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Al cuore non si comanda
Capitolo 25 La mattina seguente, Gil aprì gli occhi, ma li richiuse subito, girandosi dall'altra parte. Non aveva nessuna voglia di alzarsi, e niente per cui valesse la pena farlo. Erano anni che non si concedeva un'intera mattina a letto, e aveva intenzione di ricominciare a farlo. Faramir si era alzato presto come d'abitudine, e aveva pensato bene di lasciarla riposare. Il sole era già altro quando Boromir fece timidamente capolino nella stanza, portandole un vassoio con la sua decisamente abbondante colazione. Si era reso conto di essersi comportato da 'testone scorbutico' la sera precedente, e aveva tutte le intenzioni di farsi perdonare in qualche modo. Vide che Gilraen stava ancora dormendo, e dopo aver posato il vassoio sul tavolo sedette sul bordo del letto, indeciso sul da farsi. Sentendo qualcuno accanto a lei, la donna aprì lentamente gli occhi, strofinandoseli per scacciare via il sonno. “Boromir…” Lui accennò un sorriso, e si sporse per darle il suo bacio del buongiorno come d'abitudine. "Ti ho portato la colazione" disse, "Ma puoi mangiare più tardi, se preferisci riposare ancora un pò." “Non ho fame” rispose lei, ricordando che non aveva mangiato nemmeno il giorno prima. “Mi sono scusata con Gawain ieri sera. Spero tu sia contento. Adesso non ne voglio più parlare, se vuoi fare il capofamiglia dispotico fai pure, io resto a letto” E con questo si girò dall'altro lato, rannicchiandosi su se stessa, quasi scomparendo sotto le coperte. "Fai come vuoi" sospirò Boromir alzandosi, "Non so neanche io perché ci tenevo tanto a scusarmi con te." Lasciò il vassoio sul tavolo e dopo un'ultima occhiata a Gilraen uscì scuotendo la testa, premurandosi di richiudere la porta alle sue spalle. Quel pomeriggio, Gil uscì con Haldir e i suoi fratelli per pattugliare il confine ovest. Non le sembrava vero di essere tornata a Lorien, coi suoi vecchi amici, a cavalcare in quei boschi meravigliosi, capaci di infondere un gran senso di pace. Ovvero, lo avrebbero fatto se non ci fosse stato Boromir, col quale ultimamente andava sempre peggio. Cercò di non pensarci per tutto il giorno, aveva avvisato Faramir che avrebbe dormito fuori, e dato che non aveva nessuna intenzione di parlare con suo marito, gli aveva chiesto di farlo lui. Dormire fuori era una necessità, in quanto non sarebbero riusciti a tornare prima che calasse la notte, e quindi si sarebbero dovuti accampare per riposare un po'. La giornata si trascinò lenta, priva di particolari avvenimenti. Faramir e Boromir trascorsero gran parte del tempo con Gawain, dividendosi fra libri e duelli di spade, e arrivati alla sera crollarono entrambi per la stanchezza, addormentandosi sul piccolo divano nel flet di Boromir. Elenath passò tutto il tempo con Lady Galadriel, dato che il suo amato sarebbe tornato solo il giorno successivo. Il gruppo di esploratori tornò nel pomeriggio inoltrato. Rumil corse dalla sua Elenath, ansioso di rivederla, e Gil e Haldir si scambiarono un'occhiata divertita prima di salutarsi. Quando la donna tornò nel suo flet, lo trovò vuoto. Stanca dalla lunga marcia di quel giorno e del giorno prima, tolse i vestiti da viaggio e infilò una veste da notte, stendendosi sul letto per sonnecchiare un po'. Boromir rientrò piuttosto tardi, di ritorno da una visita a Caras Galadhon con il fratello, e stanco com'era non si preoccupò neanche di spogliarsi prima di distendersi accanto alla moglie, addormentandosi quasi subito. La mattina seguente, Gil rimase a lungo a guardarlo mentre