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Forbidden Love Capitolo 5 “Jill, c'è qualcuno per te!” la chiamarono, dalla sala principale. Asciugandosi le mani, la ragazza uscì dalle cucine , chiedendosi chi potesse mai essere andato a cercarla. Quasi si mise a gridare dalla gioia quando vide Buck e Cody, e sorridendo saltò al collo di quest'ultimo, abbracciandolo. “Ti sono mancato così tanto?” ridacchiò il ragazzo, con aria da monello. “Mi siete mancati moltissimo ragazzi!” esclamò lei, abbracciando anche Buck. Erano passati due mesi dall'ultima volta che li aveva visti, il giorno in cui le avevano procurato la casa e il lavoro. Si erano scritti regolarmente in quel periodo, senza mai menzionare Jimmy, sapendo che era meglio così. Davanti a una fetta di arrosto, specialità del ristorante, Cody e Buck chiacchierarono amabilmente con Jill, fino a quando Buck non si allontanò con una scusa. “Jill…io…sono venuto per chiederti se…” cominciò Cody, sentendosi inspiegabilmente imbarazzato. La ragazza dal canto suo sollevò un sopracciglio, piuttosto divertita dall'insolito comportamento dell'amico. “Accetteresti di venire al Ballo di Primavera con me? Si terrà a Sweetwater tra una settimana e… io ci tengo moltissimo…” spiegò allora il ragazzo, abbassando lo sguardo. Jill gli sorrise dolcemente, sospirando. “Jimmy non verrà” si affrettò ad aggiungere il ragazzo, sapendo che quello sarebbe potuto essere un ostacolo per lei. “Non gli piacciono le feste, e in ogni caso non sa ballare”. “D'accordo allora!” esclamò lei ad un tratto, stringendogli la mano. “Sarò onorata di averti come cavaliere, Cody”. Da una parte era terrorizzata al solo pensiero di rivedere Jimmy, ma al ballo non sarebbe andato. E in ogni caso, dato che non provava niente per lei, quel ballo sarebbe servito come distrazione, e forse sarebbe riuscita a dimenticarlo una volta e per tutte. Quando tornarono alla stazione, i due erano inspiegabilmente allegri. In particolar modo Cody, che entrò in cucina fischiettando sedendosi in attesa del pranzo. “Come mai così allegro?” gli chiese allora Kid, spostando alternativamente lo sguardo da lui a Buck. “La ragazza dei miei sogni ha accettato di venire al ballo con me!” "Devo dedurre che ti sei innamorato di nuovo" ridacchiò Lou, voltandosi a guardarlo. "Chi è la fortunata questo mese? La conosco?" Dal canto suo Jimmy si limitò a lanciare un'occhiata all'amico dal suo angolino, senza dire niente, per poi abbassare di nuovo lo sguardo con un gran sospiro. “Oh, si che la conosci” ridacchiò Buck, che si guadagnò una bella gomitata dall'amico. “Ma dovrai aspettare il ballo per sapere chi è. E onestamente non credevo che avrebbe accettato…” “Perché non avrebbe dovuto?” chiese Cody a quel punto. “Si è molto affezionata a me”. "Dobbiamo prepararci per un fidanzamento ufficiale allora?" ridacchiò Lou, che stava nel frattempo trotterellando avanti e indietro per sistemare pentole e vassoi sul tavolo. “No, non ancora” sospirò il ragazzo, tristemente, ben sapendo che Jill non aveva dimenticato Jimmy. "Sei sicuro che non vuoi venire, Jimmy? Magari ti aiuterebbe a distrarti un pò.." Il diretto interessato scosse la testa con decisione, guardando prima Kid e poi la ragazza, quasi irriconoscibile in abiti femminili. "No, Lou, credo che andrò a dormire presto." disse sforzandosi di sorridere, per poi annuire con aria soddisfatta. "Stai molto bene." "Grazie.." sorrise lei in risposta, per poi spostare lo sguardo su Kid e indicare Jimmy con un cenno della testa, come a domandargli di fare un tentativo per convincerlo. Quando furono rimasti soli, Kid sedette accanto a Jimmy, posandogli una mano sulla spalla, sospirando profondamente. “Non ne posso più di vederti così, Jimmy. E non riesco a capire come sia possibile che tutto questo sia accaduto. Due mesi fa tu e Cody eravate come fratelli, e adesso non vi parlate nemmeno. Ti sei gettato a capofitto nel lavoro per non pensare, non credere che non lo sappia. E' per questo che devi venire…” "Temo di non essere dell'umore più adatto per far baldoria, Kid.." mormorò Jimmy, lo sguardo basso. "Sarei solo un peso per voi. Prometti che vi divertirete anche per me?" “Jimmy” disse con voce ferma l'altro, costringendolo a guardarlo. “Se non vieni allora non ci andrò nemmeno io. Lascerò che Ike accompagni Lou. Ma se tu resti qui io resto con te”. "D'accordo allora. D'accordo.." sospirò Jimmy in segno di resa, alzandosi in piedi. "Sappi che lo faccio solo per te.. vado a vestirmi." Sorridendo con aria soddisfatta, il ragazzo annuì e aspettò che lui fosse pronto per andare tutti insieme alla grande sala in città dov'era stata organizzata la festa. C'era già molta gente, l'orchestra suonava una canzone allegra, e al centro della stanza varie coppie stavano ballando. Infondo alla stanza, era stato sistemato un lungo tavolo dove c'erano torte e bibite di ogni genere, preparate dalle dame che avevano organizzato il tutto. “Mancano solo Buck e Cody,dove saranno finiti?” chiese Kid, guardandosi intorno. "Ah, non credo che in ogni caso saranno entusiasti di vedermi qui.." rispose Jimmy scrollando le