Identità nascoste

Capitolo 4

Buck vide i due cavalli in lontananza e sorrise ad Ike.

“Corrieri in arrivo!” gridò, mentre Kid saliva in sella.

Il ragazzo afferrò la borsa che gli porgeva Jim e galoppò via velocemente.

“Bentornati!” sorrise Buck in direzione dei due ragazzi appena tornati.

Jim lo salutò e si diresse verso le stalle, per dissellare Black Beauty.

Buck scosse la testa nel notare che le cose tra lui e Jimmy non sembravano essere cambiate: i due non si erano lanciati che una rapida occhiata,e non sembravano avere intenzione di parlarsi.

Cody uscì dalla cucina, dirigendosi verso gli altri.

“Io, Buck e Ike stavamo pensando di andare a fare un bagno al lago domani. Tu e Jim siete dei nostri?” disse, rivolto a Jimmy e al ragazzo accanto a lui, che si stava occupando del suo stallone nero.

Jimmy esitò per un momento prima di parlare, mentre cercava in fretta una scusa credibile e tormentava nervosamente un lembo della giacca.

"Non credo" disse infine, sforzandosi di sorridere "Abbiamo già altri programmi per domani, sarà per la prossima volta."

“Programmi?” chiese Cody, guardandolo con curiosità. “Cos'hai da fare Hickok?”

"Ecco.. devo.." balbettò Jimmy, che nel frattempo stava maledicendo mille volte la sua stupidità "Beh, ho promesso a Jim di portarlo un pò in giro.. sai per.. uh, fargli conoscere meglio la zona, visto che è nuovo del posto."

“Puoi dirglielo, non me ne vergogno” disse a quel punto Jill, venendo in suo aiuto, parlando in voce atona.

“Non sono molto bravo con la pistola, e domani ha promesso di cominciare a insegnarmi, altrimenti non potrei mai viaggiare da solo”

“Davvero?” chiese Cody sollevando un sopracciglio in modo eloquente.

Jill annuì e senza attendere una risposta si avviò in casa.

Cody e Buck si guardarono per un attimo, e il primo si avvicinò ancora di più a Jimmy.

“Ma perché proprio non riuscite ad andare d'accordo voi due? L'hai umiliato dicendogli che non sa sparare!” sbottò, prima di allontanarsi.

“Non è cattivo. Jim nasconde qualcosa, ma dubito che sia un pericolo. Dovreste passare più tempo insieme, forse aiuterebbe” gli disse Buck, sorridendogli amichevolmente,e battendogli una mano sulla spalla, prima di entrare nelle stalle.

Jill lavò le mani e il viso, stanca dal lungo viaggio.

“Ho preparato la cena per te e Jimmy” le disse dolcemente Emma. “Gli altri hanno cenato già da un pezzo”

“Grazie” le sorrise Jill, sedendosi al tavolo della cucina.

Emma sorrise tra sé e sé, posando i piatti e le ciotole davanti a lei, e guardandolo attentamente.

Lou aveva cercato di fare lo stesso.

Jim era una donna, una ragazzina spaventata, e lei avrebbe fatto tutto il possibile per proteggerla.

“Ecco, qui c'è tutto. Io vado a dormire, Jimmy dovrebbe arrivare tra poco. Quando avrete finito lasciate pure i piatti nell'acquaio” sorrise, prima di uscire e dirigersi verso casa.

Quando Jimmy fece il suo ingresso nella stanza e vide che Jill era da sola le sorrise, mentre andava a sedersi di fronte a lei.

"Potevi iniziare senza di me" disse, notando che la ragazza non aveva ancora toccato cibo. "Sarai affamata."

“Non mi piace mangiare da sola” rispose lei, posando per un attimo gli occhi nei suoi, prima di dedicarsi alle sue patate.

“M'insegnerai davvero a usare la pistola, domani?”

"Certo" annuì lui mentre si serviva, "Possiamo farlo domani mattina, e continuare anche dopo pranzo. Sempre se Teaspoon non ha qualche lavoretto da assegnarci e se Emma non ha bisogno di aiuto qui."

Annuendo soddisfatta, Jill mangiò un po' di stufato e poi posò i piatti nell'acquaio.

Prima di uscire si avvicinò a Jimmy e gli sfiorò la guancia con le labbra.

“Grazie di tutto…” sussurrò.

Un momento dopo era nel dormitorio.

Assicuratasi che tutti stessero dormendo, la ragazza si cambiò e aggiornò il suo diario, per poi stendersi e chiudere gli occhi.

Esausta, si addormentò solo pochi minuti dopo.