dormiva, riflettendo sul da farsi. Lui aprì gli occhi solo per un momento, stiracchiandosi, per poi richiuderli e abbracciare istintivamente Gilraen a metà fra il sonno e la veglia, mormorando qualcosa di incomprensibile. Sorridendo fra sé e sé, lei ricambiò l'abbraccio, posandogli un bacio sul petto. “Cos'hai detto?” ridacchiò, guardandolo in viso. "Mmmmh.." fu la risposta di Boromir, ancora decisamente addormentato, che poi si affrettò a stringere a sé Gilraen affondando il viso fra il suo collo e la sua spalla, come d'abitudine. Ridacchiando, lei gli baciò la fronte e gli carezzò i capelli, fino a quando lui non si fu svegliato del tutto. “Hai sempre avuto l'abitudine di farfugliare di primo mattino…ormai se non lo fai mi preoccupo…” Lui si stiracchiò sorridendo, e quando ebbe finito mormorò con aria divertita: "Significa che ti sei rassegnata a sopportarmi, mia cara. Ed è un bene, perché ti assicuro che non ti libererai mai di me." Detto questo le si avvicinò ancora, letteralmente avvinghiandosi a lei, e sussurrò sulle sue labbra: "Baciami immediatamente." Lei portò gli occhi al cielo, fingendosi esasperata, però lo baciò con passione, a lungo. Quando finalmente si staccarono lo guardò intensamente negli occhi, sorridendogli con dolcezza. "Come.." iniziò lui, salvo poi fermarsi un momento e sospirare profondamente. "Come devo comportarmi con Elenath, Gil? Ho tanta paura di perderla." “Innanzitutto non devi essere così testone” cominciò lei, posandogli un bacio sulla punta del naso. “E poi immagina solo questo. Se ti ostinassi a voler decidere per lei…e dovessi vederla sfiorire ogni giorno che passa, triste e sola…non soffriresti di più?” "Gil, io non ho alcuna intenzione di decidere per lei.. se così fosse avrei già deciso molto tempo fa con chi farla sposare" rispose Boromir guardandola negli occhi, "Ma.. è così giovane.. e hanno tutta la vita davanti, è tanto terribile domandare loro di aspettare per un anno? Mi sembrava ragionevole come richiesta.." “Lo è. Mi dispiace di essermi comportata male, e hai ragione, sono giovani” rispose lei, senza distogliere lo sguardo. "Avrei preso la stessa decisione se si fosse trattato di Gawain" disse dolcemente lui carezzandole una guancia, "Mi rendo conto di sembrare distaccato nei confronti di Elenath a volte.. ma ti assicuro che amo entrambi allo stesso modo, li amo quasi quanto amo te.." “Questo devi dimostrarlo a lei…credo che a volte si senta trascurata da te, o creda che tu sia più orgoglioso di Gawain che non di lei…è per questo che a volte allontana anche suo fratello” Gli posò un bacio sulle labbra e sorrise. “Lo so che mi ami. Ti amo anch'io…tantissimo” Dopo un ultimo bacio Boromir sorrise, e si districò dal suo abbraccio per poi alzarsi in piedi e sistemare alla meglio i vestiti. "Andiamo.." disse , "Credo sia il caso di fare una bella riunione di famiglia.. e voglio scusarmi con Elenath. Voglio parlare con lei." La trovarono nelle stalle, che ammirava lo splendido cavallo bianco che le aveva regalato Haldir. “Non è bellissimo?” chiese, gli occhi che le brillavano dalla felicità. Boromir annuì sorridendo, mentre si avvicinava per accarezzare l'animale e osservarlo meglio. "Gli hai già trovato un nome?" domandò, spostando nuovamente lo sguardo sulla figlia. “Haldir lo ha chiamato Astalder. Significa ‘valoroso' nella lingua degli elfi” spiegò lei con orgoglio. Lui annuì nuovamente e scambiò una breve occhiata con Gilraen, sospirando. Quindi si avvicinò a Elenath e le accarezzò una guancia, sorridendo quando lei lo guardò con aria confusa. "Ci sono alcune cose