spalle, "Soprattutto Cody. Quindi penso proprio che passerò l'intera serata a bere e mangiare, così non mi avranno intorno." Così dicendo si mise solennemente in marcia alla volta del lungo tavolo, ben deciso ad affogare i suoi dispiaceri in fiumi di limonata e terminare l'opera con tutte le fette di torta che sarebbe riuscito a mangiare. Solo qualche momento più tardi, Cody e Buck fecero il loro ingresso nella sala, accompagnati da una meravigliosa Jill. Per l'occasione la ragazza aveva scelto un vestito di cotone verde con degli inserti ricamati di color giallo paglierino, e aveva legato i capelli in un'elaborata pettinatura che lasciava il collo e le spalle scoperti. Cody e Buck erano elegantissimi, entrambi avevano pettinato i capelli tirandoli indietro, e sorridevano felici. La ragazza dal canto suo si sentiva un po' intimidita da tutta quella gente, e si limitò a seguirli docilmente, tenendo gli occhi bassi. Lou per poco non gridò per lo stupore quando vide i tre. Cercò rapidamente Jimmy con lo sguardo e vide che era sull'altro lato del salone, intento a versarsi da bere. "Kid, devi portarlo fuori da qui in qualche modo.. non penso sia il caso che quei due si vedano.." Ma era troppo tardi. I loro sguardi si erano già incrociati, ed entrambi erano rimasti immobili, a fissarsi, come se esistessero soltanto loro, dimentichi della gente nella sala. Dal canto suo, Jill avrebbe voluto correre ad abbracciarlo, ma sapeva bene che lui non provava niente per lei, e così, quando si rese conto di essere sull'orlo delle lacrime, sgattaiolò fuori, nascondendosi dietro l'edificio, singhiozzando disperatamente. Jimmy rimase immobile a fissare la porta per qualche momento, del tutto stordito. Quando riuscì finalmente a scuotersi dal suo torpore si liberò del bicchiere mettendolo in mano al vecchio Tompkins, che in quel momento si trovava lì accanto e stava occhieggiando le varie torte con aria critica. Colto del tutto alla sprovvista, Tompkins non ebbe il tempo di reagire o di protestare che il ragazzo si stava già facendo strada in mezzo agli avventori della festa per raggiungere Jill. Una volta arrivato all'uscita scostò senza troppi complimenti Cody e Buck, e si precipitò fuori. Quando sentì qualcuno che si stava avvicinando, la ragazza si affrettò a ricomporsi, asciugando in fretta le lacrime, il corpo ancora scosso dai brividi e gli occhi arrossati. Solo quando riconobbe Jimmy si voltò e fece per andare via. "Jill" la chiamò lui, tuttavia senza osare avvicinarsi. "Non scappare di nuovo, ti prego.. ho bisogno di parlarti.." A quelle parole, la ragazza rimase immobile, senza voltarsi, asciugando un'altra lacrima. “Ti ascolto”. Jimmy prese un profondo respiro, esitando per qualche momento. Da dove iniziare? "Ho.. parlato con Teaspoon." disse infine, "Perché, Jill? Perché non mi hai mai parlato del motivo per cui sei arrivata a Sweetwater?" Sospirando profondamente, la ragazza si trovò a stringere involontariamente i pugni. Quel bastardo le aveva mentito, ed era andato a spifferare tutto a Jimmy. “Cos'avrei dovuto dirti?” rispose lei. “Della povertà in cui vivevo? Del fatto che non ho mai conosciuto mio padre, o del ragazzo che avrei voluto sposare per fuggire di lì? O forse volevi sapere del terrore che ho provato durante il viaggio, sapendo che avevo fatto una stupidaggine? Mi dispiace, ma non potevo dirtelo. Me ne vergogno troppo”. "Pensi sul serio che se me lo avessi detto sarebbe cambiato qualcosa per me?" domandò lui, avvicinandosi lentamente di qualche passo, per poi indurla a voltarsi e a guardarlo negli occhi. "Così è cambiato.. ho pensato che volessi soltanto trovarti una sistemazione e che non ti importasse niente di me. Dimmi che mi sono sbagliato, Jill, te ne prego.." “Ti rendi almeno conto di quello che stai insinuando?” quasi gli gridò contro la ragazza, arrabbiata e offesa dalle sue false accuse. “Come osi anche solo pensare certe cose? Ti ricordo che sei stato tu a costringermi ad andar via, tu che hai detto a Buck che tra noi non c'è mai stato niente e che non t'importava se Cody mi avesse corteggiata!” "Mi dispiace." sospirò Jimmy, abbassando lo sguardo. "Mi dispiace... avevo.. paura, credo. Non mi ero mai sentito così prima di incontrarti, Jill.. e non ero pronto ad affrontare la realtà, ecco tutto.. ma non volevo ferirti, non l'ho mai voluto. Credimi per favore.." “No Jimmy. Non ti credo. E neanche tu hai creduto in me a quanto pare, quando Teaspoon è venuto a sputare veleno nei miei confronti, senza neanche conoscermi. Gli hai creduto. E questo per me è abbastanza”. "Che cosa avrei dovuto pensare, Jill? Hai sempre evitato di parlarmene, e poi sei sparita all'improvviso.. era l'unica spiegazione logica.." mormorò lui, alzando lo sguardo per posare gli occhi in quelli di Jill. "Non scappare di nuovo.. ho bisogno di te." Per quella che sembrò un'eternità, i due restarono a guardarsi, senza parlare, ormai vicinissimi. Il cuore di Jill era in tumulto, non sapeva cosa fare. Da una parte avrebbe semplicemente voluto baciarlo fino a togliergli il respiro. Quei due mesi le erano sembrati interminabili senza di