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Forbidden Love Capitolo 6 La vita alla stazione scorse tranquilla nelle settimane seguenti, fra il lavoro dei corrieri e piacevoli chiacchierate attorno al lungo tavolo o nell'intimità del dormitorio. Jimmy e Cody erano di nuovo più uniti che mai, i vecchi rancori ormai dimenticati. I due stavano occupandosi insieme di sistemare una palizzata quando un Teaspoon evidentemente di buon umore li avvicinò. "Ho bisogno di te, Hickok." esordì fermandosi a qualche passo dai due, le mani posate sui fianchi. "C'è da consegnare una comunicazione per l'esercito, mi serve un corriere veloce." Cody lanciò un'occhiata all'amico. Sapeva che sarebbe stato via per parecchi giorni, e sapeva anche quanto gli pesasse allontanarsi da Jill. “Posso andarci io Teaspoon, lascialo restare qui…” "No, Cody, mi servi qui." rispose Teaspoon scuotendo la testa, mentre Jimmy non riuscì a reprimere un gran sospiro al pensiero di separarsi dalla sua Jill, nonostante si trattasse di lavoro. "Quando devo partire?" domandò infine, rassegnandosi al suo destino. Non poteva certo rifiutare. "Hai dieci minuti." “Cosa?” chiese a quel punto Cody, incredulo. “Ma se sai benissimo che lui e Kid sono gli unici che hanno un legame qui, perché continui a stressarli? Non gli dai nemmeno il tempo di salutarla in questo modo! Teaspoon se è uno dei tuoi soliti trucchi per separarli…” "Vi pago per lavorare, Cody" replicò Teaspoon in tono calmo, e incrociando le braccia davanti al petto. "Nessun trucco. Se non vuole separarsene che la porti con sé, ma in quel caso dovrete occuparvi voi dei lavori domestici." "Parli sul serio?" domandò Jimmy con aria incredula, lanciando un'occhiata a Cody. "Certo." “La lasceresti andare?” chiese Cody incredulo, sorridendo quando l'altro annuì. “Bene! In quel caso avviserò gli altri. Mi occuperò personalmente dei lavoretti in casa e sono certo che anche gli altri daranno una mano!”. A quel punto diede una pacca sulla spalla di Jimmy. “Cosa fai ancora qui? Và a dirglielo!” La risposta del ragazzo fu un largo sorriso e un'occhiata riconoscente a Teaspoon, che non riuscì a trattenere un sorriso mentre scuoteva la testa con aria divertita, seguendolo con lo sguardo mentre correva verso la grande casa. Una volta entrato non si preoccupò neanche di richiudere la porta ma passò subito in rassegna le varie stanze in cerca della sua Jill, finché la trovò intenta a rassettare la camera da letto. "Prepara le tue cose" esordì con un sorriso, abbracciandola stretta. "Dobbiamo partire subito." “Partire?” chiese lei, divertita dall'euforia del suo amato. “E dove dovremmo andare così di fretta?” "Oh, lavoro" rispose Jimmy con una smorfia, anche se il sorriso non tardò a tornare. "Però Teaspoon ha detto che puoi venire con me. Non è meraviglioso?" “Davvero?” rispose lei, un largo sorriso che le illuminava gli occhi. “Posso sul serio?Allora mi preparo in un attimo!” "Ti aspetto qua fuori fra cinque minuti." annuì lui, posandole un rapido bacio sulle labbra prima di dirigersi verso la porta. "Vado a preparare le mie cose." Rimasta sola, Jill cominciò a saltellare per la casa, preparando le sue cose, incredibilmente felice per la buona notizia. Non le pareva vero di poter finalmente trascorrere un po' di tempo da sola con lui, e avrebbero potuto approfittare del viaggio per fare finalmente quello che facevano tutte le altre coppie: passeggiare mano nella mano, cenare in un ristorante romantico, scambiarsi tenerezze. Solo qualche minuto dopo, Jill uscì di casa, chiudendo la porta dietro di sé, aiutando Buck a caricare la sua roba su Black Beauty. Jimmy era già in sella e stava parlottando con Teaspoon, che gli aveva appena consegnato la missiva. Dopo aver salutato Jimmy l'uomo addirittura sorrise a Jill, chinando il capo in segno di saluto. "Siate prudenti." Sorpresa da tanta, inaspettata gentilezza, Jill annuì, e galoppò via al fianco di Jimmy, un sorriso felice dipinto sul volto. Fortunatamente Black Beauty si era rivelato un'ottima scelta, era un cavallo piuttosto robusto e resistente, e non avrebbe dato problemi durante il viaggio. "Sei stanca? Vuoi che ci fermiamo un pò?" domandò Jimmy poco dopo il tramonto, accostandosi a lei e rallentando leggermente l'andatura. Si erano fermati solo per mangiare un boccone alcune ore prima, e ormai anche i cavalli iniziavano a dare segni di stanchezza. Lui