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Percorsi del destino Capitolo 5 Quando arrivò il giorno della partenza, Gilraen era visibilmente nervosa. Aveva sognato spessissimo la morte atroce di sua madre e ogni volta si svegliava gridando. Haldir le stava sempre vicino, e lei sapeva che senza di lui non avrebbe potuto intraprendere quel viaggio. Lady Galadriel li aveva convocati per dargli dei doni prima di partire. Gilraen e Rumil stavano ridacchiando quando la dama arrivò. Haldir e Orophin si inchinarono brevemente al suo cospetto, e rimasero in attesa. "La strada è lunga e pericolosa" esordì la Signora di Lorien, "Fate attenzione." Haldir annuì, e Galadriel gli porse prima un piccolo scrigno in legno, poi una lettera sigillata indirizzata al Sovrintendente. Dopo avergli consegnato i doni si avvicinò a Gilraen e le posò un bacio sulla fonte augurandole buona fortuna. I tre si misero subito in viaggio. I Mearas che gli aveva dato la dama di Lorien erano molto veloci e così si poterono permettere una sosta per pranzare. “Avevo una fame da lupi!” esordì Rumil, che stava ancora sgranocchiando il suo lembas. Gilraen gli sorrise scuotendo la testa mentre mangiava una mela. Haldir, seduto su un masso, esaminava attentamente una mappa, prendendo un morso dal suo pezzetto di Lembas di tanto in tanto. Orophin dal canto suo non sembrava aver fame, e si stava occupando dei cavalli. "Qual'è la via che suggerisci, Gil?" domandò a un certo punto Haldir, senza alzare la testa dalla sua mappa. “Credo che sia meglio seguire questa pista, viene utilizzata dai messaggeri di solito, è piuttosto sicura” rispose la ragazza, indicandogli la strada con un dito. L'Elfo annuì con aria pensierosa, e dopo averla ripiegata ripose la mappa nel suo zaino. "In marcia!" Giorni più tardi arrivarono a Minas Tirith, dopo un viaggio tutto sommato tranquillo. Quando giunsero a palazzo alcuni stallieri presero in consegna i loro cavalli, mentre due guardie li accompagnavano all'interno dell'imponente edificio. "Vi prego di attendere qui" disse uno dei due uomini una volta giunti nel salone, "Vado ad annunciare il vostro arrivo." così dicendo lui e l'altro soldato si allontanarono, lasciandoli da soli. Haldir e Orophin si guardavano attorno con aria incuriosita, seguendo con lo sguardo alcune cameriere che si affaccendavano qua e là nella stanza e vari ospiti giunti da regni lontani, che stavano parlottando fra di loro nei pressi del balcone. Gilraen era rimasta un po' in disparte, preoccupata da quello che sarebbe potuto succedere di lì a poco. Un uomo dal portamento fiero si avvicinò ad Haldir. “Quello è Boromir, il primogenito del Sovrintendente di Gondor” mormorò Rumil, seguendo la direzione del suo sguardo. Con aria colpevole, Gil si affrettò a guardare altrove. "Bene arrivati" esordì Boromir posando amichevolmente una mano sulla spalla dell'Elfo, "Vi stavamo aspettando, ho già fatto preparare delle stanze per voi. Spero che il viaggio sia stato tranquillo." Haldir annuì e sorrise: "E' un piacere rivederti. Elessar dov'è?" "Aragorn sta discutendo di alcune questioni militari con mio fratello, ma non dovrebbero averne per molto ormai" rispose Boromir sorridendo, per poi lanciare un'occhiata agli altri tre, "Nel frattempo posso mostrarvi le vostre stanze, così potete riposare un pò e fare un bagno, se lo desiderate." "Magari, grazie." disse l'Elfo, che poi indicò i suoi compagni di viaggio: "Loro sono i miei fratelli Rumil e Orophin, e lei è Gilraen." Boromir li salutò chinando lievemente la testa, e disse: "Avremo senz'altro modo di conoscerci meglio. Ora seguitemi, sarete certamente