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Forbidden Love

Capitolo 1

Quella mattina Jimmy fu il primo a fare il suo ingresso in cucina. E, come era già capitato molte, troppe volte prima di allora, la scena che gli si parò davanti non era esattamente ciò che aveva sperato di vedere. Sul grande tavolo, evidentemente apparecchiato con imbarazzante noncuranza, erano state posate due brocche piene di latte e due vassoi sui quali erano state sistemate alla rinfusa altrettante pile di pancakes bruciacchiati, e ormai irrimediabilmente freddi.

Si voltò d'istinto quando sentì un rumore alle sue spalle, e si sentì quasi sollevato nel notare che Cody sembrava altrettanto scontento.

"Forse faremmo meglio ad occuparcene da soli.." mormorò con aria sconsolata, scuotendo la testa. "Non mi sembra una richiesta eccessiva quella di avere almeno una colazione degna di tale nome."

“Dobbiamo trovare al più presto una sostituta. Da quando Emma si è sposata va sempre peggio, come lei non se ne trovano e tutte quelle che abbiamo provato sono un disastro” si lamentò il ragazzo. “Questa colazione ne è la prova…”.

In quel momento fece il suo ingresso Buck, che non potè fare a meno di storcere il naso quando vide quello che avrebbe dovuto mangiare.

“Stanno cercando di avvelenarci?” chiese, prendendo un pancake tra due dita e annusandolo con disgusto.

“Non mangerò questa robaccia, credo che andrò in città, ci tengo alla mia salute…”

"E io vengo con te.." sospirò Jimmy dopo un'ultima occhiata al tavolo, "Vado a vestirmi."

Proprio allora Lou e Ike stavano facendo il loro ingresso nella stanza, e la ragazza sembrava decisamente di buon umore. "Sto morendo di fame! E' pronta la colazione?"

A quelle parole Jimmy non riuscì a trattenere una smorfia divertita, e prima di uscire diede una pacca sulla spalla a Lou, annuendo.

"Buona fortuna." ridacchiò, "Giuro che se ne uscirai viva farò da testimone alle tue nozze con Kid."

Cody ridacchiò a quelle parole, scuotendo la testa.

“Vengo a vestirmi anch'io, non vorrete mica lasciarmi qui a morire di fame!” si lamentò teatralmente, affrettandosi a vestirsi.

Buck, che era già pronto da un pezzo, aveva nel frattempo preparato i cavalli, e sorrise agli altri due quando finalmente li vide arrivare.

“Andiamo, o invece della colazione dovremo ordinare il pranzo!”.

I tre cavalcarono velocemente alla volta della città, e una volta arrivati sedettero a un tavolino del caffè che si era aperto da poco, gestito da un grasso donnone francese.

Quel giorno il locale era affollato, molti uomini sedevano come in attesa di qualcosa, parlottando e ridacchiando tra loro.

“Hey Jimmy!” esclamò Cody. “Oggi arriva la corriera con le ragazze!”

"Uh-uh.." ridacchiò l'altro in risposta, guardandosi attorno con aria da monello. "La nostra mattinata si prospetta interessante, nonostante tutto. Il mio stomaco è a dir poco inferocito e reclama a gran voce la sua colazione, ma se non altro ci sarà da rifarsi gli occhi."

“Stai diventando preoccupantemente simile a Cody…” ridacchiò Buck, chiamando una cameriera e ordinando la colazione per lui e gli amici.

Jill era alquanto nervosa.

La diligenza era strapiena di donne che ridacchiavano tra di loro, felici di arrivare a destinazione, tutte con l'abito da sposa ben riposto nella valigia.

Lei non conosceva nessuno, e ora che si avvicinava a destinazione non si sentiva più così tanto sicura di aver fatto la scelta giusta.

Aveva conosciuto Josh solo tramite lettera, non si erano mai visti se non in foto.

Quello delle spose per corrispondenza era un fenomeno piuttosto comune nel west, e lei aveva colto al volo quest'occasione per sfuggire alla povertà in cui viveva con una zia.