lui. Ma dall'altra c'era il suo maledetto orgoglio, il fatto che aveva creduto a Teaspoon, il fatto che aveva solennemente attestato che tra loro non c'era niente. Quando vide che Jill non sembrava avere alcuna intenzione di rispondere, Jimmy pensò bene di prendere in mano la situazione e fece ciò che aveva tanto sognato in quei due mesi, circondando la ragazza con il più caldo degli abbracci. "Ho bisogno di te.." ripeté, chiudendo gli occhi mentre la stringeva forte a sé. Solo dopo qualche momento lei si rilassò contro il suo petto, facendo scivolare le braccia intorno alla sua vita, sospirando profondamente, inalando il profumo della sua pelle che tanto le era mancato. Né Jimmy né Jill dissero altro per lunghi minuti, ma rimasero stretti l'uno all'altra come ad assicurarsi dell'effettiva presenza dell'altro, come a recuperare il tempo perduto. Quando infine Jimmy si ritrasse la guardò di nuovo negli occhi, portando una mano al suo viso per accarezzarlo dolcemente, e sussurrò: "Torna a casa con me." Scuotendo la testa, la ragazza abbassò lo sguardo prima di parlare. “Non voglio. Non sopporterei più lo sguardo carico di disprezzo di Teaspoon…mi dispiace Jimmy…non credo che approverebbe la nostra…” rialzando gli occhi, formulò la domanda che l'aveva assillata per mesi. “La nostra cosa? Cosa sono io per te?” "Sei la persona alla quale tengo di più" rispose Jimmy, come se si fosse trattato di una cosa incredibilmente ovvia. "Se non torni a Sweetwater verrò io a stare con te. Non posso perderti di nuovo.." “N-no…non voglio che tu lasci il tuo lavoro per colpa mia…” mormorò la ragazza, mordicchiando il labbro inferiore in un gesto preoccupato. Ma in quel momento arrivarono Cody e Buck, seguiti da Teaspoon. “Ci eravamo preoccupati…” mormorò il mezzosangue alla ragazza, non osando avvicinarsi, guardandoli abbracciati. Dal canto suo, Jill s'irrigidì quando vide Teaspoon. “E' stato divertente, signor Hunter? Sputare veleno su di me per dividerci?” A quelle parole Teaspoon scosse la testa, sospirando profondamente, e incrociò le braccia davanti al petto. "Dovevo far reagire Jimmy in qualche modo. Ecco tutto. Se la situazione fosse stata diversa non gli avrei detto niente." “Oh, si. Ma certo” sbottò lei, le braccia incrociate sul petto. “E non solo si è permesso di dirgli cose che aveva promesso di tenere segrete, ma gli ha anche mentito spudoratamente sul mio conto, insinuando che io avrei cercato solo un modo per sfuggire alla povertà! Ma sa una cosa, signor Hunter? Le non mi conosce affatto. Ho trovato una casa, un lavoro, e posso mantenermi benissimo da sola. Cosa gli dirà adesso? Quale altra cattiveria inventerà sul mio conto?” "Nessuna. Questa storia non mi riguarda più." replicò l'uomo, "E non ti negherò un posto alla stazione se mai deciderai di tornare." Detto questo osservò i due per qualche momento, prima di girare i tacchi e allontanarsi in fretta per rientrare. Buck a quel punto mise una mano sulla spalla di Cody, e i due seguirono Teaspoon. Rimasta di nuovo sola con Jimmy, Jill si voltò a guardarlo, sospirando. “Non ho fatto che pensare a te per due mesi…mi sei mancato…” "Anche tu Jill.. non sai quanto" mormorò lui, prendendo a carezzarle affettuosamente i capelli. "Per giorni non ho fatto che cercarti ovunque.. ero arrivato a pensare che fossi tornata a casa tua.. dove sei stata durante questi due mesi?" “Cody e Buck mi hanno trovato un lavoro a Rock Creek. Sono cuoca in un ristorante molto carino. Ho affittato una casa tutta per me e sono riuscita a comprare un cavallo” spiegò lei con orgoglio, sorridendogli. "Cercherò un lavoro e un alloggio a Rock Creek, allora." rispose Jimmy con decisione, prendendo il viso di Jill fra le mani. "Inizieremo tutto da capo, solo io e te. Non posso chiederti di tornare alla stazione, anche se.. so già che mi mancherà terribilmente.." “No, Jimmy” mormorò lei dolcemente. “Non devi farlo. Sono una famiglia per te…tornerò alla stazione con te. Però devi promettermi che metterai bene le cose in chiaro con Teaspoon, e che parlerai anche con Cody e Buck. Non mi piace sapere che avete litigato per colpa mia…” "Sei.. assolutamente sicura?" domandò subito Jimmy, senza preoccuparsi di nascondere una certa ansia. Gli bastò guardarla negli occhi, tuttavia, per capire la risposta e soprattutto quanto Jill tenesse a lui. La abbracciò di nuovo, stavolta con fervore, stringendola forte contro il petto, e chiuse gli occhi. "Credo di essermi innamorato di te." Sorridendo contro il tuo petto, lei chiuse gli occhi, sussurrando poi dolcemente al suo orecchio. “Io lo sono dal primo giorno…ti amo tanto Jimmy” Lui sorrise, ritraendosi per guardarla negli occhi prima di sollevarle il viso prendendolo fra le mani e posare le labbra sulle sue, sfiorandole dolcemente. Quel bacio che tanto aveva sognato la portò sull'orlo delle lacrime, e quando si separarono lo strinse di nuovo a sé. “Promettimi che non mi lascerai Jimmy…e che non mi deluderai più…” "Te lo giuro" sussurrò lui dolcemente, gli occhi ancora chiusi e un mezzo sorriso sulle labbra. "Ma tu promettimi che non scapperai mai più.." “Te lo