esausti e un pò di riposo vi gioverà certamente." Il gondoriano mostrò loro le sfarzose stanze da letto, e dopo aver dato disposizioni a delle inservienti affinché preparassero un bagno caldo per gli ospiti si congedò, tornando al piano di sotto per accogliere gli altri ospiti. Gilraen s'immerse nella vasca dopo aver versato alcuni oli profumati. Rimase a pensare a lungo, finchè l'acqua non si fu raffreddata, poi ne uscì, avvolgendosi in un telo. Quando si fu rivestita, tornò nella sua camera, dove trovò Haldir che l'aspettava. "Sei un pò più tranquilla adesso?" le domandò l'Elfo sorridendo mentre la abbracciava. “Per niente…” mormorò lei, stringendolo a sé. “Prometti che mi starai vicino, te ne prego…” "Giuro solennemente" sussurrò Haldir in risposta, "Anche se sono certo che andrà tutto bene.. Vuoi riposare un pò prima di scendere per la cena?" Lei lo guardò con aria da monella, e facendo aderire il corpo a quello dell'elfo gli sussurrò:”Solo se mi tieni compagnia…” "Con piacere.." rispose lui, sfoderando un sorriso birichino mentre si dirigeva verso il letto abbracciato a Gilraen, per poi prenderla in braccio e posarla delicatamente sulle coperte. Dopo aver sfilato gli stivali la raggiunse, abbracciandola stretta, e le sussurrò ancora una volta il suo amore. Gilraen e Haldir si vestirono a vicenda. Quando furono pronti, si recarono nel salone principale, già pieno di ospiti. Un po' intimidita, la ragazza strinse la mano dell'elfo, guardandolo con occhi pieni d'incertezza e timore. Aragorn si precipitò da loro per salutarli, appena li vide. "Mae govannen!" disse sorridendo, prima di abbracciare affettuosamente Haldir e inchinarsi al cospetto di Gilraen, "Vi stavo aspettando con ansia. Boromir mi ha avvisato del vostro arrivo." Haldir sorrise, e indicò la ragazza al suo fianco: "Lei è Gilraen" "Lieto di conoscerti" “Il piacere è tutto mio” rispose lei sorridendo. Studiò l'uomo per qualche attimo, e guardò nei suoi occhi, ma non vi lesse niente di negativo. Le era simpatico e credeva che non fosse pericoloso. I tre vennero raggiunti da Boromir, che sorridendo li invitò a prendere posto a tavola visto che la cena era quasi pronta. Aragorn li fece sedere con Boromir e Faramir, dal momento che non conoscevano nessuno degli altri commensali, mentre lui e la sua promessa sposa presero posto all'estremità del lungo tavolo. Gilraen stava mangiando pochissimo, così Rumil decise di tirarla un po' su di morale e cominciò a mormorarle cose irripetibili all'orecchio sui presenti al banchetto. La ragazza cominciò a ridacchiare, cercando di nascondere i suoi sorrisi dietro le mani, quando vide che il ragazzo che si era presentato poco prima come Faramir, le stava sorridendo con aria birichina. Grazie a Rumil la serata passò velocemente, e dopo cena, quando Haldir le disse che avrebbe dovuto parlare con il Sovrintendente, lei e l'elfo decisero di fare una passeggiata nei giardini. Haldir stava osservando attentamente Boromir, seduto di fronte a lui oltre l'ampia scrivania e impegnato nel leggere la missiva di Dama Galadriel con aria grave. Quando ebbe terminato il gondoriano posò la pergamena e guardò l'altro, prendendo un profondo respiro. "Desidero parlare con lei domani." Haldir annuì un pò preoccupato, ma non disse niente. Sperava solo che non ci sarebbero stati problemi per Gilraen, d'altra parte neanche lui conosceva bene Boromir e suo fratello e non poteva prevedere quale sarebbe stata la loro reazione, quali sarebbero state le conseguenze.. Il guerriero sembrò notare l'ansia del Galadhrim, e si affrettò a rassicurarlo: "Non dubito che ciò che sta scritto in questa missiva