di cui dobbiamo parlare." “E' successo qualcosa?” chiese lei, lanciando un'occhiata preoccupata alla madre. Quel comportamento da parte di suo padre era strano, e non capiva quale potesse esserne il motivo. "No.. ma voglio scusarmi per come mi sono comportato con Rumil, e soprattutto con te" iniziò lui, interrompendosi un momento per guardare Gilraen in cerca di supporto morale, per poi proseguire: "E.. mi piacerebbe sapere quali sono le tue intenzioni. Che piani hai per il futuro.. cose del genere." “Padre io…” Avrebbe voluto parlargli, dirgli tutto quello che provava, ma non riusciva mai ad aprirsi completamente con lui, intimidita forse dall'aspetto fiero e austero del genitore. I suoi confidenti erano da sempre sua madre e suo zio Faramir. Ma avrebbe provato a spiegare anche a lui. “Sono innamorata di lui. So che ora comincerai a dire che è troppo presto, che lo conosco da poco ma…mi sembra di conoscerlo da sempre, puoi capirmi?” A quelle parole Boromir sorrise, e dopo un'occhiata alla moglie annuì: "Credo di conoscere quella sensazione." disse, "Ma non è quello a preoccuparmi.. hai intenzione di venire a vivere qui?" Distogliendo lo sguardo, lei rispose abbassando la voce. “Non voglio che Rumil debba rinunciare ai boschi che adora a causa mia. Morirebbe chiuso a palazzo… e nemmeno a me piace stare lì… “ "Lo so" sospirò Boromir, rabbuiandosi per un momento. "Non intendo ostacolarvi in nessun modo.. ma so già che mi mancherai molto." “Anche tu a me…ti voglio molto bene” mormorò lei, prima di abbracciarlo stretto, nascondendo il viso nel suo petto, una cosa che non faceva da quand'era bambina. Boromir ricambiò l'abbraccio e chiuse gli occhi per un momento, sopraffatto dall'emozione. Accarezzò i capelli alla sua bimba prima di sollevarle il viso inducendola a guardarlo, un sorriso triste sulle labbra. "Ti voglio molto bene anch'io" disse, "Non dubitarne neanche per un secondo, intesi?" “Non essere triste…verrò a trovarti…e poi rimarremo insieme ancora un anno, ricordi?Ci potremo sposare solo l'anno prossimo…e voglio approfittare di questo tempo per stare con te il più possibile” disse lei, sorridendogli. "Non chiedo altro" rispose Boromir pizzicandole affettuosamente una guancia, "E inizieremo subito, una volta tornati a casa." Quando si voltò, Elenath notò che Rumil li stava guardando appoggiato allo stipite della porta, sorridendo. La ragazza salutò i genitori e poi si avvicinò al suo amato prendendolo per mano. Gil li guardò allontanarsi, e poi si avvicinò da dietro a Boromir, abbracciandolo in silenzio. Lui posò le mani su quelle di Gilraen e sorrise, per poi sospirare in segno di resa. "Devo ammettere che stanno piuttosto bene insieme." “Ti amo brontolone…” disse lei ad un tratto, dando voce ai suoi sentimenti per l'ennesima volta. Non gliel'avrebbe mai detto abbastanza. Guardarlo mentre apriva il suo cuore a Elenath era stato per Gilraen un momento bellissimo. "Ti amo anch'io" rispose lui voltandosi per prenderla fra le braccia, un mezzo sorriso sulle labbra. "E tanto anche. Ma ti giuro, rischio di morire per la fame se non andiamo subito a fare colazione." “Tu torna al flet, io vado a prendere un vassoio con qualcosa da mangiare” gli rispose la donna, allontanandosi in direzione delle cucine. Preparò un vassoio con una ciotola di more appena colte, latte, miele, del pane e dei biscotti, e poco dopo fu di ritorno al loro flet. Sorrise a suo marito e poggiò il vassoio sul tavolo. “Credi che questo ti basti?” ridacchiò, notando lo sguardo affamato che l'uomo aveva lanciato al cibo. "Per me basta certamente.. ma