si fu seduto sulla sua coperta le fece cenno di raggiungerlo, sorridendole dolcemente. Aspettò che Gilraen si fosse sistemata prima di stendersi al suo fianco e chinarsi su di lei, guardandola intensamente con due profondi occhi blu colmi di amore e di desiderio. "Non sai per quanto ho sognato di baciarti per tutta la notte" mormorò sulle sue labbra, "..stringerti fra le braccia e perdermi nei tuoi occhi fino all'alba.." Si interruppe solo per posarle un dolcissimo bacio sulla bocca, sfiorandola soltanto, mentre le accarezzava amorevolmente i capelli, e sussurrò: "Ti spiacerebbe molto se lo facessi?" Rabbrividendo, lei chiuse gli occhi, sussurrando:”Fallo, te ne prego…” Faramir rabbrividì a sua volta a quelle parole e si strinse ancora di più a lei, intrecciando le gambe con le sue, senza smettere di accarezzarla e senza staccare gli occhi da quel volto che già amava perdutamente. Un attimo dopo si abbassò su di lei, sfiorandole il mento con le labbra, indugiandovi prima di salire con una scia di baci leggerissimi fino alla sua bocca, per poi esitare di nuovo e chiudere gli occhi alla sensazione dolcissima del suo respiro sul viso. Portò una mano fino alla sua guancia e vi posò delicatamente il palmo prima di sfiorarle le labbra con le sue, senza baciarla, senza cercare il contatto fisico in sé ma solo la dolcezza di quel momento di intimità che aveva tanto sognato in quegli ultimi giorni. Accarezzandogli i capelli e il viso, e perdendosi in quei dolci occhi blu, Gil si rese conto che forse si era innamorata davvero. La dolcezza di quel ragazzo così diverso eppure così simile a lei l'avevano conquistata. Tirandolo a sé, gli posò tanti piccoli baci sul viso, e lo guardò nei suoi profondi occhi blu, prima di baciarlo tanto a lungo che le sembrò che il tempo si fosse fermato, che esistessero solo loro e la magia di quel momento. Quando infine si ritrasse per guardarla Faramir quasi dimenticò di respirare, tanto gli sembrava bella in quel momento. Si perse in quegli occhi che adorava oltre ogni ragione mentre tracciava delicatamente il contorno delle sue labbra con un dito, per poi scivolare giù a carezzarle il collo e abbassarsi a baciarlo tenendola stretta contro il petto. “Credo… sia meglio andare a dormire…” mormorò lei, preoccupata che la situazione potesse spingersi troppo oltre.
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