avrebbe proseguito volentieri, almeno fino al calare della notte, ma allo stesso tempo non gli pareva affatto una buona idea quella di far stancare troppo la sua Jill o i cavalli. “Possiamo continuare, ma temo che Black Beauty sia molto stanco e se vogliamo partire presto domani mattina dovremmo lasciarlo riposare…” rispose lei, lanciando un'occhiata preoccupata al suo cavallo, il pelo reso ancora più scuro dal sudore, il respiro affannoso. Jimmy annuì, sporgendosi nella sua direzione quanto bastava per posarle un bacio sulla guancia. Qualche minuto dopo il ragazzo imboccò una stradina che costeggiava la via principale, e si fermò non appena fu riuscito a individuare il luogo adatto. Si sistemarono in una piccola radura, riparata dal vento e non molto lontana dalle rovine di una vecchia casa. “Dormiremo qui fuori, vero?” chiese lei all'improvviso, scendendo da cavallo e guardandosi attorno con aria spaventata. “Non mi piacciono le case abbandonate, sono inquietanti…” Il ragazzo stava dissellando Sundance, e si voltò subito a guardarla. "Mi sono fermato qui altre volte, ma se preferisci possiamo spostarci da qui e cercare un altro posto" disse, "L'importante è stare alla larga dalla via principale, potrebbe essere pericoloso." “No, qui va benissimo” si affrettò a rispondere lei, distogliendo lo sguardo dalle rovine per rivolgere le sue attenzioni al cavallo, cominciando ad allentare la sella. “Mi basta stare lontana dalla casa…Ho una brutta sensazione legata alle case abbandonate…” "Ce ne staremo qui" rispose Jimmy sorridendo, e posò la sella per poi avvicinarsi a Jill e abbracciarla da dietro. "E giuro solennemente che ti proteggerò da qualsiasi cosa.. ma voglio almeno uno dei tuoi baci in cambio." Sorridendo, la ragazza si voltò a guardarlo, carezzandogli i capelli con aria da monella, per poi posare le labbra sulle sue e baciarlo con passione. Senza staccare le labbra dalle sue Jimmy prese ad armeggiare con la sella, nel tentativo di allentarla e guadagnare tempo. Senza successo. Quando infine si ritrasse non riuscì ad impedirsi di ridacchiare, e scosse la testa. "Il destino mi è avverso.. temo proprio che dovrò aspettare che ti sia occupata di Black Beauty per averti tutta per me." “Sii paziente” ridacchiò la ragazza. “Abbiamo tutto il tempo di questo mondo.” E così dicendo cominciò a dissellare l'animale, legandolo accanto a Sundance, per poi tornare da Jimmy che aveva nel frattempo acceso un fuoco. Aprendo il suo zaino Jill tirò fuori un paio di coperte, che stese sul prato, e sedette, fissando le fiamme. Lui la osservò per qualche momento, prima di sorridere in un modo che non prometteva nulla di buono e avvicinarsi minacciosamente. Si inginocchiò di fronte a lei e allungò una mano per scostarle dolcemente i capelli dal viso, nonostante la sua aria da monello tradisse le sue reali intenzioni. "Non hai fame, vero?" “Ho fame di te” sussurrò lei, carezzando dolcemente le labbra con le sue, lanciandogli un'occhiata divertita prima d'intensificare il bacio, chiudendo gli occhi. Qualche momento dopo Jimmy iniziò a sbottonare la camicia di Jill, mentre nel frattempo abbandonava le labbra della ragazza per spostare le sue attenzioni più in basso, dapprima solo sfiorandola. Sorrise contro il suo collo quando la sentì rabbrividire, e poco a poco intensificò i baci mentre le sfilava del tutto la camicia, abbandonandola sulla coperta. A sua volta Jill gli tolse la camicia, carezzando lentamente il suo petto muscoloso, scendendo poi verso i suoi pantaloni, senza aprirli, sfiorandolo di tanto in tanto, e sorridendo quando lo sentiva rabbrividire. "Ammetti che ti diverti un mondo a provocarmi e a vedermi soffrire.." sorrise Jimmy fra un bacio e l'altro, per poi alzare il viso per guardarla negli occhi. "Avanti, ammettilo.." sussurrò contro le sue labbra, mentre si dava da fare per slacciarle la cintura. “E' vero…mi diverto un mondo” sussurrò lei, prima di tirarlo a sé per baciarlo con passione, lasciandolo senza fiato. Quando lui ebbe finito di togliere i pantaloni, cominciò a carezzarlo, deliziata nel sentirlo sussultare contro di lei. Non molto più tardi Jimmy si stese sulla schiena, tirando con sé anche la sua Jill. Si rilassò completamente sotto le sue carezze, socchiudendo gli occhi e sospirando la sua approvazione di tanto in tanto, la testa gettata lievemente all'indietro. "Credi che mi permetterai di