Un bel giorno lui le aveva chiesto di raggiungerlo, si sarebbero sposati a Sweetwater. La ragazza non se l'era fatto ripetere due volte e aveva immediatamente messo in valigia le sue poche cose e il vestito da sposa che le aveva confezionato la zia.

Il viaggio era stato piuttosto duro, ma aveva affrontato di peggio, e non si era mai lamentata.

Sospirando profondamente, come per farsi coraggio, scese lentamente i gradini della diligenza, prendendo la sua valigia e guardandosi intorno alquanto spaesata.

Le altre erano già tra le braccia dei loro futuri mariti, ma di Josh non c'era traccia.

Dal tavolino Jimmy aveva osservato attentamente la scena, commentando con Cody riguardo le nuove arrivate mentre consumava la sua colazione. Smise involontariamente di masticare quando vide che una delle fanciulle appena scese dalla diligenza era da sola, non c'era nessuno ad aspettarla. La osservò silenziosamente per alcuni istanti, e si sentì stringere il cuore quando la vide tanto spaesata. Era talmente assorto che quasi non sentì quello che Cody gli stava dicendo, e si voltò a guardarlo con un'espressione stranamente assente negli occhi.

"Scusami.. hai detto qualcosa?"

“Dove hai la testa Hickok?” ridacchiò il compagno, alquanto divertito dal suo insolito comportamento.

“A quanto pare sei rimasto molto colpito da quella ragazza” disse placidamente Buck, osservandola.

“Non mi sembra che si senta molto a suo agio…”

Dal canto suo, Jill continuava a stringere al petto lo scialle che aveva tolto dalle spalle, in un vano tentativo di aggrapparsi a qualcosa, sempre più spaesata.

Quasi gridò dallo spavento quando un uomo le si avvicinò, sorridendole tristemente.

Il colore sparì dal suo volto quando apprese la notizia che Josh era morto qualche giorno prima.

I puntelli della galleria nella quale stava lavorando avevano ceduto, e lui era rimasto schiacciato.

Con una stretta di spalle, l'uomo che l'aveva avvisata andò via, senza lasciarle nemmeno il tempo di rispondere.

Anche la diligenza era ripartita, e rimasta sola al centro della strada, la ragazza lasciò scivolare a terra lo scialle, troppo scossa per accorgersene.

Non aveva denaro con sé, non conosceva nessuno e non sapeva dove andare.

Cos'avrebbe fatto adesso?

Dopo una breve occhiata agli altri due Jimmy si alzò in piedi, abbandonando senza troppi complimenti la sua colazione, e si avvicinò con cautela alla ragazza, quasi temesse di spaventarla. Si fermò a pochi passi da lei e la guardò negli occhi per qualche momento, prima di raccogliere da terra lo scialle e porgerglielo senza una parola, sorridendo debolmente.

Jill dal canto suo lo guardò per un attimo, come per capire se potesse fidarsi di lui, e poi prese lo scialle, sfiorando con le dita la mano del ragazzo.

“G-grazie” riuscì a mormorare, abbassando in fretta gli occhi.

In quel momento un calesse a tutta velocità per poco non la investì, e l'avrebbe fatto di certo se il ragazzo non l'avesse tirata immediatamente a sé.

“Oh, Dio!” sbottò lei a quel punto. “Non so cosa mi prende, me la sono cavata da sola in situazioni più complicate di questa, eppure adesso mi sento…completamente persa…”.

Fu solo allora che si concesse di guardare nei profondi occhi color nocciola che la stavano fissando, abbozzando un timido sorriso.

"E' meglio togliersi dalla strada, tanto per cominciare." le disse dolcemente Jimmy, posando una mano dietro la schiena della ragazza per guidarla verso il tavolo dove erano seduti Cody e Buck. "Il mio nome è Jimmy" disse sorridendo mentre camminavano l'uno al fianco dell'altra, "Posso sapere il tuo?"

“Jill” sorrise lei. “Jill Cotton. Vengo dall'Alabama”.

Quando vide Jimmy in compagnia della ragazza, Cody per poco non si strozzò col suo latte, scattando immediatamente all'in piedi.

