Identità nascoste

Capitolo 5

Stringendo la sua copia del libro di J.D. Marcus, Garner osservava Hickok, nascosto nella sua camera d'albergo, situata di fronte al negozio dove la stazione di Pony Express di Sweetwater si riforniva.

Erano mesi che lo cercava.

Mesi che voleva sfidarlo. Era certo che questo ragazzino non meritasse tutta la fama che aveva, che non fosse altro che una montatura.

Non poteva essere così veloce, così spietato.

Con lui c'era un ragazzo. Li aveva visti spesso insieme, sembravano molto amici.

Il piano era quasi pronto.

Sapeva che se gli avesse proposto una sfida, Hickok non avrebbe accettato.

Ma se avesse preso il suo giovane amico, sarebbe stato costretto a decidersi.

Molto presto, Wild Bill Hickok. Molto presto.

Erano passati quasi sei mesi da quando Teaspoon l'aveva assunta.

Jill era contenta del suo lavoro da pony express, ma era ancora più felice di poter stare sempre con Jimmy.

Grazie alla sua conversazione con il vecchio sovrintendente, il ragazzo poteva ora comportarsi amichevolmente con lei, senza respingerla di fronte agli altri come aveva fatto in precedenza.

Agli occhi degli altri corrieri, quei due erano diventati grandi amici.

In realtà quando erano soli continuavano a scambiarsi tenerezze, e più di una volta erano stati sul punto di baciarsi, ma sembrava esserci sempre qualcosa che gli impediva di farlo.

Il loro era un rapporto strano, ma man mano che passava il tempo, sembravano sempre più uniti.

Jill non aveva più dubbi sul fatto che anche Jimmy provava forti sentimenti nei suoi confronti, e più di una volta gli aveva dimostrato che era una cosa  reciproca.

Dal canto suo, Emma sorrideva alla piega che stavano prendendo gli eventi.

Era più che certa del fatto che Jim e Jimmy fossero una coppia perfetta, e che quella ragazza avrebbe potuto renderlo felice.

Quel ragazzo meritava un po' d'amore. Per tutta la vita aveva incontrato sempre donne sbagliate per lui, le aveva amate, e aveva sofferto quando loro l'avevano abbandonato.

Ma Emma sapeva che quella ragazza così vitale, così coraggiosa non l'avrebbe mai lasciato.

Glielo leggeva negli occhi. Forse non si era nemmeno resa conto di quanto l'amasse. E nemmeno Jimmy sembrava aver ammesso a sé stesso che quella era la volta buona.

Molti dei commensali si meravigliarono del buon umore di Jimmy quella mattina. Jill era partita tre giorni prima per una consegna, e il ragazzo non stava in sé dalla gioia al pensiero che con tutta probabilità avrebbe potuto riabbracciarla quella sera stessa. Non poteva certo dire agli altri che il motivo di tanta allegria era l'imminente ritorno di Jim , e si limitò a dire che quella mattina si era alzato con il piede giusto. A quelle parole Emma aveva sorriso fra sé e sé con l'aria di chi la sa lunga, ma Jimmy non ci aveva fatto caso più di tanto: l'unica cosa importante era che la sua Jill stava tornando a casa.

In quegli ultimi mesi si era reso conto di tenere molto, moltissimo a lei. E non aveva mai trovato il coraggio di assecondare i suoi sentimenti, troppo spaventato dal passato e dall'idea di mettere in pericolo la sua incolumità. Forse avrebbe funzionato per un pò, ma prima o poi tutti si sarebbero accorti certamente che Jim in realtà era una donna, e accostare il suo nome a quello di Wild Bill Hickok non era certo una garanzia. Se le fosse accaduto qualcosa a causa sua non se lo sarebbe mai perdonato.

In quel momento, però, era più deciso che mai a rivelarle i suoi sentimenti. Vivere quasi ogni giorno al fianco di Jill costringendosi a reprimere quello che provava per lei stava diventando una vera e propria tortura, ed era convinto che prima o poi sarebbe impazzito. E ormai era quasi sicuro che anche lei provasse qualcosa di molto forte nei suoi confronti. L'aveva capito da come lo guardava, da come stringeva la sua mano, da come si rilassava in ogni suo abbraccio, da come sembrava più luminoso un suo sorriso quando erano da soli.