prometto” sorrise lei. “Ma ora dovremmo tornare dentro…si staranno chiedendo che fine abbiamo fatto”. "Agli ordini!" sorrise Jimmy prendendole la mano, per poi abbassarsi a baciarla dolcemente. Qualche momento dopo i due fecero il loro solenne ingresso nella stanza dove erano riuniti gli altri, e raggiunsero gli altri ragazzi. "Devo dedurre che avete sistemato tutto." sorrise Lou, alla quale non era sfuggito il fatto che i due si stavano tenendo per mano, e soprattutto non le era sfuggito il sorriso felice dipinto sia sul viso di Jimmy che su quello di Jill. “Si, tornerò alla stazione nei prossimi giorni, giusto il tempo necessario a Jimmy di sistemare le sue cose e a me di riprendere tutta la mia roba a Rock Creek” sorrise la ragazza. “Buck mi ha scritto che ti sei occupata tu della casa…immagino sia stata dura lavorare come corriere e occuparsi degli altri allo stesso tempo”. "Oh, i ragazzi mi hanno dato una mano" rispose Lou ridacchiando, per poi lanciare un'occhiata divertita al fidanzato. "Soprattutto Kid.. e devo ammettere che non me lo sarei mai aspettata da lui, mi sono ricreduta sul suo conto." Il ragazzo dal canto suo sorrise mestamente, orgoglioso. “Te l'avevo detto, sono un ragazzo d'oro , mia bella”. "Ti conviene tenertelo stretto, mia cara Lou!" ridacchiò Jimmy guardando alternativamente i due, e stringendo la mano di Jill nella sua. "Non me lo lascio scappare di certo!" ribatté lei ridacchiando, "Anche perché so già che non saprebbe come fare senza di me.." Ridacchiando, Kid le posò un tenero bacio sulle labbra, lanciandole un'occhiata che valeva più di mille parole, e poi le offrì cavallerescamente il braccio, guidandola verso il rinfresco. Una volta rimasti soli, Jill lanciò un'occhiata da monella al suo Jimmy, stringendogli la mano. “Non mi faresti ballare?” "Ballare?" domandò lui, lanciando un'occhiata carica di apprensione alle altre coppie in mezzo alla pista. "Ecco.. io.." balbettò, per poi avvicinarsi a Jill con aria confidenziale e sospirare profondamente. "Non sono capace. Puoi ridere se vuoi.." “Non voglio ridere di te” lei gli sussurrò dolcemente, posandogli un bacio sulle labbra. “Però…insomma…sono venuta alla festa con Cody e Buck e soprattutto Cody era così contento che io avessi accettato…” lo guardò preoccupata. “Ti arrabbieresti molto se ballassi almeno una volta con lui?Non voglio abbandonarlo così…” Jimmy lanciò un'occhiata all'amico, appoggiato a una parete con lo sguardo fisso nel vuoto. E le labbra piegate in qualcosa di molto somigliante a un vero e proprio broncio. Jimmy dovette sforzarsi per non scoppiare a ridere a quella visione. "Vai pure" ridacchiò, spostando lo sguardo su Jill. "Credo che farò un altro giro di limonata nel frattempo." “Ti adoro” sussurrò lei contro le sue labbra, sorridendo, prima di avvicinarsi a Cody e chiedergli un ballo. A quelle parole il volto del ragazzo s'illuminò di un sorriso radioso, e con grande orgoglio la guidò al centro della pista, cominciando a volteggiare insieme a lei. Buck stava proprio guardando i due con un mezzo sorriso sulle labbra quando Jimmy si avvicinò al tavolo contro il quale era appoggiato, per prendere una limonata. "Dovrò parlare con Cody" disse Jimmy mentre versava due bicchieri di limonata, per poi porgerne uno all'amico. Rimase per qualche momento ad osservare i due, estremamente divertito dall'espressione orgogliosa dipinta sul viso di Cody, ma si fece serio quando spostò di nuovo lo sguardo su Buck. "Credo di doverti delle scuse." “Non devi scusarti con me, ma con loro due” rispose placidamente Buck, indicando Jill e Cody con un cenno della testa, prendendo il bicchiere di limonata offertogli. “Mi sono soltanto arrabbiato perché ti sei comportato male e li hai feriti entrambi. E nemmeno io mi sono comportato bene. Sapevo dov'era, l'abbiamo aiutata noi ad andar via, eppure non ti ho detto niente, pur vedendo quanto stavi male…” "Se non altro la lezione mi è servita" rispose Jimmy accennando un sorriso, "Giuro solennemente che mi comporterò bene con lei da adesso in poi.. e anche con voi." “Spero che tu mantenga il tuo giuramento. Stai rischiando di perdere il tuo migliore amico, e di sicuro se ti comportassi male con lei perderesti una ragazza veramente speciale. Come lei ce ne sono poche, Jimmy. Sei molto fortunato” rispose Buck, sorseggiando la sua limonata. "Lo so bene" mormorò Jimmy, che non riuscì ad impedirsi di sorridere quando il suo sguardo incontrò di nuovo la sua Jill, che non gli era mai sembrata così bella e perfetta come quella sera. "Sono innamorato" disse all'improvviso, "Non immagini quanto, Buck. E l'ultima cosa che voglio è perderla di nuovo." Buck dal canto suo guardò l'amico con un sopracciglio sollevato e un mezzo sorriso, notando solo in quel momento quanto il suo volto rispecchiasse serenità e felicità. “Non ti ho mai visto così, sai?” disse ad un tratto. “Direi che Jill ha avuto un effetto più che positivo su di te…” Jimmy ridacchiò a quelle parole, e annuì solennemente. Quando qualche minuto dopo Jill e Cody li raggiunsero tirò a sé la sua amata, passandole un braccio attorno alla vita, e sorrise