vorrei che mangiassi qualcosa anche tu. Vieni qui" disse lui sorridendo, e le afferrò i fianchi per tirarla a sé e farla sedere sulle sue gambe. La imboccò amorevolmente, alternando le more e i biscotti a sorsi di latte, baciandola sulla guancia di tanto in tanto. Nel frattempo lei gli aveva preparato del pane con una dose abbondante di miele, come piaceva a lui, e glielo avvicinò alla bocca, sorridendogli dolcemente, senza staccare gli occhi dai suoi. Boromir ricambiò lo sguardo e aggirò la fetta di pane per reclamare le labbra della moglie, sorridendole quando si ritrasse. "Senza dubbio le more sono dolcissime" commentò ridacchiando, e prese finalmente un morso di pane con gli occhi posati in quelli di Gilraen. "E il miele non è da meno.. ma ancora preferisco le tue labbra." Sorridendo a quelle parole, lei piegò la testa di lato, e avvicinò le labbra alle sue, baciandolo con fiera intensità. “Ti amo…non mi stancherò mai di dirtelo finché vivrò…” sussurrò quando si furono staccati. "Dimmelo all'infinito, allora" mormorò Boromir prendendole dolcemente il viso fra le mani, "Giuro solennemente che farò lo stesso, fino alla fine dei miei giorni." Dimenticata la fetta di pane e la colazione, la donna gli carezzò i morbidi capelli biondi, perdendosi nei suoi occhi. “Ti amo…ti amo…ti amo…” sorrise, prima di baciarlo di nuovo, lasciandosi andare completamente. "Auguro a Elenath e Rumil di essere felici quanto lo siamo noi" ridacchiò Boromir quando si ritrasse, "Non so cosa farei senza di te." “Io credo che lo saranno…ho notato come si guardano e mi sembra di rivedere me e te…” Ripensò a tutti gli anni passati insieme a lui e non poté fare a meno di stupirsi per l'ennesima volta per il fatto che i suoi sentimenti sembravano crescere sempre di più, invece di essere mitigati dal tempo. Lui sembrava piuttosto assorto e stava evidentemente pensando la stessa cosa, poiché dopo qualche momento commentò sorridendo: "All'inizio pensavo che fosse impossibile essere più innamorati di noi due.. ma mi sono dovuto ricredere con il tempo. E non voglio immaginare come sarà fra dieci anni.. finiremo per vivere in simbiosi, io e te." Lei stava per rispondere quando entrò Faramir, e gli sorrise, allungando una mano verso di lui, per farlo avvicinare. "Disturbo?" mormorò il nuovo arrivato, per poi raggiungere la coppia e abbassarsi a baciare Gilraen quando il fratello scosse la testa sorridendo. "Senza dubbio la Signora di Lorien è al corrente della nostra situazione" ridacchiò Boromir, "Spero solo che non ne sia eccessivamente turbata." “Gli elfi hanno una mentalità molto più aperta degli umani, quindi non credo che lei ne sia molto turbata. A me importa solo che non lo scoprano Legolas o Haldir, perché potrebbero reagire molto male e… che non lo scoprano Gawain o Elenath, per loro sarebbe orribile…” disse lei preoccupata. "Non credo sospettino niente" disse Faramir accennando un sorriso, "O almeno lo spero.. dite che è meglio limitare certe dimostrazioni d'affetto finché siamo qui?" Boromir scrollò le spalle. "Credo sia sufficiente evitarle in pubblico, come sempre." "Dimentichi che Gawain ha la pessima abitudine di non bussare." “Basterà chiudere a chiave…” sorrise Gil, stringendo la mano al nuovo arrivato, posando gli occhi nei suoi. Lui strinse a sua volta la mano di Gilraen e sorrise con la sua solita aria da monello, per poi dirigersi solennemente alla porta e chiudere a doppia mandata. "Oh-oh.." ridacchiò Boromir, un momento prima di posare due divertiti occhi grigi in quelli della moglie. Lei ricambiò l'occhiata e poi riportò