sia la verità. Tuttavia mi piacerebbe sapere qualcosa di lei e del suo passato, non ho mai conosciuto alcun parente da parte di mia madre e magari la ragazza saprà dirmi qualcosa di più." "Non so se potrà esserti d'aiuto in questo senso" rispose Haldir, "Ha sempre viaggiato, fin da piccola, e non credo ricordi qualcosa dei suoi genitori.." Boromir annuì con aria pensosa e rimase in silenzio per qualche momento, considerando il da farsi; infine ripiegò la lettera e la ripose in una tasca della tunica. "In ogni caso ne parlerò con mio fratello domani mattina" disse mentre si alzava, "Riguarda anche lui e non posso prendere una decisione per entrambi." L'Elfo si alzò a sua volta e sorrise: "Mi rimetto a voi, allora. Mi hanno insegnato a non dubitare mai dell'onore dei nobili gondoriani" L'altro ridacchiò fra sé e sé mentre si avviava alla porta al fianco di Haldir, e lo guardò con aria divertita. "Hanno fatto bene, senza dubbio" disse sorridendo, "E' inutile negare che a volte i parenti sono decisamente scomodi, ma non è questo il caso. E comunque sia, per quanto scomodi possano essere, non è nostra abitudine torturarli per questo." A quelle parole Haldir non riuscì ad impedirsi di ridacchiare a sua volta e scuotere la testa. Era andata meglio di come aveva osato sperare, e Boromir sembrava piuttosto ben disposto nei confronti di Gilraen. Ora doveva solo sperare che Faramir avrebbe preso altrettanto bene la notizia. Dopo aver augurato la buonanotte a Haldir il gondoriano si diresse ai suoi appartamenti. Una volta arrivato a destinazione trovò Aragorn ad aspettarlo, poggiato a uno stipite della porta con le braccia incrociate davanti al petto. "Quale onore una vostra visita, maestà ." disse Boromir, inchinandosi scherzosamente dopo essersi fermato a qualche passo da lui. L'altro sorrise. "Per me è sempre un piacere farvi visita, mio buon suddito." " Suddito ?" replicò il guerriero, facendo il possibile per fingersi sdegnato, "Da quando sono passato da Sovrintendente a semplice suddito?" Aragorn ridacchiò e scosse la testa, per poi avvicinarsi a Boromir e abbracciarlo, dopo essersi assicurato che nessuno fosse nei paraggi. "Quali nuove dunque, mio fedele Sovrintendente?" mormorò guardandolo negli occhi. "Non mi pare saggio parlarne qui.. Dubito che sarei capace di inventare una scusa credibile se qualcuno ci sorprendesse abbracciati in mezzo al corridoio." "Mi inviti a entrare allora?" "Cosa dirà la tua futura sposa?" ridacchiò Boromir, districandosi dall'abbraccio del suo Re e guardandolo con aria divertita. Sapeva bene che Arwen era al corrente della loro relazione e che la accettava, ma questo non gli impediva di punzecchiare Aragorn ogni volta che gli si presentava l'occasione. Probabilmente era anche un modo per esorcizzare la gelosia e cercare rassicurazioni, questo non l'aveva mai capito. "Sai bene come la pensa Arwen.. o devo dedurre che stai solo cercando un pretesto per tenermi a distanza?" Un istante dopo Boromir lo aveva già spinto contro la porta, e lo stava guardando intensamente negli occhi: "Non passa un momento senza che io ti desideri al mio fianco, Elessar, più di qualsiasi altra cosa." sussurrò sulle labbra di Aragorn, per poi affrettarsi ad aprire la porta e trascinarlo dentro con sé. Premurandosi di chiudere a doppia mandata. Una volta tornata in camera sua, Gilraen vi trovò Haldir. L'elfo era seduto accanto alla finestra e le guardava sorridendo. Lei gli si avvicinò e lo abbracciò stretto, affondando il viso nel suo forte petto e perdendosi nel fresco profumo del suo amato. “Mi sei mancato…” "Anche tu, moltissimo" rispose lui sorridendo, e