Stranamente Jimmy si era svegliato molto presto quella mattina, forse perché sapeva che avrebbe trascorso gran parte della giornata con Jill. Non vedeva l'ora di stare un pò da solo con lei. Era rimasto per un pò ad osservarla mentre dormiva nel letto di fianco al suo, sorridendo fra sé e sé, finché si era alzato in preda ad un attacco di fame, e si era diretto in cucina per trovarvi Emma che preparava la colazione.

"Buongiorno"

“Buongiorno James” sorrise lei, voltandosi nella sua direzione.

“Come mai così mattiniero?”

Il ragazzo scrollò lievemente le spalle e le si avvicinò, alla disperata ricerca di qualcosa che fosse commestibile.

"Credo sia stato il mio stomaco a svegliarmi" disse sorridendo, "Ho una gran fame stamattina."

Sorridendo con aria materna, Emma gli scompigliò i capelli e gli diede un pancake caldo.

“Lo sciroppo d'acero è sul tavolo”

Quando lui ebbe finito, la donna sistemò il resto della colazione sul tavolo, sapendo che di lì a poco sarebbero arrivati gli altri ragazzi.

“Jim è già sveglio?” chiese innocentemente Emma a quel punto. “Non vorrei che rimanesse troppo sorpreso dall'abitudine di Cody di dormire senza vestiti”

A quella domanda Jimmy smise di masticare per un momento. Non alzò lo sguardo, temendo di tradirsi, e senza volerlo si ritrovò a stringere il pugno sotto il tavolo in preda ad un improvviso attacco di gelosia.

"Credo stia ancora dormendo" disse in tono piatto, per poi fingersi concentratissimo sulla sua colazione.

Quando Cody si alzò, scese dal suo letto, stiracchiandosi teatralmente.

Notò con un sorriso che Jim era arrossito ed aveva infilato la testa sotto le lenzuola.

Era proprio un ragazzo timido.

Si rivestì e si recò in cucina, salutando affettuosamente Emma.

“Stai già mangiando Hickok?” chiese, rubandogli un pancake.

Dopo essersi seduto a mangiare, ridacchiò e guardò Jimmy con aria complice.

“Jim questa mattina è arrossito fin sulla punta delle orecchie quando mi ha visto! Ma ti rendi conto?”

L'altro alzò finalmente lo sguardo dal suo piatto, stringendo i denti per impedirsi di dire qualcosa di cui si sarebbe certamente pentito, e lanciò una breve occhiata a Emma. Si accorse di non avere più fame.

In quel momento entrò la ragazza.

“Buongiorno” mormorò, prima di sedersi in un angolino del tavolo, lontano sia da Jimmy che da Cody.

“Buongiorno Jim!” lo salutò ridacchiando Cody, estremamente divertito.

“Dormito bene?” chiese Emma, sorridendole maternamente e porgendole un piatto di pancake.

“Si, grazie” sorrise lei di rimando, assaggiandone uno e chiudendo gli occhi deliziata.

Da molto non faceva colazione in un  ambiente così familiare.

“Allora, Jim. E' per questo che non vuoi venire al fiume? Ti vergogni di guardarci?” ridacchiò Cody, punzecchiandolo.

“Siamo tutti uguali, non dovresti vergognarti, anche devo riconoscere che uno più bello di me non esiste, le donne impazziscono quando mi vedono”

“Non ho dubbi” mormorò lei in rimando, scuotendo la testa.

Jimmy scosse la testa a sua volta, e dopo aver posato il tovagliolo sul tavolo si alzò.

"Temo di non avere più fame." disse, e senza un'altra parola uscì dalla stanza, salutando con un cenno della testa Lou e Buck che erano appena entrati in cucina.

“Ma che gli è preso?” chiese Buck guardando Emma, con aria confusa e assonnata.

“Credo che non sia molto felice di farmi da balia” rispose Jill, cercando di giustificarlo agli occhi degli altri.

Si alzò un attimo dopo, e lo seguì nelle stalle.

“Va…tutto bene?” chiese,esitando sulla porta.

"Mi passerà" mormorò Jimmy sospirando, e scuotendo di nuovo la testa.

Quando ebbe finito di sellare Sundance si voltò a guardarla, e si sforzò di sorriderle.

"Sei pronta? Hai preso la pistola?"

Lei annuì, guardandolo attentamente.

A volte faticava a capirlo.

“Resteremo fuori anche per pranzo? Potrei chiedere a Emma di darci qualcosa da mangiare, che ne pensi?”