all'amico mentre gli porgeva la mano. "Tregua?" Cody si limitò a fissare l'altro a lungo, sospirando profondamente e passandosi stancamente una mano sul viso. “Jimmy…non mi pare sia il caso di parlarne ora. C'è molto da discutere e lo faremo quando saremo soli”. Così dicendo, si allontanò. “Devi dargli tempo. Non l'ha presa molto bene” disse Buck, notando l'espressione ferita sul volto di Jimmy. "Lo farò" mormorò l'altro, annuendo debolmente in risposta mentre guardava Cody allontanarsi. Si sentiva terribilmente in colpa nei suoi confronti e non si preoccupò di nasconderlo, ma nonostante questo riuscì a sorridere debolmente quando i suoi occhi incontrarono quelli di Jill. Senza una parola cercò conforto fra le sue braccia, chiudendo gli occhi e cercando di rilassarsi. Non c'era bisogno di parole, fra loro due. Solo in quel momento, mentre lo stringeva a sé, Jill notò che avevano gli occhi di tutti puntati addosso. Molti ridacchiavano indicando Jimmy, e molti altri scuotevano la testa increduli. “Jimmy? Perché ci guardano tutti?” "Temo di saperlo.." rispose lui con aria seccata, ritraendosi da Jill per poi guardarsi brevemente attorno. "Andiamocene da qui." così dicendo la prese per mano per condurla fuori, lanciando occhiatacce occasionali a chi gli capitava a tiro. Una volta all'aperto chiuse gli occhi per un momento e prese un gran sospiro, facendo il possibile per mantenere la calma. Ardua impresa. Vederlo così la faceva star male. Sembrava un bambino spaventato alcune volte, ma altre, come in quel momento, sembrava estremamente pericoloso. Sorridendogli dolcemente, Jill gli si avvicinò, baciandogli la fronte e carezzandogli i capelli, stringendolo forte a sé in un tentativo di calmarlo. “Cosa succede? E' stata colpa mia?” "No Jill, no.." rispose subito Jimmy, scuotendo la testa con decisione. "L'unica colpa che hai è quella di essere al fianco del Selvaggio Hickok , temo.." aggiunse amaramente dopo qualche istante, allontanandosi da lei per paura della sua possibile reazione ed evitando accuratamente di guardarla negli occhi. “Tu? Il pistolero senza pietà?” chiese la ragazza, rimasta interdetta a quelle parole. “N-no, non è possibile…tu non..tu non puoi. Non sei…” "James Butler Hickok. Wild Bill Hickok. Sono io." Ancora incredula, Jill alzò una mano a carezzargli il viso con la punta delle dita, spostandogli una ciocca di capelli dietro l'orecchio. “Tu non sei selvaggio, o cattivo come dicono…Sei il mio Jimmy, dolce, tenero e comprensivo. Come…com'è possibile che dicano queste cose orribili di te?” "Ho all'attivo un buon numero di stupidaggini commesse senza pensare" mormorò il ragazzo con una scrollata di spalle, sentendosi improvvisamente troppo vulnerabile in presenza di Jill. Le aveva permesso di guardare oltre la corazza che si era faticosamente costruito, e la cosa lo spaventava. Nonostante si fidasse di lei, come non si era mai fidato di nessun altro. Sospirando profondamente, e sentendolo improvvisamente distante, Jill ritrasse la mano, allontanandosi di qualche passo. Quasi non si conoscevano, eppure tra di loro c'era stata quella scintilla dal primo momento. Era ormai quasi sicura di amarlo, anche se non poteva dire lo stesso di lui, eppure ogni volta che cercava di conoscerlo un po' meglio Jimmy si chiudeva in sé stesso, allontanandola. “Io torno dentro, credo che tu voglia restare un po' solo. Sono stanca, ma mi farò riaccompagnare a casa da Buck e Cody”. "No, ti prego" disse Jimmy tutto d'un fiato, affrettandosi per raggiungerla. "Ti prego. Posso accompagnarti io." “Teaspoon non farà storie?” chiese lei, senza tuttavia respingerlo. "Non vedo perché dovrebbe.." disse Jimmy con un sorriso, sporgendosi per baciarle affettuosamente la guancia. "Dimmi di sì.." “Oh, beh, in questo caso…” ridacchiò lei, trattenendo il suo viso per baciarlo, affondando le mani nei suoi capelli. “Si…” sussurrò contro le sue labbra quando si furono separati. Jimmy sorrise, e la baciò ancora una volta prima di prenderla per mano per condurla dentro. Una volta entrati raggiunsero gli altri, che erano riuniti in un angolo dell'ampia stanza e stavano ridacchiando a una battuta di Cody. "Jill è piuttosto stanca, la accompagno a casa." A quelle parole Lou lanciò un'occhiata al suo Kid, per poi spostare di nuovo lo sguardo sulla coppia e annuire sorridendo. Il volto di Cody si oscurò per un attimo nel vedere la coppia, ma il sorriso tornò presto, dato che Jill lo aveva salutato affettuosamente, posandogli un sonoro bacio sulla guancia. Quando ebbero salutato tutti, i due ragazzi uscirono all'esterno, e presero i loro cavalli, sorridendosi di tanto in tanto. Jill guidò Jimmy verso casa sua, e una volta arrivati scese da cavallo, legandolo nella stalla. “Ma certo!” sorrise lei, stringendogli la mano e guidandolo all'interno, mostrandogli una piccola cucina. “Non è grande, ma mi ci trovo bene. Di sopra ci sono una stanza da letto e una da bagno”. Jimmy si stava ancora guardando attorno con attenzione, e sorrise di nuovo quando i suoi occhi incontrarono quelli di Jill. "E' molto graziosa" attestò solennemente, avvicinandosi alla ragazza