le accarezzò brevemente le guance prima di sollevarle il viso indicendola a guardarlo negli occhi: "Ho consegnato la lettera a Boromir poco fa. Mi ha chiesto di parlare con te domani mattina.." “Credi che ci saranno problemi?” chiese lei, leggermente preoccupata da quella che sarebbe potuta essere la reazione del gondoriano. Non aveva mai conosciuto la sua famiglia, non ne aveva mai avuta una. Ora aveva scoperto di essere di nobili origini, ma la cosa non le interessava affatto. L'unica cosa importante era l'aver scoperto di avere legami di sangue, di appartenere a qualcuno. E sperava che questa scoperta fosse egualmente importante anche per Boromir e Faramir. "No, non credo ci saranno problemi" disse Haldir, "Almeno per lui non ce ne sono, ma deve ancora mettere al corrente della novità suo fratello. Dobbiamo solo sperare che Faramir prenda altrettanto bene la notizia, e per quanto poco lo conosca so che è un bravo ragazzo. Stai tranquilla.." Detto questo le posò un dolce bacio sulle labbra e la prese in braccio, conducendola fino al letto. Sedette con lei e le sorrise: "Sarò al tuo fianco, comunque vadano le cose." Lei sorrise di rimando e si stese sul letto, tirandolo a sé. Restarono a lungo a parlare e scambiarsi tenerezze e riuscirono ad addormentarsi solo a notte fonda. Gilraen entrò nello studio del Sovrintendente con fierezza, Haldir le aveva infuso coraggio, e anche se non era presente, lei sapeva che le sarebbe stato sempre vicino. Salutò Boromir e Faramir con un cenno della testa, rendendosi conto che non sarebbe mai apparsa come una docile fanciulla e che mai come in quel momento stava mostrando il suo aspetto da intrepida guerriera. Non abbassò lo sguardo, nonostante i due la stavano fissando, e non sedette finchè non glielo permisero. Quando Boromir si fu seduto al suo posto il fratello fece lo stesso, sistemandosi su una sedia di fronte alla scrivania, e invitò Gilraen a mettersi comoda a sua volta. Dopo qualche momento fu proprio lui il primo a parlare. "Non ti nascondo di essere rimasto piuttosto sorpreso dai contenuti della missiva di Dama Galadriel" disse, "Ma da parte mia sei la benvenuta." Al ragazzo non era sfuggita la tensione sul volto di Gilraen, e le sorrise per incoraggiarla. “Io non sapevo nulla delle mie origini. E' stata la signora di Lorien a mostrarmi nello specchio il volto di mia madre e…della vostra… Non ricordo nulla di lei, ho sempre viaggiato da sola e non ho mai avuto una famiglia…” cominciò la ragazza. “Vi confesso che peraltro non sarei voluta venire da voi…è stata Lady Galadriel a insistere, io non vedevo il motivo per cui dovevo venire fin qui a disturbarvi, non ho bisogno di nulla, non sono alla ricerca di denaro o di una comoda vita a palazzo”. Disse quest'ultima frase in maniera molto decisa. L'ultima cosa che voleva era essere fraintesa, e voleva che quei due capissero che non era a caccia di eredità, e che non era stata lei a correre verso di loro come un avvoltoio sulla sua preda. "In ogni caso più che di mere questioni di denaro si tratta di avere una famiglia" disse Boromir in tono gentile, "..un punto di riferimento. E credo che questo sia importante per chiunque, anche per il più intrepido dei guerrieri." Faramir annuì, e l'altro sorrise quando continuò: "Comunque non sarà un problema trovarti una sistemazione qua a palazzo, se lo desideri." Il pensiero di Gilraen tornò ad Haldir. Sorrise tra sé e sé quando si trovò a dire:”Il mio cuore è tra i boschi di Lothlorien, non potrei mai venire a vivere qui…” Era indecisa. Doveva fidarsi di quei due? Sarebbero potuti diventare davvero una famiglia? "Beh, per qualche