Amin mela lle

 

Capitolo 7

 

Boromir si svegliò prima dell'alba quella mattina. Fece capolino nella stanza del fratello, ancora profondamente addormentato, per dargli il suo buongiorno in silenzio. E come sempre sorrise nella penombra, alla vista dei suoi capelli dorati sparsi sul cuscino e lo sguardo sereno che aveva dipinto in volto. Come un bambino. Richiuse la porta con cautela, e attraversò l'ampio corridoio del palazzo ancora silenzioso e addormentato dirigendosi verso le stanze da bagno.

Rimase a lungo immerso nella vasca, con gli occhi chiusi. Pensò a lei. E ripensò a tutti gli avvenimenti dei giorni precedenti, a come era cambiata la sua vita da quando l'aveva incontrata in quella locanda, ripromettendosi che avrebbe fatto di tutto pur di non perderla, adesso che l'aveva trovata.

Dopo essersi asciugato e vestito con cura decise di scendere nelle cucine: fra gli sguardi curiosi e gli inchini riverenti delle cuoche passò brevemente in rassegna le dispense, presenziò con interesse all'infornatura del pane e assaggiò con gusto almeno tre diversi tipi di biscotti appena sfornati. I primi raggi del sole davano il loro buongiorno a Minas Tirith quando uscì solennemente dai suddetti locali armato di diversi sacchettini riempiti fino all'orlo di delizie varie, seguito dagli sguardi soddisfatti di alcune cuoche decisamente divertite dall'insolita visita e dal buon umore del loro signore.

Fece un salto in armeria per poi dirigersi a tutta velocità alle scuderie, sistemare con cura i vari bagagli e partire al galoppo alla volta della casetta, con il cuore in subbuglio al pensiero di rivedere Gilraen e trascorrere un pò di tempo in tranquillità con lei.

Ellin guardò con un sorrisino soddisfatto la donna che ancora dormiva beatamente.

Aveva sentito in lontananza che qualcuno stava arrivando ed era quasi certo di sapere di chi si trattasse.

Gilraen non si era  svegliata, e l'elfo le sistemò le coperte per non farle prendere freddo, le posò un leggero bacio sulla fronte e poi si diresse verso la porta d'ingresso, aprendola.

“Buongiorno!” disse a Boromir, che stava scendendo da cavallo in quel preciso momento.

Gli rivolse uno sguardo molto cordiale e continuò:”Gil sta dormendo. Era molto stanca e il suo sonno non è stato tranquillo. Ha pianto molto ieri sera…”

"Buongiorno a te" lo salutò Boromir, ricambiando lo sguardo amichevole e fermandosi a pochi passi da lui. Sapeva bene di non essersi comportato bene con Ellin, e adesso era sicuro di essersi sbagliato sul suo conto. Prese un profondo respiro, e per una volta riuscì a mettere da parte l'orgoglio.. Si fece coraggio pensando che Faramir sarebbe stato fiero di lui, e sorrise debolmente: "Credo di doverti le mie scuse" disse in tono gentile, "Immagino di averti fatto una pessima impressione."

“Sono io che devo scusarmi…ti ho giudicato male senza nemmeno conoscerti…è solo che forse sono troppo protettivo nei confronti di Gil…” disse l'elfo guardandolo negli occhi.

“Ho capito che la ami tanto…e spero che voi siate felici…adesso vai da lei…io andrò a intrattenere Eomer, altrimenti sono sicuro che andrebbe in giro a cercare Gil!”. Gli sorrise amichevolmente e gli strizzò l'occhio.

Dopo avergli dato una pacca sulla spalla in segno d'incoraggiamento, gli aprì la porta e gli fece segno di entrare.

Non appena l'uomo fu entrato, Ellin salì a cavallo e partì al galoppo sorridendo soddisfatto.

Boromir abbandonò i vari sacchetti sul tavolo, e in silenzio entrò in camera da letto. Rimase per qualche minuto in piedi accanto al letto ad osservarla, assorto, ascoltando il suo respiro. Infine si chinò su di lei, posandole tanti piccoli baci sul viso e accarezzandole i capelli. Quando Gilraen aprì gli occhi le sorrise, mormorandole un dolcissimo buongiorno.

Lei si chiese se stesse ancora dormendo, non le sembrava possibile che Boromir fosse lì con lei…

 Si strofinò gli occhi e poi si sollevò sui gomiti chiedendogli con voce assonnata:”Perché sei qui?...Dovresti…essere con lei…”.

