Identità nascoste

Capitolo 10

Per i due giorni successivi, Jill non fece nient'altro che piangere.

Non sarebbe voluta partire per nessun motivo, non si fidava di Lou, e sapeva che avrebbe cercato di dividerli a tutti i costi.

Buck aveva cercato di consolarla come poteva, spronandola a reagire, ma la ragazza era sempre triste e non faceva altro che riguardare una vecchia foto di Jimmy.

Prima di tornare alla stazione, aveva detto qualcosa che aveva spaventato Buck.

Se dovesse cambiare qualcosa con Jimmy, preferisco andar via. Non potrei sopportare di perdere di nuovo qualcuno a cui voglio bene. Preferisco andar via per prima.

Nel frattempo Cody e Ike stavano organizzando una festa per l'imminente compleanno della ragazza, aiutati da Emma.

Nessuno dei due aveva voluto dir niente a Jimmy o Lou, sapendo che non li avrebbero aiutati.

“Lou sta sbagliando. È troppo gelosa di Jimmy e ha messo a repentaglio la sua storia d'amore pur di rovinare quella del mio ragazzo. Ci hanno messo molto, troppo tempo a capire quanto si amassero, a superare le loro paure, e lei lo sta confondendo di nuovo” disse Emma a Cody, che si limitò a sospirare e scuotere la testa.

In quel momento entrò Kid, che stava del tutto ignorando la sua ex fidanzata, e che aveva chiesto agli altri di poter aiutare a organizzare la festa.

“Le ho comprato una nuova pistola, più piccola e leggera” sorrise, mostrando orgoglioso il suo regalo, completo di fondina e cinturone.

“Io le regalerò un vestito” sorrise Emma.

“Oh, io non ho idea di cosa potrei comprarle” si lamentò Cody, camminando nervosamente su e già per la cucina.

Fu allora che Jimmy fece il suo ingresso nella stanza, lo sguardo basso e il cappello in testa per cercare di nascondere in qualche modo gli occhi arrossati. In quei due giorni aveva a stento aperto bocca, evitando la compagnia degli altri e facendo il possibile per riempire le sue giornate e non avere troppo tempo per pensare.

Una volta entrato non salutò nessuno e si versò un bicchiere di limonata, dando le spalle agli altri.

Ignorandolo, gli altri continuarono a parlare della festa, e delle torte che avrebbe preparato Emma.

“E se le regalassi un ciondolo?” chiese ad un tratto Cody, folgorato da un'idea improvvisa.

“Mi sembra un'ottima scelta!” sorrise Emma. “In città ce ne sono di molto carini, completi di catenina”

“Corro subito, prima che cambi idea!” ridacchiò il ragazzo, sapendo bene che nei giorni seguenti sarebbe stato tormentato dal dubbio, chiedendosi se il suo regalo le sarebbe piaciuto.

“Fortuna che Teaspoon non ci sarà, oppure sarebbe stato un problema darle tutti questi regali da donna !” ridacchiò Kid, seguendo l'amico con lo sguardo.

Fu in quel momento che li vide.

“Presto, nascondi il mio regalo e la lista delle cose da fare, stanno arrivando!” disse ad Emma, correndo fuori per cercare di bloccare i due corrieri ed evitare che Jill scoprisse tutto.

Dopo una breve occhiata alla finestra Jimmy posò il suo bicchiere nell'acquaio, e uscì per andare a sedersi fuori. Quando Jill smontò da cavallo incontrò i suoi occhi, e non abbassò lo sguardo.

Lei lo guardò per qualche momento, prima di entrare nelle stalle, dove legò Black Beauty e cominciò lentamente a slacciare le fibbie della sella, sapendo che l'animale avrebbe avuto bisogno di riposo.

"Com'è andata?" domandò Jimmy alle sue spalle, appoggiato a uno stipite della porta.

“Bene” rispose lei, sollevando la sella e togliendola dalla schiena del cavallo, posandola.

Subito dopo tolse il sottosella e il morso, cominciando ad asciugarlo dal sudore.

