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Identità nascoste Capitolo 2 Il mattino seguente Buck svegliò Jill all'alba e le disse di vestirsi, un corriere sarebbe arrivato di lì a qualche ora, e avrebbe fatto la sua prima corsa insieme a Jimmy. Quando fu uscito, Jill si rivestì in tutta fretta, e andò a lavarsi il viso con dell'acqua fredda, prima di entrare nella cucina, dove gli altri stavano già facendo colazione. Salutò affettuosamente Emma e i ragazzi, e sedette accanto a Buck, mangiando con calma. Lou aveva preso posto di fronte a Jim, e gli lanciava occhiate incuriosite fra un boccone e l'altro. "Hai riposato bene?" domandò a un certo punto, sorridendo. Jimmy alzò la testa dalla sua colazione per guardare prima l'una e poi l'altro, ma tornò immediatamente ad occuparsi del suo pasto senza dire niente. “Si, grazie. Ero esausto e da molto non dormivo in un letto vero” sorrise lei di rimando. “Qui sei a casa. Siamo tutti una famiglia e con noi sei al sicuro” disse ad un tratto Emma, sorridendogli. Jill fu colpita da quelle parole, e annuì. Erano anni che nessuno la trattava con quell'affetto. “Quando tornerete io e Ike ti porteremo a vedere una collinetta qui vicino. Ci andiamo sempre quando abbiamo voglia di pensare e star soli” sorrise Buck, dal suo posto. “E poi andremo a fare un bagno al fiume!” esclamò Cody, sorridendo. "Ah, certo" replicò Jimmy con una smorfia divertita, "Per te ogni pretesto è buono per spogliarti. Per quanto mi riguarda credo che preferirò farmi un bel bagno qua a casa in una sicura e confortevole vasca. Il fiume è tutto vostro." “Andiamo Hickok! La tua è soltanto invidia, io posso permettermi di spogliarmi perché sono praticamente il più bello!” disse ridacchiando Cody, ma fu subito zittito dai fischi degli altri, e il tutto finì con le risate di Teaspoon e Emma. Non appena ebbe finito, Jill andò alle stalle e sellò Black Beauty. Jimmy era arrivato subito dopo di lei, e la ragazza decise di parlargli. “Chiederò a Buck di accompagnarmi. Non è il caso che tu continui a girarmi intorno se proprio non ti piaccio” Lui si voltò a guardare l'altro con aria vagamente sorpresa, per poi tornare a dedicarsi alla sua sella e scrollare le spalle. "Si tratta di lavoro, non di una gita di piacere. E non è mia abitudine lamentarmi riguardo i colleghi. Verrò io con te." “Di tutti i colleghi che mi sarei aspettato, tu sei l'ultimo che avrei voluto con me, Wild Bill Hickok. E chi ha scritto su di te aveva assolutamente ragione” disse freddamente, prima di portare fuori Black Beuty e montare in sella. Qualche momento dopo, sentì Buck gridare: “Corriere in arrivo!” Jimmy era rimasto immobile, e stava ancora cercando di registrare quella frase quando qualcuno lo chiamò da fuori, dicendogli di sbrigarsi. Scosse amaramente la testa e montò in sella, uscendo a raggiungere gli altri. Una volta sistemata la borsa con le missive li salutò con un semplice cenno della testa, prima di partire al galoppo senza preoccuparsi di aspettare Jim. Jill gli stette dietro per tutto il giorno. A quanto pareva il Selvaggio Hickok non si sarebbe fermato per il pranzo, ma lei non si lamentò.. Non gli avrebbe certo dato la soddisfazione di confessargli che stava morendo di fame. Continuarono a galoppare velocemente per tutto il giorno, fino a quando, al tramonto, Jill quasi non finì addosso a Hickok, che aveva fermato il suo cavallo all'improvviso in mezzo alla pista. “Sta' un po' più attento Hickok!” "Domando perdono, Cotton " replicò Jimmy con lo stesso tono infastidito dell'altro, lanciandogli un'occhiataccia, "..ma nel caso non te ne sia accorto il mio cavallo sta zoppicando, e non ci tengo per niente a fare il resto del tragitto a piedi. O peggio ancora in sella con te." Così dicendo smontò senza degnarlo di un'altro sguardo, e si abbassò per controllare la zampa di Sundance con aria grave. Lei smontò di sella, furiosa,e si avvicinò a lui. “Non ne posso più di te!” Gridò.” Cosa ti ho fatto perché tu debba