ricambiare il favore?" sussurrò a un certo punto, posando delicatamente la mano sulla sua per accompagnarla nei movimenti. “Ti permetterei di fare tutto quello che vuoi, James Hickok” sussurrò lei di rimando, posando una pioggia di piccoli baci sul collo e sul viso, mordicchiandogli il lobo dell'orecchio, che sapeva essere uno dei suoi punti più sensibili. Jimmy non riuscì a trattenere un gemito a quel contatto, e iniziò istintivamente ad accompagnare i movimenti di Jill con il bacino, gettando la testa indietro, mormorando il suo nome di tanto in tanto. Dal canto suo la ragazza adorava vedere l'effetto che aveva su di lui, il modo in cui Jimmy sembrava andare in estasi ogni volta che lo toccava, e moltiplicò i suoi sforzi per strappargli altri di quei suoni tanto meravigliosi. I gemiti di Jimmy si fecero sempre più appassionati, i suoi movimenti sempre più convulsi e i fremiti sempre più violenti, finché improvvisamente posò di nuovo la mano su quella di Jill, nell'intento di fermarla. "Jill" mormorò con urgenza, il respiro affannoso. "Non così.." Solo a quel punto lei rallentò il ritmo, arrivando ad accarezzarlo con lentezza esasperante, baciandogli il collo e risalendo fino alla bocca, catturandola in un bacio appassionato, e poi ritraendo la mano e cominciando a strofinarsi contro di lui, ancora semi vestita. "Non dovevo ricambiare il favore?" mormorò lui con aria da monello, carezzandole lentamente le braccia. Momenti dopo Jill era stesa sulla schiena, e Jimmy chino su di lei ad armeggiare con i pantaloni della ragazza con l'intento di sfilarli. Una volta raggiunto il suo obiettivo si stese su un fianco accanto a lei, abbassandosi per baciarla con fervente entusiasmo mentre faceva scivolare lentamente una mano oltre la sua pancia. La ragazza allungò istintivamente le braccia, allacciandole al collo del suo amato, quando lui cominciò a carezzarla nei suoi punti più sensibili, gemendo di tanto in tanto, il respiro affannoso e gli occhi chiusi. In quel momento sarebbe potuto arrivare chiunque e vederli, ma non le importava, ogni pensiero coerente era volato via nel momento in cui le dita di Jimmy avevano cominciato a sfiorarla. Dal canto suo, Jimmy non riusciva a staccare gli occhi da lei. Studiò attentamente ogni sua reazione alle sue carezze, e ben presto decise che l'essere testimone di quel susseguirsi di emozioni sul suo viso, unito ai suoi gemiti e i suoi sospiri era qualcosa di incredibilmente intenso. Era scosso da lunghi brividi e il suo respiro si era fatto affannoso quasi quanto quello della sua Jill, soltanto guardandola. Qualche momento dopo Jill credette d'impazzire se lui non l'avesse presa, e riaprì gli occhi, lucidi e scuri di passione. “Ti prego Jimmy…non…non tormentarmi ancora…” Il ragazzo certo non se lo fece dire due volte. Ritrasse la mano nello stesso momento in cui catturò le sue labbra per baciarla di nuovo, e solo attimi dopo era già sopra la sua Jill, letteralmente avvinghiato a lei. Incapace di trattenersi oltre si spinse lentamente dentro di lei, mentre le mordicchiava il collo nell'intento di soffocare i gemiti. Jill dal canto suo non si preoccupò affatto di contenere la sua passione, donandosi completamente alle sensazioni, carezzandogli i capelli, deliziata dai brividi provocati dalla frizione della sua pelle contro quella del suo Jimmy, sussultando quando il suo ritmo cominciò ad aumentare. Solo minuti dopo Jimmy la strinse convulsamente a sé, tremando con violenza, e aumentò ulteriormente il ritmo e l'intensità dei movimenti. Si lasciò andare completamente solo quando sentì Jill sussultare e inarcare la schiena sotto di lui, e si abbassò a morderle una spalla quando le prime ondate di piacere intenso lo travolsero con violenza. I due rimasero abbracciati a lungo, stringendosi forte a vicenda, il respiro che lentamente si normalizzava. Jill si voltò a guardare Jimmy, ancora steso su di lei, la testa poggiata sulla sua spalla e gli occhi chiusi, un'espressione di pace assoluta sul viso, e non potè trattenersi dal posargli un dolce bacio sulla fronte, sorridendo. “Ti amo tantissimo” sussurrò contro la sua fronte, le labbra ancora poggiate là, come a cercare un contatto continuo con lui per assicurarsi della sua reale presenza. Jimmy sorrise a sua volta a quelle parole e la strinse forte a sé in risposta, gli occhi ancora chiusi. "Non so cosa ho fatto per meritarti" mormorò