Sorridendo, diede una pacca affettuosa sul muso di quello che ormai considerava un amico, e lo fece entrare nel suo box.

Quando si voltò si avvicinò all'uscita, ma Jimmy era ancora appoggiato contro la porta, e lei rimase a fissarlo senza dire una parola.

Lui tolse il cappello ed esitò per qualche momento prima di parlare, senza distogliere lo sguardo.

"Mi detesti adesso, non è vero?" mormorò in un sospiro, lottando con un nodo alla gola.

“No, non ci riesco” sussurrò lei, avvicinandosi di qualche passo, fino a quando furono vicinissimi.

Jimmy portò una mano al suo viso per sfiorarle una guancia, e scese lentamente fino a tracciare il contorno delle sue labbra con un dito, seguendolo con lo sguardo per poi tornare a perdersi nei suoi occhi.

"Ti amo, Jill."

“Anch'io, Jimmy” mormorò lei, sorridendogli, e stringendolo impetuosamente a sé, prima di catturare le sue labbra in un lungo e dolcissimo bacio.

Quando si ritrasse lui sorrise, e la strinse forte fra le braccia mentre la trascinava dentro e chiudeva la porta della stalla cercando riparo da sguardi indiscreti, per reclamare nuovamente le sue labbra un momento dopo.

A quella vista Ike, che stava parlando con Buck qualche metro più in là, non riuscì ad impedirsi di sorridere. Lou, dal canto suo, aveva scosso la testa e si era affrettata a rientrare in casa.

“Credevo che non mi volessi più bene” mormorò Jill, guardandolo.

“Quel giorno ho…avuto paura che mi avresti colpita. Non ti avevo mai visto in quello stato”

"Mi dispiace.." mormorò Jimmy, sull'orlo delle lacrime e sinceramente dispiaciuto, mentre le carezzava i capelli come d'abitudine.

"Mi dispiace.. ho tanta paura di perderti Jill.. e so di aver reagito male, ma non potrei mai colpirti.. mai. Credimi ti prego"

“Non mi perderai…” sorrise lei, carezzandogli il viso, ringraziando mentalmente il Signore per averle concesso quel dono meraviglioso, quel ragazzo così fantastico.

Jimmy si strinse ancora di più a lei, e stava per baciarla di nuovo quando sentì la voce di Teaspoon, che si stava evidentemente avvicinando alle stalle. Si ritrasse in fretta e la guardò in preda al panico, cercando disperatamente una via d'uscita o almeno una scusa credibile. Di certo il vecchio Teaspoon si sarebbe insospettito in ogni caso, trovandolo chiuso nelle stalle con Jim .

Senza preoccuparsi più di tanto, Jill aprì la porta e uscì, con molta tranquillità, chiamando Teaspoon e cominciando a parlare con lui, camminando verso la cucina, in modo da dare a Jimmy la possibilità di uscire indisturbato.

Fu Buck a chiamarlo, quando si trovava nei pressi del fienile.

“Posso parlarti?”

Jimmy sollevò un sopracciglio con aria vagamente sorpresa, e gli si avvicinò. Si fermò a pochi passi da lui e lo guardò negli occhi, aspettando che parlasse.

“Lou mi ha detto che ti dà fastidio che io stia insieme a Jill” esordì l'altro.

“Non ho intenzione di portartela via. Sono molto affezionato a lei e non potrei che essere contento sapendo che la rendi felice. Quella notte l'ho seguita perché avevo paura che le potesse succedere qualcosa. Non mi hai dato il tempo di spiegartelo”

L'altro lo osservò attentamente per qualche secondo, finché sospirò profondamente e annuì.

"Mi dispiace di aver reagito in quel modo, Buck."

“Non preoccuparti, ci tenevo a chiarire le cose con te perché sei un amico e non volevo che pensassi male di me” sorrise lui, prima di allontanarsi.

Era ormai piuttosto tardi, ma Cody e Jimmy sedevano fuori, già in pigiama ma evidentemente con ben poca voglia di andare a dormire. Erano rimasti a lungo in silenzio a guardare il cielo, godendosi la temperatura tutto sommato mite e la ben meritata tranquillità. A un tratto Jimmy si guardò attorno con aria circospetta, come ad assicurarsi che non ci fosse nessuno nei pressi, e si sporse in direzione di Cody con aria confidenziale.

