|
|
Identità nascoste Capitolo 14 La mattina seguente Jimmy uscì presto, in modo da rientrare in tempo per portare la colazione alla sua Jill e svegliarla. Sundance e Black Beauty avevano entrambi bisogno di una bella strigliata, e quando entrò nelle stalle rimase un pò stupito nel trovarvi Buck, che si stava occupando del suo cavallo. "Buongiorno" lo salutò Jimmy con un sorriso, "Come mai in piedi a quest'ora?" “Buongiorno” salutò l'altro. “Sto preparando i cavalli, c'è molto lavoro da fare ultimamente” spiegò. “No, non ci pensare nemmeno” lo rimproverò, quando vide che l'altro stava per parlare. “Ci siamo organizzati benissimo da soli, non c'è bisogno che tu ci aiuti. Resta con Jill, ne ha bisogno. Piuttosto…impegnate questo tempo per organizzare il vostro futuro” il mezzosangue disse queste ultime parole con un sorrisino malizioso, prima di andare a prendere una sella. Dopo averlo seguito con lo sguardo, Jimmy prese a strigliare energicamente il suo Sundance, sospirando di tanto in tanto. Inutile negarlo, era felice di poter trascorrere tutto quel tempo con la sua Jill, ma allo stesso tempo si sentiva un pò in colpa per aver caricato gli altri del suo lavoro, e avrebbe dato volentieri una mano. Sapeva bene, però, che né i ragazzi né Teaspoon glielo avrebbero permesso. Cody era intanto andato a trovare Jill, meravigliato che con lei non ci fosse Jimmy. Le aveva portato un vassoio con la colazione, e visto che era sola, decise di mangiare insieme a lei. “Oggi comincia a bruciare, non è proprio dolore ma un gran fastidio” stava spiegando la ragazza a proposito della sua ferita. “Dirò a Emma di portarti le medicine. Credo che tra qualche giorno potrai già alzarti” sorrise Cody in risposta, addentando un pancake che aveva annegato nello sciroppo d'acero. “Non capisco come tu possa mangiare tanta roba e restare sempre così magro!” lo prese in giro lei, ridacchiando. “Mi tengo in forma” ridacchiò lui in risposta. “E in tutta sincerità…adoro mangiare!” "Non stai di nuovo importunando la mia fidanzata, vero?" ridacchiò Jimmy, appoggiato ad uno stipite della porta, che li stava osservando già da qualche momento. “Oh, no” rispose Cody, prendendo la mano di Jill per mostrare eloquentemente l'anello che portava al dito. Ridacchiando a sua volta Jimmy si avvicinò ai due, e sedette sul bordo del letto per poi dare un dolce bacio del buongiorno a Jill, approfittando della sua momentanea distrazione per rubarle un pancake. “James Hickok!” lo rimproverò lei, scherzosamente. “Non cambierai mai!” "Mai" confermò lui sorridendo, per poi addentare il suo pancake con aria pensosa e indicare i libri posati sul comodino con un cenno della testa. "Credi che continueremo con le lezioni oggi?" domandò, ignorando deliberatamente l'espressione stupita di Cody "In quel caso posso chiedere ad Ike se può prestarmi qualche altro libro." “Ma certo!” sorrise lei, stringendogli una mano. Era orgogliosa del fatto che Jimmy si stesse impegnando tanto, aveva bisogno di migliorare ma imparava molto in fretta, ed era sicura che presto sarebbe stato capace di leggere da solo. "Aspettami qua allora" sorrise lui mentre si alzava di nuovo in piedi, abbandonando il suo pancake a metà "Torno fra un momento." Detto questo sparì in fretta oltre la porta alla ricerca di Ike, con tutte le intenzioni di dimostrare la sua buona volontà a Jill. Non si era mai preoccupato di imparare a leggere prima di conoscerla, non ci aveva mai provato sul serio, ma adesso il suo unico pensiero era quello di renderla fiera di lui in qualche modo, e mostrarle che aveva davvero voglia di migliorarsi e imparare. “Lo hai cambiato in una maniera impressionante” disse ad un tratto Cody, un'espressione sorpresa sul viso. Quando lo vide tornare, sorrise a entrambi e rubando un altro pancake si fiondò fuori dalla porta, per non farsi prendere da Jimmy. “Dovrò