Lo fissò intensamente e poi si distese di nuovo, voltandosi in modo da dargli le spalle, sperando che fosse abbastanza chiaro e che lui andasse via presto.

In quel momento desiderò ardentemente tornare a casa e dimenticarlo, sapeva che non era giusto quello che stavano facendo.

"Gil?"

Ora aveva tutto ben chiaro, se non altro.. la stava perdendo, e probabilmente aveva già deciso di ripartire con Ellin. Si sentì mancare al solo pensiero di non rivederla più. Doveva assolutamente fare qualcosa, farle capire che in un modo o nell'altro sarebbero riusciti a risolvere quella situazione, insieme. Non poteva combattere quella battaglia da solo. Sedette sul letto accanto a lei, posandole una mano sulla spalla: "E' con te che voglio stare, non con lei." disse dolcemente.

Nessuna reazione. Si stese allora dietro di lei, abbracciandola stretta, e le mormorò in un orecchio: "Non allontanarmi, Gil. Ho bisogno di te come dell'aria che respiro.."

Lei chiuse gli occhi per un momento…anche lei aveva bisogno di lui…lo amava troppo e non voleva che finisse tutto così.

Si girò  e lo abbracciò stretto per un momento senza parlare, poi gli sussurrò, vicinissimo alle sue labbra:”Ti amo tanto…”, e lo baciò a lungo, dolcemente e lentamente, chiudendo gli occhi e lasciandosi finalmente andare a quelle sensazioni che tanto le erano mancate…

Boromir rispose al bacio inaspettato stringendola forte a sé.. Staccò le labbra da quelle di Gilraen solo per un momento, guardandola intensamente negli occhi, prima di baciarla ancora. E stavolta la tempestò di baci, ognuno accompagnato da un "ti amo" mormorato in mezzo ai respiri affannosi. Era di nuovo con lei, e non gli sembrava vero.. gli sarebbe bastato quel momento per dare un senso a tutta una vita.

In quei momenti Gil avrebbe voluto che il tempo si fermasse…le sembrava che il mondo appartenesse solo a loro due…

Cominciò a spogliarlo lentamente, sempre guardandolo negli occhi. Lui la lasciò fare, poi la aiutò a togliersi la veste da notte che aveva indosso. Rimasero per un attimo a guardarsi con desiderio, finchè lei non cominciò ad accarezzargli lentamente il petto, le spalle, i capelli… lo baciò di nuovo con passione e poi lo guardò con desiderio, aspettando la sua prossima mossa…

Lui si stese sulla schiena e le lanciò un'occhiata maliziosa, sorridendo. La tirò a sé per baciarla ancora, e colse l'occasione per afferrarla dolcemente per i fianchi e farla stendere sopra di lui. Una volta riuscito nel suo intento le sorrise di nuovo, sollevando un sopracciglio con l'aria da monello presa in prestito dal fratello per l'occasione, e si abbassò per baciarle il collo.

Gilraen lo guardò con aria divertita, quando le sue carezze si fecero più insistenti le sfuggì un gemito e chiuse gli occhi con espressione estasiata…

Quando li riaprì gli lanciò uno sguardo interrogativo, non sapeva ancora bene cosa lui avesse intenzione di fare e si limitò a baciarlo e accarezzargli i capelli, facendo aderire il suo corpo a quello dell'uomo…

Boromir era sicuro di non aver mai sentito niente di più dolce dei sospiri e i gemiti di Gilraen in tutta la sua vita. Ben deciso a provocare altri di quei suoni magnifici la strinse a sé.. si concentrò sul suo collo con maggior ardore e iniziò istintivamente a muoversi piano sotto di lei, tenendola stretta per i fianchi.

La guardò con occhi pieni di desiderio e riprese a baciarla sulle labbra e sul mento, tracciando una scia con la lingua fino alla spalla per poi fermarsi a morderla e baciarla, deliziato dal sapore e dal profumo della pelle di Gilraen.