comportarti in modo tanto presuntuoso e scontroso con me?” “Credi di essere l'unico bravo con una pistola, Hickok? Non ho chiesto io di avere a che fare con un killer!” Un attimo dopo Jimmy era di nuovo in piedi e stava puntando la sua Colt alla testa dell'altro, due occhi color nocciola accesi di rabbia fissi nei suoi. "Non sai assolutamente nulla di me, Cotton. E in ogni caso non credo ti interessi saperlo." “Andiamo, sparami. E' l'unica cosa che sei capace di fare… Tu non sai assolutamente niente di me, e mi hai trattato male dal principio” rispose freddamente lei, senza staccare gli occhi dai suoi. Una volta recuperato e riposto la pistola Jimmy non esitò ad inseguirlo. Lo raggiunse in fretta, e quando in un impeto di rabbia gli si gettò addosso i due rotolarono insieme sull'erba, finendo a mollo nel fiume con un gran tonfo. “Lasciami andare!” gridò Jill in preda al panico, resasi conto che lui la stava trascinando a fondo. Con sommo orrore però capì dal modo in cui annaspava che Hickok non sapeva nuotare, e che stava annegando. Scuotendo la testa, si avvicinò di nuovo a lui, e lo trascinò a riva, aiutandolo ad alzarsi. Senza dargli il tempo di guardarla, andò a recuperare la bandana che le era caduta, apparentemente senza rendersi conto della camicia bagnata che le si era appiccicata addosso come una seconda pelle. Ancora decisamente stordito, Jimmy scosse la testa e tossì un paio di volte prima di alzare la testa. Quasi dimenticò di respirare quando posò lo sguardo su Jim . Una donna? Si limitò a fissarla incredulo, a bocca aperta e con gli occhi enormi per lo sgomento, in piedi in riva al fiume. Come aveva potuto non accorgersene prima? Lei rimase a guardarlo, sostenendo caparbiamente il suo sguardo, incrociando le braccia al petto, tentando di coprirsi. L'aria si era intanto rinfrescata, e i vestiti bagnati la stavano facendo tremare quasi impercettibilmente dal freddo. Lui la osservò ancora per qualche momento, finché scosse la testa e la aggirò senza dire una parola, andando alla ricerca di un pò di legna. Si era fatto decisamente freddo. Tornò dopo qualche minuto, portando una bracciata di ceppi e legnetti, e sedette per occuparsi del fuoco. Senza guardarla. "Se non altro avevo ragione" disse, "Decisamente nascondevi qualcosa." “Spero che almeno tu sia contento, adesso che finalmente hai scoperto il terribile segreto di Jim Cotton” rispose lei aspramente, mentre si occupava di Black Beauty e gli dava le spalle. Jimmy non raccolse la provocazione, e dopo aver recuperato la sua coperta si alzò e iniziò tranquillamente a spogliarsi. "Togli quei vestiti bagnati e vieni ad asciugarti." A quella scena, lei arrossì visibilmente e si girò di nuovo di spalle. Solo quando lui si fu avvolto nella coperta lei gli chiese di voltarsi. Si svestì con calma, sistemando i pantaloni e la camicia accanto al fuoco per farli asciugare, e poi si mise addosso la coperta, sedendo di fronte al ragazzo. “Puoi guardare adesso” disse, mentre si passava una mano tra i lunghi capelli color nocciola, che si stavano già asciugando. Lui si voltò di nuovo, e per qualche momento si limitò a guardarla negli occhi senza riuscire a trovare qualcosa da dire. Infine sospirò, e spostò lo sguardo sul falò portandosi le ginocchia al petto e tirando su la coperta fino al mento. “Mi dispiace di averti chiamato killer. So che non ti conosco e non posso giudicarti ma…ho letto quello che scrivono su di te e quando mi hai trattato in quel modo non ho potuto fare a meno di pensare che fosse la verità” disse lei ad un tratto, fissandolo con gli occhi azzurri resi scuri dal dubbio e dalla confusione. "Credo di esserci abituato, ormai" mormorò lui senza alzare lo sguardo, sorridendo amaramente. "Sono in molti a pensarla come te. Devo solo imparare a non darci troppo peso e mettermi il cuore in pace, dubito che riuscirò mai a liberarmi di questa reputazione." “Io non la penso in nessun modo, Jimmy” disse lei, quasi a disagio a chiamarlo per nome. “Mi