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Al cuore non si comanda
Capitolo 21 Il gran giorno era arrivato. Non faceva altro che pensarci, da quando l'avevano deciso, quasi un mese prima, alla baita vicino alle cascate. Ripensando a quei giorni felici, Gilraen non potè fare a meno di sorridere. Quello sarebbe stato sempre il loro rifugio e si erano ripromessi di tornarci il più spesso possibile. Una cameriera la aiutò a infilare l'abito bianco che le aveva fatto cucire Boromir tanto tempo prima. Erano successe talmente tante cose da quel giorno che le sembrava che fossero passati secoli. Tutto era stato preparato con cura. Lei e Boromir sarebbero andati a vivere in tre stanze, alle quali era annessa anche una sala da bagno. C'era una fornitissima libreria, lo studio, e la camera da letto, che comunicava con quella di Faramir. Si sentivano quasi isolati dal resto del palazzo, in quanto le loro stanze erano situate alla fine di un lungo corridoio, e da quella di Faramir si poteva scendere direttamente nei giardini. A loro però andava benissimo così. Dopo averle infilato l'abito, la cameriera la pettinò, aiutandola a mettere il diadema in mithril e diamanti che le era stato regalato da Lady Galadriel, gli orecchini, dono di Haldir, e il bracciale a serpentina in oro bianco, creato su disegno di Legolas. Fu proprio l'elfo a scortarla in Chiesa, e ad accompagnarla all'altare, dove l'attendevano Boromir, e qualche passo più in là, Faramir. Sorridendo ai due uomini, Gil fissò lo sguardo su Boromir, avvicinandosi lentamente. L'uomo ricambiò il sorriso, e non staccò gli occhi da quelli di Gilraen neanche per un istante mentre gli si avvicinava. Quando infine fu al suo fianco le prese la mano per un momento, stringendola forte nella sua, e le sussurrò tutto il suo amore con voce carica di emozione. Durante tutta la cerimonia, Gil strinse la mano di Boromir nella sua. Quel semplice contatto le serviva per infonderle un po' di coraggio, e per rassicurarla. Nessuno, a parte Aragorn, sapeva del rapporto insolito che c'era tra lei, Faramir e Boromir. Quando Legolas era tornato, insieme ad Haldir e i suoi fratelli, le era costato molto nasconderglielo, ma non voleva essere giudicata male, e soprattutto voleva difendere i due fratelli dalla furia di quegli elfi che li avrebbero accusati di voler semplicemente approfittare di lei. Probabilmente nessuno avrebbe mai capito il loro rapporto. Di sicuro non era una cosa normale ma lei si sentiva amata e protetta al di là di ogni misura, e cercava di ricambiarli con tutto l'amore possibile, cercando di essere equa. Sapeva che per Faramir non sarebbe stato facile vederla sposata con suo fratello, ma Boromir aveva ragione. Non c'era altro modo, a meno che non avesse sposato un'estranea, e in questo caso l'avrebbero perso per sempre, causando la sua infelicità. Lei credeva sul serio che non sarebbe cambiato niente tra loro tre dopo il matrimonio. Avrebbero vissuto in un'ala del palazzo piuttosto isolata, nelle loro stanze comunicanti, dove nessuno si sarebbe sognato di andare a disturbare il Sovrintendente o sua moglie. Aragorn si era scusato con lei, ma lei gli aveva spiegato che probabilmente le sue parole li avevano spinti a reagire, a organizzarsi e prendere una decisione importante per il loro futuro. Per quanto riguardava l'erede, Gil aveva già detto che suo figlio avrebbe avuto due papà, non aveva nessuna intenzione di estromettere uno dei due fratelli. Faramir e Boromir erano complementari. L'uno più calmo e riflessivo, più diplomatico, e meno propenso ai colpi di testa; l'altro più impulsivo, che era considerato una testa calda, e che spesso non pensava alle conseguenze delle sue azioni. I loro caratteri si mediavano a vicenda. Durante il banchetto organizzato in loro onore, Gilraen era seduta tra Boromir e suo fratello. Arwen di sicuro sospettava qualcosa, ma non ne era sicura, e quindi