Forbidden Love

Capitolo 4

Quella sera i ragazzi si erano ritirati nel dormitorio un po' prima, chiassosi come al solito.

Nonostante le luci fossero state spente, stavano ancora bisbigliando tra loro.

“Ragazzi? Onestamente…cosa ne pensate di Jill? Non è bellissima?” chiese Cody ad un tratto, un sorrisino da monello dipinto in volto.

"Hai ragione Cody" rispose Lou divertita, "E' davvero molto bella. Decisamente troppo per te."

Jimmy non riuscì ad impedirsi di ridacchiare a quelle parole, e ringraziò mentalmente l'amica per aver risposto per le rime a Cody, una volta tanto.

"Sono più che d'accordo con Lou."

“Ah si?” rispose Cody, lanciando un'occhiataccia all'amico.

“Cosa ne vuoi sapere tu? Neanche ti piace, quindi stà zitto”.

"Da quando devo domandare il tuo assenso prima di parlare?" lo rimbeccò Jimmy sollevandosi sui gomiti, mentre Lou scosse la testa con un gran sospiro.

"Si può sapere perché dovete sempre litigare per delle stupidaggini, voi due?"

"Non stiamo affatto litigando." rispose Jimmy, sempre più seccato. "Non è certo colpa mia se si è preso una cotta per la persona sbagliata."

“E perché sarebbe sbagliata, secondo te?” rispose Cody, scendendo dal suo letto.

“Solo perché a te non piace, non vuol dire che non sia la donna giusta per me! Ti dirò di più, non m'importa di avere la tua approvazione, io la corteggerò, perché è una ragazza stupenda, ma tu sei troppo cieco per vederlo!”

"Fai pure!" sbottò Jimmy, alzandosi in piedi a sua volta, e fissando Cody con aria di sfida. "Fai pure."

Dopo un'ultima occhiataccia all'amico uscì dal dormitorio sbattendo la porta, lasciando gli altri a dir poco perplessi.

"E' impazzito?" domandò Lou, sgomenta, mentre si tirava su a sedere. "Ma che sta succedendo? Non ci capisco più niente.."

Cody rimase impietrito, il viso sconvolto dalla rabbia, gli occhi resi scuri dal furore, stringendo convulsamente i pugni senza rendersene conto.

Buck sospirò a quella vista, scuotendo la testa.

Quella situazione non avrebbe portato niente di buono.

Prima Hickok si fosse deciso ad ammettere i suoi sentimenti, prima sarebbe tornata la serenità tra i corrieri.

Una volta sbollita la rabbia Jimmy tornò nel dormitorio, e s'infilò sotto le coperte senza degnare gli altri di uno sguardo. Le parole di Cody continuavano a riecheggiargli nella mente, e faticò ad addormentarsi.

Il mattino seguente, dopo aver preparato la colazione, Jill cambiò le lenzuola ai letti nel dormitorio, sorridendo di tanto in tanto quando spuntava fuori qualche calzino creduto perduto.

Approfittando della mattinata priva di impegni, Jimmy aveva pensato bene di dedicare un pò di tempo al suo Sundance. Dopo averlo condotto fuori dalle stalle si era armato di striglia e spazzole, e si era messo al lavoro con gran zelo. Si stava occupando di pulire e ingrassare gli zoccoli quando sentì un rumore alle sue spalle, e si voltò immediatamente per trovarsi davanti Buck.

"Buongiorno" lo salutò con un mezzo sorriso, per poi tornare a dedicare le sue attenzioni al palomino.

“Buongiorno a te” lo salutò l'altro, sedendo alle sue spalle su un mezzo tronco.

Buck lo osservò attentamente per qualche momento, come a considerare le parole più adatte, cercando di non scatenare una delle tipiche reazioni d'ira di Jimmy.

Alla fine non potè far altro che parlargli chiaramente.

“Perché non gliel'hai detto?”

A quelle parole il ragazzo si fermò per un momento, ma non si voltò a guardare Buck.

"Che cosa?" domandò, "E soprattutto a chi ?"

“Avresti dovuto dire a Cody di quello che c'è tra te e Jill. Almeno non si farebbe illusioni…” sospirò l'altro, rigirandosi tra le mani il suo lucido pugnale.

Sospirando profondamente, Jimmy considerò brevemente l'ipotesi di darsela a gambe. Lui e Jill non avevano mai parlato veramente della loro relazione, di qualunque cosa si trattasse, e di conseguenza non sapeva bene come comportarsi. E soprattutto non si sentiva in diritto di parlare per lei, o addirittura di intimare a Cody di lasciarla in pace. Nonostante tutto, si accorse di non essere abbastanza vigliacco per scappare di fronte a Buck.