hai trattato freddamente e io ho tratto le mie conclusioni, questo è tutto” Si guardarono negli occhi per un po', e poi lei riportò l'attenzione al fuoco. “Domani tornerò alla stazione a riprendere le mie cose, dovrò cercarmi un nuovo lavoro” mormorò pensierosa, ripensando con orrore a quel tizio incontrato mesi prima, e che le aveva detto che per una ragazza sola nel west c'era solo un posto dove avrebbe potuto trovare lavoro: nei saloon. "Torneremo entrambi alla stazione, ma non vedo perché dovresti riprendere le tue cose e cercare un altro lavoro" disse lui, chinandosi leggermente in avanti per rattizzare il fuoco. "A proposito.. posso sapere il tuo nome o preferisci che continui a chiamarti Jim?" “Mi chiamo Jill” rispose lei, guardandolo con attenzione. “Non appena Teaspoon saprà che sono una donna mi manderà via, Jimmy, non mi faccio illusioni. E' stato un errore credere di poter passare inosservata, ma non volevo finire in qualche saloon…” Lui sospirò profondamente, studiandola con attenzione. Si domandò come avesse potuto essere tanto stupido da non accorgersene subito. Sembrò notare solo in quel momento che Jim, o meglio Jill, aveva dei bellissimi lineamenti, decisamente troppo delicati per essere quelli di un uomo; morbide onde scure le incorniciavano il volto, sul quale spiccavano un paio di splendidi occhi del colore del cielo e due labbra piene e rosate, appena dischiuse e terribilmente invitanti. Distolse immediatamente lo sguardo quando si rese conto che la stava fissando, e cercò di nascondere l'imbarazzo rattizzando di nuovo il falò nonostante non ce ne fosse alcun bisogno. "Mi impegno a mantenere questo tuo segreto, Jill" mormorò senza guardarla, "Semplicemente per una questione di principio. Dubito che lavorare in un saloon sia la tua massima ambizione, e se accadrà non voglio che sia a causa mia." “Grazie, Jimmy” mormorò lei, assaporando quei momenti di pace dopo tanti litigi. “E la mia aspirazione è avere un allevamento di cavalli tutto mio…” sorrise, guardandolo negli occhi. "La mia non so ancora qual'è" disse lui scrollando le spalle e sorridendo debolmente, "Per il momento mi accontento di questo.. ho una casa, un lavoro e una famiglia, e non credo sia poco." “Dovresti esserne felice. Io non ho né una casa, né una famiglia, né qualcuno che mi voglia bene e si prenda cura di me come fanno i tuoi amici con te” rispose lei. Lo sguardo le si oscurò quando ripensò a Thomas, al suo passato oscuro che continuava a tormentarla. Le sembrava di essere un'altra. Non era più la ragazzina partita da Willow Spring, ma una donna, che aveva perso tutto, e doveva lottare per ricominciare tutto daccapo. "Una casa ce l'hai, e anche un lavoro" disse lui, "Poi c'è Emma che si prende cura di noi.. e sicuramente farà lo stesso con te." “Già…” mormorò lei, per niente convinta. Poco dopo, si stese sulla coperta, stando attenta a che il suo corpo rimanesse nascosto al ragazzo di fronte a lei, e lo guardò di nuovo. “Sono contenta che tu abbia deciso di avere un rapporto civile con me, James Hickok” gli sorrise, forse per la prima volta in modo schietto e sincero. “Buonanotte” mormorò, prima di chiudere gli occhi. Lui scosse lievemente la testa fra sé e sé prima di stendersi a sua volta, con un mezzo sorriso sulle labbra. Rimase ad osservarla per qualche minuto, e si addormentò quasi senza rendersene conto. Il mattino seguente, Jill fu svegliata da Black Beauty, che le spingeva la spalla col grosso muso nero. “Mmmmm” mormorò lei, ancora insonnolita. Si strofinò gli occhi, e notò che Jimmy era ancora addormentato. Ne approfittò per recuperare i suoi vestiti, ormai asciutti, e rimetterli addosso senza che lui la vedesse. Rimise anche la bandana, e quando ebbe finito si avvicinò a Jimmy, scuotendolo leggermente nell'intendo di svegliarlo, sperando che non le puntasse di nuovo la Colt alla testa. Il ragazzo si svegliò solo dopo qualche momento, e si tirò su a sedere strofinandosi gli occhi con aria assonnata. Nel