"Che regalo le hai preso?"

“Una collanina con un ciondolo. E' un piccolo quadrifoglio portafortuna”  rispose l'altro, orgoglioso della scelta fatta.

“Sono molto felice che tra voi due si sia risolto tutto” disse dopo un po', sorridendo all'amico, e stupendosi del fatto che per una volta non c'era bisogno di fare l'esagerato come al solito.

"Non immagini quanto ne sono felice io" disse Jimmy annuendo solennemente, per poi abbassare lo sguardo e sorridere fra sé e sé, assorto in chissà quali pensieri.

"Credo di essermi innamorato in maniera assolutamente terrificante ."

“Si vede, te lo posso assicurare” ridacchiò Cody in risposta.

“E comunque spero anch'io di trovare un amore come il tuo, un giorno. Non è una cosa semplice. Ti consiglio di tenertela stretta, non lasciartela sfuggire, o te ne pentirai per il resto della vita”

"Non ho alcuna intenzione di lasciarmela scappare" rispose Jimmy, "Ho già avuto abbastanza paura di perderla nei giorni scorsi.. è stato un vero e proprio incubo."

Si rabbuiò per un momento a quel pensiero, ma quando qualcuno aprì la porta del dormitorio e Jill si affacciò fuori non riuscì ad impedirsi di sorriderle.

“Prenderete freddo lì fuori” sorrise lei di rimando.

“Volete che vi porti le giacche?”

“No, è meglio andare a dormire, è già molto tardi” rispose Cody, che rientrò dopo averle pizzicato affettuosamente una guancia.

“Tu resti ancora?” chiese lei a Jimmy.

Lui scosse la testa e si alzò per raggiungerla, fingendo di avere un gran freddo nonostante stesse ancora sorridendo.

"Temo proprio che dovrai scaldarmi ora" ridacchiò, "Si gela qua fuori, non trovi?"

“Sei un bugiardo, James Hickok…” ridacchiò lei. “Ma un bugiardo adorabile”

Un attimo dopo lo tirò a sé, stringendolo e baciandolo con passione.

“Posso sentire che sei abbastanza caldo adesso…e sarà meglio che rientriamo, prima che ci veda Teaspoon” ridacchiò lei, che rientrò senza dargli tempo di rispondere.

Decisamente imbronciato, Jimmy la seguì nel dormitorio facendo il possibile per trattenersi dal sorridere. Sedette sul letto e la osservò con interesse mentre sistemava le coperte, apprezzando molto la veduta posteriore e annuendo con aria soddisfatta. In un impeto di follia le afferrò i fianchi, tirandola con sé sul suo letto e sorridendo con aria divertita quando lei sussultò per quell'attacco improvviso.

"Shhhh!" la ammonì, mentre faceva il possibile per tenerla ferma e solleticarle i fianchi allo stesso tempo. "Ho detto shhhh! Sveglierai tutti!" ridacchiò, senza smettere affatto di torturarla.

“Hey! Voglio partecipare anch'io! All'attacco!” gridò Cody dal suo letto, sopra quello di Jimmy.

Un secondo dopo era già addosso agli altri due, seguito da Kid, Ike e Buck, che saltarono sul povero Jimmy, alquanto divertiti.

"Ouch!"

Nonostante le ripetute richieste di aiuto Jimmy venne torturato senza alcuna pietà, e quando infine riuscì a liberarsi balzò giù dal letto, allontanandosi in fretta in direzione della porta e massaggiandosi un braccio con aria sofferente.

"Mi sento come se fossi stato travolto da una mandria di bufali" si lamentò in tono melodrammatico, con tanto di broncio.

“Non potevamo fare a meno di difendere questa leggiadra fanciulla” disse dal canto suo Buck, cavallerescamente, prima di tornare nel suo letto.

Jill gli fece un inchino ridacchiando, e si avvicinò a Jimmy, cingendolo in un caldo abbraccio.