Lei era molto arrendevole e si lasciò toccare e baciare da Boromir…

Gli sussurrò all'orecchio dolci frasi in elfico, non aveva mai provato niente di simile, di così coinvolgente…lui le stava donando sensazioni molto forti e così cominciò a muoversi sensualmente contro di lui, sospirando e gemendo piano vicino al suo orecchio, mordicchiandogli il lobo delicatamente…

Lui per tutta risposta gettò la testa indietro con un gemito di apprezzamento, e lasciò la presa sui fianchi per scendere ad accarezzarle lentamente le cosce. Si lasciò andare alla sensazione di quel corpo perfetto contro il suo, accompagnando ogni movimento di Gilraen con un sospiro estasiato. Reclamò nuovamente le sue labbra per baciarla con impeto, sicuro che non avrebbe resistito a lungo a quella dolce tortura senza perdere il controllo.

Gil continuò a muoversi contro di lui, baciandogli le labbra e il collo, adorava sentirlo gemere e vedere il suo viso sconvolto dal piacere.

Istintivamente si mosse con più intensità su di lui, ma preferì lasciare a lui il comando e gli lanciò un'occhiata che espresse il suo bruciante desiderio…

Boromir colse l'invito all'istante: quel singolo sguardo sortì l'effetto di annientare definitivamente quello che rimaneva del suo autocontrollo, e solo qualche momento dopo era sopra di lei.. Stavolta non si preoccupò affatto di contenere la sua passione e la amò a lungo, fino a lasciare entrambi spossati e ansanti, intrecciati in uno stretto abbraccio.

Dopo un po' Gilraen gli disse ridacchiando: “ Se vuoi puoi svegliarmi così anche tutti i giorni!”

Lo guardò e gli chiese: “Non hai fame?” fece per alzarsi e gli propose: “Se vuoi ti preparo  la colazione…”

Boromir ridacchiò a sua volta e le posò un rapido bacio sulle labbra, facendola stendere di nuovo.

"Non osare alzarti" disse sorridendo "Ci penso io." e così dicendo si alzò, stiracchiandosi, e si diresse verso l'armadio in cerca di qualcosa da indossare: la prospettiva di farsi sorprendere nudo in giro per casa da Ellin decisamente non lo entusiasmava.

Le lanciò un'ultima occhiata e un sorriso prima di uscire dalla stanza. Una volta in cucina accese il caminetto, e mentre aspettava che il latte fosse abbastanza caldo sistemò i vari dolcetti su un vassoio. Appena fu tutto pronto tornò in camera e sedette nuovamente sul letto accanto a lei, con il vassoio in grembo, sorridendole dolcemente.

Gil sorrise di rimando e gli disse:”Sei dolcissimo”. Gli si avvicinò , prese un dolcetto e lo imboccò, dandogli un bacio dolcissimo sul collo. Sistemò meglio il vassoio sul letto e fece sedere l'uomo accanto a lei.

“Come vorrei che il tempo si fermasse in questo momento… “Lo guardò e gli disse:”Ti amo… con te sono incredibilmente felice…”

"Ti amo anch'io" sussurrò lui, accarezzandole una guancia "E ti giuro che presto saremo anche più felici di quanto lo siamo adesso.."

Posò un dito sulle labbra di Gilraen quando vide che stava per replicare, e le sorrise scuotendo la testa. Poi si alzò di nuovo, e disse allegramente: "Non muoverti, torno fra un istante", e scomparve di nuovo, diretto in cucina.

Fece ritorno dopo un momento, come promesso, tenendo in mano qualcosa dalla forma allungata, avvolto in una pesante stoffa di velluto rosso e adornato da una cordicella dorata avvolta tutta attorno. Posò il misterioso fagotto in grembo a Gilraen: "L'ho fatta fare per te.." sorrise.

Lei lo guardò per un attimo senza capire, poi con mani tremanti sciolse il nodo e tolse la cordicella, svolse il pesante velluto e trovò una bellissima spada.

Guardò di nuovo Boromir, incredula e mormorò:”E' bellissima…”la prese in mano e notò anche che era molto leggera. La rimise sul velluto e gettò le braccia al collo dell'uomo, riempiendogli il viso di baci e dicendogli: “Sei proprio speciale…così dolce e premuroso…”lo baciò intensamente, cercando di esprimere tutta la gratitudine e l'amore che non riusciva ad esprimere con le parole.

Spostò la spada e fece stendere Boromir accanto a lei.