Buck, dal canto suo, si alzò e le fece cenno di sedersi, sistemandole una sedia tra la sua e quella di Jimmy.

Dopo una rapida occhiata al ragazzo al suo fianco, Jill sedette, presentandosi agli altri due.

Jimmy aveva intuito che per qualche motivo l'esito del suo viaggio non era stato quello sperato, ma non chiese niente in proposito. Non voleva assolutamente sembrarle impiccione o metterla a disagio.

"Hai un posto dove stare?" si limitò a chiederle in tono gentile, sorridendo mentre le avvicinava il vassoio con i biscotti, invitandola a servirsi.

Ricordando che non aveva mangiato nulla dalla sera prima, la ragazza gli sorrise riconoscente, prendendo un biscotto.

“La persona che aspettavo…è…è morta qualche giorno fa. Non ho soldi e non so dove andare, non posso nemmeno tornare a casa, non prevedevo di tornare a casa” spiegò lei , sospirando profondamente.

A quelle parole persino Cody si trattenne, evitando le sue solite battute, e si limitò a guardare Jimmy.

Dopo averci pensato su per qualche momento Jimmy sollevò un sopracciglio, e guardò gli altri due con un'espressione in volto che non prometteva nulla di buono. Quindi spostò nuovamente lo sguardo sulla ragazza, e sorrise.

"Come te la cavi in cucina?"

“Bene, cucinavo sempre io per gli altri a casa” spiegò lei con un sorriso.

“Perché?”

“Beh credo proprio che tu abbia trovato un posto dove stare” sorrise Buck, lanciando un'occhiatina divertita a Jimmy.

Jimmy ricambiò lo sguardo, e un momento dopo era già in piedi. "Andiamo, Cody, direi che hai già mangiato almeno per due persone!" ridacchiò rivolto all'amico, che non sembrava avere alcuna intenzione di abbandonare la sua colazione, porgendogli un paio di biscotti.

"Puoi mangiare questi per strada. Ma alzati da quel tavolo se non vuoi che ce ne andiamo senza di te!"

Un estremamente seccato Cody mise in tasca quanti più biscotti possibile, prima di seguire gli altri, ancora sgranocchiandone uno al cioccolato.

Quando arrivarono ai cavalli, Jill guardò alternativamente i tre, chiedendosi come avrebbe fatto a salire con quel vestito ingombrante, e chi avrebbe cavalcato con lei.

"Posso avere l'onore?" Jimmy domandò con un sorriso, indicando Sundance con un cenno della testa.

“Certo che si” sorrise la ragazza, salendo insieme a Jimmy mentre Buck si occupava del suo bagaglio.

“Dov'è che mi state portando?”

"A casa nostra" rispose il ragazzo, "Ti spiegherò quando saremo arrivati, ho una proposta da farti."

Arrivati alla stazione Jimmy aiutò Jill a smontare, e non riuscì ad impedirsi di ridacchiare quando vide che gli altri erano usciti in cortile e li stavano guardando con aria interrogativa.

Dal canto suo, la ragazza pareva alquanto in imbarazzo, e rimase accanto a Jimmy, sentendosi protetta dalla sua presenza.

“Dov'è Teaspoon?” chiese allora Buck a Lou, notando con aria divertita che Jill si era nascosta dietro Jimmy, e gli aveva poggiato le mani sulle spalle, come pronta a scappare in ogni momento.

"Credo fosse alle prese con uno dei cavalli" rispose la ragazza, facendo il possibile per non ridacchiare alla vista di Jimmy usato come scudo dalla nuova arrivata. Il ragazzo, dal canto suo, pensò bene di spostarsi all'improvviso e approfittare della distrazione di Jill per invertire i ruoli e spostarsi dietro di lei, posandole le mani sui fianchi per impedirle di scappare.

"Lei è Jill" sorrise Jimmy, "E' appena arrivata in città ed ha bisogno di un posto dove stare.."

La ragazza, colta di sorpresa, rimase a fissare gli altri con aria spaventata, rassicurata soltanto dalla presenza di Jimmy.

