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Identità nascoste Capitolo 1 29 Giugno, 1860
Sweetwater è vicina. Non faccio altro che pensare che probabilmente questa sarà la mia occasione. Se riuscissi ad ottenere questo lavoro come corriere al Pony Express avrei finalmente un letto vero, e forse un giorno potrei realizzare il mio sogno di metter su un allevamento di cavalli. Gli incubi che mi perseguitavano sembrano essere spariti. Per mesi non ho fatto altro che rivedere il viso di Thomas quando gli dissi che non lo amavo. Credo che mi riterrò sempre responsabile per il suo suicidio. E infondo infondo è stata proprio quella la causa della mia fuga da casa. Come avrei potuto continuare a vivere in quella città dove tutti puntavano in dito contro di me? Come avrei potuto convincerli che non avevo spinto io Thomas a spararsi? Non ci sarei mai riuscita. Perché nemmeno io ci credevo. Porterò sempre questo peso sulla mia coscienza. Io sono quella che ha spinto un ragazzo a spararsi, quella che ha rifiutato di sposarlo e gli ha spezzato il cuore. Lavorando come corriere so che non avrò nemmeno un momento libero, e che non potrò pensare a tutto questo. Nessuno che mi conosca, nessuno che sappia del mio passato, nessuno che mi giudichi. Ieri ho comprato una nuova bandana. Dovrò legarla bene sulla testa, in modo da nascondere i miei capelli, perché in casa non potrò portare il cappello, e loro devono credermi un uomo. La pony express non accetta donne. Sono ben decisa. Ce la farò. Dopo aver chiuso il suo diario, Jill lo sistemò nello zaino, nascondendolo tra i vestiti. Sistemò la bandana sul capo, nascondendo i lunghi capelli castani, e poi mise il cappello. Un momento dopo era di nuovo in viaggio, galoppando a tutta velocità con il suo fido cavallo, Black Beauty, unico ricordo di quella che era in passato. Arrivò nella piccola cittadina di Sweetwater in tempo per il pranzo. Ma non aveva per niente fame, troppo tesa per il lavoro che avrebbe dovuto ottenere. Si fermò in un negozio e il proprietario, un vecchio burbero e scorbutico di nome Tompkins, l'indirizzò alla fattoria di Emma Shannon. "Voi, fannulloni! Avete intenzione di poltrire per tutto il pomeriggio o potete farmi la cortesia di tagliare un pò di legna?" A quelle parole Jimmy, Cody e Lou si scambiarono una breve occhiata, per poi volgere lo sguardo al loro datore di lavoro quasi simultaneamente. Silenzio. Teaspoon, braccia incrociate davanti al petto e un sopracciglio pericolosamente sollevato, spostava alternativamente lo sguardo sui tre seduti di fronte a lui, in attesa, battendo nervosamente con un piede sul suolo polveroso. Fece del suo meglio per assumere un'espressione assolutamente truce, una di quelle espressioni che promettono dolore e torture di vario genere, ma soprattutto un sacco di lavoro extra. A suo dire sarebbe stato abbastanza per farli scattare in piedi all'istante. "Me ne occuperò io" sospirò infine Jimmy, per poi alzarsi pigramente in piedi. Era convinto che gli altri due non si sarebbero mai offerti di loro spontanea volontà, e che sarebbe toccato a lui in ogni caso. Tanto valeva offrirsi, e mostrare così un pò di buona volontà. "Bene" replicò Teaspoon, "Cerca di fare in fretta, ho delle commissioni per te." "Agli ordini." Cody ridacchiò, e fece una mezza linguaccia all'amico, prima di entrare nel dormitorio. Tolse via la camicia, tanto valeva dare una mano a Jimmy, ma non avrebbe mai sporcato la sua camicia nuova, quello mai! Quando tornò all'aperto, a torso nudo, si stiracchiò, sbadigliando. Dopotutto non aveva tanta voglia di spaccare legna… Poi qualcosa