la sua attenzione su Faramir, guardandolo con un sopracciglio eloquentemente sollevato, e un sorriso divertito sulle labbra. Senza esitare oltre lui iniziò a spogliarsi, sbottonando con calma la tunica, per poi farla scivolare giù dalle spalle e abbandonarla con noncuranza sul pavimento. Si avvicinò a Gilraen guardandola negli occhi, e senza una parola lasciò che fosse lei ad occuparsi dei pantaloni. Lentamente, lei glieli slacciò, lasciandoli scivolare intorno alle caviglie dell'uomo, poi incrociò le braccia sul petto, guardandolo con aria di sfida. Faramir la imitò, incrociando a sua volta le braccia davanti al petto, e scambiò una breve occhiata con il fratello. Che recepì immediatamente il messaggio, poiché un momento dopo si abbassò a baciare Gilraen sul collo, scostandole i lunghi capelli su un lato, e iniziò a sbottonarle la tunica. Gil sorrise tra sé e sé, chiudendo gli occhi. Non era nuova a certe cose, e non la preoccupavano più come una volta. Erano passati anni ormai, e tutti e tre si amavano più che mai. Quei momenti non erano altro che una dimostrazione del loro amore e della loro complicità. Una volta abbandonata sul pavimento la tunica di sua moglie Boromir si premurò di sfilarle anche i pantaloni, mentre Faramir si abbassava nuovamente a baciarla, stavolta con urgenza. La fece alzare e la condusse fino al letto, stendendosi con lei, mentre il fratello li osservava e si spogliava a sua volta, senza fretta. Senza staccare gli occhi da quelli dell'uomo, Gil si strinse a lui, baciandolo con trasporto e intrecciando le mani nei suoi capelli. Quando il fratello li raggiunse sul letto Faramir si stese al fianco di Gilraen, senza smettere di baciarla, e la indusse a divaricare leggermente le gambe, accarezzandole dolcemente. Boromir sollevò un sopracciglio a quella vista, ma esitò solo per un momento prima di chinarsi su di lei per baciarle i fianchi e la pancia, scendendo lentamente. Gil inalò profondamente quando sentì che Boromir stava toccando i suoi punti più sensibili, e gemette piano, rigettandosi con avidità sulle labbra di Faramir, carezzandogli lentamente il petto. A quella reazione Boromir si interruppe, alzando la testa per guardarla, e si rimise all'opera un momento dopo con rinnovato vigore. Nel frattempo Faramir aveva preso a carezzarle lentamente i seni, mentre scendeva a baciarla e morderla sul collo con fervore. Le mani della donna continuarono a vagare sul petto di Faramir, e poi all'improvviso cominciarono a scendere lentamente, fino al suo stomaco, e poi più giù, muovendosi sensualmente sulla sua pelle accaldata. A Faramir sfuggì un gemito e risalì per baciarla possessivamente, accompagnando i movimenti della mano di Gilraen con il bacino. Boromir si fermò del tutto quando sentì i gemiti del fratello farsi più frequenti, e andò a stendersi accanto a Gilraen con uno strano sorrisino sulle labbra, posando una mano sulla sua per indurla a fermarsi. Bastò uno scambio di sguardi fra i due fratelli, e un momento dopo Faramir era sopra di lei. Quando lo sentì entrare lentamente dentro di lei, Gil gemette piano contro il suo orecchio, carezzandogli la schiena e seguendo i suoi movimenti col bacino. Gli mordicchiò piano l'orecchio e il collo, prima di tornare ad assaltare con passione le sue labbra. Boromir non osò muoversi per lunghi minuti, finché si rese conto che stava tremando per il desiderio e respirando affannosamente, lo sguardo fisso sul viso di Gilraen. Era sicuro che sarebbe impazzito per la tensione ma rimase immobile, steso accanto a loro. Nel frattempo Faramir aveva aumentato