"Va bene" rispose lui, "Non mi entusiasma l'idea di rientrare adesso.. ti spiace domandarle anche se ci sono impegni per questo pomeriggio?"

“Non muoverti, torno subito!” rispose lei, avviandosi di nuovo verso la grande casa.

Bussò alla porta e sorrise a Emma.

“Ti disturbo?” chiese timidamente, tormentando un lembo della camicia.

“No, per niente. Vuoi entrare?”

“Veramente volevo chiederti se potresti prepararci qualcosa da mangiare per pranzo, resteremo fuori. E Jimmy voleva sapere se ci sono delle commissioni per lui questo pomeriggio” spiegò Jill.

Emma sorrise tra sé e sé. Quei due stavano molto bene insieme, dovevano solo smettere di prendersi in giro.

“Dovrei avere qualcosa di freddo già pronto, entra pure” rispose. “E questo pomeriggio vorrei che andaste con Cody e Buck a fare provviste in città”

Lei annuì in risposta, ed entrò nella casa.

Era la prima volta che vi metteva piede,e  si meravigliò molto che la donna gliel'avesse permesso.

La cucina era ordinata e pulita, arredata con un ottimo gusto.

Aiutò la donna a impacchettare dell'insalata di pollo, roastbeef freddo, pane e marmellata di mirtilli.

Poco dopo averla ringraziata, era già nelle stalle, e stava sistemando tutto nella sua borsa da sella.

“Mi sorprende molto che tu voglia insegnare a sparare a Jim” stava intanto dicendo Buck a Jimmy, nell'aia. “Se davvero ti pesa così tanto stare con lui”.

"Credo sia necessario saper maneggiare come si deve una pistola, quando si fa un lavoro del genere. Tutto qui." rispose l'altro facendo il possibile per mostrarsi assolutamente indifferente, con tanto di scrollata di spalle.

"Sto soltanto facendo il mio dovere, dal momento che Emma l'ha affidato a me."

“Sono pronto” disse a quel punto Jill, che aveva sentito tutto.

Nonostante fosse solo una copertura non riusciva ancora a capire fino a che punto Jimmy avesse detto la verità a Buck.

Salì a cavallo senza aspettarlo, e prima di partire al galoppo si voltò verso di lui.

“Nel pomeriggio Emma vuole che io, tu, Buck e Cody andiamo a fare provviste in città”

Guardandolo allontanarsi, Buck scosse la testa e porse le redini a Jimmy.

“Potresti almeno stare più attento e non farglielo pesare di continuo. Chiederò a Teaspoon di affidarlo a me e Ike” disse, prima di avviarsi verso la casa.

Quando Jimmy la raggiunse si affiancò col suo cavallo, lanciandole una breve occhiata. Era arrabbiata con lui? Sospirò, indeciso sul da farsi, e riportò lo sguardo sulla strada senza dire niente.

“Dove dobbiamo andare?” chiese lei ad un tratto, guardando dritto davanti a sé.

"Seguimi, non è distante" rispose Jimmy, arrischiando una timida occhiata nella sua direzione. Decisamente non sembrava di buon umore.

"Sei arrabbiata con me?"

“Mi passerà” rispose lei, ripetendo quello che le aveva detto prima.

Cavalcarono in silenzio per un po', fino a quando giunsero su una collinetta piuttosto isolata.

Il panorama era bellissimo. Il prato era completamente fiorito, e Jill si ritrovò a sorridere tra sé e sé.

Scesa da cavallo, si diresse verso una piccola baracca che sembrava abbandonata.

All'interno c'era un tavolino con due sedie di legno, e un letto.

"Possiamo lasciare qui le nostre cose e il pranzo" disse Jimmy mentre sfilava la giacca, per poi posarla sul letto e avvicinarsi alla ragazza.

"Fammi vedere la pistola."

Lei gliela diede e uscì fuori per prendere la borsa da sella con il cibo.

Quando tornò lo guardò per un attimo negli occhi e poi finalmente diede voce alla sua curiosità.

“Di chi è questo posto?”

Jimmy soppesò l'arma con aria evidentemente soddisfatta, e posò gli occhi in quelli di Jill mentre le rispondeva.

"Ci vengo quando non voglio essere trovato" disse, "E' abbandonata da quando le due persone che ci vivevano sono state uccise da una banda di indiani."