all'orizzonte attirò la sua attenzione. “Hey! Arriva qualcuno” gridò agli altri. Buck e Kid alzarono simultaneamente lo sguardo, e il mezzosangue attestò:”Sembra un corriere” “E' piuttosto bravo, anche” ribatté Kid. Jill si avvicinò alla fattoria, l'avevano già vista. Fermò il suo cavallo e guardò il gruppo di ragazzi che la studiava attentamente. Si schiarì la voce, cercando di nascondere il timbro femminile, e posò gli occhi su un giovane indiano che le stava tenendo le briglie di Black Beauty. “Sto cercando il signor Teaspoon Hunter. Sono qui per quel posto di corriere” "Sono io" rispose prontamente il diretto interessato, squadrando con attenzione lo straniero. "Credo sia necessario almeno un colloquio." proseguì, "Qual'è il tuo nome, ragazzo?" Jimmy non rivolse che una rapida occhiata al nuovo arrivato, per poi sfilare la camicia e dedicarsi alla legna insieme a Cody, che tuttavia non sembrava eccessivamente ansioso di iniziare a lavorare. “Jim Cotton, signore” rispose lei, educatamente, smontando da cavallo. Buck la guardò con curiosità, e si occupò della sua cavalcatura mentre lei seguiva Teaspoon in cucina. Emma sorrise al nuovo arrivato e lo fece accomodare, portandogli immediatamente un bicchiere di limonata fresca. “Grazie” rispose Jill, sorridendole, poi riportò la sua attenzione al signor Hunter. “Alla stazione di Rock Creek mi hanno detto che avevate bisogno di un nuovo corriere” "E' così" annuì Teaspoon, mentre si sedeva a sua volta. "Solo che mi sembri piuttosto giovane" proseguì prendendo il bicchiere di vino che Emma gli stava porgendo, "E anche gracilino, a dire la verità. Non so quanto puoi essere adatto a fare un lavoro del genere. Ci puoi provare, se credi." “Ho lavorato in un ranch al sud” spiegò lei. “Sono piuttosto bravo coi cavalli, un indiano mi ha insegnato l'arte dei sussurratori. E corro molto veloce. So che non vi pentirete di avermi preso” Emma guardò il ragazzo e provò una grande tenerezza nei suoi confronti. Era così giovane, eppure nei suoi occhi c'era infinita sofferenza e tristezza. “Teaspoon, lascialo provare” disse ad un tratto. Quel ragazzo avrebbe avuto una casa, e una famiglia su cui contare. E di questo si sarebbe occupata lei personalmente. "E sia." rispose l'altro, "Ma per i primi tempi uscirai sempre con uno degli altri ragazzi, almeno finché non avrai fatto un pò di esperienza. Una possibilità non l'ho mai negata a nessuno." In quel momento entrò Jimmy, a torso nudo e decisamente accaldato, con la camicia fra le mani e una strana espressione in volto. Si fermò sulla soglia, rivolgendo un debole sorriso a Emma per poi guardare Teaspoon, senza degnare della minima attenzione il nuovo arrivato. Non gli piaceva affatto. C'era qualcosa di strano in lui. "Abbiamo abbastanza legna per oggi" disse, per poi guardare di nuovo Emma: "Posso avere un sorso d'acqua?" “Ma certo, James” sorrise la donna, mentre si affrettava a dargli un bicchiere d'acqua fresca. Lo guardò mentre beveva, e dopo un'occhiata d'intesa a Teaspoon parlò. “Lui è Jim” disse, indicando il ragazzo seduto, che lo stava studiando attentamente. “E' un nuovo corriere, e dovrà essere accompagnato nei primi tempi. Vorrei che te ne occupassi tu. Mi sentirei più tranquilla, so che con te sarebbe al sicuro” Jimmy posò il bicchiere sul tavolo, e dopo una rapida occhiata al nuovo arrivato si avvicinò a Emma, senza riuscire a nascondere il suo disappunto. "Non.. beh, forse sarebbe meglio se si occupasse di lui qualcun altro.. magari Buck. E' molto più paziente di me." le disse a bassa voce. “Io credo che tu sia perfetto, invece” rispose lei