Amin mela lle

 

Capitolo5

Gilraen era inquieta, non sapeva se Boromir sarebbe venuto da lei quella sera, ma decise comunque di recarsi al laghetto che aveva notato qualche giorno prima a fare un bagno e rilassarsi. Prese dei teli per asciugarsi e partì al galoppo.

Arrivata al boschetto legò il cavallo ad un albero, ne discese e prendendo tutto il necessario si inoltrò sul sentiero, guidata dai raggi della luna, che quella sera era particolarmente luminosa. Si mise in ascolto e quando si rese conto di essere assolutamente sola si svestì, lasciando gli indumenti vicino alla riva, e si tuffò. Il contatto con l'acqua fredda la rinvigorì all'istante e ben presto istintivamente cominciò a nuotare sott'acqua, rilassandosi e tonificando i muscoli.

Un esausto Boromir stava nel frattempo cavalcando veloce alla volta di Minas Tirith. Era stata una giornata decisamente lunga, e non vedeva l'ora di arrivare a casa; si rabbuiò per un istante quando realizzò che probabilmente non avrebbe avuto il tempo di far visita a Gilraen quella sera.. Gli sembrava di non vederla da giorni, o settimane, e invece si erano salutati solo quella mattina..

Arrestò il cavallo quando un movimento nella semioscurità del boschetto attirò la sua attenzione; quindi smontò, la mano già pronta ad afferrare l'elsa della spada.. Avanzò lentamente, per trovarsi di fronte ad un cavallo che ruminava placidamente, legato al tronco di un grosso albero.. A quella vista Boromir si rilassò, lasciando la presa sulla spada e scuotendo la testa; quando lanciò una seconda occhiata all'animale gli parve che la sella gli ricordasse qualcosa.. Era sicuro di conoscerne il proprietario.

Decise dunque di legare il suo cavallo e addentrarsi nel boschetto..

Decisamente rilassata, Gilraen continuava a nuotare, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. Adorava stare in acqua…

Arrivato nei pressi del laghetto Boromir scorse una pila di vestiti abbandonati sull'erba nei pressi della riva, ma nessuna traccia del loro proprietario. Si avvicinò ancora, cercando di non fare rumore, e rimase sbalordito quando vide Gilraen emergere dalla superficie dell'acqua per riprendere fiato..

Notando qualcosa di strano sulla riva, la donna riemerse e non riuscì a trattenere un urlo spaventato quando vide un uomo che la osservava. Presto però si rese conto che era Boromir ed esclamò:”Boromir! Mi hai fatto prendere uno spavento!Cosa ci fai qui?”…istintivamente portò le mani intorno al busto a coprire il seno, era incredibilmente imbarazzata e lui non le staccava gli occhi di dosso.

"Ecco io.." balbettò lui, sperando che nella penombra Gilraen non si sarebbe accorta che era arrossito fino alla punta dei capelli "Mi spiace.. non sapevo" riuscì infine a dire, e guardò altrove in fretta quando si rese conto che continuare a fissarla non sarebbe stato d'aiuto a nessuno dei due. Rimase immobile, girando e rigirando nervosamente un'estremità della tunica fra le mani, aspettando la reazione di Gilraen.

Lei non sapeva cosa fare e alla fine gli disse:”Ero venuta un po' qui per rilassarmi…pensavo che non ti avrei visto questa sera…” lo guardò di nuovo e gli disse: ”Pensi di andare a casa adesso?” Mentre parlava si stava avvicinando alla riva. “Boromir?mi passeresti uno di quei teli lì vicino?”

Boromir la guardò di nuovo, ma non si mosse. Si morse le labbra, indeciso sul da farsi: l'unica cosa che sapeva era che se lei fosse uscita dall'acqua e si fosse rivestita sarebbe finito tutto.. Ed era ben deciso a non lasciarsi sfuggire il momento: era tutto troppo perfetto per rovinarlo, e Gilraen davvero troppo bella per lasciarla scappare ancora una volta..

Senza staccare gli occhi dai suoi slacciò il mantello, lasciandolo cadere a terra, e iniziò ad occuparsi dei bottoni della tunica..

Quando vide quello che stava facendo, Gilraen non sapeva se essere contenta o intimorita. Infondo lo desiderava anche lei, era tutto troppo bello, ma non riusciva ad impedirsi di essere imbarazzata.