Il tempo passò senza che loro se ne accorgessero, per tutta la mattina e buona parte del pomeriggio restarono a letto a parlare, ridere, riempirsi di attenzioni e gesti d'affetto a vicenda…

“L'altro giorno Faramir mi ha fatto vedere il palazzo…o almeno una parte…perché è arrivato tuo padre e…non sembrava molto felice di vederci là…” disse Gilraen

Si alzò sui gomiti e lanciando un'occhiata a Boromir continuò:”Sai che non ho ancora visto le tue stanze? Ho visto solo quelle di tuo fratello…non mi sembrava giusto essere lì mentre non c'eri…ho pensato che forse tu non avresti voluto…”.

Boromir aggrottò le sopracciglia pensieroso, prima di guardarla di nuovo: "Mi piacerebbe moltissimo mostrartele di persona, Gil" disse con un sorriso, invitandola ad alzarsi. Si rivestirono a vicenda, senza alcuna fretta, e insieme sellarono i cavalli e partirono alla volta della Cittadella.

Non molto più tardi erano nelle scuderie del palazzo. Boromir aveva appena riposto la sua sella quando si voltò a guardarla con una strana espressione dipinta in volto, le labbra piegate in un mezzo sorriso malizioso. Si guardò attorno con circospezione, assicurandosi che non ci fosse nessuno nei pressi, e le si avvicinò minacciosamente per poi spingerla contro la parete vicina e baciarla di nuovo con impeto. Anche se in quel momento fosse entrato nelle scuderie suo padre stesso non se ne sarebbe preoccupato, era troppo felice di essere con lei per curarsi del resto del mondo.

Gil rispose al bacio con passione. Non si aspettava certamente una cosa del genere e sorrise tra sé e sé sussurrandogli all'orecchio:”Sei un incosciente…lo sai vero?” gli sorrise brevemente e poi cominciò a mordicchiargli il lobo dell'orecchio, avendo scoperto che quello era il suo punto più sensibile in certi momenti d'intimità…

Boromir la lasciò fare, ed espresse il suo apprezzamento gemendo piano e socchiudendo gli occhi. Poi la guardò, mordendosi le labbra: "E tu sai che non dovresti provocarmi, dal momento che sono un terribile incosciente" mormorò, "Potrebbe succedere qualcosa di molto sconveniente, non trovi?"

Non attese una risposta e con le mani si fece lentamente strada sotto la sua tunica per accarezzarle la pelle nuda, mentre la baciava di nuovo con crescente passione.

Lei s'irrigidì quando sentì l'inconfondibile rumore di passi, e gli sussurrò “Arriva qualcuno!”, si allontanò velocemente da lui, lo guardò un po' spaventata perché non sapeva chi stesse arrivando, poi cercò di calmarsi e sistemò la sella del suo cavallo.

In quel momento fecero il loro ingresso nelle stalle re Theoden e suo nipote Eomer.

Non appena la vide, il viso di Eomer s'illuminò, si avvicinò a lei e le baciò dolcemente una mano, sussurrandogli:”Speravo di rivedervi mia principessa…”

Theoden notò l'occhiataccia che Boromir lanciò al nipote, e così gli disse:”Eomer, lasciami salutare la giovane figlia di Vardamir …”

Gilraen si affrettò a inchinarsi e gli disse:”Molto onorata mio re”. Theoden la fece rialzare e sorrise soddisfatto, dicendole:” Vi auguro una felice serata mia signora” e si allontanò.

Prima di seguire lo zio, Eomer si avvicinò a Boromir e gli sussurrò rabbiosamente nell'orecchio:”Non la meriti…dovrebbe essere mia…” e si allontanò, non prima di essersi inchinato a Gilraen.

Appena si allontanarono lei si avvicinò a Boromir, gli diede un bacio sulle labbra e gli accarezzò la guancia, dicendogli:” E' uno stupido pieno di sé…non ti offendere per quello che dice…lo sai che amo te…”

"Lo so" rispose lui, ma lanciò comunque un'occhiataccia nella direzione in cui Eomer e lo zio si erano allontanati. Poi sospirò, e le sorrise: "Andiamo" disse "..non rispondo delle mie azioni se restiamo ancora qua da soli" concluse la frase con un ghigno divertito, per poi esibirsi nella pessima imitazione di uno spietato mostro cattivo e inseguire Gilraen fino all'uscita, ridendo.