fare questo la coperta gli scivolò giù fino ai fianchi e si affrettò a coprirsi di nuovo, rabbrividendo, mentre cercava con lo sguardo i suoi vestiti. Quando li ebbe individuati sorrise debolmente alla ragazza e si alzò, stavolta premurandosi di reggere la coperta. "Puoi voltarti un momento?" “Vado a sciacquarmi il viso al fiume, fai pure con comodo” Jill si voltò in fretta per non fargli vedere le sue guance in fiamme, imbarazzata dalla visione di quel fantastico ragazzo seminudo. Si spruzzò un po' d'acqua sul viso, cercando di scacciare quei pensieri, non sapeva cosa le stesse capitando, un momento prima lo detestava, e quello dopo lo trovava addirittura attraente. Qualche tempo dopo fece cautamente ritorno al campo, e sorrise sollevata quando lo vide rivestirsi. “Il tuo cavallo sta meglio? Potresti viaggiare con me su Black Beauty, è molto forte, e Horse Creek non è lontana” spiegò lei, e aggiunse ridacchiando “Ci conviene muoverci, sto morendo di fame…” "Pare che stia meglio" disse lui sorridendo, "Non preoccuparti. E se devo proprio dire la verità ho una gran fame anch'io!" Pochi minuti dopo stavano già cavalcando veloci alla volta di Horse Creek. Jill guardò la consegna della posta con aria stupita. Jimmy l'aveva passata in corsa a un altro corriere, che non appena l'aveva presa si era diretto veloce come il vento alla prossima stazione. Aveva sistemato Black Beauty nelle stalle, accanto al palomino di Jimmy, quando la moglie del proprietario l'aveva invitata dentro a fare colazione. “Puoi chiamarmi Liza” le aveva sorriso l'anziana donna, guidandola nella cucina dove serviva i corrieri. Jill aveva perso di vista Jimmy, così si sentiva un po' spaesata, ma la signora se n'era accorta subito, e si era prodigata per metterla a suo agio. “Ho appena sfornato una torta di mele, ne vorresti una fetta?” le chiese, sorridendo. “Si, signora, ho una fame da lupi” rispose Jill sorridendo. “Oh, andiamo ragazzo! Chiamami Liza, e lasciamo le formalità a mio marito” “In confidenza…adora essere chiamato Signor Smith , credo che si senta importante” ridacchiò, con aria complice. Jill non potè fare a meno di ridere a sua volta, quella donna era davvero irresistibile. Mangiò la fetta di torta calda, spiegando a Liza di come Emma l'aveva accolta alla stazione di Sweetwater, a patto che per i primi tempi facesse coppia con Jimmy. “Emma e Teaspoon hanno ragione. Sei un po' troppo giovane per questo lavoro, le strade diventano sempre più pericolose, ma con Jimmy potrai stare al sicuro. Non credere a quello che ti dicono, lui è un ragazzo dal cuore d'oro, anche se lotta per nasconderlo, per mantenere la sua aria da duro…e sono certa che ti proteggerebbe a costo della vita” attestò l'anziana, sorridendo al pensiero di quel ragazzo che aveva preso tanto a cuore. “Lo so. Credo di aver capito che tipo è Jimmy” stava dicendo Jill, quando lo vide entrare nelle stalle. Si fece dare una fetta di torta, e uscì nel cortile, entrando dalla piccola porta, seguendo il ragazzo. Quando lo vide, lo guardò per un attimo negli occhi e gli sorrise, avvicinandosi per porgergli la colazione. “Ti ho portato una fetta di torta di mele. E' calda, ed è ottima. Non avevi detto di essere affamato?” Lui sembrò decisamente colto alla sprovvista da tanta premura, e per qualche momento si limitò a guardare Jill senza dire niente. Quando infine prese la fetta di torta che gli stava porgendo sfiorò la sua mano, solo per un istante, e sorrise nervosamente. "Grazie." Mentre lui mangiava, Jill controllò la zampa del palomino, e notò che era leggermente gonfia. Entrò in casa e ne parlò con Signor Smith, che le diede un impacco che l'avrebbe fatto star meglio. Tornata nelle stalle, sorrise a Jimmy, e s'inginocchiò accanto al cavallo, applicando l'impacco e fasciando strettamente la zampa. “Non deve affaticarsi troppo, almeno per oggi” attestò lei, che aveva esperienza in materia. “Se vuoi, Liza dice che c'è un letto libero, potresti andare a dormire. Io