chiudermi a chiave da sola la prossima volta” ridacchiò Jill. “Avete mangiato tutta la mia colazione!” "Così parlò.. Hes.. Hester Pyrne.. no.. Prynne, o come diavolo si legge" proseguì Jimmy grattandosi la testa, seduto sul letto con le gambe incrociate e chino sul libro che teneva in grembo, "...e lo.. sguardo del.. dei.. oh, dannazione." si interruppe con un gran sospiro, e alzò la testa per guardare la sua Jill con aria sconsolata. "Non c'è niente da fare, sono un caso disperato." Sorridendo, lei lo tirò a sé, baciandolo dolcemente sulla fronte e carezzandogli i capelli. “Non è vero, sei solo stanco, stiamo leggendo da parecchio. Devi avere soltanto un po' di pazienza” gli sussurrò dolcemente. Jimmy annuì e posò il libro sul comodino, prima di tornare a stendersi e poggiare la testa sul seno di Jill, godendosi le carezze ad occhi chiusi. "Mi ami anche se sono un testone senza speranza, non è vero amore?" mormorò sorridendo, mentre si stringeva a lei facendo attenzione alla ferita. “Si, ti amo e ti amerò sempre così come sei” mormorò lei in risposta, chiudendo gli occhi e godendosi quel momento così dolce. Invece di risponderle a parole Jimmy alzò la testa per guardarla, sorridendo, e la baciò dolcemente. "Credo che potrai alzarti da qui fra un paio di giorni" sussurrò quando si ritrasse, "Ti fa ancora molto male?" “No, il dolore è diminuito fino a ridursi a un semplice fastidio” rispose lei, portandogli una ciocca di capelli dietro l'orecchio. “Dimmi la verità…ti stai annoiando con me?” "No, affatto" rispose subito Jimmy, scuotendo la testa "Adoro la tua compagnia.. adoro trascorrere tutta la giornata con te, addormentarmi con te e svegliarmi con te.. adoro anche le lezioni di lettura" proseguì ridacchiando, "Solo che secondo me ti farebbe bene stare un pò all'aria aperta.. ma Emma non vuole sentire ragioni." Qualche giorno dopo, tuttavia, in seguito alle continue pressioni di Jimmy, Emma acconsentì a che Jill uscisse un po' all'aperto. “Se vuoi farle fare una passeggiata puoi portarla col calesse, non ti azzardare a farla salire a cavallo!” lo ammonì Emma. "Promesso, promesso!" ridacchiò lui mentre sedeva a tavola per la colazione, "Prometto anche che non la farò stancare troppo e che la riporterò a casa presto." "Dove andrete?" domandò Lou sorridendo prima a Jimmy e poi a Jill, che era stata autorizzata ad alzarsi dal letto solo il giorno prima ma aveva insistito per poter mangiare a tavola con loro, e assicurava di sentirsi molto meglio. "Non so.. credo che faremo una tranquilla passeggiata sul calesse e ci fermeremo da qualche parte per un tranquillo picnic" rispose Jimmy, lanciando occhiate da monello ad Emma di tanto in tanto. "Venite anche tu e Kid?" domandò sorridendo dopo qualche momento, per poi guardare alternativamente gli altri. "Buck? Ike? Cody?" “Io ho promesso ad Ike di accompagnarlo a Rock Creek” sorrise Buck in risposta. “E io andrò con loro” aggiunse Cody. “Noi resteremo ad aiutare Emma, e del resto vi farà bene passare una giornata all'aperto da soli, scommetto che vi divertirete molto” rispose Kid. “Piuttosto” s'intromise Emma a quel punto. “Prima che andiate voglio fare un discorsetto con te, James. Da soli” . Dopo una rapida occhiata a Jill il ragazzo annuì brevemente, riportando la sua attenzione sul cibo subito dopo. Non prometteva nulla di buono. La ragazza gli lanciò un'occhiata preoccupata, ma non disse niente. Ringraziò Cody che le aveva passato un pancake con dello sciroppo d'acero e mangiò in silenzio. Quando ebbero finito, Emma guidò Jimmy verso casa sua e dopo che ebbe chiuso la porta si voltò a fronteggiarlo. “Sono molto felice per voi. Ma ho bisogno di sapere in che modo volete continuare. Non potete più dormire nello stesso dormitorio, quindi le preparerò una stanza qui” spiegò, bruscamente. “La cosa che mi preme sapere adesso è che intenzioni hai” Jimmy