Quando arrivò vicino al quadro di Boromir che il fratello le aveva mostrato nella sua prima visita a palazzo, Gil si girò a guardarlo…e poi disse:”Questo quadro è molto bello, davvero… ma credo che esprima solo una parte del tuo essere…la tua parte fiera e combattiva” lo guardò con occhi pieni d'amore e poi chiese:”il tuo lato dolce, premuroso e gentile…lo mostri solo a me o anche ad altri?”si girò a guardarlo divertita, aspettando la sua risposta…

Lui finse di pensarci su un attimo, accompagnando il tutto con un lungo 'uhm' per rendersi più credibile, poi le lanciò un'occhiata divertita: "Uso mostrarlo solo a te e Faramir" disse, salvo poi aggiungere in fretta "..il mio lato dolce, premuroso e gentile naturalmente" e sfoderò un largo ghigno che non prometteva nulla di buono. Si assicurò ancora una volta che fossero da soli e la prese per mano, conducendola fino alle scale che portavano al piano superiore e alla sua stanza.

Gil gli sorrise, seguendolo docilmente, poi gli disse:” E se ci vede qualcuno?”con uno sguardo un po' preoccupato.

Le bastò guardare Boromir e ridacchiando con aria maliziosa mormorò:”Sei un incosciente, vero?”

"Decisamente"

Una volta chiusa la porta alle loro spalle le lanciò l'ennesima occhiata maliziosa, invitandola a seguirlo in camera da letto. La stanza era ampia e bene illuminata, non molto diversa da quella di Faramir se non per le maggiori dimensioni. E mentre la stanza del fratello era impeccabile quanto a ordine, nella sua facevano bella mostra vari indumenti distrattamente abbandonati su una poltrona, che tuttavia si premurò di rimuovere in tutta fretta scusandosi per il disordine.

La donna sorrise tra sé e sé, le piaceva vedere il posto dove lui dormiva, il luogo dove si rintanava quando era triste o voleva chiudere tutto il mondo fuori…

Lo guardò e gli disse:”E' proprio come me l'immaginavo…e…non devi preoccuparti del disordine, credo che faccia parte di te… “. Gli si avvicinò e gli diede un leggero bacio sulla guancia, e abbracciandolo gli mormorò:”Lo sai che mi piaci così come sei…e non smetterò mai di dirti quanto ti amo…”

"Sono felice di piacerti così come sono" rispose lui, sorridendole dolcemente "..dal momento che dovrai sopportarmi per molto, molto tempo."

La strinse a sé e rimase pensieroso per qualche momento, prima di guardarla di nuovo: "Dove vorresti vivere?"

Lei rimase un po' sorpresa da quelle parole…

“Se mai vivessimo insieme?” ridacchiò lei…”Mi piacerebbe tanto che tu vedessi Minyatur… da una parte mi piacerebbe vivere lì tra la mia gente, vicino al mio mare…ma dall'altra non potrei mai chiederti di abbandonare le tue terre…lo so quanto ci tieni e quanto ti mancherebbe il tuo popolo e tuo fratello…”

Lo guardò seriamente per un attimo, poi continuò:”Ma il problema non si pone…credo che Eowyn verrà a stare qui con te…”

Si staccò da lui, immersa nei suoi pensieri, ed andò a sedersi sul divano…

Boromir la guardò per un momento, prima di avvicinarsi e inginocchiarsi davanti a lei: "E' vero che sono destinato a prendere il posto di mio padre qui.." disse, prendendo una mano di Gilraen fra le sue, "Ma posso scegliere l'esilio.. Lasciare il regno a Faramir e venire con te a Minyatur. So che lascerei Gondor in buone mani.."

Sorrise debolmente, stringendo la mano di Gilraen. Gli era costato moltissimo soltanto considerare l'ipotesi di lasciare per sempre la sua città e il suo popolo, ma in fondo al cuore sapeva che per lei sarebbe stato capace di fare qualsiasi cosa.

Gil lo guardò intensamente e sussurrò:”Non te lo lascerei mai fare…mai…a costo di perderti…anche a costo di scappare via dove tu non potresti mai trovarmi…il tuo regno ha bisogno di te Boromir…devi sposare quella ragazza…e regnare su Gondor…” abbassò in fretta lo sguardo maledicendosi per non essere più forte. Una lacrima le scese sulla guancia, ma lei l'asciugò in fretta con un gesto un po' rabbioso.