Non appena Boromir finì di spogliarsi Gilraen rimase senza fiato…era davvero bellissimo…

Lui studiò per un momento la sua reazione.. Temeva di esser stato troppo avventato, e che lei lo avrebbe rifiutato; quando fu abbastanza vicino da leggere il desiderio negli occhi di Gilraen, tuttavia, mise da parte ogni preoccupazione e si apprestò a raggiungerla nell'acqua. Gelida. Chiamando a raccolta tutta la sua forza di volontà riuscì infine a farsi coraggio.. "E' ghiacciata!" rabbrividì, avvicinandosi a lei; senza esitare la abbracciò, sussurrandole all'orecchio: "Temo che dovrai scaldarmi adesso"

Gli mise le braccia al collo e fece aderire il suo corpo a quello dell'uomo. Prima gli riempì il viso di baci e poi si avvicinò al suo orecchio e cominciò a tracciarne i contorni con la punta della lingua. Di tanto in tanto lo mordicchiava, e quando guardò di nuovo nei suoi occhi vide la passione che lo infiammava e lo baciò.

Boromir rispose al bacio con ardore, premendo il suo corpo contro quello di Gilraen, stringendola a sé.. Si fermò solo un attimo per guardarla negli occhi, prima di spostare le sue attenzioni sul collo e le spalle, accarezzandole i capelli, la schiena e ancora giù, perdendosi nell'intossicante dolcezza delle sue curve perfette..

Lei si lasciò andare a quelle sensazioni forti, gli accarezzò i capelli, gli diede piccoli morsi sul collo, alternandoli con rapidi baci, si aggrappò alle sue spalle con forza, mano mano che le sue carezze diventavano più insistenti, temendo di non riuscire a resister a quella dolce tortura…

Senza alcun preavviso Boromir la prese in braccio, conducendola a riva, per poi stenderla sopra uno dei teli che aveva portato da casa.. Si inginocchiò davanti a lei, osservandola in silenziosa reverenza, e si sentì sopraffare dall'amore e dal desiderio per quella splendida creatura.. "Sei bellissima" mormorò senza fiato, posando gli occhi nei suoi..

Gilraen arrossì sotto quello sguardo e con modestia gli disse: “Sei tu che sei bello”…

Lui scosse la testa in silenzio, sorridendo, e si abbassò su di lei per baciarla ancora..

Rispose al bacio con ardore, ammirando il suo corpo alla pallida luce della luna. Poi lo strinse a sé, per sentire il calore e la forza del suo essere, cominciò ad accarezzargli piano le spalle, le braccia e la schiena, rabbrividendo per il freddo e per il desiderio…

Boromir non riuscì a trattenere un gemito quando la sentì tremare stretta a lui.. Si abbassò per baciarle il collo, scendendo lentamente fino ai seni, accarezzandole i fianchi.. Gilraen gemette piano, guardando l'uomo chino su di lei, straordinariamente bello, dolce e sensibile. Gli sollevò il viso e, avvicinandolo a lei, lo guardò intensamente, gli mordicchiò il labbro inferiore e poi lo baciò con passione e trasporto. Quasi senza rendersene conto spinse il bacino verso quello di Boromir, allacciando le braccia intorno al suo collo..

Lui la guardò negli occhi per un istante, prima di afferrarla dolcemente per i fianchi e spingersi lentamente dentro di lei.. Si morse le labbra nell'intento di reprimere un gemito, e chiuse gli occhi quando si sentì travolgere da un turbinio di sensazioni intensissime alle quali non avrebbe saputo dare un nome..

Le sfuggì un gemito a quel contatto, si strinse ancora di più a lui con gli occhi chiusi, persa in quei momenti che sembravano appartenere solo a loro due.

Le sembrava di fluttuare in un'altra dimensione, perse la cognizione del tempo e si concentrò solo sui loro corpi e sulle sensazioni che lui le stava donando. Il ritmo di Boromir aumentò gradualmente, e lei credette di impazzire, fino a quando, con un grido, raggiunsero il piacere insieme.

Rimasero abbracciati senza parlare per qualche minuto, per paura d'interrompere quel momento magico.