Stranamente si sentiva sempre al sicuro con lui vicino, anche se l'aveva conosciuto solo da poco, e il fatto che le stesse così vicino non le dava per niente fastidio.

"Che sta succedendo qui?" domandò Teaspoon, che si stava avvicinando al gruppetto a passo spedito. Si fermò a pochi metri di distanza, guardando alternativamente Jimmy e la ragazza, e incrociò le braccia davanti al petto in attesa di una risposta.

Involontariamente, Jill indietreggiò di un passo, premendo la schiena contro il petto di Jimmy, sempre più pronta a scappare.

“Abbiamo trovato la sostituta di Emma” esordì allegramente Cody.

Teaspoon sollevò un sopracciglio con interesse a quelle parole, e guardò di nuovo la ragazza prima di annuire.

"Bene. Che faccia tre giorni di prova, e deciderò se tenerla o meno." disse, prima di dirigersi verso le stalle a passi veloci.

Fu solo in quel momento che Jill si voltò a guardare Jimmy, alzando un sopracciglio con aria interrogativa.

"Emma si occupava della casa e della stazione" iniziò lui, "Adesso si è sposata, e si è trasferita altrove. Abbiamo bisogno di qualcuna che la sostituisca, in cambio di vitto e alloggio, e se te la senti puoi provare. Che ne dici?" concluse con un sorriso, facendo il possibile per trattenere l'impulso irrefrenabile di scostare una ciocca di capelli dal viso della ragazza, e guardandola negli occhi.

Sostenendo lo sguardo, Jill sorrise, e annuì.

“Non ho molte alternative, e non saprei proprio dove andare…Ti sono molto grata per quello che stai facendo per me, Jimmy…”

"Oh, stai sicura che saremo noi a ringraziarti!" ridacchiò lui, "Da quando Emma se n'è andata non siamo più riusciti a consumare un pasto degno di tale nome.."

“Davvero?” ridacchiò lei a quel punto, scuotendo la testa.

“Beh spero di essere all'altezza allora!”

“Jimmy?” esordì Buck alle loro spalle, ignorando i sorrisini maliziosi che Cody stava lanciando alla coppia.

“Perché non le mostri la sua camera? Magari vorrà fare un bagno e cambiarsi, immagino che sia stato un lungo viaggio…”

“Oh, si è stato massacrante…” sospirò lei.

“Anche se vedo che ti dispiace toglierle le mani di dosso, Jimmy…” ridacchiò Cody, incapace di trattenersi oltre, occhieggiando le mani del ragazzo, ancora intorno ai fianchi di Jill.

A quella parole Jimmy lasciò immediatamente la presa, indietreggiando, e arrossì quasi impercettibilmente. "Mi dispiace.. non mi ero accorto.." mormorò, guardando Jill come a scusarsi, per poi lanciare un'occhiataccia a Cody. Dopo aver raccolto i bagagli della ragazza le fece cenno di seguirlo, mentre si avviava verso la grande casa.

Lanciando un'occhiata da monella a Cody, Jill seguì Jimmy scuotendo la testa.

Una volta in casa, la ragazza si voltò verso di lui con gli occhi sgranati.

“Io…starò qui?” chiese, meravigliata. “Ma questa casa è grandissima!”.

Abituata com'era alla povertà e allo squallore della sua piccola città, quasi non riusciva a credere di poter dormire in un vero letto, di poter avere un bagno tutto per lei.

Ad un tratto, sopraffatta dall'emozione, non si trattenne e gettò le braccia al collo di Jimmy, abbracciando il suo benefattore, incapace di esprimere a parole la felicità che provava in quel momento.

Il ragazzo esitò per qualche istante prima di ricambiare l'abbraccio, gli occhi enormi per la sorpresa. Quando infine si ritrasse deglutì nervosamente, cercando di scacciare dalla mente il pensiero di come quel semplice contatto era sembrato assolutamente perfetto . Talmente perfetto da lasciarlo quasi stordito. Rimase a fissarla per qualche momento con una strana espressione negli occhi, finché venne bruscamente riportato alla realtà da una delle solite risatine di Cody.