anche volendo, ora che erano sposati, non avrebbe potuto intromettersi nei loro rapporti. Faramir, dal canto suo, sembrava radioso quasi quanto il fratello. La prima volta in cui li aveva visti insieme al Fosso di Helm aveva pensato che fossero una coppia perfetta. In quel momento ne era ancora più convinto e, cosa più importante, sapeva bene quanto fosse importante quel matrimonio per Boromir. Non si sentiva affatto geloso di quella unione poiché in cuor suo era certo che il loro rapporto non sarebbe cambiato. In privato, almeno. Per il resto si sarebbe dovuto abituare a restare in disparte durante le varie uscite ufficiali, ma era decisamente un sacrificio sopportabile se comparato alla gioia che la loro relazione, per quanto pericolosa, aveva portato nella sua vita. Si sentiva finalmente completo, come mai prima di allora. Da quando era tornato, Legolas aveva studiato con attenzione la sua Gilraen. Sembrava cambiata, cresciuta dal punto di vista sentimentale, e sicuramente quel giorno era sopraffatta dalla felicità. Anche Boromir sembrava emozionato ed entusiasta, e una volta tanto, anche lui dovette ammettere che quei due erano veramente una bella coppia. Non sapeva cosa fosse successo durante la sua assenza per trasformare Gil in quel modo, ma come diceva sempre Lady Galadriel, “A volte bisogna essere feriti per potersi curare, e spesso dopo la cura si torna più forti di prima”, non aveva alcun dubbio che la sua amica avesse sofferto, e avrebbe voluto esserle vicino, ma Aragorn non aveva voluto dirgli niente a proposito. Doveva limitarsi a capire che lei era felice adesso, e che probabilmente non avrebbe più avuto bisogno di lui. Quando la festa fu terminata, si avvicinò agli sposini insieme ad Haldir, Rumil ed Orophin, per consegnare a Boromir il suo regalo. Gilraen stava salutando caldamente i due fratelli di Haldir, mentre lui parlava con l'uomo. “Mi dispiace che ci siano state tante incomprensioni tra noi all'inizio. E mi dispiace di averti trattato male. Ora vedo che sei riuscito a renderla felice, e so che senza di me starà bene. Mi fido di te… “ disse Legolas a Boromir, stringendogli la mano. Dopo averlo fissato per qualche attimo, gli porse una scatolina in legno intagliato, con una fine lavorazione in mithril. Quando lo aprì, ne venne fuori un medaglione in oro e mithril, legato a una catenina in oro bianco. Sulla medaglia vi era inciso un simbolo elfico, e notando l'espressione perplessa sul volto di Boromir, Legolas si affrettò a spiegare. “Questo simbolo rappresenta l'amicizia eterna. E questa piccola foglia sull'altra faccia sono io. Legolas nella vostra lingua significa ‘foglia verde'… l'ho fatto fare apposta per ricordarti che ti sarò amico per sempre, Boromir” L'uomo lo guardò negli occhi per alcuni momenti, decisamente colpito da quella dichiarazione d'affetto; abbassò lo sguardo sul brillante medaglione nel palmo della sua mano, e un momento dopo stava già abbracciando l'Elfo con trasporto. Quando si ritrasse gli posò le mani sulle spalle e sorrise, nonostante stesse lottando con la commozione. "La stessa cosa vale per me, Legolas" disse, "E non immagini quanto mi sento onorato di avere la tua amicizia." Lui sorrise in risposta, e poi confessò:”Quando Haldir mi disse di fidarmi di te, che avresti reso felice Gil io…non gli ho creduto. Adesso so che aveva ragione. Forse nessuno più di te la merita…” Dopo aver abbracciato Haldir e augurato a tutti la buonanotte, Gilraen s'incamminò nella sua nuova camera da letto. Le cameriere non sarebbero passate quella sera, per assicurare agli sposi un po' di tranquillità. Davanti allo specchio, lei tolse delicatamente gli orecchini , il bracciale e il diadema, sfilando via le varie forcine che le reggevano i capelli, lasciandoli cadere morbidamente sulle spalle. Sfilò le scarpe, ma avrebbe avuto bisogno di aiuto per slacciare il vestito, che si chiudeva sulla schiena. Quando