Gilraen cominciò ad accarezzargli la schiena, e poi dolcemente gli sussurrò:”Credo che dovremmo rivestirci, comincia a fare freddo…” . Gli mormorò, quasi imbarazzata da quella richiesta, : “Stanotte…vorresti restare a dormire con me?”. Lo guardò con occhi imploranti, sperando che lui capisse quanto fosse importante per lei poter dormire accanto all'uomo che amava…

"Sarebbe un sogno" sorrise lui, posandole un bacio sulla fronte. La strinse a sé ancora una volta e si alzò, con cautela, aiutando Gilraen a fare lo stesso.

Fino a quel momento non si era reso conto della temperatura, ma adesso aveva effettivamente freddo. Rabbrividì, affrettandosi a raccogliere i suoi indumenti e iniziò a rivestirsi, salvo poi fermarsi incantato ad osservarla.. Infilò la tunica e le si avvicinò, sorridendo.. La baciò dolcemente sulle labbra, aiutandola a rivestirsi..

Lei gli rivolse un'occhiata divertita e lo lasciò fare. Quando finì di rivestirsi cominciò ad occuparsi di lui, gli chiuse i bottoni della tunica, raccolse il mantello e glielo mise, avvicinando il volto al suo. Gli prese una mano e gli pose un leggero bacio sul palmo, per poi sussurrargli:”Andiamo…”

Arrivarono alla casetta poco più tardi, la luna era già alta e la città addormentata.. Una volta accese le candele in camera da letto e tolto il mantello Boromir si occupò del fuoco, inginocchiandosi pensieroso davanti al camino.. Ancora non riusciva a credere a quello che era accaduto fra lui e Gilraen, e per la prima volta in vita sua si sentiva davvero felice.. Una felicità della quale aveva ignorato l'esistenza fino a quel giorno, e sorrise fra sé e sé perso in quella nuova, dolcissima sensazione.

Gilraen infilò una veste da notte ed entrò in camera da letto. Sorrise nel vedere Boromir che accendeva il fuoco. “Mi sembra così naturale vederti qui con me…come se io e te vivessimo insieme da sempre…” lo guardò e gli sorrise e presa una spazzola cominciò a pettinarsi i lunghi capelli neri.

Lui alzò lo sguardo nella sua direzione e sorrise di rimando: "E io non vedo l'ora di vivere davvero con te" disse alzandosi. Le si avvicinò da dietro e le mordicchiò scherzosamente il collo, approfittando della momentanea distrazione di Gilraen per prendere possesso della spazzola.

"Magari proprio in questa casetta" aggiunse sorridendo, e iniziò a pettinarle la lunga cascata di capelli corvini con tutta la premura possibile.

Chiuse gli occhi rilassandosi al tocco del suo amato e desiderò ardentemente che il tempo si fermasse…

Quando lui terminò di pettinarla, lo guardò e gli disse:”Non sei stanco?Che ne dici di andare a letto?”

"Solo se posso tenerti stretta a me per tutta la notte" sorrise lui, e così fece.. si addormentò abbracciato a Gilraen solo pochi minuti dopo, sfinito.

Rimase a guardarlo per parecchi minuti. Era bello poterlo avere lì con lei che dormiva come un bambino. Doveva essere veramente stanco, pensò. Dopo un po' anche lei si addormentò, cullata dal respiro lento e regolare di Boromir.

Mattiniera come al solito, Gilraen si svegliò prima di lui. Decise di non svegliarlo, e così riuscì a sgusciare fuori dal suo abbraccio e cominciò a rivestirsi. Controllò che lui stesse riposando bene, e gli sistemò le coperte, posandogli un delicatissimo bacio sulla fronte.

In lontananza sentì gli zoccoli di un cavallo, e come al solito uscì fuori a vedere chi stava arrivando.

Rimase piuttosto sorpresa quando notò che si avvicinava Faramir…

"Buongiorno!" la salutò lui smontando "Immagino che mio fratello sia qui" aggiunse, e con un largo sorriso le porse il piccolo sacco che aveva appena scaricato da cavallo. "Sono riuscito a sgattaiolare nelle cucine e prendere qualcosa per la colazione" disse, dopo averla abbracciata con affetto "Non è molto, ma abbiamo dell'ottimo pane ancora caldo, latte appena munto, del burro e addirittura un pò di deliziosa confettura di mirtilli"

Lei lo guardò affettuosamente e gli disse:”Sei sempre così premuroso…”. Lo abbracciò caldamente e lo guidò all'interno della casa, fino in camera da letto, dove Boromir dormiva ancora profondamente.