Infondo sapeva di avergli detto la verità, lei non glielo avrebbe mai permesso…a costo di non rivederlo mai più…

Lui le accarezzò la guancia, in silenzio. Poi sedette accanto a lei, prendendola fra le braccia: "Non piangere" le sussurrò, "So che riusciremo a sistemare tutto, in un modo o nell'altro"

La guardò negli occhi, e sorrise: "Re Théoden è dalla nostra parte.. mi ha detto che avrebbe parlato con mio padre"

Si lasciò andare contro il suo petto e si calmò ascoltando il battito del suo cuore. Passarono lunghi minuti, poi lei ruppe il silenzio dicendo:”Mio padre non è un problema…noi non trattiamo le donne come oggetto di scambio… e lui vuole solo che io sia felice…non mi imporrebbe mai un matrimonio…”

Lo guardò con occhi imploranti, e mormorò:”Vorrei tanto riuscire ad essere ottimista come te…”

Chiuse gli occhi e lo baciò.

Lui rispose al bacio, accarezzandole i capelli. Dopo qualche momento si alzò, sorridendo, e si diresse alla porta: "Siete in trappola, madama.." disse lanciandole un'occhiata maliziosa, e rapidamente girò la chiave nella toppa senza staccare gli occhi da quelli di Gilraen. Lentamente iniziò a slacciare i bottoni della tunica.

La donna gli lanciò un'occhiata di sfida per poi dire:”Ah si? E chi ti dice che mi farò prendere così facilmente?Non sei mica così irresistibile…”

Lentamente si allontanò da lui, guardandolo negli occhi  con aria di sfida…

Boromir sollevò un sopracciglio con aria offesa, prima di sfoderare il più temibile dei sorrisi maliziosi: "Ah sì? Io dico che ti conviene consegnarti al nemico di tua spontanea volontà" ridacchiò, avvicinandosi minacciosamente "E ti ricordo che oltretutto io e te abbiamo un conto in sospeso.."

Con un'abile mossa Gil riuscì a fargli perdere l'equilibrio e farlo cadere proprio dove voleva…sul grande letto al centro della stanza.

Gli bloccò i polsi e salì a cavalcioni su un Boromir stranamente arrendevole…

Si avvicinò alle sue labbra sussurrandogli maliziosamente: “Sei pronto per le torture?”… lo guardò intensamente negli occhi e lo baciò a lungo con passione…

"Dipende che genere di torture.." sorrise lui, per poi cercare nuovamente le labbra di Gilraen. Era curioso di vedere cosa aveva in mente, e non provò neppure a liberare i polsi. Rimase perfettamente immobile al suo posto, in attesa della sua prossima mossa.

Cominciò a baciargli il viso, per poi scendere al collo, dove si soffermò, baciandolo leggermente e dirigendosi verso l'orecchio gli mordicchiò il lobo, mentre con una mano gli accarezzava il petto nudo.

“Credo che ti farò urlare…:”gli sussurrò sensualmente all'orecchio.

"Ti sfido.." mormorò lui, "Se ci riesci mi offro di inventare una risposta credibile per eventuali domande imbarazzanti"

Anche se Gilraen aveva lasciato la presa e i suoi polsi erano ormai liberi non si mosse, ma rimase in attesa guardandola con aria di sfida. E ammise a sé stesso che non gli spiaceva affatto essere in balìa di quella splendida creatura.

Lei lo guardò con occhi scuri di passione per poi dedicarsi al suo corpo.

Baciò ogni centimetro del suo petto, lentamente scendendo verso lo stomaco dell'uomo.

Gli lanciò un altro sguardo malizioso e poi si abbassò a denudarlo del tutto, dedicandosi alla zona inferiore del suo corpo.

Accarezzò e baciò tutte le sue zone sensibili e decise che non si sarebbe fermata finchè non lo avrebbe sentito urlare…

Boromir non riusciva a staccare gli occhi da lei: quella visione andava oltre la più sensuale delle sue fantasie. Non perse neanche il suo più piccolo movimento, gemendo occasionalmente e accarezzandole i capelli con una mano. Fu solo dopo alcuni minuti che il suo sguardò vacillò; afferrò convulsamente un lembo della coperta in un vano tentativo di controllarsi, ma dovette infine arrendersi quando un'ondata di piacere intensissimo lo travolse. Gettò la testa indietro e tremò con violenza.. perdendo la sua sfida quando si ritrovò a gridare, sopraffatto dalle sensazioni.

Gilraen sorrise tra sé e sé, guardandolo in quell'attimo in cui il fiero guerriero aveva definitivamente perso il controllo…

Gli si avvicinò quando lui era ancora con gli occhi chiusi, gli spostò dolcemente i capelli dal viso e gli baciò la fronte e le labbra delicatamente.