con un sorriso. “Ecco qui la lista della spesa” continuò, porgendogli un pezzo di carta. “Perché non ti dai una ripulita e vai in città insieme a Jim?” propose lei, e cercò di trattenersi dal ridere quando vide l'espressione seccata sul volto di Jimmy, che del resto sapeva benissimo che non avrebbe potuto rifiutare. “Fallo per me, James. Sii la sua ombra, mi sentirei più tranquilla…” Lui si limitò ad annuire con aria da martire, e si mise in spalla la camicia con un gran sospiro prima di uscire dalla stanza senza una parola. A quella scena Teaspoon lanciò un'occhiata divertita a Emma, e commentò: "Non avrei mai pensato che saresti riuscita a mettere in riga quel ragazzo." Detto questo si alzò, e diede una pacca sulla spalla a Jim nell'intento di incoraggiarlo. "Non morde, non temere." Emma guardò il ragazzo mentre usciva, con un sorriso sulle labbra. Jill si avvicinò a Black Beauty e gli carezzò il muso, sussurrandogli qualcosa all'orecchio. “E' un bellissimo cavallo” attestò qualcuno alle sue spalle. La ragazza si girò e notò che le si erano avvicinati due dei corrieri. Uno era il ragazzo indiano che aveva visto prima, e insieme a lui c'era un ragazzo biondo, dagli occhi chiari e il sorriso sincero. “Il mio nome è Kid” disse quest'ultimo. “E lui è Buck” “Io mi chiamo Jim” rispose lei. “Teaspoon ti ha preso a lavorare con noi?” chiese il mezzosangue all'improvviso. “Si, sono stato assunto poco fa, ma almeno all'inizio dovrò viaggiare con uno di voi, non si fida a mandarmi da solo” spiegò la ragazza. “Bene, allora seguici, ti mostreremo il tuo letto” sorrise Buck con aria amichevole. I tre entrarono nella stanza che fungeva da dormitorio, portando le poche cose che Jill aveva con sé, e vi trovarono Jimmy, che stava chiudendo la camicia. La ragazza distolse immediatamente lo sguardo, e sorrise a Kid che le mostrò il suo letto. Jimmy finì in fretta di vestirsi, e dopo aver raccolto anche il cinturone e le pistole si avviò alla porta, voltandosi indietro solo per un momento. "Ti aspetto fuori." “Cosa gli hai fatto?” chiese Buck, indicando Jimmy. “Niente…semplicemente non credo di piacergli molto” rispose lei, scuotendo la testa. “Andate in città da Tompkins, vero?” le chiese Kid. Quando lei annuì, Buck le sorrise e le promise di occuparsi di Black Beauty in sua assenza. Un po' tranquillizzata, Jill uscì e raggiunse Jimmy sul calesse. Il sedile era piuttosto piccolo,e i due erano seduti così vicini che Jill poteva sentire il calore del corpo del ragazzo contro il suo. Visto che lui non aveva intenzione di parlare, distolse lo sguardo e si concentrò sul panorama. Assolutamente impassibile, Jimmy si limitò a lanciargli qualche rapida occhiata di tanto in tanto da sotto il cappello, sempre più convinto che quel ragazzo avesse qualcosa di strano. Come se non bastasse, secondo lui era troppo giovane per un lavoro del genere, e l'idea di fargli da balia non lo entusiasmava affatto. Una volta arrivati davanti alla bottega del vecchio Tompkins arrestò il calesse e scese, aspettando che anche l'altro fosse smontato prima di entrare. “Hickok” lo salutò in maniera piuttosto scostante Tompkins. Quando sentì quel nome, Jill guardò il ragazzo con gli occhi grandi per la sorpresa. Hickok. Distolse subito lo sguardo, scuotendo la testa tra sé e sé. “Cosa serve oggi a miss Emma?” Il ragazzo frugò brevemente in una tasca, per poi estrarne il foglietto e porlo al vecchio Tompkins con aria assente. "Non molto. Eccoti la lista." Il vecchio preparò degli scatoloni con conserva di pomodoro, marmellata, molte uova, farina, tabasco e miele. Senza esitare, Jill prese