Gli sussurrò all'orecchio:”non ho avuto coraggio di svegliarlo…”

"E ne comprendo benissimo il motivo" rispose Faramir, divertito dall'insolita visione di suo fratello che dormiva sereno e beato come un bambino: Boromir era stato cresciuto come un soldato, e come un soldato era abituato a dormire con un occhio aperto e una mano sulla spada, pronto a difendersi in caso di pericolo. Spesso bastava il minimo rumore per svegliarlo, anche quando era al sicuro fra le mura di casa sua, e Faramir lo sapeva bene. Si voltò a guardare Gilraen, e le sorrise.

"E' cambiato molto da quando sei entrata nella sua vita" disse "Beh, cambiato in meglio naturalmente" concluse con una smorfia divertita, pizzicando una guancia alla sua futura cognata.

Lei ridacchiò e si avvicinò al suo amato, sussurrandogli dolcissime frasi in elfico e accarezzandogli i capelli. Non appena fu sveglio gli diede un allegro buongiorno e un dolce e veloce bacio sulle labbra.

“Il tuo adorato fratellino ci ha portato tante leccornie…vuoi fare colazione?” gli chiese, sempre guardandolo negli occhi e sorridendo. Ringraziava i Valar ogni momento per averle fatto incontrare Boromir, era così felice che a volte aveva paura che fosse tutto un bel sogno…

"Magari" mormorò lui con aria assonnata, sorridendo. Non avrebbe potuto immaginare un risveglio migliore.. Si sollevò sui gomiti e la baciò, prima di lanciare uno sguardo a Faramir, che nel suo angolino ridacchiava e si copriva scherzosamente gli occhi con entrambe le mani.

Si stiracchiò pigramente e seguì Gilraen con lo sguardo mentre usciva dalla stanza, per poi guardare nuovamente il fratello.

"Buongiorno" sorrise.

"A te, fratellone" rispose l'altro, porgendogli i pantaloni "Dormito bene?"

"Decisamente"

Dopo aver fatto colazione (o meglio dopo aver aspettato che Faramir finisse di fare colazione) decisero di approfittare della bella giornata per mostrare a Gilraen le bellezze del regno. Una volta usciti dalle mura si diressero a est, la loro escursione allietata dal buonumore generale, dai raggi tiepidi del sole primaverile e dalle canzoni di Faramir.

Improvvisamente Gilraen vide un puntino in lontananza. Ben presto fu in grado di scorgere chi era, anche se gli altri non potevano perché era ancora troppo lontano. E non riuscì ad impedirsi di esclamare:”Per i Valar!”. Lanciò il cavallo al galoppo, dimentica dei due fratelli, concentrata solo sull'elfo che, vedendola arrivare, era smontato da cavallo e la guardava sorridendo.

“Ellin!”, esclamò, una volta scesa da cavallo. Gli gettò le braccia al collo e si abbracciarono stretti per qualche minuto. Non si era nemmeno resa conto dei due fratelli che erano giunti al galoppo e si guardavano perplessi e confusi.

Cominciarono a parlare in elfico.

“Cosa ci fai qui?” gli chiese, lacrime di felicità che le rigavano il volto…

“Volevo vedere se stavi bene…mi mancavi troppo, sono mesi che sei partita, e quando Sim ha portato il messaggio che ti saresti trattenuta a Gondor ho deciso di raggiungerti…”le rispose, con un sorrisino sulle labbra.

Lei capiva benissimo l'importanza di quel gesto. Ellin detestava viaggiare e essere arrivato fin lì significava veramente tanto…

Si abbracciarono di nuovo, e poi lui scherzosamente le disse “Ti avevo vista già da molto prima, ma credo che la tua vista si sia abbassata…”

Gilraen lo guardò e ridacchiando gli rispose: “Ma che bugiardo!”, finse di colpirlo, ma lui le bloccò le braccia e l'avvicinò a sé chiedendole:”Cosa ci fai in compagnia di questi due?”.

Solo in quel momento lei ricordò che non era sola, e con aria colpevole si girò a guardarli, evitando lo sguardo di Boromir. Gli disse:” Lui è Ellin, vi avevo parlato di lui, ricordate?”, si rivolse poi all'elfo dai capelli scuri al suo fianco e, accantonando il linguaggio elfico, in modo che anche gli altri potessero capire, gli disse: “Questi sono Boromir e Faramir, figli di Denethor, il sovrintendente di Gondor”.