“Dov'è che ti fa male, piccolino?”

"Ovunque" mormorò lui, più imbronciato che mai nonostante la luce divertita che gli brillava negli occhi.

"Mi fa male ovunque per colpa vostra e pretendo almeno un bacio di consolazione."

“Ai tuoi ordini…” sussurrò lei contro le sue labbra, prima di chiudere gli occhi e baciarlo, rilassandosi contro di lui, sentendosi protetta e amata al di là di ogni limite.

Senza staccarsi da lei Jimmy la trascinò fino al suo letto, e la tirò giù con sé mentre si stendeva, premurandosi poi di coprire entrambi e di allungare una mano per spegnere la lampada.

"Non vedo l'ora di poter stare un pò da solo con te.." le sussurrò in un orecchio, stringendosi a lei.

“Anch'io..” sussurrò lei in risposta, prima di affondare il viso nell'incavo tra il collo e la spalla del suo amato e chiudere gli occhi.

Qualche minuto dopo, dormiva già profondamente.

Il mattino seguente, mentre facevano colazione, Emma assegnò loro i compiti che avrebbero dovuto svolgere.

“Jimmy, ho bisogno che tu vada in città per delle commissioni” disse, sapendo che il ragazzo avrebbe avuto bisogno di un po' di tempo da solo per comprare il regalo alla sua amata.

Jimmy annuì e si dedicò nuovamente alla sua colazione, alzando lo sguardo di tanto in tanto per posare gli occhi in quelli della sua Jill. Nella stanza regnò uno strano silenzio per qualche minuto. Quella mattina i ragazzi sembravano piuttosto tranquilli e concentrati sul cibo, e stavano mangiando a testa bassa quando si affacciò Lou, che rimase sulla porta con aria titubante, torcendosi le mani.

"Kid" esordì dopo aver preso un gran respiro, "Puoi concedermi un momento, per favore?"

Il ragazzo si limitò a fissarla per qualche attimo, prima di annuire.

Dopo un ultimo sorso di latte si alzò e la seguì all'esterno.

Camminarono per un po', fino a quando arrivarono all'ombra del fienile, e solo allora Kid si voltò a guardarla, senza dire una parola.

Lei azzardò solo una timida occhiata, per poi abbassare di nuovo lo sguardo. Sapeva di essere in torto ma ammetterlo, e soprattutto scusarsi, non le era certo facile. Infine prese una mano del ragazzo e gli si avvicinò, rialzando la testa per incontrare i suoi occhi, cercando di farsi coraggio.

"Mi dispiace, Kid."

“Vorrei solo che tu capissi che devi lasciargli vivere la sua vita. Sono felici insieme, e cercare di dividerli non è leale. Soprattutto non è un comportamento da amica” rispose lui, il tono calmo.

Istintivamente cominciò a carezzarle delicatamente le mani, gli occhi nei suoi.

Lou annuì debolmente, sospirando, e distolse lo sguardo.

"Mi spaventa la possibile reazione di Jimmy se dovesse andargli male anche questa volta" ammise, "Non l'avevo mai visto così innamorato.. e non conosco Jill abbastanza da potermi fidare del tutto di lei, non siamo mai state particolarmente vicine"

Detto questo lo guardò di nuovo negli occhi, e portò una mano al suo viso per accarezzarlo.

"So di aver sbagliato, Kid.. non allontanarmi da te."

“No, non potrei neanche volendo…” sussurrò lui, prima di tirarla a sé, e stringerla in un caldo abbraccio.

Fu interrotto dalla voce di Buck, era arrivato il corriere.

“Devo correre con Cody oggi. Sarò di ritorno domani, mi mancherai tanto” sorrise, prima di baciarla e correre verso le stalle.

Pochi momenti dopo era in sella accanto all'amico, spronando Katy a correre a tutta velocità.

Jill guardò gli amici che andavano via, e li salutò con la mano.

Quel giorno sarebbe dovuta andare con Buck a controllare la zona nord, avevano riferito a Teaspoon di incursioni di indiani ostili, e il mezzosangue era l'unico che sarebbe stato capace di orientarsi nei sentieri e trovare tracce utili.