Quando lui aprì gli occhi gli sorrise e sussurrò:”Ho vinto…” gli lanciò un'altra occhiata e ridacchiando con aria da monella chiese:”E adesso cosa dirai mio prode guerriero?”

Per tutta risposta Boromir si limitò a mormorare qualcosa di incomprensibile e abbracciarla, cercando di calmare il respiro ancora affannoso.

"Non credo che oserò mai più sfidarti" ridacchiò dopo qualche momento, accarezzandole una guancia. Poi si fece serio, e la guardò a lungo negli occhi, intensamente. "Ti amo, Gil.." sussurrò "Più di qualsiasi altra cosa"

Lo guardò con occhi pieni d'amore e sussurrò di rimando:”Anche io ti amo Boromir…sei la cosa più importante della mia vita…perderti per me sarebbe come perdere il mio cuore…”

Gli diede un bacio dolcissimo e lo aiutò a rivestirsi e a sistemare la stanza, poi si avviarono mano nella mano nei giardini.

Boromir pensò bene di cercare un angolo riparato di giardino, in modo da poter passeggiare con Gilraen mano nella mano, al riparo da occhi indiscreti. Così la condusse attraverso il boschetto, in direzione della piccola radura dove usava incontrarsi con il fratello fin da quando erano bambini. Evidentemente non erano però l'unica coppia in cerca di privacy: appena usciti dal boschetto si trovarono di fronte nientemeno che Faramir e Eowyn, mano nella mano e occhi negli occhi.

Si fermarono a guardarli, i due sembravano non essersi accorti della loro presenza…

Gil guardò Boromir con occhi sorpresi e divertiti, quando lui simulò un colpo di tosse per farsi sentire dal fratello.

Lei guardò Faramir divertita, anche se il ragazzo aveva un aria colpevole, ed Eowyn sembrava spaventata. Attese che fosse Boromir a parlare, anche perché non avrebbe saputo cosa dire.

"Abbiamo scelto lo stesso angolo di giardino, a quanto pare" ridacchiò Boromir rivolto al fratello "Ma temo di essermi perso qualcosa" aggiunse, guardando con aria divertita prima l'uno e poi l'altra. Eowyn si limitò ad abbassare lo sguardo, e Faramir arrossì visibilmente prima di trovare il coraggio di parlare: "Ecco.. le stavo soltanto mostrando i giardini" balbettò "cioè.." guardò in direzione di Gilraen in cerca di supporto, ma i suoi poveri tentativi di trovare una giustificazione credibile fallirono miseramente quando non trovò nient'altro da dire. Lanciò un'occhiata al fratello e si sentì immensamente sollevato quando vide che stava sorridendo e non sembrava per niente dispiaciuto dai nuovi sviluppi della situazione. Anzi, ne sembrava addirittura contento.

Eowyn alzò timidamente la testa, guardando prima Boromir e poi Gilraen, per poi tirare a sua volta un sospiro di sollievo.

Gil decise di allentare la tensione e così chiese allegramente:”E' questo l'angolo di giardino dove venite sempre voi due?”

Guardò l'uomo con aria di complicità e poi lanciò uno sguardo a Faramir col quale volle fargli capire che non c'era niente di cui vergognarsi.

Proprio in quel momento arrivarono Eomer ed Ellin.

Al solito, Eomer si avvicinò a Gilraen lanciando un'occhiataccia a Boromir e le baciò dolcemente la mano inchinandosi. Lei gli rispose con un sorriso di circostanza senza dargli confidenza e notò divertita lo sguardo soddisfatto che le aveva lanciato il suo Boromir.

Ellin salutò tutti e poi si diresse verso di lei sorridendole:”Come va piccola peste? Fatto la brava?”

Lei gli rispose ridacchiando con aria innocente:”Ma certo! Io sono un angioletto!”

L'elfo si portò le mani sugli occhi  ridendo, ed esclamò:”Tu? Un angioletto?”

Gil partì subito alla carica e, conoscendo i punti sensibili dell'elfo cominciò a fargli il solletico, finchè lui non le disse tra le risa:”Basta! Pieta!!”continuò a ridacchiare e poi esclamò:”Eh si… l'uomo che ti avrà dovrà armarsi di grande pazienza…”

Lanciò un'occhiata d'intesa a Boromir e poi mise un braccio sulle spalle dell'amica in segno d'affetto.