giorno almeno sarai qui" disse Faramir sorridendo, "Possiamo trascorrere un pò di tempo insieme e conoscerci meglio. Boromir è impegnatissimo con i preparativi per il matrimonio, ma io non ho molto da fare." Alla sola menzione delle nozze Boromir si rabbuiò e lanciò un'occhiata al fratello che, resosi conto di essere stato quantomeno inopportuno, lo stava ora guardando come a scusarsi. Tuttavia il gondoriano sorrise, quando si rivolse alla ragazza. "Faramir ha ragione. Ho molte cose di cui occuparmi e non so quanto potrò essere presente. Ma farò il possibile, lo prometto." Lei gli sorrise, ma aveva notato il turbamento dell'uomo. Decise che prima o poi avrebbe indagato, ma del resto il loro atteggiamento sembrava molto cordiale e decise di fidarsi. “Grazie, è davvero gentile da parte vostra” disse a Boromir, poi si rivolse al fratello minore. “Magari potremmo fare una cavalcata per Gondor, ho visitato molte volte il vostro regno e adoro i boschi dell'Ithilien” "Mi piacerebbe moltissimo" rispose sorridendo Faramir, che poi si alzò e si rivolse al fratello: "Saremo di ritorno per pranzo." Una volta salutato Boromir e richiusa la porta dello studio si rivolse alla ragazza: "Devi avvertire Haldir?" Lei annuì e insieme si recarono dall'elfo. “Mi chiedevo dove fossi finita! Haldir non fa altro che pensare a te, non ho bisogno di leggergli la mente per capirlo, mi domando solo quando si deciderà a chiederti di sposarlo!” esordì Rumil andandole incontro. Quando si rese conto dell'evidente imbarazzo della ragazza, notò anche che non era sola. “Faramir! Che ci fai tu insieme a Gil?” chiese a quel punto l'elfo, incuriosito. Sperava solo che suo fratello non ne fosse troppo geloso. "Pensavamo di fare una passeggiata a cavallo fino a Ithilien, per conoscerci meglio" rispose il gondoriano, chiedendosi se Rumil fosse al corrente della loro parentela. A quel punto lanciò un'occhiata alla ragazza, e aggiunse: "Se è un problema possiamo rimandare, oppure Haldir può venire con noi." “Oh, no non è un problema!” si affrettò a rispondere lei. “E non credo che lui abbia niente da ridire, vero?” disse, guardando il suo amato che si avvicinava. "Non vedo perché dovrei!" rispose allegramente Haldir, "Mi fa piacere vedere che andate d'accordo." "Bene" disse Faramir, "Allora ci vediamo più tardi a pranzo" Haldir annuì e baciò dolcemente Gilraen per salutarla. Mentre si allontanava con Faramir si voltò a guardarlo, e l'Elfo le sorrise. Sarebbe andato tutto bene. I due cavalcarono per un po' in silenzio, poi Gilraen ruppe il silenzio. “Non vorrei sembrare maleducata ma è solo che non sono abituata a tutto questo. Non ho mai avuto una famiglia, l'unica persona di cui…Haldir è l' unico di cui mi fidi, so che sarà sempre al mio fianco e che non mi tradirebbe mai…” "Si vede che siete molto uniti" disse Faramir voltandosi a guardarla, "E molto innamorati." Sorrise quando la vide arrossire, e distolse lo sguardo per non imbarazzarla ulteriormente. "In ogni caso.. sarei onorato se volessi considerarci una famiglia a tutti gli effetti, e ci fa davvero piacere ospitarti a palazzo.. anche a Boromir. Può sembrare scorbutico a volte, ma ti assicuro che non lo è affatto." “Grazie Faramir…grazie per tutto…non mi sarei mai aspettata un'accoglienza così” Qualche ora più tardi i due tornarono a palazzo chiacchierando come due vecchi amici. Faramir si congedò per andarsi a preparare per il pranzo, mentre Gil andò a fare una passeggiata nei giardini. Su una panchina seminascosta vide Boromir. L'uomo sembrava molto triste e lei silenziosamente gli si avvicinò, sedendosi accanto a lui. Passò un braccio sulle sue