stava ancora cercando di digerire la notizia, e scosse la testa. "Non capisco, Emma" disse, incrociando le braccia davanti al petto e guardandola dritta negli occhi "Con Kid e Lou non ci sono mai stati di questi problemi, e non vedo perché nel nostro caso dovrebbe essere diverso." “Nel vostro caso è diverso perché sei uno scavezzacollo” rispose la donna, senza abbassare lo sguardo. “Nel vostro caso è diverso perché ti chiamano il Selvaggio Hickok . Nel vostro caso è diverso perché voglio bene a entrambi, e vorrei vedervi felicemente sposati” "Non vedo la necessità di dividerci come se.." iniziò Jimmy, salvo poi fermarsi e scuotere la testa, cercando di riguadagnare la calma. La guardò di nuovo negli occhi per un momento, per poi avviarsi alla porta e fermarsi sulla soglia. "Non risolverai nulla, Emma. Forse dovevi pensarci prima." “Aspetta, Jimmy!” lo chiamò lei, afferrandolo per un braccio. “Voglio sapere che intenzioni hai. Voglio sapere cosa c'è nel tuo cuore. Tu…me lo potresti dire? Solo per stare più tranquilla…” "Mi sembra piuttosto ovvio che la amo" replicò lui, "Sono davvero felice con qualcuno, Emma, per la prima volta in vita mia. Forse non te ne sei ancora resa conto." “Hai intenzione di fidanzarti con lei in modo ufficiale?” chiede lei, addolcendo lo sguardo. "Ho tutte le intenzioni di sposarla, quando sarà il momento. Abbiamo già accennato l'argomento più di una volta." Sospirando profondamente, Emma sembrò pensare attentamente alle sue parole. Alla fine prese una decisione. “Voglio fidarmi di te, Jimmy. Ti ho concesso la mia fiducia già una volta, e anche se la tradisti ti ho permesso di restare comunque. Ma se stavolta la perderai di nuovo non ci sarà più posto per te tra i corrieri. Jill resterà nel dormitorio”. La ragazza in questione era già seduta sul calesse, con i capelli sciolti e il cappello sulla testa per evitare di prendere troppo sole, e lo aspettava. Il cesto con il pranzo era già stato preparato, e quando Jill vide Jimmy salire accanto a lei, gli prese una mano e studiò attentamente il suo viso. “Va tutto bene?” "Va tutto bene." annuì lui, sforzandosi di sorridere. Quel breve colloquio con Emma lo aveva decisamente turbato, ma non voleva rovinare anche l'umore della sua Jill. Era la prima volta che usciva all'aperto dopo giorni, e senza dubbio un pò di tranquillità la meritava. “Non mentirmi” sussurrò lei, stringendogli la mano. "Aveva intenzione di prepararti una stanza a casa sua" disse Jimmy sospirando, "Ma è tutto sistemato ora. Quindi non preoccuparti, d'accordo?" Senza rispondere, Jill gli prese il volto tra lei mani e lo baciò con dolcezza. “Non mi piace vederti così turbato” sussurrò contro le sue labbra, sorridendo. Anche Jimmy sorrise suo malgrado, e la abbracciò stretta per un momento prima di prendere le redini e guardarla con aria da monello. "Mettiti pure comoda, e rilassati" disse, "Non devi assolutamente stancarti, non voglio certo rischiare che Emma cambi idea." “Ai tuoi ordini, Hickok” ridacchiò lei, sistemandosi meglio sul sedile del calesse, e appoggiando la testa sulla spalla del suo amato,chiudendo gli occhi per un attimo alla dolcezza di quel momento. Dopo un breve tragitto Jimmy arrestò il calesse, per poi indicare una collinetta verdeggiante poco distante e guardare Jill sorridendo. "Che te ne pare?" “E' un posto bellissimo” rispose lei, sorridendo in risposta. Quando furono arrivati, Jill ringraziò Jimmy che l'aveva aiutata a scendere e si affrettò a sistemare il telo sull'erba. “Non ero mai venuta quassù” "E ci torneremo, se ti piace" sorrise lui mentre si stendeva, per poi chiudere gli occhi con aria assolutamente rilassata. "Ancora non riesco a credere che possiamo finalmente passare un pò da soli e soprattutto all'aria aperta" “Anch'io sono ancora incredula” mormorò lei. “Non ne potevo più di restare chiusa in quella stanza”. Ad