per cingerle i fianchi con un abbraccio e posarle un bacio sulla punta del naso. "Credo.. sia meglio che io vada" mormorò dolcemente, gli occhi fissi nei suoi, tuttavia senza lasciare la presa. Il pensiero di essere lì da solo con lei lo rendeva inspiegabilmente nervoso. Ma non era affatto una sensazione sgradevole. Si trattava senza dubbio del genere di nervosismo che solitamente assale chi si trova in una determinata situazione dopo averla immaginata e sognata chissà quante volte. E di trovarsi da solo con Jill, lontani da tutto e da tutti, Jimmy lo aveva sognato ogni giorno da quando si erano conosciuti. “Ho del the in fresco” mormorò lei, che si era scavata uno spazio tra il collo e la spalla del suo amato, e aveva chiuso gli occhi, del tutto rilassata. “E' ancora presto, non andar via…” Per tutta risposta Jimmy si strinse a lei, poggiando il mento sulla sua spalla mentre le accarezzava lentamente la schiena, e chiuse gli occhi. "Non sai quanto ho sognato tutto questo, Jill" sussurrò, "Mi sei mancata da morire in quei due mesi.. mi sei mancata come l'aria." “Mi sei mancato anche tu, Jimmy” mormorò lei contro il suo collo. “Ho cercato di distrarmi col lavoro, per non pensare a te. Credevo che mi avessi soltanto presa in giro, le tue parole mi avevano ferita, eppure non riuscivo a dimenticarti…” A quelle parole Jimmy si ritrasse quanto bastava per prendere il viso di Jill fra le mani, e guardarla negli occhi. "Sono felice che tu non l'abbia fatto" mormorò, socchiudendo gli occhi quando le sue labbra sfiorarono quelle della ragazza, rabbrividendo a quel contatto così intimo. A poco a poco il bacio s'intensificò, diventando sempre più appassionato. Jill non riusciva a pensare a nient'altro a parte le loro bocche che si stavano carezzando in quel modo tanto sensuale, e si strinse istintivamente a lui, gli occhi chiusi e le mani tra i suoi capelli. Quando si separarono per il bisogno d'aria Jimmy si gettò immediatamente sul suo collo, e quasi senza rendersene conto spinse lentamente Jill all'indietro finché la ragazza si ritrovò con la schiena premuta contro una parete. Fu in quel momento che Jimmy si fermò, rialzando la testa per guardarla con due occhi nocciola carichi di desiderio, il respiro affannoso. Senza una parola, la ragazza lo guidò al piano di sopra, verso la stanza da letto. Di certo non voleva che la loro prima volta fosse contro un muro, o peggio ancora su un tavolo da cucina. Una volta arrivati Jimmy esitò, fermandosi sulla porta e occhieggiando nervosamente il letto. Dopo qualche momento spostò lo sguardo su Jill, come ad assicurarsi di non aver frainteso le sue intenzioni, e fece qualche passo nella sua direzione. Sorridendo alla sua improvvisa timidezza e ritrosia, la ragazza gli andò incontro, e allacciando le braccia intorno alla sua vita, si abbassò a baciare lentamente il collo del suo amato, con tutta la delicatezza possibile. "Ti amo tanto, Jill.." mormorò Jimmy, piegando la testa su un lato per darle più facile accesso, mentre prendeva a carezzarle delicatamente il collo e la nuca. Si interruppe soltanto per sfilare la giacca, abbandonandola distrattamente sul pavimento, e per slacciare un paio di bottoni della camicia. Quindi riprese ad accarezzare Jill, stavolta partendo dalle spalle, mentre si abbassava per catturare di nuovo le sue labbra. “Ti amo anch'io…” sussurrò lei contro il suo orecchio, succhiandone leggermente il lobo. La stanza illuminata dalla fioca luce della lampada sembrava immersa in un'atmosfera magica, quasi irreale. E di certo a Jill pareva assolutamente un sogno essere lì tra le braccia dell'uomo che amava, finalmente libera di potergli mostrare i suoi veri sentimenti. Gli occhi di Jimmy non lasciarono i suoi neanche per un istante mentre la spogliava con assoluta calma, sorridendo dolcemente di tanto in tanto. Ancora non gli pareva vero. Una volta sfilato il vestito di Jill esitò, lasciandole ancora indosso la biancheria, e finì invece di sbottonare la sua camicia per poi farle subire la stessa sorte toccata alla giacca poco prima. "Sei assolutamente sicura?" sussurrò contro le sue labbra, aspettando il suo assenso per togliere anche i pantaloni. Voleva che fosse tutto perfetto, e che Jill non dovesse per qualche motivo pentirsene. Annuendo, la ragazza guardò in quegli occhi color nocciola che tanto le erano mancati in quei mesi, e sorrise dolcemente, prima di carezzare le sue labbra con le sue, e baciarlo con passione. Senza rompere quel contatto Jimmy la guidò verso il letto, per poi sedersi e posarle le mani sui fianchi, prendendo a carezzarli lentamente. Quindi alzò lo sguardo, sorridendo con aria da monello, mentre riprendeva a spogliarla, ansioso di poterla guardare. Una volta terminata l'operazione la osservò per qualche momento con occhi carichi di desiderio, prima di tirarla a sé e ricadere all'indietro sul letto con lei. La sensazione della sua pelle contro quella di Jimmy le fece girare la testa. Era tutto troppo bello e perfetto per essere vero, e aveva quasi paura di potersi svegliare da un momento all'altro da quello che si sarebbe rivelato solo un