“A volte nella loro rabbia derivata dal dolore, sbagliano. Vogliono vendicarsi dell'uomo bianco per tutto quello che ha fatto al loro popolo, e ammazzano persone innocenti, senza rendersi conto che in questo modo non fanno altro che attirare su di sé l'ira dei wasichu, dei bianchi…la nostra. Tanti uomini di potere aspettano pretesti del genere per confinare intere popolazioni in squallide riserve” disse lei, ricordando con tristezza il suo amico Uncas, e chiedendosi dove fosse finito.

"Lo so" annuì Jimmy, "Buck me ne parla spesso."

Non gli era sfuggita la malinconia negli occhi di Jill, e se ne domandò il motivo. Non osò chiedere, pensando che fosse meglio farla distrarre in qualche modo, così le porse la pistola e sorrise quando lei alzò lo sguardo.

"Andiamo."

Fuori dalla casupola, Jill guardò Jimmy che preparava alcuni barattoli di latta su una staccionata a una certa distanza da dove si trovava, e poi tornò verso di lei.

“Credo di avere problemi col rinculo” spiegò lei. “Di solito mi faccio male alla spalla ogni volta che provo a sparare”

"Probabilmente usi proiettili troppo pesanti" disse Jimmy avvicinandosi a lei e porgendo la mano, "Posso provarla?"

“Certo che si!” rispose lei con un sorriso, dandogli la pistola.

Quando le loro dita si sfiorarono Jill non distolse lo sguardo, e col pollice carezzò gentilmente la mano del ragazzo, sorridendogli dolcemente.

Jimmy ricambiò il sorriso, prima di sporgersi verso di lei e posarle un bacio sulla guancia. Quando si ritrasse indugiò con gli occhi nei suoi, finché si voltò impugnando la pistola. Premette il grilletto solo un attimo dopo, centrando in pieno uno dei barattoli.

"E' un'ottima arma. Dovremmo provare ad appesantirla, oppure a cambiare tipo di proiettile."

Si voltò a guardarla e le porse di nuovo la pistola, sorridendo, per poi spostarsi dietro di lei.

"Prendi la mira."

Meravigliata dalla fluidità del suo movimento e dalla sua precisione, Jill rimase per un attimo a fissarlo inebetita, poi si concentrò su uno dei barattoli.

Sentire il suo corpo premere contro di lei non la aiutava molto a concentrarsi, e deglutì nervosamente, sospirando.

Il ragazzo posò la mano su quella di Jill aggiustandone la posizione e appoggiò il mento sulla sua spalla, in attesa, sorridendo quasi inconsciamente per il profumo fresco dei suoi capelli e per il calore del suo corpo. Infine riuscì con sforzi non indifferenti a vincere l'impulso di abbracciarla e mandare al diavolo le sue lezioni su come maneggiare una pistola, e si impose la calma prendendo un profondo respiro.

Jill chiuse gli occhi per un attimo, cercando di concentrarsi.

Quando li riaprì focalizzò la sua attenzione sulla lattina e tirò il grilletto.

Al solito il rinculo fu molto forte, ma dietro di lei c'era Jimmy, e quasi gli cadde addosso.

“Scusa…” mormorò, cercando di dissimulare l'imbarazzo, e staccandosi da lui.

"Hai fatto centro" sorrise Jimmy indicando la staccionata, "Sei stata bravissima. Vuoi provare di nuovo?"

Annuendo, lei si rimise in posizione, questa volta riuscendo a restare in equilibrio.

Dopo innumerevoli tentativi, Jill si sentiva oramai esausta, e tolse via la bandana.

Il sole di mezzogiorno picchiava duramente sulle loro teste, e ad un tratto la ragazza guardò Jimmy, e alzò le mani in segno di resa.

“Mi arrendo. Non ne posso più, ho caldo e sete…”

"Accetto la resa" ridacchiò Jimmy, "Credo sia ora di pensare al pranzo."

Rientrarono nella baracca mano nella mano e mangiarono uno di fronte all'altra guardandosi negli occhi, felici di poter mettere momentaneamente da parte il solito atteggiamento freddo indispensabile in presenza degli altri ragazzi. Quando ebbero finito riordinarono insieme, e approfittarono del tempo rimasto per rilassarsi insieme sul prato che circondava l'abitazione, all'ombra di un grosso albero.

Qualche ora più tardi, la ragazza si tirò a sedere, sorridendo a Jimmy.

“Credo che sia ora di tornare. Emma ci ha chiesto di accompagnare Cody e Buck a fare provviste in città”

"Proprio adesso che stavo per addormentarmi?" bofonchiò lui, per poi stiracchiarsi languidamente e sorriderle.

"D'accordo, d'accordo mi alzo. Solo perché me l'hai chiesto tu."

A quelle parole lei sorrise ancora di più, stringendogli la mano per un attimo.