dolcemente, "Ma sei la cosa più bella che mi sia mai capitata.. ti amo anch'io, da morire." “Dovremmo rivestirci, oppure prenderemo un raffreddore…” mormorò lei dopo un po', quando l'aria aveva cominciato a rinfrescarsi. "Mmmh io propongo invece di scaldarci a vicenda" ridacchiò Jimmy, "Anche se una coperta decisamente potrebbe aiutare." Si separò da lei a malincuore, rimpiangendo immediatamente quel contatto e il calore della sua pelle, e riuscì in qualche modo ad afferrare lo zaino. Una volta presa la sua coperta si stese accanto a lei e coprì entrambi, per poi prendere una delle coperte di Jill e sistemare anche quella. "Così dovremmo essere a posto" le disse sorridendo, "Ma volendo posso stringerti a me tutta la notte per sicurezza. Non voglio certo che il mio tesoro si prenda un raffreddore." A quelle parole lei lo guardò intensamente negli occhi, sorridendo. “Se solo la gente sapesse quanto sei dolce…sei sempre così premuroso con me…non mi spiego ancora come abbiano potuto affibbiarti quell'orribile nome…” "Ho avuto.. dei problemi con J.D. Marcus" spiegò Jimmy, senza distogliere lo sguardo. "Evidentemente era a corto d'ispirazione e ha pensato bene di scrivere quella spazzatura sul mio conto.." aggiunse dopo qualche momento, sorridendo debolmente e scrollando le spalle come a farle credere che la cosa non lo toccasse più di tanto. “Lo so che ti fa male tutto questo” disse lei con voce calma. “Non devi fare il duro con me, ormai ti conosco. E quello scrittore è evidentemente un povero fallito…” Jimmy sospirò profondamente, rannicchiandosi vicino a lei e appoggiando la testa sulla sua spalla in cerca di conforto. "La gente non cambierà mai idea sul mio conto, Jill. Non c'è niente che io possa fare, se non evitare di pensarci.." “Non sanno cosa si perdono” sorrise lei, carezzandogli il volto e cercando di rassicurarlo, sussurrandogli dolci parole all'orecchio e cullandolo. Solo minuti dopo Jimmy già dormiva come un bambino, stretto alla sua Jill, un mezzo sorriso soddisfatto dipinto sulle labbra. Il mattino seguente i due ragazzi ripartirono all'alba, piegando tutte le coperte e spegnendo il fuoco con un po' d'acqua. Jill seguì Jimmy docilmente, guardandosi intorno di tanto in tanto, del tutto ignara di dove si trovasse. Non si era mai spostata di molto dal suo paesino e quei paesaggi le sembravano strani e diversi da casa sua. Ad un tratto la ragazza avvistò una città in lontananza, e seguì Jimmy che si avvicinava alle case. Avevano bisogno di altra acqua e di cibo, e i cavalli avrebbero dovuto mangiare una razione abbondante di biada. Fu solo quando superarono le prime case, immettendosi nella strada principale, che Jill sussultò, fermando il cavallo. Non c'era nessuno. Gli edifici erano abbandonati e deserti, le persiane sbattevano a causa del vento, i vetri delle finestre erano rotti e dall'interno non proveniva nessun movimento. Per Jill era il peggiore degli incubi. Anche Jimmy sembrava piuttosto spaesato, e continuava a guardarsi attorno con aria circospetta. Istintivamente aveva portato la mano destra fino alla colt, serrando la presa sull'impugnatura senza tuttavia estrarla. Era tutto decisamente troppo tranquillo. Jil trotterellò in avanti, seguendo Jimmy, quando da un angolo buio dietro un edificio, apparve un vecchio. La ragazza sussultò a quella vista, spaventata a morte da quella subitanea apparizione. L'uomo si avvicinò lentamente, il volto pallido ed emaciato, gli occhi spiritati che scrutavano gli stranieri. “Chi siete?” "Viandanti" rispose evasivamente Jimmy, che a sua volta stava studiando l'uomo con attenzione. Nonostante sembrasse soltanto sospettoso e tutto sommato innocuo, il ragazzo stava ancora stringendo l'impugnatura della Colt sotto la giacca. "Cercavamo un posto dove far riposare i cavalli e mangiare un boccone" spiegò, "Ma temo che dovremo cercare altrove." Lo sguardo dell'uomo in quel momento si posò sulla ragazza, studiandone la figura. Sotto quegli occhi che la scrutavano avidamente, Jill si sentì estremamente a disagio, e si mosse sulla sella, cercando una posizione più confortevole e guardando altrove. “La vendi?” chiese allora il vecchio, indicando Jill. "Venderla?" domandò Jimmy sbigottito, spostando alternativamente lo sguardo prima sul vecchio e poi su Jill mentre cercava di cogliere il senso della frase. Quando si rese conto che l'uomo non stava scherzando affatto