bellissimo sogno. Minuti dopo anche gli ultimi indumenti di Jimmy erano stati rimossi, e il ragazzo si stava premurando di baciare e accarezzare con dedizione assoluta ogni singolo centimetro del corpo perfetto della sua Jill. Risalì lentamente dalla pancia fino alla sua bocca, per poi baciarla con ardore, e trattenne a fatica un gemito quando lei allacciò le gambe attorno ai suoi fianchi. "Jill.." ansimò fra un bacio e l'altro, "è.. è la prima volta?" “S-si” sussurrò lei, ad un tratto spaventata, credendo che forse quello sarebbe stato un problema, e Jimmy ci avrebbe ripensato. "Rilassati piccolina.." le mormorò lui in un orecchio, mentre le accarezzava dolcemente i capelli e la stringeva a sé nell'intento di rassicurarla. Non gli era affatto sfuggita la sua improvvisa tensione. La baciò di nuovo sulle labbra, ritraendosi solo quando la sentì rilassarsi di nuovo, per poi guardarla negli occhi alla debole luce della lampada. "Voglio che tu me lo dica, se farà male o se vorrai che mi fermi. Prometti, amore?" Ormai incapace di parlare, sopraffatta dalla dolcezza del suo amato, la ragazza annuì, senza staccare gli occhi dai suoi, prendendo il suo volto tra le mani e avvicinandolo al suo. “Ti amo…” sussurrò contro le sue labbra, prima di chiudere gli occhi e baciarlo. Jimmy rispose dapprima con dolcezza, per poi lasciarsi andare gradualmente alle sensazioni e baciarla con crescente ardore. Quando infine si spinse dentro di lei la sentì sussultare e rimase immobile per un momento, ritraendosi per guardarla in viso come a studiare la sua reazione, mentre cercava di rassicurarla stringendosi forte a lei. Dal canto suo la ragazza aveva chiuso gli occhi, e una singola lacrima le bagnò il viso. Non si aspettava che facesse così male, e aveva istintivamente affondato le unghie nelle spalle di Jimmy, come a volersi aggrappare a qualcosa. Ben presto però il dolore sparì, lasciando il posto al desiderio, e finalmente riaprì gli occhi, lasciando capire a Jimmy che stava bene. Lui le aveva accarezzato dolcemente il viso per tutto il tempo, e quando Jill riaprì gli occhi accennò un sorriso prima di abbassarsi per baciare via la lacrima dalla sua guancia. Qualche momento dopo prese a muoversi con cautela, temendo che potesse farle ancora male, ma ogni dubbio venne definitivamente spazzato via dalla sua mente nel momento in cui la sentì sospirare e rilassarsi sotto di lui. "Ti amo Jill.. tanto." Le sensazioni che stava provando erano incredibili. Mai avrebbe creduto che potesse esserci un piacere tanto grande, e ogni pensiero coerente fu spazzato via dalla sua mente quando sentì Jimmy muoversi sempre più velocemente. Ad un tratto gettò indietro la testa, tremando con violenza, gridando il nome del suo amato, sopraffatta dal piacere. Rimasero avvinghiati per lunghi minuti, quasi respirando all'unisono. Jimmy non osava muoversi per paura di rovinare quel momento tanto speciale, e soprattutto non osava muoversi perché mai prima di allora si era sentito tanto felice e appagato. Mai prima di allora si era sentito tanto innamorato. Jill continuò a stringerlo forte a sé, carezzandogli lentamente la schiena e i capelli, gli occhi chiusi, aspettando che il respiro tornasse regolare. Quando infine Jimmy si stese al suo fianco la tirò immediatamente a sé per stringerla fra le braccia, posandole un bacio sulla fronte, senza riuscire ad impedisrsi di sorridere. "Pensi che sia un problema se resto qui con te per questa notte?" ridacchiò, "Rischio di addormentarmi in sella.." “Tu credi che Teaspoon potrebbe darti qualche grattacapo?” chiese lei a quel punto, alzandosi su un gomito, il viso preoccupato. Quell'uomo non aveva fatto che causarle problemi, e aveva cercato di ostacolarli dal primo momento. L'ultima cosa di cui avevano bisogno era dargli qualche altro appiglio. "Non lo so." rispose Jimmy scrollando le spalle, "L'unica cosa importante è che adesso siamo insieme.. al resto penserò quando sarà il momento. Piuttosto.. vieni qui.. non ho ancora finito per quanto riguarda le coccole." mormorò sorridendo, mentre la prendeva di nuovo fra le braccia. Premurosamente, Jill coprì entrambi e poggiò la testa sul petto muscoloso del suo amato, gli occhi chiusi e un'espressione di assoluta felicità dipinta in volto. Solo qualche momento più tardi scivolò lentamente nel sonno. Quando Jimmy aprì gli occhi la mattina seguente, la prima cosa che vide fu il viso sereno della sua Jill. Un rapido sguardo alla finestra gli fece capire che il sole era già sorto, e che molto presto sarebbe dovuto ripartire. Si domandò se Jill sarebbe andata con lui. Non riusciva a concepire l'idea di separarsi nuovamente da lei, neanche per poche ore o addirittura giorni. La baciò dolcemente nell'intento di svegliarla, e sorrise contro le sue labbra quando la vide aprire gli occhi. "Buongiorno.." “Hey” mormorò lei, sorridendo. “Non ricordo un risveglio più bello di questo…ho sempre desiderato che il tuo volto fosse l'ultima cosa che io vedessi la sera, e la prima al mattino…ti amo…” "Anch'io, piccolina" sussurrò Jimmy, "Ti amo tanto che ancora non mi sembra vero.. e non vedo l'ora