uno degli scatoloni, stringendo i denti, e si costrinse a portarlo al calesse, mentre l'altro pagava. Tornata all'interno prese anche l'altro, e poi sedette sul calesse in attesa del suo compagno. Non vedeva l'ora di toglierselo di torno. Mentre facevano ritorno alla fattoria Jimmy sembrava estremamente assorto nello scrutare la strada davanti a loro, e anche in questa occasione rimase silenzioso. Una volta arrivati scaricò uno degli scatoloni e sparì all'interno dell'abitazione, mentre Ike e Lou si occupavano del resto della spesa. Kid si affrettò a seguirlo,e senza troppe cerimonie richiuse la porta dietro di lui, e lo costrinse a voltarsi verso di lui. “Cosa diamine ti prende?” Colto del tutto alla sprovvista Jimmy indietreggiò istintivamente, fissando l'altro con aria perplessa, e scosse la testa. "Non so a cosa ti riferisci, Kid." si limitò a rispondere evitando il suo sguardo, per poi cercare di aggirarlo e dirigersi verso l'uscita. In realtà aveva colto benissimo il senso di quella domanda, ma non aveva affatto voglia di parlarne. E sperava che fosse abbastanza chiaro. Afferrandolo per un braccio, Kid gli impedì di uscire, e lo tenne fermo di fronte a sé. “Non ti ho mai visto così scontroso, prima. Di solito sei molto amichevole, ma con Jim sei stato scostante dal primo momento in cui l'hai visto. Emma era molto dispiaciuta del tuo comportamento. Perché lo fai?” "Perché non mi piace, ecco perché" sbottò Jimmy mentre cercava di divincolarsi, "Non mi piace, e questo è quanto. Non ho alcuna intenzione di fingere che sia il contrario per compiacervi. Puoi lasciarmi andare, ora?" domandò, strattonando il braccio in un tentativo di liberarlo, e accompagnando l'operazione con un'occhiata bellicosa. “Non cambierai mai, vero Hickok?” gli disse con disprezzo Kid, prima di uscire dalla stanza, sbattendo la porta. Jill aveva aiutato Emma a sistemare la spesa, e ora era seduta sulla panca sistemata fuori la cucina, e parlava con Buck. Il mezzosangue aveva notato il bracciale indiano che lei portava al polso, e le aveva chiesto dove l'aveva preso. “Ho lavorato in un ranch dove c'era anche un indiano, Uncas. Portava sempre questo bracciale, e quando sono partita me lo ha regalato, ha detto che mi avrebbe sempre protetto” spiegò lei con un sorriso. A parte Hickok, quei ragazzi le erano simpatici, e facevano di tutto per metterla a suo agio. Continuò a conversare amabilmente con lui e Cody, che stava deliberatamente evitando Jimmy, come quasi tutti gli altri. Dal canto suo, Jimmy rimase in disparte fino all'ora di cena, quando andò a sedersi fra Buck e Ike. Sembrava assolutamente tranquillo e addirittura sorrise a Emma, e scambiò qualche parola con Lou. Quando tutti ebbero finito di cenare, Emma notò che Jim stava sparecchiando, e che si apprestava a lavare i piatti. Sorrise tra sé e sé. Era sempre più convinta che quel giovanotto in realtà fosse una ragazza. “Jim, lascia, faccio io, tu va a letto, domani avrai una giornata molto dura” disse, sorridendogli. Dopo aver salutato lei e Teaspoon, Jill si avviò nelle stalle, gli altri erano già nel dormitorio, ma lei voleva salutare Black Beauty prima di andare a letto. Era lì già da un po', carezzando il grosso muso nero dell'animale, quando sentì la porta aprirsi. Si girò di scatto, portando la mano alla pistola, ma vide che si trattava solo di Hickok, e così tirò un sospiro di sollievo, e tornò a occuparsi del suo cavallo. "Ancora in piedi?" domandò il ragazzo mentre si avvicinava, "Ti conviene andare a dormire, visto che domani è il tuo primo giorno di lavoro." “Non vado mai a letto senza salutare