estrasse la pistola, puntandogliela contro, ma non disse altro. Riteneva che l'avvertimento fosse già abbastanza chiaro. “Te la pagheremmo molto bene” disse il vecchio, per nulla preoccupato dallo sguardo ostile di Jill e dalla pistola di Jimmy. “E' molto carina, verrebbe venduta a qualche ricco signore che la tratterebbe benissimo. Sempre meglio che restare qui e farla prendere da… quegli altri” . Jimmy si limitò a scuotere la testa con aria incredula, senza abbassare la pistola, e lanciò una breve occhiata a Jill prima di riportare lo sguardo sul vecchio. "Non penso di voler restare qui un secondo di più." “Oh invece vi conviene restare. E nascondervi” disse il vecchio, guardandosi attorno con aria circospetta. “Venite con me. Stanno arrivando…” Fu solo in quel momento che Jill scorse un puntino all'orizzonte, che si avvicinava rapidamente. “Sembrano molti uomini a cavallo…” Sebbene fosse piuttosto riluttante, Jimmy alla fine convenne che era meglio dare ascolto al vecchio e togliersi dalla strada. Erano comunque troppi per poterli fronteggiare da solo, e non voleva mettere in pericolo Jill. Dopo un gran sospiro guardò Jill e poi di nuovo l'uomo, annuendo in segno di resa. "Posso giurarvi che non ho paura di usare la mia pistola" lo ammonì, "Spero per voi che abbiate detto il vero." “Muovetevi, dobbiamo togliere i cavalli dalla strada!” disse in fretta il vecchio, spaventato dagli uomini che stavano arrivando. Qualche momento dopo erano riusciti a nascondere i cavalli e avevano seguito l'uomo in una serie di cunicoli scavati anni prima dai minatori. All'interno di una delle grotte sotterranee, trovarono una decina di persone, evidentemente gli abitanti della piccola città. Erano sporchi e li guardavano con diffidenza, ma ben presto si dimenticarono di loro, restando in silenzio, in attesa che il gruppo di banditi si allontanasse. Dal canto suo Jimmy teneva la mano di Jill come ad assicurarsi della sua effettiva presenza, pronto ad estrarre nuovamente la pistola in caso di pericolo. Non si fidava di quelle persone, soprattutto dopo che il vecchio aveva proposto di comprare la sua Jill, ma non avevano altra scelta. Anche perché gli altri sembravano piuttosto spaventati, e non sarebbero certo stati di grande aiuto se ci fosse stato bisogno di difendersi. I banditi si erano intanto fermati all'ingresso del tunnel. Da dove si trovavano, Jill e Jimmy non riuscivano a capire cosa stessero facendo. Ma le loro intenzioni furono chiare quando del fumo nero cominciò ad arrivare fino a loro, soffocandoli. Jill seguì Jimmy all'uscita, ma perse la sua mano perché qualcuno la spinse. Il fumo le impediva di respirare le faceva lacrimare gli occhi, così tossendo, la ragazza si trascinò fino all'uscita, senza però riuscire a vedere niente. Ad un tratto sentì qualcuno che l'afferrava rudemente per i capelli, trascinandola per qualche metro. Gridando, Jill cercò di liberarsi, ma guadagnò solo un ceffone dal bandito. Una volta riuscito a trascinarsi fuori dal tunnel Jimmy cercò immediatamente Jill con lo sguardo, tossendo per colpa del fumo. Quando infine la vide estrasse in fretta la Colt e corse nella loro direzione, fermandosi a qualche metro da lei e il bandito che ancora la teneva per i capelli, puntando l'arma alla testa dell'uomo. "Lasciala." “Lasciare questo bel bocconcino?” disse il bandito in tono di scherno. “Neanche per sogno. Mi frutterà molto bene al mercato degli schiavi. Senza contare il fatto che nel frattempo mi farà compagnia in queste lunghe notti solitarie…” A quelle parole il resto del gruppo cominciò a ridere, sicuri che il loro capo avrebbe fatto divertire anche loro con la nuova preda. Poi, uno dei ragazzi guardò lo straniero attentamente, e lo riconobbe. “Capo!” gridò. “Quello è il Selvaggio Hickok! Il pistolero più spietato e veloce del west!” Jimmy non si mosse di un millimetro a quelle parole, né distolse lo sguardo dall'uomo che stava immobilizzando la sua Jill. Con assoluta freddezza tirò indietro il percussore della Colt, che scattò con un debole click, preparandosi a sparare. Si fidava abbastanza della sua mira per sapere che non avrebbe mancato il bersaglio, e anche nel caso l'altro avesse deciso di estrarre la pistola, Jimmy sarebbe senz'altro stato più veloce. "Ti ho chiesto di lasciarla andare." disse in tono fermo, guardando fissamente l'uomo negli occhi. “Va via” rispose Jill a quel