"Non c'è niente fra me e Jill."

“Io vi ho visti, Jimmy. E non mi pareva che non ci fosse niente tra voi, anzi.” Rispose Buck dal canto suo, chiedendosi come mai il suo amico negasse l'evidenza.

"Buck.." iniziò Jimmy, voltandosi finalmente a guardarlo. "Non ho nessun diritto di dire a Cody quello che deve o non deve fare. Se ha intenzione di.. corteggiare Jill che faccia pure, la cosa non mi riguarda."

Un rumore alle loro spalle li fece voltare, e si trovarono a fronteggiare Jill, gli occhi pieni di lacrime che evidentemente stava cercando di trattenere, il volto cinereo.

Guardò per un attimo soltanto Jimmy con espressione ferita, e poi si voltò, camminando a passo spedito verso la grande casa, asciugando le lacrime in un gesto stizzito, e chiudendo la porta a chiave dietro di sé.

Buck si sentì stringere il cuore nel vederla in quello stato, e alzandosi in piedi si avvicinò a Jimmy, afferrando il bavero della sua camicia.

“Lo hai trovato divertente? E' bello ferire una ragazza così speciale in quel modo?” sibilò, il volto a pochi centimetri da quello dell'altro.

“Sei un bastardo, Jimmy. Un egoista e un bastardo. Ti avevo sopravvalutato.”

E con questo, dopo avergli lanciato un'altra occhiata sprezzante, lo lasciò e si allontanò, prima di commettere qualche sciocchezza.

Qualche minuto dopo Jimmy irruppe nel dormitorio, per trovarvi Cody che si stava preparando per la sua corsa.

"Vado io al tuo posto. Devo ricambiare il favore."

Senza degnarlo di un'occhiata, Cody annuì, uscendo dal dormitorio.

Non molto più tardi Jimmy era già in viaggio, il cuore in subbuglio. Non aveva trovato neanche il coraggio di salutarla, figuriamoci se sarebbe mai riuscito a scusarsi con lei per essersi comportato come un completo idiota. Ancora non riusciva a capire cosa gli impedisse di ammettere che Jill era probabilmente l'unica ragazza che gli fosse mai piaciuta sul serio, che avrebbe trascorso anche il resto dei suoi giorni con lei, e soprattutto che si stava innamorando. Forse ne era già innamorato.

Sperava solo che in quei due giorni sarebbe riuscito a chiarirsi un pò le idee. In quel caso sarebbe riuscito a sistemare tutto al suo ritorno a casa, ne era sicuro, e l'ultima cosa che voleva era gettare tutto al vento per una sciocchezza. Teneva troppo a lei per potersi permettere di perderla.

Cody era riuscito a convincere il proprietario del ristorante a Rock Creek, suo vecchio amico, ad assumere Jill come cuoca.

Si sentiva tradito da Jimmy.

Quando Buck gli aveva detto tutto, era rimasto incredulo, Jimmy era come un fratello per lui, come aveva potuto prenderlo in giro in quel modo?

Buck le aveva trovato un posto dove stare, una piccola casa il cui affitto era accessibile, e in poco tempo, se avesse risparmiato, avrebbe potuto comprare anche un cavallo.

Dall'episodio con Jimmy, la ragazza era rimasta silenziosa, troppo chiusa in se stessa per lasciar trasparire la sua sofferenza.

Cody non ne era certo, ma pensava che Teaspoon fosse felice che Jill si fosse trasferita, e per questo non volle parlare nemmeno a lui.

Nessuno sapeva dove fosse andata Jill. Era un segreto custodito gelosamente da Buck e Cody, e di certo non avrebbero permesso a Jimmy di farle ancora del male.

Quando il ragazzo fece ritorno alla stazione dopo la sua corsa, capì immediatamente che era successo qualcosa. Cody e Buck sembravano fare di tutto per evitarlo e non lo avevano degnato di un saluto, mentre gli altri ragazzi sembravano di pessimo umore ed erano stranamente silenziosi.

La conferma ai suoi sospetti giunse poco prima di pranzo, quando entrò in cucina alla ricerca di Jill. Ai fornelli, Lou.

"Dov'è Jill?"

La ragazza si voltò a guardarlo per un momento, e sospirò prima di tornare ad occuparsi del pranzo.

"Non lo so. Se n'è andata."

"Se n'è andata?"

Lou si limitò ad annuire debolmente. Quando si voltò nuovamente per guardarlo, Jimmy era già sparito, e si stava dirigendo verso il dormitorio a passi veloci. Spalancò la porta senza tanti complimenti, per trovarvi Buck e Kid che si stavano cambiando dopo la mattinata di lavoro.