In quel momento avrebbe disperatamente voluto baciarlo, ma sapeva che non poteva.

Dopo aver ripreso i cavalli, i due tornarono alla stazione.

Cody e Buck li stavano aspettando, e Jill ebbe solo il tempo di lasciare la borsa coi piatti ad Emma prima di saltare di nuovo in sella e raggiungere gli altri.

“Corrieri” li salutò il burbero Tompkins.

“Emma vorrebbe queste cose” disse Buck, porgendogli la lista, e cercando d'ignorare lo sguardo quasi disgustato che gli aveva lanciato il vecchio.

Sapeva che quell'uomo lo disprezzava solo perché era un mezzosangue, ma la cosa non gl'importava.

“Hey Jimmy!” chiamò ad un tratto Cody dalla strada,visibilmente sovraeccitato.

“E' arrivata la corriera!”

Jill azzardò un'occhiata all'esterno e quello che vide non le piacque affatto.

Quello delle spose per corrispondenza era un fenomeno piuttosto diffuso nel west.

I pionieri o i minatori si rivolgevano ad agenzie specifiche che li mettevano in contatto con donne sole.

Una volta conosciutisi meglio, gli uomini pagavano il viaggio alle loro fidanzate e arrivate a destinazione spesso si organizzavano matrimoni collettivi.

Sapendo bene di non avere alternative, Jimmy lanciò solo una rapida occhiata a Jill mentre usciva per raggiungere Cody. Doveva comportarsi come al solito, o gli altri si sarebbero insospettiti. Sperò solo che Jill non si sarebbe arrabbiata con lui e che avrebbe capito.

La ragazza dal canto suo strinse i pugni involontariamente, e distolse lo sguardo, anche se non poteva evitare di sentire i commenti dei due sulle donne e le ragazze che erano arrivate.

Non sapeva bene perché le dava fastidio tutto questo, ma di sicuro non era gelosa.

Perché avrebbe dovuto esserlo? Lui nemmeno la voleva, era meglio mettersi il cuore in pace.

Quando ebbero finito di caricare gli scatoloni sul calesse, Jill si rese a malapena conto che Buck le stava parlando.

“Scusa, ero distratto. Cos'hai detto?” chiese, voltandosi verso di lui.

“Qui abbiamo finito. Vuoi venire a fare una passeggiata con me?”

Lei lanciò solo una rapida occhiata a Jimmy, ma quando Cody gli diede di gomito per indicargli una donna dal seno particolarmente prosperoso, accettò senza riserve, e balzò in sella a Black Beauty.

“Ci vediamo questa sera!” salutò Buck, mentre usciva al galoppo dalla città, seguito da Jim.

Per tutto il pomeriggio Jimmy non pensò ad altro. Jill era fuori da sola con Buck. Sapeva bene che lui non era certo uno stupido, e si domandò se fosse a conoscenza del segreto della ragazza. Forse era proprio per quello che aveva fatto il possibile per restare da solo con lei. Il mero pensiero gli fece venire una gran voglia di montare in sella e andare a cercarli, ma si rimproverò dicendosi che in fondo non aveva nessun diritto di intromettersi, e che probabilmente Jill non provava niente che non fosse semplice amicizia nei suoi confronti.

Venne trascinato fuori dalla corrente dei suoi pensieri da qualcuno che gli stava parlando, e si voltò per trovarsi davanti un perplesso Teaspoon.

"Hickok?"

"Teaspoon. Dimmi."

"Stai bene, ragazzo?"

Jimmy annuì, anche se sapeva benissimo di non essere il ritratto della serenità in quel momento. Sapeva anche che tale dettaglio non era certo sfuggito al vecchio Teaspoon, che lo studiò per qualche momento con aria scettica prima di proseguire.

"Ho parlato con Buck" disse, e Jimmy si ritrovò a stringere i denti alla sola menzione di quel nome. "Ritiene che Jim meriterebbe un trattamento migliore, e non posso dargli torto. Se proprio non riesci a farti piacere quel ragazzo, lo affiderò a lui."

"Farò il possibile" rispose Jimmy, sempre più convinto che le sue supposizioni di poco prima fossero corrette. Guardò Teaspoon mentre si allontanava, e lottò con l'ennesima fitta di gelosia. L'ultima cosa che voleva in quel momento era vedere Buck, e quasi sicuramente lui e Jill sarebbero rientrati di lì a poco. Senza pensarci due volte sellò il suo cavallo, e andò a cercare un pò di pace nel suo rifugio segreto.

 

 

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