Eomer era rimasto estasiato a quella vista. Per lui sarebbe stato un sogno essere trattato  come lei faceva con quell'elfo… farla ridere e poterla abbracciare.

Sentì a malapena quello che si stavano dicendo…

“Dobbiamo riprendere gli allenamenti con l'arco e la spada se vogliamo restare agili e scattanti…” stava dicendo l'elfo, e la donna annuì col capo.

Quale migliore occasione?pensò tra sé e sé il guerriero, e si fece avanti dicendo:”Sarei molto onorato di potermi esercitare con voi… mi piacerebbe vedere le tecniche di combattimento degli elfi ma… anche voi combattete mia signora?”chiese con un viso sbalordito…

"Combatte, e con gran valore" si intromise Boromir, "Ma temo di essermi prenotato prima di te per le esercitazioni" accompagnò la frase con un sorrisino e una scrollata di spalle, con il solo intento di irritare l'altro. E, almeno a giudicare dall'espressione di Eomer, ci era riuscito perfettamente.

Lanciò uno sguardo a Ellin e gli sorrise, prima di guardare intensamente Gilraen.

Lei ricambiò il suo sguardo intenso, sperando che lui ricordasse quello che gli aveva detto nelle stalle riguardo Eomer.

Il rohirrim lo guardò con rabbia crescente, dicendosi che tanto prima o poi Gilraen avrebbe capito che lui era molto meglio di quell'insignificante Boromir…ma lo sguardo che si lanciarono non gli piacque per niente e non lasciava presagire niente di buono…almeno per lui.

"Oggi siamo stati troppo impegnati per esercitarci con la spada" disse Boromir con un sorriso malizioso, ignorando deliberatamente Eomer "Ma possiamo iniziare domani.." si avvicinò a Gilraen, e le accarezzò brevemente una guancia per poi prenderle il viso fra le mani "Che ne dici, amore mio?" sussurrò, e senza attendere una risposta la baciò con fervore. Sperava che sarebbe bastato a chiarire la situazione a Eomer: Gilraen era sua, e non aveva alcuna intenzione di dividerla con nessuno. Men che meno con lui.

Gil rispose al bacio con eguale passione ma il contatto in pubblico la imbarazzò un po'.

Nel frattempo Eomer era rimasto in disparte, livido di rabbia e continuò semplicemente a fissare con sguardo di puro odio il suo rivale Boromir.

Gli si rivolse sgarbatamente dicendogli:”Davvero di cattivo gusto…fossi in te ad avere una fortuna simile non la umilierei in questo modo davanti a tutti…e se poi lo venisse a sapere tuo padre?” . Stavolta il suo sguardo era davvero poco rassicurante, anche perché vide dal viso di Gil che aveva colpito in un punto debole e ne era molto soddisfatto.

"Mio padre verrà certamente a saperlo, Eomer di Rohan" replicò Boromir, lanciandogli un'occhiata gelida "Ma non da te, posso assicurartelo."

Gli si avvicinò e aggiunse in tono calmo, anche se lo sguardo che aveva negli occhi non era dei più rassicuranti: "Credo anche che io e te dovremo parlare, prima o poi."

Detto questo prese per mano Gilraen, e le sorrise come se niente fosse accaduto. Lanciò un'occhiata riconoscente a Faramir quando pensò bene di allentare la tensione generale, intromettendosi nella discussione: "Ci conviene rientrare" esordì allegramente, "Fra non molto sarà pronta la cena e vorrete certamente fare un bagno e cambiarvi prima di sederci a tavola"

Ellin rimase a lungo a fissare Eomer con sguardo glaciale. Lo vide allontanarsi  e si avvicinò a Boromir, mettendogli una mano sulla spalla gli mormorò:”Potrebbe creare dei problemi…ormai ha perso la testa…”

Si girò a guardare Gil e disse:” Su andiamo, Denethor ci ha invitati a cena e… oh credo di non averti detto che restiamo a palazzo…ci ha invitati a restare qui…sono già andati a prendere le nostre cose.”

Lanciò un'occhiata soddisfatta prima a Gil  e poi a Boromir, che si guardavano felicissimi e increduli, poi continuò:”Se vuoi puoi fare un bagno…magari il padrone di casa può mostrarti le stanze da bagno mentre io vado a cambiarmi..” guardò di nuovo Boromir con aria di complicità e poi andò a cambiarsi.

 

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