"Dov'è?"

“E' andata via di notte. Nessuno sa dove sia, in città ho chiesto a tutti, ma non c'è” spiegò Kid, che come gli altri non si spiegava dove fosse finita la ragazza.

"Vorrà dire che la troverò da solo, e la riporterò a casa ." replicò Jimmy con piglio deciso, "Con o senza il vostro aiuto. Non può essere andata lontana a piedi."

A casa ?” chiese Kid, con espressione confusa.

Dal canto suo, Buck continuò a vestirsi lentamente, come se non avesse per niente ascoltato la loro conversazione.

Avrebbe potuto cercare ovunque. Ma non l'avrebbe trovata tanto facilmente.

"Sì, a casa ." ribatté seccamente Jimmy, che lanciò un'occhiata obliqua ai due prima di correre verso le stalle per sellare Sundance.

In quel momento apparve Cody, che lanciò un'occhiata a Buck, prima di tornare a osservare Jimmy con aria pensosa.

Dal canto suo, Kid era estremamente confuso, ma non esitò ad offrire in prestito il suo cavallo a Jimmy, in quanto Sundance era ancora esausto e sudato.

Jimmy non rientrò alla stazione che a notte fonda, nonostante fosse esausto per la sua corsa. L'unica cosa importante era ritrovare Jill. Dopo aver riposato qualche ora si preparò per partire di nuovo, ed entrò in cucina mentre gli altri stavano facendo colazione per prendere qualcosa da portare con sé, sapendo bene che se non l'avesse trovata sarebbe rimasto fuori per tutto il giorno.

"Vuoi dei biscotti?" domandò Lou, che dopo la partenza di Jill aveva temporaneamente preso il suo posto in cucina. "Non sono come quelli di Emma o.. di Jill, li abbiamo comprati in città.. ma dovresti mangiare qualcosa."

Jimmy si limitò ad annuire, lanciando un'occhiata carica di malinconia all'acquaio. Ripensò alle volte che era entrato in cucina per trovarla affaccendata nel cucinare, o nell'apparecchiare con cura la tavola. Era tutta colpa sua, se la sua Jill se n'era andata.

A Jill piaceva la sua nuova casa.

Si sentiva finalmente libera da tutto e da tutti. Non c'era nessuno a sorvegliarla o dirle cosa fare, e soprattutto non c'era Teaspoon a lanciarle continuamente occhiate di biasimo.

I suoi pensieri tornavano sempre a lui.

Jimmy.

L'unico uomo di cui si fosse innamorata. E l'unico che le avesse fatto così tanto male.

Che stupida era stata a lasciarlo penetrare nella corazza che si era accuratamente costruita per evitare delusioni.

Non riusciva ancora a spiegarsi perché tra loro ci fosse stata quella scintilla, quell'attrazione immediata, ma era sicura di avergli donato il proprio cuore nel momento stesso in cui i loro occhi si erano incontrati.

Ci aveva creduto davvero.

E poi aveva scoperto che per lui tutto quello non aveva significato niente, che addirittura non gl'importava che Cody la corteggiasse.

Così era fuggita via, aiutata proprio dal biondo corriere e da Buck.

Al ristorante tutti sembravano volerle bene, anche se restava sempre nelle cucine, e la cosa non le dispiaceva perché non le piaceva molto stare a contatto con la gente.

Dopo aver passato al setaccio tutti i paesi e le città nei dintorni di Sweetwater, Jimmy stava iniziando a perdere le speranze. Probabilmente era tornata a casa sua.

Quasi non aprì bocca per giorni finché Teaspoon, esasperato, pensò bene di prenderlo da parte e fargli uno dei suoi soliti discorsetti, premurandosi di raccontargli il vero motivo per cui Jill era arrivata a Sweetwater, nella speranza di scuoterlo dal suo torpore.

Secondo Teaspoon la ragazza non provava assolutamente nulla per lui. Voleva soltanto sistemarsi, mettere su famiglia e sfuggire alla povertà di casa sua. Naturalmente Jimmy non prese affatto bene tali rivelazioni, ma se non altro la cosa sortì l'effetto desiderato: da quel pomeriggio non uscì più con Sundance per cercarla. Si concentrò sul lavoro al Pony Express, evitando la compagnia degli altri ragazzi e offrendosi anche di fare lavori extra per impegnare il tempo libero, con il solo scopo di dimenticare Jill.

Ancora una volta Teaspoon aveva visto giusto, dunque. Jill aveva portato solo guai, come previsto, e Jimmy sperava con tutto il cuore che sarebbe riuscito a togliersela dalla testa in qualche modo. Per il suo bene.

 

 

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