punto, con voce tremante, rivolta al suo amato. “Non voglio che tu diventi un assassino per colpa mia…và via…ti prego…” Jimmy premette il grilletto solo qualche secondo dopo. Guardò solo per un momento l'uomo accasciato a terra, per poi spostare lo sguardo su Jill, finalmente libera, e farle cenno di scappare. "Corri." le disse, per nulla tranquillizzato dal fatto che gli altri banditi avevano nel frattempo estratto le pistole. "Ti coprirò le spalle. Corri!" La ragazza, spronata dallo sguardo deciso che le aveva lanciato Jimmy, corse a perdifiato verso una delle case, per cercare riparo. I banditi erano già tutti in sella, avevano lasciato il loro capo a terra, riverso in una pozza di sangue. Uno di loro, prima di fuggire, notò che le attenzioni del pistolero erano rivolte altrove, e gli sparò, per vendicare la morte del loro adorato capo. Jill gridò a quella scena, e incurante dei banditi che stavano scappando, corse a inginocchiarsi accanto al suo Jimmy, terrorizzata. Il ragazzo respirava a strappi e stava stringendo i denti per non lamentarsi, nonostante il dolore fosse lancinante. Si portò una mano al fianco solo per ritrarla un momento dopo grondante di sangue e guardò la sua Jill negli occhi, cercando di mantenere la calma e soprattutto di tenere gli occhi aperti. Il vecchio che li aveva accolti, si avvicinò di corsa al ragazzo, scostando Jill e controllando la ferita. Un attimo dopo lui e Jill lo stavano già portando in una delle case, poggiandolo su un letto piuttosto rovinato. “Devo estrarre il proiettile. Ma non ho anestetico…” "Fa lo stesso" si affrettò a rispondere Jimmy, anche se un attimo dopo spostò lo sguardo su Jill in cerca di sostegno morale. Non lo avrebbe mai ammesso ma aveva paura, e sapeva bene che probabilmente gli si leggeva negli occhi. Ma aveva bisogno di lei in quel momento, aveva bisogno di averla vicina, e non distolse lo sguardo. Notando lo sguardo che si erano lanciati i due ragazzi, il vecchio sorrise con l'aria di chi la sa lunga. “Ho solo un po' di whisky” disse, porgendo alla ragazza una bottiglia semivuota di liquore. “Ma sono sicuro che l'anestetico migliore sarà il tuo orgoglio. Uno come te non piangerebbe mai davanti ad una donna”. Jill aiutò Jimmy a tracannare un lungo sorso di liquore e gli tenne la mano, cercando di sorridergli. Benché fosse terrorizzata, stava cercando si sembrare tranquilla per non spaventarlo ancora di più. Jimmy osservò il vecchio con una certa apprensione mentre armeggiava con degli attrezzi dall'aspetto ben poco rassicurante, ma ripromise a sé stesso che qualunque cosa fosse accaduta avrebbe fatto il possibile per non lamentarsi. Non davanti alla sua Jill. Tuttavia strinse i denti quando l'altro tastò la zona circostante alla ferita, facendo il possibile per non pensare a ciò che lo aspettava. Cercando di distrarlo, Jill s'inginocchiò accanto al letto, sussurrandogli dolcemente parole d'incoraggiamento all'orecchio. “Non mi muoverò di qui, Jimmy. Tienimi la mano, e guardami negli occhi. Io non ti abbandonerò. Stringi i denti, andrà tutto bene…” Lui si limitò ad annuire, lo sguardo fisso su Jill per evitare di guardare in direzione del vecchio. Improvvisamente chiuse gli occhi, e riuscì in qualche modo a soffocare un gemito mentre stringeva convulsamente la mano della ragazza nella sua. Era anche peggio di quanto avesse immaginato. Di tanto in tanto la ragazza gli bagnava la fronte con un po' d'acqua fredda, cercando di non guardare in direzione del vecchio che stava estraendo il proiettile. Dopo un po' Jimmy svenne, il dolore troppo grande da sopportare, e non appena il vecchio ebbe finito di fasciargli il busto, Jill, nauseata dall'odore del sangue, corse fuori a vomitare, accasciandosi poco lontano al suolo, piangendo tutte le sue lacrime, sperando che andasse tutto bene. Quando Jimmy aprì lentamente gli occhi il dolore al fianco gli fece ricordare all'istante dov'era, e perché. Gemette debolmente, portando una mano alla ferita per tastare la zona con estrema cautela, e scosse la testa con aria contrariata. Fu allora che un movimento alla sua sinistra attirò la sua attenzione, e si voltò per trovarsi davanti Jill, pallidissima e stanca come non l'aveva mai vista prima. "Jill.." mormorò, per poi sorridere debolmente e portare una mano al suo viso nell'intento di accarezzarle una guancia. "Dio, amore.. dovresti riposare." “Non ho sonno…” mormorò