Non faceva che sognarla. Non faceva che sognare di baciarla, finalmente, dopo mesi e mesi. E sperava con tutto il cuore che quel sogno sarebbe diventato presto realtà. Magari quella sera stessa, quando l'avrebbe riabbracciata dopo quei tre giorni che gli erano sembrati un'eternità.

Garner aveva organizzato tutto con cura.

Si era appostato vicino ad un piccolo canyon dove sarebbe passato il ragazzo, e aveva ostruito il passaggio con dei rami e delle pietre.

Sorrise tra sé e sé quando l'amico di Hickok fu costretto a fermarsi.

Un secondo dopo gli era alle spalle, e gli puntava la pistola alla testa.

“Non muovere un muscolo, ragazzo. Non è te che voglio, non costringermi ad ucciderti” sibilò al suo orecchio.

Jill rimase impietrita. Sperava che quell'uomo non scoprisse che in realtà era una donna, o le avrebbe fatto del male.

“Sono un corriere del pony express. Ho soltanto della posta con me” cercò di spiegare, quando sentì un forte dolore ad un fianco, e realizzò che l'uomo l'aveva colpita.

“Sta' zitto. So benissimo chi sei”

Garner lo disarmò, e rimase particolarmente colpito dal fatto che il ragazzo sembrava molto spaventato.

Era un pivellino.

Giusto per sottometterlo di più, gli diede un pugno sullo zigomo, e sorrise soddisfatto quando il giovane perse i sensi.

Lo caricò sul suo cavallo, e legò lo stallone nero per portarlo con lui.

Dopo aver imbavagliato il ragazzo per paura che si svegliasse, lo osservò per un attimo.

Il punto in cui l'aveva colpito si stava gonfiando, aveva il labbro inferiore spaccato e un livido aveva cominciato a formarsi sullo zigomo.

Scrisse il suo messaggio di sfida a Hickok e si avvicinò alla stazione, dando una forte pacca sul sedere del cavallo, spingendolo verso il dormitorio dei ragazzi, e sparendo nell'oscurità.

In cucina Lou e Jimmy stavano finendo di sparecchiare la tavola, mentre Emma iniziava ad occuparsi dei piatti e Buck leggeva ad alta voce dei brani da un libro per Ike. Cody era seduto un pò in disparte con Teaspoon, e una volta tanto sembrava disposto ad affrontare una conversazione più o meno seria a proposito del lavoro e del futuro.

Quando Jimmy sentì il familiare rumore degli zoccoli porse gli ultimi piatti a Emma e si precipitò fuori. La sua Jill era a casa.

Il sorriso gli morì sulle labbra, e il suo cuore mancò certamente più di un battito quando vide che Black Beauty era solo.

Era successo qualcosa.

Si avvicinò al cavallo, cercando disperatamente di capire, quando trovò un biglietto infilato nella borsa da sella. Un biglietto indirizzato a lui.

Lo spiegò con mani tremanti, trattenendo il respiro e cercando di decifrare la calligrafia disordinata. Improvvisamente impallidì, gli occhi enormi per l'orrore. Lasciò cadere a terra il pezzetto di carta stropicciata e senza la minima esitazione montò in sella a Black Beauty, spronandolo immediatamente a un galoppo selvaggio.

Garner aveva preparato il cappio al quale avrebbe impiccato il ragazzo se Hickok non si fosse presentato.

Ma l'avrebbe fatto lo stesso, se Hickok avesse perso il duello.

Il ragazzo si era ripreso, era stato legato e imbavagliato, e lo guardava con occhi spaventati.

Il malvivente stava per dire qualcosa, ma sentì un cavallo avvicinarsi.

Aveva accettato la sfida.

Senza troppa gentilezza tirò a sé il ragazzo, tenendolo per il collo, come se fosse un pollo da sgozzare.

“Hickok. Sapevo che non avresti lasciato nei guai il tuo amichetto” sorrise malignamente al nuovo venuto.

Jimmy smontò da cavallo e lo guardò dritto negli occhi, fermandosi a pochi metri di distanza. Vide che Jill aveva un livido piuttosto evidente su uno zigomo,  e sangue ormai rappreso sul mento e sulla camicia. E soprattutto lesse un gran spavento nei suoi occhi. Istintivamente portò la mano destra alla pistola, serrando la presa, ma non la estrasse.

"Lascialo andare" intimò in tono fermo, "E' me che vuoi. E sono qui."