L'elfo gli rivolse un semplice cenno con la testa, deciso a osservarli e tenerli sotto controllo.

Boromir si limitò a ricambiare lo sguardo, senza alcun cenno di saluto. Faramir accanto a lui lo osservava preoccupato, ben cosciente del fatto che suo fratello non aveva affatto gradito le dimostrazioni d'affetto che i due si erano scambiati né lo sguardo sospettoso di Ellin.. Infine guardò l'Elfo, ricambiando il saluto in silenzio, e spostò lo sguardo su Gilraen, senza preoccuparsi affatto di nasconderle la sua ansia.. Il modo in cui suo fratello stava fissando il "rivale" non prometteva niente di buono..

"Vi auguro di trascorrere una buona giornata" disse infine Boromir, con un tono degno del suo orgoglioso padre, senza staccare gli occhi da quelli di Ellin. "Credo sia ora di rientrare" continuò, spostando lo sguardo su Gilraen, "A presto Gilraen, figlia di Vardamir." E detto questo fece dietrofront e riprese la via di casa, seguito da un affranto Faramir.

Il tono e le parole gelide che le aveva rivolto le fecero molto male. Non riusciva a capire il motivo per cui si era comportato così…

Ellin la guardò con sguardo interrogativo. Aveva capito subito che era rimasta male e si avvicinò a lei in silenzio passandole un braccio sulle spalle per consolarla.

Lei rimase per qualche minuto assorta nei suoi pensieri, poi si confidò con l'amico di sempre, dicendogli tutto quello che era successo.

Lui la guardò per un attimo. Con gli occhi esprimeva disapprovazione, e infine le disse:”Come hai potuto essere così cieca? Non ti rendi conto che ti ha solo usata?”.. Quelle parole la fecero stare solo peggio, ma sicuramente davano un senso al comportamento di Boromir.

Ellin la guardò, sinceramente preoccupato per lei, e con tono più dolce le disse :”Ci si innamora sempre delle persone sbagliate…lo so che non potevi immaginarlo…ma hai visto anche tu che è un maleducato…e che a te non ci tiene affatto…credo che tu debba considerare la possibilità di tornare a casa insieme a me…”.

Lacrime cominciarono a rigarle il volto, non poteva credere di aver immaginato tutto, che l'uomo che amava l'aveva solo sfruttata e poi buttata via…Si lasciò abbracciare dall'elfo, come sempre pronto ad offrirle il suo sostegno e il suo affetto.

Quando si fu calmata gli disse:” Andiamo a casa, dovrai essere stanchissimo”.

Salirono a cavallo e giunsero alla casetta. A Gilraen faceva male entrarci, non riusciva a smettere di pensare a Boromir, ma si fece coraggio e finse indifferenza, pur sapendo che non avrebbe ingannato neppure per un attimo il suo compagno.

Lui le prese la mano e le disse:”Adesso ci sono io a prendermi cura di te…non permetterò che ti faccia ancora del male…Resteremo a Gondor ancora per qualche giorno, poi torneremo a Minyatur, dove potrai dimenticare tutto questo”. Le diede un bacio sulla fronte e si diresse verso i suoi bagagli.

“Tuo padre ti manda questo”, le disse, mostrandole un bellissimo vestito argentato, ricamato a mano dalle elfe di Minyatur. “E perché mi ha mandato un vestito così?”chiese lei incredula. “Dice che sa che ti servirà…” le rispose con un sorriso, poi cambiò velocemente argomento mostrandole l'arco, la faretra e i pugnali che le aveva portato. “Questi li avevi dimenticati a casa…ho pensato di portarteli…”.

Gilraen prese il suo arco e cominciò a tendere la corda entusiasticamente. “Mi è proprio mancato!”. Il suo viso si oscurò un attimo al pensiero che avrebbe tanto voluto farlo provare a Faramir…ma accantonò subito quei pensieri, dicendosi che avrebbe dovuto dimenticare tutta quella storia…

Denethor sembrava addirittura allegro. Da quando aveva dato la notizia del fidanzamento di Boromir con la nipote di Théoden il suo umore era migliorato notevolmente, ma quel giorno stava evidentemente mirando a battere ogni record precedente, con sommo stupore di tutti gli abitanti del palazzo.