lei, cercando di sorridergli. “Hai dormito per due giorni di seguito, lo sai?” In quei due giorni aveva sempre vegliato su di lui, senza allontanarsi dal suo letto, non aveva nemmeno mai mangiato, non ne sentiva il bisogno. L'unica cosa che importava era Jimmy, e dopo il primo giorno aveva ormai cominciato a preoccuparsi. E se non si fosse svegliato? "So solo che sento la testa pesante e che sono terribilmente stanco" replicò Jimmy con una smorfia, e sospirò. "Dovremmo avvertire Teaspoon e i ragazzi in qualche modo.. si preoccuperanno se non ci vedranno tornare.." “Non c'è modo di avvertirli…e io non ti lascio solo, non ci pensare neanche…” "Non possiamo fermarci a lungo, in ogni caso.. devo ancora consegnare la missiva." rispose lui, guardandola con aria preccupata. "Perché non ti stendi un po' qui accanto a me?" “No, sto bene qui…” rispose lei. Il vecchio le aveva detto che Jimmy doveva muoversi il meno possibile, o la ferita non si sarebbe chiusa. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era un'altra persona nel letto. “Perché non provi a riposare? Vuoi dell'altro whisky?” Jimmy scosse la testa con un gran sospiro, per poi restare a fissare il soffitto con aria affranta. Fosse stato per lui, si sarebbe alzato anche subito. L'unico problema era che sicuramente Jill non avrebbe apprezzato tale iniziativa. Dopo qualche momento si voltò a guardarla, e sospirò di nuovo. "Puoi abbracciarmi, per favore?" Sorridendo, lei gli si avvicinò, abbracciandolo delicatamente, facendo attenzione alla ferita, e posandogli un bacio sulla fronte. “Mi dispiace tanto…” "Oh mi rimetterò in forma, non temere" disse Jimmy di rimando, cercando di sorridere. "Già non vedo l'ora di alzarmi da qui.. a quest'ora dovremmo essere già sulla via del ritorno per Sweetwater, e invece sono bloccato qui.." “Come puoi pensare al lavoro dopo tutto quello che è successo?” chiese lei a quel punto, corrucciata. Non ci poteva credere, era assurdo. Erano stati quasi uccisi entrambi, ora giaceva in un letto, con una ferita che poteva ancora essere pericolosa, e ancora pensava alla missiva da consegnare. "E' mio dovere portare a termine un incarico quando mi viene affidato." rispose lui, senza distogliere lo sguardo. "Ma prometto che non mi alzerò da qui senza il tuo permesso, anche se mi pesa.. te lo prometto, Jill." “Jimmy…la ferita è piuttosto grave. E' stato difficile estrarre il proiettile, e come vedi qui…è tutto sporco. Corri il rischio che s'infetti se non si chiude presto” spiegò lei, cercando di restare calma. “Non devi farlo per me. Rischi la vita stavolta…” "D'accordo... d'accordo." mormorò Jimmy in segno di resa, anche se la prospettiva di restare ancora bloccato a letto non lo entusiasmava affatto. "Ma voglio che riposi un pò anche tu. Puoi farlo per me?" “Non ci riesco” mormorò lei con un filo di voce, evitando il suo sguardo. “Ogni volta che chiudo gli occhi…vedo te che giaci in una pozza di sangue, oppure le mani di quel vecchio mentre ti estraeva il proiettile…” "E' passato" cercò di rassicurarla Jimmy, stringendo una mano della ragazza nella sua. "E' passato, sono ancora qui con te e ho tutte le intenzioni di rimanerci. Ma hai davvero bisogno di un pò di riposo amore, ti prego.." “D'accordo…” si rassegnò lei. “Ma non provare a muoverti, e chiamami se avrai bisogno di qualcosa”. Solo dopo che lui glielo ebbe promesso, Jill avvicinò un materasso piuttosto malridotto a quello di Jimmy, e vi si stese. La stanchezza le piombò addosso come un macigno, e solo pochi momenti dopo dormiva già profondamente. Quando la vide addormentata Jimmy chiuse gli occhi per un momento, prendendo un profondo respiro mentre cercava di rilassarsi. Aveva fatto il possibile per tranquillizzarla, ma la ferita gli faceva ancora molto male. Rimase sveglio a lungo ad osservare la sua Jill, stringendo ancora la sua mano, finché si addormentò a sua volta, stremato. Quando la ragazza aprì gli occhi era mattino inoltrato, e Jimmy dormiva ancora profondamente. Facendo bene attenzione a non svegliarlo, gli posò una mano sulla fronte per controllare che non avesse la febbre, e una volta rassicurata uscì all'aperto. Nessuno in vista. Decise così di cercare del cibo, ma tutte le case erano pericolanti e vuote. Ricordando la strada per la grotta, Jill vi si incamminò, sperando di trovare il vecchio, che non vedeva dal giorno precedente. Ma non ve n'era traccia. Le