sensibilmente il ritmo dei suoi movimenti, e dal modo in cui aveva preso a tremare sembrava piuttosto vicino al limite. Tracciando il contorno delle sue labbra con la lingua, Gil fece scivolare le mani dalle spalle alla schiena dell'uomo, fino al suo sedere, carezzandolo sensualmente. Pochi momenti dopo sentì che aveva raggiunto il piacere, e si voltò a guardare il suo adorato Boromir. Lui la fissò a lungo negli occhi mentre aspettava che il fratello si fosse ripreso, e tremando portò una mano al viso di Gilraen per carezzarle una guancia e tracciare lentamente il contorno delle sue labbra con un dito. Senza staccare gli occhi dai suoi, la donna mise una mano sulla sua, sorridendogli con dolcezza. Quando pochi momenti dopo Faramir si stese accanto a Gilraen, Boromir la afferrò per i fianchi tirandola su di sé, incapace di aspettare oltre. Senza perdere altro tempo, Gil cominciò a muoversi su di lui con foga, baciandolo appassionatamente, senza staccare gli occhi dai suoi, e mordicchiandogli il collo e il lobo dell'orecchio, che sapeva essere uno dei suoi punti più sensibili. Infiammato dall'ardore della moglie, Boromir le afferrò saldamente i fianchi e iniziò ad accompagnare i suoi movimenti con vigore, respirando a strappi. Gettò la testa indietro sul cuscino e inarcò la schiena, facendo il possibile per impedirsi di gridare, sapendo che non sarebbe riuscito a resistere ancora a lungo. Le sensazioni che stava provando e la vista di Boromir in preda alla passione la spinsero oltre il limite e Gil cercò di soffocare un grido mordendo una spalla del marito, tremando con violenza. A malapena si accorse che anche lui aveva raggiunto il piacere, e giacque tra le sue braccia madida di sudore, col respiro ancora affannoso. Ancora ansante e tremante Boromir chiuse gli occhi e la strinse forte a sé per lunghi momenti, mormorando il suo nome più e più volte mentre la tempestava di baci sulle guance e sulle labbra. Infine affondò il viso fra i suoi capelli, avvinghiandosi a lei, e le sussurrò mille volte il suo amore con tutta la dolcezza di cui era capace. Lei rimase per un po' ad abbracciarlo, poi si girò a guardare Faramir e gli sorrise, allungando una mano a carezzargli il viso e i morbidi capelli biondi. “Vieni qui…” Faramir non se lo fece ripetere due volte, e si affrettò a rannicchiarsi vicino a Gilraen come d'abitudine, sorridendo. Sospirando profondamente, con un sorriso felice sul volto, lo abbracciò stretto, posandogli un bacio sulla fronte. In quei momenti, quando tutti e tre si abbracciavano in quel modo, avrebbe voluto che il tempo si fermasse. EPILOGO Mancavano ormai pochi giorni alle nozze di Rumil e Elenath, e i frenetici preparativi dell'ultimo minuto erano nel pieno del loro svolgimento. Faramir sembrava tranquillo e rilassato come al solito, mentre il fratello sembrava quasi più nervoso dei due promessi sposi. Aveva provato la sua uniforme un'infinità di volte, esasperato la figlia domandandole se avesse bisogno di qualcosa e assillato Gilraen con mille timori e incertezze. Elenath non stava più nella pelle dalla felicità, lei e sua madre avevano dovuto nascondere il vero rito di matrimonio degli elfi a suo padre, organizzando una cerimonia normale che servisse di copertura. Tra gli elfi il matrimonio si svolgeva consumando l'unione fisica, e pronunciando un' antica formula che avrebbe legato le loro anime. Pregò i Valar perché suo padre non lo venisse mai a sapere, e in preda all'angoscia andò a bussare alla porta del flet di zuo zio Faramir. “Posso parlarti zio?” "Ma certo piccolina!" esclamò lui