prima Black Beauty” spiegò lei, un po' sorpresa che lui le avesse finalmente rivolto la parola. "Terrò conto di questa tua abitudine, allora" disse Jimmy mentre rimetteva al suo posto una sella distrattamente abbandonata in un angolo. "Ho visto qualcuno sgattaiolare nelle stalle e ho pensato che fosse il caso di controllare." “Non ti vado proprio a genio, vero?” chiese lei, voltandosi a guardarlo. "Mi hanno insegnato che quando qualcuno evita accuratamente di parlare del suo passato di solito è perché ha qualcosa da nascondere." rispose lui incrociando le braccia davanti al petto, "Dammi solo un motivo per cui dovrei fidarmi di te." “Io non sono qui perché tu ti fidi di me. Sono qui per lavorare. Ho bisogno di questo posto e mi dispiace che Teaspoon mi abbia affidato a te, domani chiederò di andare con Buck” rispose lei, risolutamente, prima di avviarsi verso l'uscita. “Parlare del passato…è troppo doloroso per me. Quindi non impicciarti in cose che non potresti capire” gli disse, prima di uscire e dirigersi al dormitorio. Gli altri erano addormentati, e dopo essersene assicurata, Jill infilò velocemente il pigiama, e prese il suo diario. Lanciò un'occhiata a Cody che si era mosso nel sonno, e spalancò gli occhi sorpresa, notando che il ragazzo dormiva completamente nudo, prima di riportarli frettolosamente sul diario. 30 giugno. Sweetwater.
Ce l'ho fatta! Teaspoon Hunter mi ha assunto come corriere. I ragazzi sono simpatici, soprattutto Buck e Kid, e la proprietaria, Emma, è molto dolce con me. La cosa a cui dovrò abituarmi è non guardare in direzione di Cody : dorme nudo! Inoltre ho scoperto che il corriere al quale sono stata affidata è Wild Bill Hickok! Il selvaggio pistolero di cui Thomas leggeva tanto. A quanto pare aveva ragione, è scontroso e sospettoso, e spero che non insista nel punzecchiarmi, non ho alcun dubbio che prima o poi potrebbe scoprire il mio segreto. Non è uno stupido. Dovrò chiedere a Teaspoon di assegnarmi a qualcuno meno ficcanaso. Oggi sono entrata nel dormitorio mentre Hickok si stava cambiando: che spettacolo! E' un ragazzo stupendo, dai lineamenti dolci e allo stesso tempo decisi, e il fisico scolpito. Il suo cattivo carattere però mi ha portata ad evitarlo e ignorarlo il più possibile, cosa che non mi è difficile perché mi rivolge a stento la parola, e quando lo fa si rivolge a me con disprezzo. Domani mi aspetta la mia prima giornata di lavoro, spero di essere in grado di sopportarla.
Jill rilesse brevemente quello che aveva scritto, e sorridendo tra sé e sé, lo nascose sotto il materasso, e poggiò la testa sul cuscino, dando le spalle agli altri, e addormentandosi esausta quasi immediatamente. Sembravano tutti nel mondo dei sogni quando Jimmy entrò nel dormitorio. Non si sentivano rumori di sorta, a parte il respiro degli altri ragazzi e il leggero frusciare delle coperte quando qualcuno di loro si muoveva. Iniziò a spogliarsi con calma, lanciando occhiate occasionali al nuovo arrivato, che gli dava le spalle. Ancora non si fidava affatto di lui. C'era da dire però che aveva carattere, e la sua reazione di poco prima nelle stalle ne era la prova. Si domandò cosa potesse mai nascondere di tanto doloroso il suo passato da impedirgli di parlarne, e soprattutto da farlo scattare in quel modo alla sua sola menzione. Magari avrebbe indagato. Una volta sotto le coperte rimase sveglio per un pò, le braccia incrociate dietro la testa, e con gran sorpresa si rese conto che i suoi pensieri tornavano sempre a quello strano e misterioso ragazzo, così diverso da lui.
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