gallerie e la grotta erano deserte e abbandonate, come se non vi fosse stato nessuno da anni. Tutte le provviste erano sparite, e con loro anche gli abitanti del villaggio. Sospirando, Jill tornò dal suo Jimmy. La situazione cominciava a diventare inquietante. Se non fosse stato per la ferita di Jimmy avrebbe potuto credere che fosse stato tutto un brutto sogno. Jimmy stava ancora sonnecchiando, ma si voltò subito in direzione della porta quando sentì qualcuno entrare. "Dov'eri, piccolina?" domandò cercando di tirarsi almeno su a sedere, anche se dovette desistere subito, suo malgrado. Un'improvvisa fitta al fianco gli ricordò della ferita e si mise nuovamente giù, accompagnando l'operazione con un gran sospiro. “Non c'è più nessuno” rispose lei, un'espressione preoccupata sul viso. “Il villaggio è deserto, e nelle grotte sembra che non ci abbia vissuto nessuno per anni…” "Com'è possibile?" domandò Jimmy con aria confusa, "Erano qui due giorni fa, quell'uomo ha estratto il proiettile.. non possiamo averlo soltanto immaginato." “Non lo so…” sospirò lei, sedendo sul letto accanto al suo amato. “Voglio solo tornare a casa il prima possibile, sembra tutto un incubo…” "Posso stare in sella con te" propose Jimmy, "Per me possiamo partire anche domani mattina. Dico sul serio Jill.." “Mi lasceresti dare un'occhiata alla ferita, prima?” chiese lei, consapevole del fatto che sarebbero stati costretti comunque a partire, dato che non avevano nulla da mangiare. Per tutta risposta Jimmy sorrise e scostò le coperte, facendole cenno di sedersi sul letto. "Sono tutto tuo" ridacchiò, "Fai pure." La ragazza tolse le bende, analizzando con calma la ferita, che sembrava già quasi completamente rimarginata, e scosse la testa. “Non so cosa diamine stia succedendo qui, né sono sicura di volerlo sapere…ma dobbiamo partire…e presto…” "Domani mattina." rispose Jimmy, alzando lo sguardo dalla ferita per guardare Jill. "Neanche io penso di voler sapere cosa succede, voglio solo andarmene da qui. Mi aiuti ad alzarmi, piccolina?" “Certo” rispose lei, passandosi un suo braccio intorno al collo e l'altro intorno alla vita. Con molti sforzi il ragazzo riuscì ad alzarsi, e Jill notò che riusciva a reggersi in piedi da solo - cosa fondamentale, perché in quel modo il giorno dopo sarebbero riusciti a partire. "Probabilmente riuscirò a cavalcare domani" mormorò Jimmy, lanciandole un'occhiata obliqua per studiare la sua reazione. "Senza dubbio posso almeno provarci, che ne dici?" “Si, ma verrai con me” disse lei risolutamente. “Possiamo cambiare cavallo di tanto in tanto per non farli stancare”. "D'accordo.." sospirò Jimmy, "L'unica cosa importante è andarcene da qui, e consegnare quella missiva. Anche riuscire a trovare qualcosa da mangiare non mi spiacerebbe affatto, a dire il vero." “Non ho trovato niente di commestibile. E' tutto andato a male, e non si vede assolutamente niente nel giro di miglia…” mormorò lei, avvicinandosi per abbracciarlo. “Muoio dalla voglia di baciarti…” "E io muoio dalla voglia di farmi baciare da te" sorrise lui di rimando, cingendo la sua Jill in uno stretto abbraccio. “Ti amo” sussurrò lei sorridendo, prima di prendergli il viso tra le mani carezzandogli gentilmente le guance coi pollici. Un attimo dopo avvicinò le labbra alle sue, prima carezzandole soltanto, poi intensificando il bacio, gli occhi chiusi in estasi a quel contatto che tanto le era mancato. La mattina seguente, all'alba Jimmy era già in piedi. Non vedeva l'ora di andarsene da lì e tornare alla stazione. Il fianco gli faceva ancora male ma il dolore era tutto sommato sopportabile, ed era sicuro che non avrebbe avuto troppi problemi per cavalcare. Preparò i loro bagagli e sellò i cavalli, prima di andare a svegliare la sua Jill. Poco dopo, la ragazza era già in sella, Jimmy seduto dietro di lei che le stingeva i fianchi, e Sundance legato al suo Black Beauty. Senza pensarci due volte, Jill spronò il cavallo al galoppo, allontanandosi da quella città fantasma che le aveva fatto vivere i momenti più spaventosi di tutta la sua vita. Quella sera stessa la missiva era già stata consegnata, e i due erano riusciti finalmente a consumare un pasto decente e mettere insieme qualche provvista per il viaggio. Sulla via per Sweetwater, Jimmy non si voltò per guardarsi indietro neanche una volta.
The end
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