credo che farò un giro in città” "Posso accompagnarti se vuoi" si offrì lui, "Dubito che andrei a dormire in ogni caso." “Vuoi dire che ti sottoporresti volontariamente a questa tortura ?” chiese lei, un sopracciglio sollevato, con aria estremamente divertita. Non gli era sfuggito il modo in cui cercava di essere meno scorbutico, ma evidentemente proprio non ci riusciva. "Esatto" annuì lui, facendo il possibile per non ridacchiare. "Mi offro di sopportare stoicamente qualcosa di assolutamente terribile come accompagnarti in città. Non puoi certo dire che mi manchi la buona volontà, mh?" “Oh, non ho mai detto che è la buona volontà che ti manca, James Hickok” ridacchiò lei, uscendo dalle stalle, dopo avergli lanciato un'occhiata eloquente. Jimmy non riuscì ad impedirsi di sorridere, e scosse la testa prima di raggiungerla all'esterno. "Sono pronto.." disse, per poi fare una breve pausa e proseguire in tono melodrammatico: "..a ricevere la giusta punizione per tutti i miei peccati. Avanti, andiamo.. prima che ci ripensi e decida di scappare a gambe levate di fronte al mio orribile destino." Le sorrise brevemente, gli occhi nei suoi, prima di voltarsi in fretta e rimettere il cappello. “D'accordo, Hickok” sorrise lei di rimando, montando su Black Beauty e porgendogli la mano per farlo salire con lei, dato che il suo cavallo doveva stare a riposo. Entrambi trottarono fino alla città, e quando vi arrivarono, Jill legò la sua cavalcatura accanto all'ufficio dello sceriffo, e smontò, sciogliendo la bandana e lasciando liberi i capelli, sapendo che lì nessuno la conosceva, e non c'era pericolo che la vedessero. “Dunque, dove si va adesso?” chiese lei, sorridendo al suo accompagnatore. "Tanto per cominciare è il caso di affittare una stanza per la notte, dal momento che ripartiremo solo domani mattina." rispose lui, indicando con un cenno della testa un piccolo albergo sull'altro lato della strada. “Andiamo, allora!” sorrise lei, avviandosi verso l'albergo. Presto scoprirono che c'era una sola stanza libera, e che avrebbero dovuto dormire insieme. “A che nome, la stanza?” chiese l'uomo al banco. “Jim Cotton” rispose Jill, che aveva rimesso la bandana. Quando furono di nuovo in strada, lei lo guardò dritto negli occhi. “Non ho dato il tuo nome perché so che potrebbe attirare gente di ogni tipo, Jimmy. Non è un problema, posso dormire sul pavimento, ci sono abituata” "Posso dormirci io" disse lui in un tono che non ammetteva repliche, guardandola negli occhi. Una volta rimesso il cappello si guardò brevemente attorno, indugiando quando incontrò con lo sguardo l'insegna di un saloon a pochi metri da loro. "Ti spiacerebbe molto se mi fermassi a bere solo un goccetto?" “Vai pure, io faccio un giro per i negozi” rispose lei, salutandolo con un cenno della testa prima di allontanarsi. Passeggiò per la città, guardando con aria triste le prostitute che chiamavano i clienti per farli entrare nel saloon, e scosse la testa. Era evidente quello che voleva fare Jimmy in un luogo del genere, e non avrebbero dovuto essere affari suoi. Già, ma il solo pensiero la faceva inorridire, e le dava tremendamente fastidio. Sospirando, cercò di concentrarsi sulle vetrine dei negozi, sperando che riuscissero a distrarla. Il ragazzo non uscì che qualche minuto più tardi, e si fermò appena fuori dal locale mentre cercava Jill con lo sguardo. La ragazza era sull'altro lato della strada, che osservava dei cappelli attraverso la vetrina di un negozio, e quando infine la vide Jimmy rimise il cappello, affrettandosi a raggiungerla. "Eccomi." “Divertito?” chiese lei, imponendosi con grossi sforzi di sorridere. Non gli diede tempo di guardarla bene in viso però, perché si voltò e lo superò, avviandosi verso Black Beauty. “Monta su, è quasi ora di pranzo, ho detto a Liza che avremmo mangiato con loro” disse, dopo essere salita in sella. Lui sospirò profondamente e scosse la testa prima di montare a cavallo con lei, ma non disse nulla in sua difesa. In