In quel momento Jimmy uscì dalle stalle con Sundance, reggendolo per le briglie, e si avvicinò alla sua Jill.

"Ci vediamo questa sera, piccolina?" domandò sorridendo, per poi posarle un bacio affettuoso sulla punta del naso. "Mi mancherai da morire oggi.."

“Anche tu mi mancherai, piccolo” sussurrò lei, posandogli un dolce bacio sulle labbra.

Si era chiesta come mai Emma gli aveva assegnato un incarico con Buck e non con il suo Jimmy, ma del resto non le dispiaceva quel compito, che le avrebbe dato la possibilità di vedere i territori a nord.

"Fate attenzione" si raccomandò Jimmy quando gli altri due montarono in sella, salutandoli con la mano, e rimase a guardarli mentre si allontanavano. Quindi si voltò verso Sundance con aria cospiratoria, e gli carezzò brevemente il muso.

"La nostra è una missione assolutamente segreta" gli bisbigliò, "Devi promettermi che non dirai nulla a Jill."

Il cavallo non mosse un muscolo, limitandosi a guardarlo. Jimmy alzò lo sguardo al cielo e frugò brevemente in una tasca, per poi estarne una zolletta di zucchero e avvicinarla al muso dell'animale, che sembrò gradire molto il pensiero. Quando nitrì debolmente la sua approvazione il ragazzo sorrise soddisfatto, e lo accarezzò di nuovo prima di montare in sella.

"Adesso sì che ci intendiamo."

Una volta arrivato in città Jimmy vagò a lungo sbirciando le vetrine, in preda all'indecisione più assoluta. Di tanto in tanto portava inconsciamente la mano alla tasca dei pantaloni per assicurarsi che i suoi soldi fossero ancora al loro posto, mentre passeggiava avanti e indietro lungo la via. Aveva portato con sé tutti i suoi risparmi, tutto quello che era riuscito a mettere da parte da quando lavorava al Pony Express. Voleva comprarle un regalo che fosse assolutamente bellissimo, e non avrebbe esitato a spendere tutto quanto, se necessario. Improvvisamente sorrise, quando vide un regalo davvero speciale attraverso la vetrina di fronte a lui, e annuì solennemente prima di entrare nel negozio.

Ne uscì diversi minuti più tardi con aria decisamente soddisfatta, e ben pochi soldi rimasti in tasca. Dopo aver ritirato il vestito che Emma aveva fatto confezionare per la sua Jill fece ritorno alla fattoria decisamente di buon umore, tanto che si offrì di sua spontanea volontà di aiutare la donna a cambiare le lenzuola e riordinare il dormitorio.

Jill e Buck passarono tutta la giornata fuori, camminando a piedi per non permettere ai cavalli di cancellare le tracce.

Quando furono di nuovo alla stazione, si riunirono in una stanza con Teaspoon, e gli dissero che avevano parlato con la tribù del gruppo ostile di guerrieri, e il capo si era impegnato a tenerli sotto controllo.

Troppo esausta per mangiare, la ragazza rientrò nel dormitorio prima di cena, e dopo aver infilato il pigiama, si stese sul letto.

Jimmy la seguì quasi subito e si affacciò nella stanza, sorridendo.

"Ti porto qualcosa da mangiare qui, vuoi?"

“No, ti ringrazio, non ho fame” mormorò lei, aprendo solo un occhio, e poi passò stancamente una mano sul viso.

Dopo aver richiuso la porta Jimmy andò a sedersi accanto a lei, e prese ad accarezzarle amorevolmente il viso.

"E un pò di compagnia ti va?"

“Mi piacerebbe molto, ma devi mangiare” sorrise lei, appoggiando una mano su quella del ragazzo che le carezzava il viso, e portandosela alle labbra.

“Sono solo stanca, non preoccuparti”

Senza rispondere Jimmy si abbassò a baciarla, e si stese accanto a lei stringendola contro il suo petto, per poi prendere a cullarla dolcemente fra le braccia. Pochi minuti dopo si addormentò con lei.

 

 

 

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