sorridendo, e si posò in grembo il libro che stava leggendo facendole cenno di entrare. "Entra, vieni a sederti qui accanto a me." Lei gli sorrise e chiuse la porta, prima di andare a sedere accanto al suo adorato zio e posargli un sonoro bacio sulla guancia. “Ho finito il libro che mi hai prestato, è bellissimo” esordì lei, ricordando di quand'era piccola e Faramir le aveva insegnato a leggere, trasmettendole la sua passione per i libri. "Tienilo pure, se ti piace. L'ho letto tante di quelle volte che ormai ricordo ogni passaggio a memoria" ridacchiò lui, per poi carezzarle affettuosamente i capelli e domandare sorridendo: "Ma dite, piuttosto.. cosa vi turba, eterea fanciulla dagli occhi di smeraldo e i lunghi capelli corvini?" “Ho paura che mio padre scopra la vera natura del matrimonio degli elfi…” mormorò lei, abbassando lo sguardo, alquanto turbata. “Sai come reagirebbe se venisse a sapere la verità…” Faramir sospirò con aria pensosa, per poi volgere lo sguardo alla ragazza e sorriderle in un tentativo di rassicurarla. "Di certo immagina che.. beh, che succederà in ogni caso dopo il matrimonio. L'unico problema del mio fratellone è che non ha ancora accettato il fatto che sei cresciuta.. non sei più una bambina ormai, e in fondo al cuore lo sa anche lui." “In ogni caso sarebbe meglio per lui che non lo sapesse…” disse lei, sorridendo. Ad un tratto si alzò e gli posò un sonoro bacio sulla guancia. “Devo scappare, ci sono tantissime cose ancora da organizzare!” Un secondo dopo stava già correndo giù per le scale che conducevano al flet di Rumil. Faramir scosse la testa ridacchiando fra sé e sé all'entusiasmo di Elenath, e si alzò stiracchiandosi languidamente. Dopo aver posato il libro e preso il mantello uscì, diretto al flet del fratello. Gil stava scrivendo sul suo diario quando entrò Faramir. Posò la penna nel calamaio e gli sorrise dolcemente, chiudendo il piccolo quaderno e avvicinandosi a lui per posargli un bacio sulle labbra come al solito. Quando si ritrasse lui la abbracciò cingendole i fianchi, i profondi occhi blu posati nei suoi, e ridacchiò sommessamente. "Non dirmi che il mio fratellone ti ha lasciata di nuovo tutta sola per istruire il povero Rumil riguardo i suoi doveri nei confronti di Elenath.. è irrecuperabile ormai." “E' solo un papà tanto preoccupato per la sua bambina” sorrise dolcemente lei. Se avesse pensato vent'anni prima a quell'aspetto di Boromir le sarebbe venuto da ridere. Adesso invece le faceva una grandissima tenerezza il suo guerriero tanto triste perché la sua piccola stava per sposarsi e andar via da casa. "Decisamente troppo preoccupato" sorrise Faramir, "Lascia la sua bimba in ottime mani." “Lo so, Rumil è un caro ragazzo… e Lady Galadriel e Lord Celeborn li adorano, sono sicura che tratteranno Elenath come una figlia…” Incapace di resistere, alzò la mano a carezzargli i capelli biondi che tanto adorava. “Conosci tuo fratello… sai che non è facile per lui..” "Lo so.." annuì Faramir, facendosi serio. "So che soffrirò anch'io per la mancanza di Elenath.. ma sono troppo felice per quei due ragazzi, e non voglio rattristarli con le mie stupidaggini. Ci penserò quando sarà il momento di farlo. Dovremo stare molto uniti, noi tre.. non lo pensi anche tu?" “Lo siamo sempre stati… e non credo che niente potrà mai dividerci…” mormorò lei, e un attimo dopo si accorse della presenza di Boromir, che si avvicinò lentamente, gli occhi che esprimevano amore e devozione. Allargò le braccia stringendoli a sé, sorridendo felice. The end
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