ogni caso non gli avrebbe creduto. Una volta arrivati a destinazione salutò affettuosamente Liza e il Signor Smith, e si mise a tavola di fronte a Jill. La ragazza mangiò poco, lanciandogli un'occhiata di tanto in tanto. Liza li guardò, confusa, e suo marito le mormorò qualcosa all'orecchio. Quando ebbero finito di mangiare, lei sorrise ai due ragazzi, prendendo la mano di Jimmy. “Perché non porti Jim su quell'altura? Si vede un bellissimo paesaggio, potreste stendervi al sole e rilassarvi un po', capisco che non c'è molto da fare in città” disse, preoccupata che i due avessero litigato. Sapeva però che stare insieme da soli gli avrebbe fatto solo del bene. "D'accordo" sorrise lui, "Faremo un salto qui per salutarvi prima di scendere in città per la notte." Quando furono arrivati Jimmy si stese sull'erba, le braccia incrociate dietro la testa, e la guardò dal basso con un mezzo sorriso sulle labbra. "Intendi restare in piedi?" Sorridendo in risposta, Jill si stese accanto a lui, chiudendo gli occhi e godendosi il sole. Rimasero in silenzio per qualche minuto, immersi nei loro pensieri, finché Jimmy prese un gran sospiro e si voltò a guardarla con aria ansiosa. "Prometti che non lo dirai a Emma?" “Sono l'ultima persona sulla Terra che potrebbe negarti un favore, Jimmy” rispose lei. “Tu mantieni il mio segreto, non vedo perché dovrei spifferare il tuo, e del resto quello che fai nel tuo tempo libero sono affari tuoi” "Ho soltanto bevuto un whisky!" protestò lui sollevandosi sui gomiti, "Non ho né razziato un'intera distilleria né fatto chissà cos'altro, te l'assicuro. Il fatto è che Emma non tollera locali del genere.. e si arrabbierebbe sicuramente se venisse a saperlo." “Non posso darle tutti i torti…” mormorò lei, voltandosi a guardarlo, trovando il viso a pochi centimetri dal suo. Lo guardò intensamente negli occhi, cercando di tenere a freno il desiderio di poggiare le labbra sulle sue, e d'intrecciare le dita in quei capelli color nocciola. Senza volerlo Jimmy trattenne il respiro per un attimo quando si ritrovò Jill così vicina. Spostò lo sguardo sulle sue labbra, per poi tornare a perdersi nell'azzurro dei suoi occhi mentre le toglieva il cappello e sfilava la bandana, abbandonandoli distrattamente sull'erba senza mai distogliere lo sguardo. I capelli le ricaddero morbidamente sulle spalle, incorniciandole il viso, e facendo risaltare i suoi occhi chiari. Quasi istintivamente, Jill portò una mano al suo viso, carezzandolo con le punte delle dita. Lui accennò un sorriso a quel contatto, e posò una mano su quella della ragazza per stringerla e portarsela alle labbra, sfiorandola con un bacio leggerissimo. Lentamente si avvicinò ancora a Jill, d'istinto, e si rese conto di ciò che stava facendo solo quando lasciò la sua mano nell'intento di andare a carezzarle una guancia. Tuttavia la mano si fermò a metà strada, e Jimmy si ritrasse frettolosamente tornando a stendersi accanto a lei, senza osare guardarla. "Mi dispiace." mormorò, "Non so cosa mi ha preso." Dispiaciuta e un po' offesa da quel subitaneo cambiamento, Jill rimase a fissarlo per un momento, prima di scuotere la testa impercettibilmente, e stendersi di nuovo sull'erba, senza dire una parola. Già, cosa gli aveva preso? E perché si era permessa di mostrarsi così vulnerabile ai suoi occhi? Da quando era morto Thomas non aveva permesso a nessuno di avvicinarsi a lei, si era costruita una corazza impenetrabile. Ora aveva conosciuto questo pistolero dal carattere quantomeno bizzarro, scontroso e burbero, e gli aveva permesso di penetrare le sue difese. E si era anche pentito di averlo fatto! Non gliel'avrebbe più permesso, di questo ne era certa. Nessuno dei due sembrava avere la minima intenzione di parlare, e il silenzio si era fatto quantomeno pesante. Sentendosi decisamente a disagio Jimmy si calò il cappello sul viso per cercare riparo dal sole, e si addormentò solo qualche minuto dopo.
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