spalle e gli sorrise quando lui si voltò a guardarla. “So che non ci conosciamo affatto ma…cosa ti turba? Sei molto angosciato, a volte parlarne aiuta molto…” Boromir la guardò in silenzio per alcuni momenti, e abbassò di nuovo lo sguardo prendendo un profondo respiro. "Ti è mai capitato.." mormorò senza guardarla, "..di dover dividere con qualcun altro la persona che ami di più al mondo, per il semplice motivo che non ci sono alternative? Desiderare sopra ogni altra cosa di non doverti più nascondere?" Lei lo guardò per un lungo momento, stringendo l'abbraccio. “No…Haldir aveva un'amante ma non credo che fosse importante…abbiamo passato molto tempo lontani per paura di dirci cosa provavamo l'uno per l'altra…” Dopo aver sospirato profondamente, continuò. “A volte bisogna pensare anche agli altri. Le nostre azioni potrebbero far soffrire qualcun altro, e spesso bisogna anteporre il dovere all'amore. E so bene che non è facile…” "No, non è affatto facile.." rispose lui, "Ma sapevo che sarebbe andata così, l'ho saputo fin dall'inizio. Solo che adesso proprio non riesco ad essere forte come dovrei, e non riesco più ad accettare il ruolo che mi sono imposto.." Dopo aver scosso la testa ed essersi passato stancamente una mano sul viso si voltò a guardarla, e sorrise debolmente: "Scusami per lo sfogo.. non sono molte le persone con le quali posso parlarne.. solo Faramir, a dire il vero." Per tutta risposta, Gil gli diede un tenero bacio sulla guancia e gli sorrise. “Non tradirei mai un tuo segreto, con me puoi essere sincero…non devi scusarti, nei tuoi occhi leggo tristezza e angoscia e capisco come tu possa sentirti” Dopo aver esitato per un attimo, lei mormorò:”Posso…posso sapere chi è che ti fa stare così?” L'uomo la guardò per lunghi momenti, cercando di capire se effettivamente poteva fidarsi di lei, ma pensò anche a quali sarebbero state le conseguenze se qualcun altro fosse venuto a saperlo, e infine parlò: "Per più di un motivo potresti condannarmi, se ti dicessi di chi si tratta.. mi fido di te ma credimi, probabilmente è meglio che tu non lo sappia.." Lei scosse la testa e gli disse:”Io non condanno nessuno, tantomeno potrei condannare qualcuno innamorato come te. Al cuore non si comanda…Tu non mi conosci ma spero che un giorno riesca ad aprirti con me, e spero che possa risolvere il tuo problema” Dopo avergli sorriso debolmente, si alzò e si recò nella sala centrale, dove sedette accanto ad Haldir, in attesa del pranzo. Le parole di Boromir l'avevano turbata. Non si era fidato di lei, avrebbe dovuto immaginarlo… Faramir era già seduto al suo posto e qualche momento dopo fece il suo ingresso nel salone anche Aragorn, insieme a Arwen. I due salutarono i commensali e sedettero ai loro posti, mentre le cameriere iniziavano a servire il pranzo. Durante il pasto il Re lanciò più di un'occhiata preoccupata in direzione del posto vuoto di Boromir, per poi sospirare e concentrarsi nuovamente sulla pietanza nel piatto. Quando ebbero terminato di mangiare si scusò cortesemente con i presenti, e uscì in fretta dalla stanza. Faramir scosse la testa fra sé e sé, per poi avvicinarsi sorridendo a Gilraen e Haldir. "Spero che il pranzo sia stato di vostro gradimento" disse, "Se non avete impegni per questo pomeriggio, abbiamo in programma dei duelli di spade. E questa sera ci sarà un ricevimento in onore degli ospiti." La ragazza stava ancora pensando a quello che aveva visto. Era più che certa che la persona di cui parlava Boromir fosse Aragorn. Sorrise a Faramir, cercando di nascondere i suoi pensieri ad Haldir, e annuì. “Ci farebbe piacere assistere ai duelli, e non