Si premurò di mettere a punto gli ultimi preparativi per la festa di quella sera e si chiuse nel suo studio, chiamando a rapporto un messaggero. Scrisse di persona l'invito, e dopo averlo sigillato con la ceralacca lo consegnò al servitore con l'ordine di portarlo immediatamente alla figlia di Vardamir..

Ellin le aveva portato di tutto da Minyatur, e passarono quasi tutta la mattina ad aprire pacchetti e parlare di casa.

“Non ti ho detto la notizia più importante!” esclamò lui con entusiasmo. “E cioè?”, chiese Gilraen con aria divertita.

“Tuo padre mi ha nominato capitano dell'esercito di Minyatur!” rispose l'elfo.

“Ma è fantastico!” esclamò la donna, felicissima per il suo amico, e gli gettò le braccia al collo congratulandosi con lui.

Proprio in quel momento bussarono alla porta e fu Ellin ad andare ad aprire. Gli fu consegnato un invito per una festa quella sera al palazzo del Sovrintendente, per annunciare il fidanzamento ufficiale di Lord Boromir con Lady Eowyn nipote di re Theoden di Rohan.

Scosse la testa molto preoccupato per la reazione di Gil, stava quasi per nasconderlo, quando lei arrivò dietro di lui chiedendo con curiosità chi aveva bussato.

L'elfo le spiegò con calma della festa…

Gilraen era apparentemente molto fredda, ma Ellin sapeva benissimo che dentro di lei stava molto male, ormai gli bastava un'occhiata per capirla. Ad un tratto le disse: "Credo che sarebbe maleducato da parte tua non andare…”... Lei gli rivolse un'occhiata triste “Andare alla festa per vedere la persona che amo con la sua fidanzata? E per di più dover sopportare il suo atteggiamento freddo e distaccato come se non mi conoscesse?”

“Ci sarò io al tuo fianco” le disse solennemente l'elfo, e continuò :”Io ti farò da accompagnatore, e non permetterò a nessuno di trattarti male, sarò lì a infonderti coraggio quando li vedrai, mi devi solo promettere una cosa”.

“Che cosa?” domandò lei incerta…

“Promettimi che non perderai mai la tua dignità…qualunque cosa vedrai, qualunque cosa accadrà…ricorda che sei un soldato, e che sei una principessa…non permettergli di farti ancora più male”.. Le sue parole aleggiavano ancora nella stanza, quando Gilraen, recuperato il suo portamento fiero e composto gli rispose: “Te lo prometto…”

"Non ti prepari per la festa?" chiese Faramir accomodandosi sul divano accanto al fratello, rinchiuso nel suo studio ormai da diverse ore. Si era rifiutato di parlare anche con lui fino a quel momento, e l'altro aveva pensato di non insistere e dargli il tempo di sbollire la rabbia. Conosceva bene le ire di Boromir, e sapeva che non sarebbe durata a lungo.

"Fra un momento" rispose l'altro, senza guardarlo.

"L'ha detto lei stessa che sono soltanto amici, Boromir.."

"Beh, in tal caso si è trattato di un saluto decisamente molto caloroso, non trovi?"

"Non si vedevano da molto.. Tu avresti salutato me allo stesso modo."

"Sei mio fratello."

"E lui è come un fratello per lei. E' la stessa cosa."

Boromir scosse la testa, sorridendo amaramente. Si alzò e lanciò un'occhiata a Faramir, ancora seduto, che lo guardava dal basso. "Da che parte stai, Faramir?"

"Dalla tua, fratello mio. Come sempre." rispose l'altro, senza esitare.

"Non mi pare."

Faramir si alzò di scatto, guardando duramente il fratello: "Proprio perché sto dalla tua parte non ti permetterò di rovinare tutto con il tuo pessimo carattere."

Boromir gli lanciò un'occhiata stupita, colto decisamente di sorpresa dall'atteggiamento severo del suo tranquillo fratellino. Non ebbe il tempo di replicare che Faramir lo stava già spingendo verso la porta: "Vai a cambiarti. Sai che a nostro padre non piace aspettare" disse, con lo stesso tono risoluto "E fai in modo di non rovinare la serata con uno dei tuoi soliti colpi di testa."

 

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