“Con calma Hickok. Non ho alcuna fretta” rispose Garner, passando un braccio intorno alle spalle del ragazzo.

Con sua grande sorpresa, notò che la forma di un seno femminile spuntava dalla camicia.

Ridacchiando, toccò lascivamente le forme di quella che si era rivelata una ragazza.

“E così il corriere è in realtà la tua amichetta… Da quanto te la scopi, Hickok?” chiese, Continuando a toccarla dappertutto, senza però staccare gli occhi dal pistolero.

“Devo confessarti che non vedo l'ora di ucciderti per divertirmi un po' con lei. Non sei nessuno Selvaggio Hickok. E sono convinto che riuscirei ad ucciderti con gli occhi chiusi. Facciamo in fretta, voglio strappare tutti i vestiti di dosso a questa splendida creatura” concluse, leccando l'orecchio della ragazza, che aveva chiuso gli occhi e stava dibattendosi, cercando di liberarsi.

"Te lo dico per l'ultima volta" sibilò minacciosamente Jimmy, gli occhi fissi in quelli di Garner, "Lasciala andare."

L'altro non sembrò minimamente turbato dalle sue parole, ma continuò imperterrito a toccare la ragazza con fare lascivo. Un attimo dopo Jimmy aveva già estratto la sua Colt e aggiustato la mira, la presa sull'arma più salda e sicura che mai,  gli occhi fiammeggianti di un misto di furia e disgusto. Gli avrebbe sparato. Se solo avesse osato andare oltre, gli avrebbe sparato.

Sorridendo malignamente, il fuorilegge estrasse la pistola a sua volta, e la puntò alla tempia della ragazza.

“Cosa decidi, Hickok? Ti fai ammazzare o preferisci che io la uccida?”

A quelle parole, e notando che aveva allentato la presa su di lei, Jill gli diede una forte gomitata nello stomaco, liberandosi e fuggendo a qualche metro di distanza, troppo debole per allontanarsi ulteriormente.

Garner le puntò l'arma contro, e le avrebbe di certo sparato, quando sentì un dolore lancinante al braccio.

La pistola cadde al suolo, il braccio nel quale Hickok gli aveva sparato era diventato immobile e strinse i denti per non gridare.

“Jimmy! No!” gridò Buck, smontando immediatamente da cavallo, e correndo verso l'amico.

“Rimettila a posto, c'è Sam con noi” gli disse gentilmente Cody, spaventato dallo sguardo che lesse negli occhi del ragazzo.

“Va' da Jim, credo che abbia bisogno di te adesso”

"Buon Dio!" esclamò Teaspoon ancora prima di smontare da cavallo, alla vista della camicia di Garner intrisa di sangue e della smorfia di dolore che aveva in viso. Tuttavia lo rassicurò un pò il fatto che l'uomo fosse ancora in piedi, con tutta probabilità non si trattava di una ferita mortale. Sam si affrettò a immobilizzarlo e a portarlo in città, per evitare che perdesse troppo sangue. Al resto avrebbe pensato una volta estratto il proiettile.

Nel frattempo Jimmy si era precipitato da Jill, e si era inginocchiato accanto a lei per assicurarsi che non avesse subìto danni troppo gravi. Il ragazzo sembrava quasi più scosso di lei, e si sentiva profondamente in colpa per l'accaduto. Non le disse nulla, ma le accarezzò il viso con le lacrime agli occhi, e la abbracciò nonostante la presenza degli altri ragazzi.

“Jimmy…” sussurrò lei, ricambiando l'abbraccio.

“Sono fiera di te…non l'hai ucciso…andiamo a casa adesso, ti va?” chiese, guardandolo negli occhi.

Quanto avrebbe desiderato baciarlo in quel momento!

Lui annuì e la aiutò a rialzarsi, sostenendola mentre si avviavano al cavallo. Lou tenne le briglie di Black Beauty mentre Jimmy aiutava Jill a salire, e rimase ad osservarli mentre si allontanavano alla volta della fattoria di Emma.

Quando furono alla stazione, Jill ebbe appena il tempo di posare un dolcissimo bacio sulle labbra di Jimmy, prima che Emma uscisse fuori.

La donna notò in che condizioni era la ragazza, e la portò in casa per pulirle le ferite e applicare del disinfettante.

Gli altri ragazzi erano intanto tornati, e avevano preso in consegna Black Beauty, dissellandolo e sistemandolo nelle stalle.

 

 

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