un tratto, la ragazza si voltò verso di lui, scegliendo le parole con cura. “Cos'è successo con Emma?” Jimmy riaprì gli occhi e si voltò a guardarla, esitando per qualche momento prima di parlare. "Pensa che io non abbia intenzioni serie nei tuoi confronti, credo" disse, "E per quanto ho capito non è entusiasta all'idea di lasciarti nel dormitorio, dal momento che ci sono anch'io. Ma non vedo cosa potrebbe succedere di tanto sconveniente , visto che non siamo certo da soli lì.." “A me non importa quello che pensa lei. Io so quali sono le tue intenzioni e so che sono più che serie. Credo che Emma non dovrebbe intromettersi in cose che non la riguardano” "Beh, abbiamo pur sempre il nostro rifugio segreto" ridacchiò Jimmy, "Nel peggiore dei casi possiamo andare a vivere lì." “Non mi tentare…altrimenti mi ci trasferirei subito!” ridacchiò lei in risposta. Dopo averle lanciato un'occhiata da monello che non prometteva nulla di buono, Jimmy distolse lo sguardo per scrutare il cielo incrociando le braccia dietro la testa, un mezzo sorriso sulle labbra. "Confesso di averci pensato qualche volta" mormorò, "A fuggire da tutto e da tutti con te, e andare a vivere nella nostra casetta.." Sorridendo dolcemente alla vista del suo amato, Jill si stese accanto a lui, poggiando la testa sul suo petto, ascoltando il battito del suo cuore. “Un giorno avremo una grande casa, magari un allevamento di cavalli, e tutto questo sarà lontano, nessuno ci conoscerà e potremo iniziare la nostra nuova vita insieme…” "Spero tanto che quel giorno arrivi presto" rispose lui sorridendo, "Non vedo l'ora di poter vivere con te. Solo noi due." “Dammi solo il tempo di mettere da parte un bel gruzzolo, e poi non potrai più sfuggire al tuo atroce destino, mio caro!” ridacchiò lei, posandogli un bacio affettuoso sulla guancia. "Dovresti essere tu ad aver paura!" esclamò Jimmy divertito, "Pensa bene a cosa ti aspetta.. dividere tutta una vita accanto a Wild Bill Hickok. Dovrebbe essere abbastanza per farti scappare a gambe levate, mia cara." “Non scapperò mai. Sono molto coraggiosa” attestò solennemente lei, prima di ridacchiare contro il suo petto. "Non posso che esserne felice" sorrise lui di rimando, per poi chiudere gli occhi mentre le accarezzava i capelli, un'espressione felice sul volto. Un ben agitato Cody fu più che felice di trovarli. “Jill! Devi venire subito con me, c'è qualcuno che ti cerca alla stazione!” Alla vista di Cody così trafelato Jimmy si tirò immediatamente su a sedere, scambiando uno sguardo preoccupato con Jill. "E' successo qualcosa?" “C'è un indiano, è ferito e chiede di lei” spiegò Cody. A quelle parole, Jill balzò in piedi e guardò Jimmy. “Il calesse è troppo lento. Vado con Cody, tu ci raggiungerai dopo, ho bisogno di andare da lui..” Jimmy si limitò ad annuire, e raccolse la coperta mentre guardava Jill e Cody allontanarsi al galoppo. “Oh, finalmente siete arrivati!” li accolse un preoccupatissimo Buck, aiutando Jill a scendere da cavallo. La guidò nella casa di Emma, dove in una stanza da letto era stato sistemato lo straniero. “Non fa altro che ripetere il tuo nome. E' conciato piuttosto male, il dottore è appena andato via” spiegò in mezzosangue, lasciandola fuori la porta della camera. Quando Jill fu entrata, strinse forte i pugni nel momento in cui riconobbe il suo amico. “Uncas…riesci a sentirmi?” mormorò, avvicinandosi al letto e prendendogli una mano tra le sue. “Jill” gracchiò l'altro, gli occhi gli s'illuminarono quando la riconobbe. “Cosa ci fai qui? Cos'è successo?” chiese lei a quel punto, cercando di restare calma, e di non guardare la fasciatura che copriva quasi tutto l'addome. “Ero venuto a cercarti. Dovevo darti una cosa prima di…prima di tornare tra la mia gente. Hanno bisogno di me, Jill. Ero un guerriero e non posso tirarmi indietro. Dei bianchi mi hanno aggredito e hanno