"Puoi fare un bagno se vuoi, e riposare un po'."

“Grazie Jimmy…di tutto…” rispose la ragazza, sorridendogli di nuovo, guardandolo a lungo mentre si allontanava con Cody.

“Allora Hickok…a quanto pare ci siamo presi una bella cotta, non è vero?” stava intanto ridacchiando il biondo ragazzo, alle costole di Jimmy, nonostante l'altro stesse cercando di seminarlo.

"Non essere assurdo, Cody." brontolò Jimmy, alzando gli occhi al cielo con aria esasperata per poi voltarsi a guardarlo, aggrottando le sopracciglia con aria inquisitoria. "Cosa ti fa pensare una cosa del genere?"

“Direi che è più che evidente dal modo in cui vi guardate” spiegò l'altro con aria da monello.

“Dal modo in cui vi siete abbracciati. E anche lei a quanto pare è rimasta molto colpita da te. Non dirmi che non ti sei accorto che è una gattina selvatica…e che si fa avvicinare soltanto da te…”

"Forse perché sono l'unico che ci ha provato, ad avvicinarsi a lei." replicò Jimmy, riprendendo a camminare a passo spedito. "Sto solo cercando di essere gentile nei suoi confronti, tutto qui. Fine della discussione."

Dal canto suo Cody gli lanciò un'occhiatina col viso di chi la sa lunga, ma non rispose.

Kid era solo nel dormitorio, appena tornato dalla sua corsa, quando entrò Jimmy.

“Hey” lo salutò. “Ho saputo che hai trovato la sostituta di Emma”.

"Già." si limitò ad annuire l'altro, mentre sedeva sul suo letto. "Andata bene la corsa?" domandò dopo qualche attimo, in un tentativo di cambiare argomento.

“Si, il sentiero era tranquillo, e non sono particolarmente stanco. Buck si sta occupando di Katy” spiegò, sedendo sul letto, sospirando profondamente.

“Com'è questa ragazza? La nuova, intendo. Non ho potuto chiederlo prima perchè altrimenti Lou mi avrebbe linciato!” ridacchiò, pensando alla gelosia ingiustificata della sua amata.

"Beh è.. spaesata, direi." rispose Jimmy dopo qualche momento, "Ha affrontato un lungo viaggio e non conosce nessuno qui a Sweetwater. Vorrei tanto che riuscisse a sentirsi a casa."

“Come mai è venuta qui?” chiese allora il ragazzo, inspiegabilmente sospettoso nei confronti della nuova arrivata.

“Infondo non sappiamo nulla di lei, avresti dovuto lasciarla dov'era”.

"E'.. arrivata in città questa mattina, con la diligenza." spiegò Jimmy, "La persona che avrebbe dovuto essere lì ad aspettarla è morta qualche giorno fa, a quanto pare, e si è ritrovata da sola. Non potevo lasciarla in mezzo a una strada, Kid. E ti assicuro che non è affatto pericolosa, è solo spaventata."

“Non lo so…” mormorò l'altro.

“A proposito…Cody mi ha detto che è una gran bella ragazza a quanto pare… ha ragione?” ridacchiò ad un tratto, dimenticati per un attimo tutti i suoi dubbi.

“Perché se è così scommetto che ci ritroveremo la casa invasa di spasimanti! Lo stesso Cody ha già annunciato che vuole invitarla in anticipo per il ballo di primavera, così crede di poter avere la precedenza!”

"L'ho già invitata io." rispose Jimmy quasi senza rendersene conto, per poi abbassare immediatamente lo sguardo e chiudere gli occhi per un momento. Cosa diamine gli era saltato in mente? Perché mentire a Kid? Stupido.

"Vado a controllare Sundance." mormorò mentre si alzava in piedi, dirigendosi verso la porta.

Kid lo guardò uscire con l'aria di chi la sa lunga, e ridacchiò. Pensando che infondo i sospetti di Cody fossero fondati.

 

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