gli occhi grigi di Boromir incontrarono i suoi riflessi nello specchio l'uomo non riuscì ad impedirsi di sorridere. Le si avvicinò da dietro, chinandosi per posarle un bacio sulla guancia e per circondarla con uno stretto abbraccio, e sollevò lo sguardo per osservare il loro riflesso. "Sono sempre più convinto che io e te siamo fatti l'uno per l'altra" sussurrò sorridendo, stringendola ancora più forte fra le braccia. “Io ne sono sempre stata convinta…” mormorò lei, continuando a guardare il loro riflesso nello specchio: quello di due persone vergognosamente felici. “Beh…non sempre, lo ammetto!” ridacchiò la ragazza, prima di alzarsi, voltandosi ad abbracciarlo stretto, chiudendo gli occhi con un sorriso contento sulle labbra. "Non sai quanto ti amo, piccola peste" mormorò lui sorridendo, "Adesso più che mai sono ben deciso a renderti spaventosamente felice per il resto dei tuoi giorni.. e sappi che nessuno ti salverà da questo tuo destino. Sei in trappola.." “Confesso di non essere particolarmente spaventata da questo destino…tutto quello che voglio è starti vicino, senza più litigi e incomprensioni. Ora che siamo sposati nessuno potrà più dividerci. Ti amo Boromir…tantissimo..” sussurrò lei contro il suo orecchio. "Come posso essere sicuro che non sia tutto un sogno?" sospirò lui in risposta, per poi ridacchiare sommessamente e aggiungere con aria birichina: "Prova a baciarmi.. se si tratta solo di un sogno mi sveglierò sicuramente.." Dopo avergli sussurrato ancora una volta tutto il suo amore contro le sue labbra, Gil lo baciò a lungo, con tutta la dolcezza di cui era capace, carezzandogli dolcemente i morbidi capelli biondi. Momenti dopo Boromir iniziò lentamente a slacciare i bottoni sul retro del vestito di Gilraen, e non riuscì a trattenersi dal sorridere contro le sue labbra. Si ritrasse per guardarla con un'espressione assolutamente felice negli occhi, per poi regalarle l'ennesimo sorriso e trascinarla fino al letto. La mattina seguente, Gil aprì gli occhi per trovarsi davanti un Boromir miracolosamente già sveglio. “Buongiorno, maritino mio!” ridacchiò, posandogli un sonoro bacio sulle labbra. Guardandosi intorno, si rese conto che Faramir non li aveva raggiunti quella notte. “Dov'è tuo fratello?” "L'ho sentito uscire dalla sua stanza poco fa" rispose lui sorridendo, "Questa sera sarà con noi, non temere.. ho parlato con lui ieri, e mi ha detto che non se la sentiva di infilarsi nel letto di una coppia appena sposata, almeno per una notte. E' un ragazzo dolcissimo, il mio fratellino." Rendendosi conto del fatto che Boromir si sarebbe potuto offendere, lei si affrettò a spiegare. “Non volevo dire che non sono stata bene con te, lo sai quanto ti amo… Solo non vorrei che si sentisse escluso…” Posandogli un dolce bacio sulle labbra, e senza staccare gli occhi dai suoi, gli sorrise. “Questa notte sei stato dolcissimo. Non era mai stato così bello…ti amo tanto…” "Anch'io, non sai quanto" rispose lui sorridendo. Dopo un ultimo bacio si alzò, stiracchiandosi come d'abitudine, e si diresse al guardaroba. "Ho una fame da lupi" disse allegramente mentre frugava in mezzo ai vestiti, e le lanciò una rapida occhiata per poi aggiungere in tono volutamente minaccioso: "Se rimani ancora per un secondo in quel letto giuro che non ti darò alcuna possibilità di uscirne prima di stasera.. ti conviene alzarti se tieni alla tua incolumità, mogliettina mia.." Ridacchiando, lei scattò all'in piedi, correndo verso il suo amato, e facendogli il solletico. Riuscì a sfuggire via quando lui cercò di afferrarla, e si rivestì nell'altro capo della stanza, lanciandogli occhiatine di tanto in tanto con aria da monella. Quando ebbe finito di vestirsi Boromir rimase ad osservarla con le braccia incrociate davanti al petto, sorridendo, per poi offrirle il suo braccio e accompagnarla di sotto per la colazione.
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