di averti di nuovo a casa con me. Potremmo iniziare subito a portare le tue cose a Sweetwater, che ne dici?" “D'accordo” sorrise lei. “Non ho che un paio di valigie, e devo soltanto avvisare Jack che torno con te a Sweetwater, dovrà cercarsi un'altra cuoca”. "Se si tratta solo di un paio di valigie possiamo portare tutto quanto oggi.." osservò Jimmy, per poi sorridere con aria birichina e aggiungere in tono quasi implorante: "Torna a casa con me oggi.. subito.. ti prego.." “Ai tuoi ordini” ridacchiò lei, prima di assaltarlo con una pioggia di piccoli baci sul viso e sul collo, sentendosi vergognosamente felice. Solo un paio d'ore più tardi Jimmy aveva già sistemato tutti gli averi di Jill per la partenza. Sapeva bene che il suo Sundance avrebbe faticato a trasportare anche i bagagli, ma aveva in programma di prenderla comoda e fare soste frequenti per permettergli di riposarsi. Non avevano alcuna fretta, dopotutto. Quando vide la sua Jill uscire dalla piccola casa non riuscì a fare a meno di sorridere, pensando che quello era l'inizio della loro nuova vita l'uno al fianco dell'altra. Dopo aver salutato Jack e gli altri al ristorante, Jill galoppò via insieme a Jimmy, in sella al suo Black Beauty. Verso sera i due arrivarono alla stazione di Sweetwater, e furono aiutati dagli altri corrieri che si presero cura dei cavalli e aiutarono Jill a portare i bagagli dentro casa. "Sto morendo di fame!" esordì allegramente Jimmy entrando in cucina mentre si avvicinava a Lou e Kid, entrambi alle prese con i fornelli. Jill si stava ancora occupando di sistemare le sue cose, e i due si erano offerti di occuparsi della cena anche quella sera. Jimmy stava iniziando a sospettare che in realtà quel compito non gli dispiacesse affatto, dal momento che era comunque un'occasione per trascorrere del tempo insieme. “Ti conviene andar via, Lou non mi ha fatto assaggiare niente, quindi non lo farai nemmeno tu!” lo ammonì Kid, cercando di reprimere un sorriso. “Perché non vai ad aiutare Cody? Alcuni dei letti avevano bisogno di un paio di chiodi e se ne sta occupando da solo”. Il ragazzo annuì, e dopo un'ultima occhiata malinconica ai fornelli uscì per poi dirigersi al dormitorio. Si fermò sulla porta, incrociando le braccia davanti al petto, e sorrise debolmente quando Cody si voltò a guardarlo. "Hey. Hai bisogno di aiuto?" “No” rispose Cody, impegnatissimo a cercare di tener ferma una gamba del letto e piantare il chiodo nello stesso tempo. Dopo alcuni tentativi andati male, Cody si arrese. “Va bene, va bene. Potresti tenerlo un attimo?” "Sicuro." sorrise Jimmy mentre gli si avvicinava, per poi assisterlo durante l'operazione di manutenzione. Una volta finito sedette sul suo letto con un sospiro, arrischiando un'occhiata all'amico. Avrebbe voluto parlargli, scusarsi con lui, ma non era sicuro che fosse il momento giusto per farlo. In effetti, con Cody non c'era mai da essere sicuri di nulla. “Siete felici?” chiese ad un tratto Cody, sedendo sul letto di Buck, abbottonandosi la camicia, senza guardarlo. A dir poco spiazzato da quella domanda, Jimmy si limitò ad annuire. Improvvisamente si sentiva in colpa per la sua felicità con Jill. "Cody, io.. tengo molto alla tua amicizia. E non voglio perderla." “Non è la vostra storia in sé che mi ha ferito, Jimmy” mormorò l'altro. “Ma il fatto che tu me lo abbia nascosto così ostinatamente. Mi hai mentito e hai lasciato che io m'illudessi, quando avresti potuto essere chiaro dall'inizio. Non è un comportamento da amico”. "Non sapevo neanche io cosa c'era esattamente fra me e Jill.." rispose Jimmy sospirando, "e non avevo il coraggio di domandarglielo. Non mi sentivo in diritto di parlare per lei, Cody.. ma non ho mai voluto ferirti, non di proposito. Ero.. confuso." Un sorriso curvò gli angoli della bocca del ragazzo, che scosse la testa. Mille immagini gli affollavano la mente, ricordi di tutti i bei momenti vissuti insieme. “Devi averle fatto qualche incantesimo, altrimenti non mi spiego come abbia potuto preferire te a un bell'uomo come me” ridacchiò Cody a quel punto, con un'espressione da monello sul viso. Jimmy ridacchiò a sua volta, scuotendo la testa. "Non me lo spiego neanche io" disse con aria birichina, per poi alzarsi in piedi e avvicinarsi all'amico porgendogli la mano. "Amici?" “Meglio averti per amico piuttosto che come nemico, Selvaggio Hickok!” ridacchiò Cody, tirandolo a sé e cominciando a solleticargli quelli che sapeva essere i suoi punti sensibili. Nessuno dei due si era accorto di Buck e Ike che li guardavano dalla finestra, sorridenti. Il mezzosangue e l'amico annuirono soddisfatti, prima di tornare in cucina ad aiutare gli altri. "Penso di essere addirittura più affamato di te questa sera" ridacchiò Jimmy mentre cercava di sfuggire al solletico, "Propongo una tregua.. e soprattutto propongo di andare a controllare a che punto è la nostra cena, perché sto morendo di fame." “D'accordo temibile Hickok ” ridacchiò Cody, alzandosi. “Ma ti conviene sederti lontano da me…se ti dovessi pescare mentre mi rubi le patate dal piatto…”
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