mancheremo al ricevimento…” Guardando alternativamente il suo amato e Faramir, si scusò col il primo e prese il ragazzo sottobraccio facendolo allontanare un po' dall'elfo. Lo guardò risolutamente, sperando che non si comportasse come il fratello. “So che tuo fratello è innamorato di Aragorn. E' lampante, soprattutto per me che mi sono comportata nello stesso modo con Haldir. Boromir è in giardino, molto depresso. Con me non ha voluto parlare e non lo biasimo… però magari con te…lo farebbe stare meglio, credimi” Il ragazzo la guardò per lunghi momenti, incredulo, e scosse la testa. "Non so come sei riuscita a capirlo" disse, "So che Boromir ne soffre, ma in ogni caso si rifiuta di parlarne anche con me, ultimamente. E credo che Aragorn sia andato a cercarlo.." Lei gli sorrise e dopo averlo salutato, si avvicinò al suo Haldir, prendendogli la mano. “Cosa ti va di fare, amore mio?” "Di sicuro mi va di stare un pò con te" rispose l'Elfo sorridendo, "Mi sei mancata questa mattina.." Sorridendo, Gilraen gli passò le braccia intorno al collo e si strinse a lui, posandogli un dolce bacio sulle labbra. “Possiamo passeggiare in giardino, galoppare fino al fiume o… tornare in camera nostra fino a questa sera…” Lui ci pensò su un momento prima di rispondere, poi sorrise nuovamente e disse: "Propongo di iniziare con una passeggiata in giardino.. così mi racconti com'è andata con i cugini.. dopodiché direi che potremmo tranquillamente ritirarci nella nostra stanza.." Mentre passeggiavano mano nella mano nei giardini, Gilraen gli raccontò tutto quello che era successo quel giorno, omettendo i dettagli riguardanti Boromir e Aragorn. Non voleva che lui pensasse male di suo cugino, ma soprattutto non voleva diffondere il suo segreto. Dopo tanto tempo passato con gli elfi, era riuscita a capire come evitare che gli leggessero la mente. Detestava tenere nascosta una cosa del genere ad Haldir, ma non aveva scelta. "Dunque ti hanno accettata nella famiglia" disse lui quando la ragazza ebbe terminato il suo racconto, "Ero più che sicuro che sarebbe andato tutto bene! Che cosa hai intenzione di fare adesso?" “Mi hanno offerto di restare qui…” mormorò lei, per capire quale sarebbe stata la reazione dell'altro. A quelle parole Haldir si fermò all'improvviso, guardandola negli occhi. Esitò per qualche momento, prima di trovare il coraggio di parlare. "Hai.." mormorò, "...hai accettato?" Quella era la conferma che cercava. Gli sorrise dolcemente e senza staccare gli occhi dai suoi, mormorò:”Non potrei mai. Ti ho donato il mio cuore, voglio tornare con te a Lothlorien, senza di te la mia vita non avrebbe alcun senso…” "Sarei rimasto qui con te Gil.. se avessi accettato" le disse dolcemente l'Elfo, prendendole il viso fra le mani, "So quanto è importante per te avere una famiglia, ma non riuscirei a lasciarti.. tengo a te più che a qualsiasi altra cosa." Lei scosse energicamente la testa, dicendo risolutamente:”Sei tu la mia famiglia…quasi non li conosco…e non voglio stare qui, costringendoti ad abbandonare i tuoi adorati boschi…a Lothlorien mi sento a casa, Lord Celeborn e Lady Galadriel mi hanno accolta come una figlia e non voglio lasciarli…non ho rimpianti Haldir. Sono assolutamente certa della mia decisione. Voglio te…voglio stare con te a Lorien…” "Allora sappi che dovrai sopportarmi per molto, molto tempo.." sussurrò lui sorridendo, sfiorando le labbra della ragazza con le sue, "Ti amo Gilraen.." “Ti amo anch'io…e non ti lascerei mai, sei parte della mia vita ormai…” mormorò contro le sue labbra, prima di catturarle in un lungo bacio.
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