cercato d'impiccarmi. Sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui” spiegò Uncas con un filo di voce. “Non preoccuparti. Andrà tutto bene” sussurrò lei, sorridendo debolmente e allungando una mano per carezzargli una guancia. Dal canto suo l'indiano non si faceva illusioni. Stava morendo. Le verdi praterie lo aspettavano. Prese delicatamente la mano di Jill e se la portò alle labbra, sfiorandola. “Ti ho sempre voluto molto bene….mi sei mancata tanto” cominciò. “Su quella sedia ci sono i miei vestiti. Nella giacca c'è una tasca nascosta, all'interno c'è una busta per te” Guardandolo con espressione confusa, Jill fece come gli era stato detto,e rimase a fissare la busta senza capire. “Aprila” Con mani tremanti, la ragazza scoprì che nella busta c'erano soldi. Un sacco di soldi. “Non posso accettarli” rispose immediatamente, posandola sul letto accanto all'amico. “Si che puoi. A me non sarebbero serviti tra la mia gente, li stavo portando a te. Sono i risparmi di tutta una vita di lavoro. Non mi faccio illusioni, sai? So che sto per morire, volevo resistere solo per darti questi. A te serviranno molto più che a me. Accettali, te ne prego” “D'accordo, ma non parlare così, guarirai presto” mormorò lei, le guance rigate dalle lacrime. Passarono tutta la mattina insieme, nessuno li disturbò, sapendo che sarebbe stato inopportuno, e si meravigliarono tutti quando Jill uscì dalla stanza col volto cinereo. “E'…è morto” mormorò, appoggiandosi a una parete, incapace di reggersi in piedi. Jimmy non esitò ad abbracciarla stretta, sapendo che in quel momento le parole, per quanto sentite, non sarebbero servite ad alleviare il suo dolore. "Mi dispiace" si limitò a mormorare, la voce poco più che un sospiro, "Mi dispiace tanto piccolina.." Jill rimase in silenzio, incapace di piangere, gli occhi chiusi strettamente, incapace persino di accettare la mera realtà dei fatti. Gli altri si precipitarono nella stanza, chiamando Teaspoon e Sam. Avrebbero dovuto seppellire il cadavere e fare un funerale. "Vieni con me.." sussurrò Jimmy, e la condusse fuori per poi sedersi con lei e prenderla fra le braccia, sospirando amaramente. Sapeva bene quanto Jill era legata al suo amico Uncas, da sempre. Gli aveva parlato spesso di lui, e sicuramente la sua morte era stata un duro colpo per lei. Ma ancora non sembrava riuscire a piangere. La guardò negli occhi per un momento, e vi lesse una tristezza e un dolore tali da ritrovarsi a sua volta sull'orlo delle lacrime, e la strinse ancora più forte, senza una parola, carezzandole lentamente i capelli e la schiena, sperando con tutto il cuore che la sua vicinanza l'avrebbe in qualche modo aiutata. “E' morto per colpa mia” mormorò lei infine, tristemente. “Era un guerriero e voleva tornare a lottare con la sua gente. Però prima voleva…darmi questi”. Così dicendo gli porse la busta coi soldi, che aveva tenuto nascosta nella tasca dei suoi pantaloni. Dopo aver sbirciato brevemente all'interno della busta Jimmy la guardò di nuovo, gli occhi enormi per la sorpresa. Rimase in silenzio per qualche momento, prima di restituirgliela e accarezzarle dolcemente una guancia, sospirando. "Forse voleva che realizzassi il tuo sogno.. quello di aprire un allevamento di cavalli." “Non so se posso usarli” mormorò lei, sostenendo il suo sguardo. “Non volevo nemmeno accettarli…sono un sacco di soldi, più di quanti me ne servirebbero in realtà” "Se li ha dati a te è perché voleva che li tenessi tu.. credo" sospirò Jimmy con aria pensosa, "Posso capire come ti senti, ma ora spetta a te decidere cosa farne. Io ti sosterrò in ogni caso piccolina, lo sai." Sospirando, e senza dire una parola, Jill lo strinse a sé, bisognosa di sentire il suo calore, in un momento per lei così difficile. "Andrà bene" sussurrò lui posandole un rapido bacio sulla fronte, "Andrà tutto bene amore mio.." |
||